Noi, in Italia, siamo abituati oramai a vedere l'ex PDS-DS-PD dilaniato dalla sfida decennale tra D'Alema e Veltroni. Hanno contribuito, loro due, a spaccare militanti, simpatizzanti, elettori e lo stesso partito. Il risultato sono stati i continui "dispetti" ogni qualvolta l'uno si fosse trovato in un posto di maggiore potere rispetto all'altro.
In Gran Bretagna, per certi versi, il Labour vive una situazione simile. Dal 1997 infatti il partito è stato preda del dualismo Blair-Brown. I due avevano un accordo per la "spartizione" della poltrona di Primo Ministro. Blair poi non rispettò il "patto" e da lì il dissidio tra i due crebbe piano piano. Risultato, ognuno dei due ha avuto il proprio momento di gloria ed oggi tutti e due sono oramai archiviati nella sezione "storica" del partito.
Il Labour però non sembra essersi liberato dai dualismi che, in questo caso, diventando addirittura familiari. Sembra infatti certa la candidatura di Ed Milliband alla leadership del partito, dove molto probabilmente affronterà suo fratello, il piu noto David Milliband, ministro degli esteri uscente e "frontrunner" da parecchi mesi. Ed, anch'esso ministro uscente, appartiene alla "corrente" browniana. David invece è un blairiano di ferro.
La sfida Blair-Brown continua, ma almeno in Gran Bretagna i vecchi leader hanno passato il testimone definitivamente. Qui in Italia Veltroni e D'Alema sono lì a "spartirsi" il Partito dal 1994. Nel 1994 in Gran Bretagna c'era John Major e Blair era ancora un giovane promettente dell'opposizione. Ora Blair va in giro per il Mondo a fare conferenze, Brown si è dimesso anche dal parlamento.
Veltroni e D'Alema invece sono ancora lì, a litigare... mentre Berlusconi governa.




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