



io non sono un esperto di queste cifre. dico solo che se davvero quello che hai scritto corrisponde alla verità allora significa che il crimine commesso dagli italiani (cioè dai toscopadani) nei confronti dei napolitani e siciliani, cioè quello di annientare il proprio sistema di produzione per concentrare tutto al nord gettando i meridionali nel pietoso stato di elemosinare dallo stato il minimo per sopravvivere, è un crimine più grave e spietato di quanto pensassi.
Ma come puoi mai pensare che questo stato di bisogno penoso rappresenti addirittura (tue parole) un interesse da tutelare e tenersi stretto ?
Questo stato di bisogno non è un interesse; è una maledizione !
Il posto pubblico elargito dallo Stato a masse di persone poverissime che prima facevano i pastori, gli artigiani, i pescatori non solo ha provocato la perdita della tradizione contadina ma ha anche diffuso uno spirito parassitario nella società meridionale.
E tutto questo per cosa ?
Per l'atavico terrore che lo Stato italiano ha sempre manifestato nei conforonti dei meridionali e della loro profonda e perenne avversione verso lo stato italiano : non dimentichiamo che la diffusione dei posti pubblici iniziò con i moti indipendentisti siciliani negli anni 50 ed ebbe la sua massima espansione negli anni 70 in concomitanza con i moti rivoluzionari di reggio calabria.
Precedentemente lo Stato italiano aveva contrastato l'indipendentismo meridionale col sangue, vedi lotta al brigantaggio e vedi repressione dei moti indipendentisti siciliani. Successivamente ha trovato un metodo molto più subdolo ed efficace: renderli parassiti con l'elargizione dei posti pubblici.
Questo è stata un crimine terribile perchè i meridionali sono stati sempre un popolo di grandi lavoratori .
Non mi riferivo a te chiaramente ma facevo un discorso generale, sai poi la stima che ho per te.La distinzione che fai tra "uomini di potere" e "popolino" non ci è propria, e mi fa un pò sorridere...la nostra società al nord, almeno, non si divide così semplicemente in uomini di potere e popolino rozzo (a proposito, grazie del rozzo), è un pò più sfaccettata e complessa.
In ogni caso , anche prendendo per buona una lettura così schematica della società, il tuo discorso non sta in piedi: il governo itagliano mi pare stia cercando di attrarre investimenti cinesi o indiani a Termini Imerese, per esempio....bisogna vedere se ci riuscirà, ma ci sta provando....gli investimenti esteri, anche se provenienti da Russia, Cina, Africa, sono sempre positivi,e quanto alle merci straniere, in Padania ci sono già adesso.
L'energia non è un problema: ci sono tanti fornitori a cui rivolgersi.
In ogni caso l'establishment del nord al gran completo, se è a loro che pensi quando parli di "uomini di potere", nonostante sia sempre meno interessato alle sorti dell'itaglia grazie alla delocalizzazione, richiede da gran tempo il federalismo fiscale, e questo è un dato abbastanza significativo...
Gli investimenti cinesi a termini imerese?
sono soltanto velate ed improbabili minacce alla fiat. Nulla di serio. Fino a quando il sud resterà una colonia italiana sarà impedito a qualsiasi industria cinese di sbarcare al sud.
Addirittura i giapponesi avevano proprosto di costruire il ponte di messina senza neanche un cent a carico del contribuente e la proposta non è stata nemmeno presa in considerazione.
Il federalismo fiscale ?
Sarebbe l'apoteosi del colonioalismo antimeridionale: sarebbe come avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il sud come colonia ma che, nonostante colonia, deve provvedere a sè stessa.
C'è solo una via per il sud per salvarsi: quella della divisione dal nord.
All'inizio sarà dura ma poi finalmente diventeremo NON ricchi, NON bravi ... ma solo NORMALI. Ecco fino a quando saremo colonia italiana non non saremo mai normali


Ma io sono assolutamente d'accordo su questo, e non solo io...Carlo Lotteri (dell'Istituto Bruno Leoni) la pensa esattamente così, ossia se il nord itaglia o Padania è stato indubbiamente danneggiato dall'unità (in termini di tutto, direi), nella stessa misura lo è stato anche il sud nel suo complesso, che è stato desertificato...
Tuttavia, molte persone del sud in questo sistema ci sguazzano, è questo che si sta cercando di dire, e queste contano politicamente e fanno resistenza ad ongi cambiamento.
Il sud itaglia avrebbe bisogno, per risollevare la sua economia, di politiche diverse da quelle che , invece, vanno bene per il nord: un'altra moneta, un costo del lavoro adatto all'economia locale che lo renda competitivo (non lo stesso costo del lavoro che c'è al nord), e avendo a disposizione i fondi suoi propri (o comunque i fondi giusti, non la sproporzione che vi è ora e che droga tutto), avrebbe anche forse una classe politica meno pletorica e meno maligna...
Se ti interessa, a questo link due studiosi non leghisti (Lottieri e Falasca) parlano proprio di questa questione:
IBL - Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno
In tutta sincerità: la penso come te, perchè un federalismo fiscale serio sarebbe vantaggioso anche per il sud, ma, senza prenderci in giro, una riforma federalista richiederebbe uno stravolgimento totale della Costituzione, e inoltre gran parte della popolazione del sud attualmente farebbe resistenza, anche se ne otterrebbe vantaggi enormi per il futuro.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


Secessione e moneta a parte, sono d'accordo con l'ultimo post di Novis. ^^




Anche se la Lega mi sembra troppo tiepida con certi argomenti ultimamente.
Se poi guarda al "federalismo" francese siamo apposto.






grossa caxxata. di tutti i miei parenti sia da parte paterna che materna, solo 1 e dico 1 è un dipendente statale. il punto è questo, o voi padani vivete in un mondo tutto vostro come accennato pocanzi e non vi accorgete di quello che dite o siete delle serpi velenose.
ps: fonte? :mmm:
Ultima modifica di southern; 17-05-10 alle 22:05

