Preferisco pensare all'anarchia come a un modo con cui le persone trattino l'uno con l'altro pacificamente, in modo cooperativo; rispettando l'inviolabilità delle vite e delle proprietà altrui; ricorrendo agli scambi per contratto volontario, piuttosto che all'esproprio ottenuto con la coercizione, come mezzo di funzionamento della società.
Mi sono chiesto tante volte se l'anarchia sia mai esistita nel nostro mondo, e mi sono risposto che quasi tutti i nostri comportamenti quotidiani ne sono espressione. Come trattiamo i vicini di casa, colleghi, gli altri clienti di centri commerciali o negozi di alimentari, è continuamente determinato da processi di cooperazione e negoziazione. Pressioni sociali, slegate dai decreti legali, influenzano il nostro comportamento sulle autostrade affollate o nelle code al supermercato. Se trattassimo i nostri colleghi a suon di minacce e con la coercizione che lo stato usa nei nostri confronti, chiuderemmo immediatamente i battenti. Saremmo presto senza amici, se iniziassimo a pretendere da ognuno gli stessi standard comportamentali che lo stato pretende dalle nostre vite.
Se ti rechi da loro per una visita non verrai tassato o perquisito, non ti verrà richiesto di mostrare passaporto o patente, non verrai multato, incarcerato, ammanettato, o non ti sarà vietato di andare. Ho il sospetto che i tuoi rapporti con loro si basino sul rispetto reciproco. Insomma, praticamente tutti i nostri rapporti con amici e sconosciuti sono pacifici, volontari e privi di coercizione.
Butler Shaffer, Cos'è l'anarchia?