18/12/2008 (79) - RETROSCENA
"Da Roma niente lezioni"
200mila i residenti nelle vallate coinvolte dalla decisione
La rivolta dei sindaci: regalo alla Francia
FRANCESCO FALCONE
SESTRIERE
Assurda. Irragionevole. Controproducente. «Gli amanti dello sci si riverseranno tutti in Francia, al Monginevro». Così i sindaci della Val di Susa commentano la decisione presa ieri del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, di chiudere gli impianti per il rischio valanghe. Andrea Colarelli, primo cittadino di Sestriere, è fuori di sè. «Sono scandalizzato: abbiamo affrontato tre giorni di emergenza con le sole nostre forze, senza vedere nessuno della Protezione civile quando c'erano da liberare le strade o aiutare le persone isolate nelle frazioni. E ora, tornato il sole, con Sestriere che si sta preparando ad accogliere i turisti per il weekend, da Torino vogliono vietare lo sci. Ma che senso ha?».
Da Pragelato a Prali, da Bardonecchia a Sauze, il ritornello è sempre lo stesso: che ne sanno quelli di Torino - anzi, peggio, di Roma - di cosa bisogna e non fare davanti a questi muri di neve? Come si permettono di venire a darci lezioni? Colarelli ha cercato per l’intera giornata di spiegarglielo, a Bertolaso. Risultato? «Nessuno, non sono riuscito a parlare con nessuno al di sopra di un funzionario». Sulla stessa linea il sindaco di Pragelato, sede del Resort alpino più prestigioso del Piemonte, che in paese dà lavoro a 200 persone: «Mettono a repentaglio la nostra industria: il turismo - sottolinea Valter Marin -. Mi domando se chi prende queste decisioni se ne renda conto. Una settimana fa, come responsabile della protezione civile locale, io stesso ho chiuso le piste di fondo in Val Troncea per pericolo valanghe, senza che da Torino mi segnalassero alcunché.
Ora, però, ritengo assurdo il provvedimento annunciato da Bertolaso». Caustico anche il sindaco di Cesana, Roberto Serra: «A breve la Statale che sale in Francia sarà riaperta. E così, sabato, dopo una nevicata eccezionale per il turismo, a Cesana e Claviere vedremo sfilare migliaia di turisti che, per mettere gli sci, andranno al Monginevro, dai concorrenti francesi che con le stesse condizioni di neve terranno regolarmente aperti gli impianti».
In Alta Val Susa nessuno nega l'elevato rischio valanghe: «Abbiamo già emesso ordinanze per vietare il fuoripista. E, in accordo con la società impianti, chiuderemo le aree dei comprensori che dovessero presentare pericoli - aggiungono i sindaci -. Ma quest'allarmismo è sbagliato, come i proclami del tipo "non spostatevi in montagna fino a Natale"».
Ma quest'apertura ci sarà? «Il compito dei gestori degli impianti è garantire un servizio agli operatori turistici, facendo girare tutti gli impianti sicuri - spiega il presidente della Sestrieres, Giovanni Brasso -. E' mia intenzione fare esattamente questo. Se poi un'ordinanza mi vieterà di aprire, non sarò certo io a dover dare spiegazioni ad albergatori e turisti».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...9311girata.asp




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