



In tutti i musei romani potete osservare che le statue di nudi maschili sono state "evirate" con lo scalpello. Forme e reazioni maniacali che dal marmo sono arrivate alla tortura della carne. Per ricucire i danni, fatti dalla cristianità, nella mente e nei corpi ci vorranno secoli. Le teorie del peccato e della penitenza a tutti i costi, del vedere il male, il demonio con la conseguente fobia del corpo, allontanano il cuore dalla bellezza, dall'estasi e dal ritorno alla purezza infantile che perdura in ogni essere. L'eroe attraverso il Dio Eros trova l'immortalità.
L'eros è l'unico antidoto contro la morte!


Mi permetto di postare alcune splendide immagini immortalate nel "gabinetto segreto" del museo archeologico nazionale di Napoli (che consiglio a tutti i pagani di visitare)
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Saluti a tutti !
Jai Maa


Il Mondo Politeista Pagano dovrebbe riappropriarsi del Panteon di Roma.
Per esperienza personale, sono incappato in un prete che ci ha invitato ad avere in quel luogo un comportamento corretto , dato che stavo iniziando un rito. L'assurdo è che il prete viene a dirci che questo è un posto Sacro.
PER CHI NON LO SAPESSE IL PANTEON E' UNA CHIESA CRISTIANA E LA CURIA DI ROMA NE E' LA LEGITTIMA PROPRIETARIA.
Sappiamo benissimo che il posto e' sacro, ma chi ha contaminato il tempio sono proprio i cristiani mistificatori.
VORREI FARE UN APPELLO A TUTTI I PAGANI
lasciamo le innimerevoli divisioni, gli intellettualismi, le sfaccettature, le divisioni scolastiche e cerchiamo di unirci in occasione del Natale di ROMA per poter officiare anche una piccola liturgia in quello che è il NOSTRO tempio e che dobbiamo finalmente pensare di riappropriarcene.
Il diritto e la libertà di religione è sacrosanto nel nostro paese (almeno in teoria) tutte le religioni posseggono un loro tempio ed è giusto che anche noi pagani troviamo una sede adeguata, ma sopratutto NOSTRA DA SECOLI E CHE CI E' STATA USURPATA,RUBATA CON L'INGANNO NONCHE' VIOLENTATA, MANOMESSA, SPOGLIATA, DESACRALIZZATA.
Il Panteon deve essere il tempio degli DEI dei grandi DEI del passato e dell'avvenire!


Io sono ateo, ma mi considero italiano e mi riconosco storicamente in radici ben più profonde di quelle cristiane, pertanto non posso che essere d'accordo con la proposta di sideros, sebbene non possa che essere esterno alla questione.
Il 21 aprile sarò mentalmente (fisicamente purtroppo non potrò) con voi.






Prima di riportare uno stralcio di un articolo scientifico di grande interesse sottolineo che
Anche la scienza è ormai consapevole che il Pantheon non è solo un edificio, ma un meccanismo sofisticatissimo ancora da conoscere nella sua complessità e in tutte le sue funzioni tecniche, simboliche e analogiche, brutalmente degradato a cimitero.
Architettura e cieli simbolici
Ancora una volta, per trovare in età classica realizzazioni architettoniche che in qualche modo prefigurino i moderni planetari, dobbiamo rivolgerci a edifici romani. Nelle antiche tombe egizie il cielo è rappresentato su superfici piane e il tholos ellenico, circolare, ha purtuttavia un tetto a cono che rende difficoltosa una lettura del complesso architettonico in chiave cosmologica. Dagli Etruschi, invece, i Romani apprendono l'arte della volta e cominciano a costruire grandi cupole per rappresentare cieli più o meno simbolici. L'esempio più celebre e quello del Pantheon, un vero emisfero tanto alto quanto largo e sormontato da una cupola con apertura centrale di circa trenta piedi, l'oculus, che mette in comunicazione diretta con il firmamento. Iniziato nel 27 a.C. da Agrippa e portato a compimento con profondi rimaneggiamenti per ordine di Adriano dal 118 al 125 d.C., il Pantheon suggerisce con tutta evidenza l'idea del movimento circolare del cielo. Le nicchie lo dividono in sedici zone, come avviene nel cielo etrusco; i cinque ordini di cassettoni sono separati da ventotto nervature, ossia sette pianeti moltiplicati per quattro punti cardinali (ventotto è anche la somma dei primi sette numeri primi e simbolizza la rivoluzione lunare)......
Scheda autore
GIANGIACOMO GANDOLFI. Comunicatore scientifico freelance e astrofisico, si è laureato in Fisica a Roma con una tesi sulla ricerca osservativa delle nane brune. E' coautore del libro Il Secondo Big Bang (CUEN, 2000), cui viene presentata per la prima volta al grande pubblico la storia dei lampi gamma. Si occupa anche di museologia, musica, letteratura e storia della scienza. Attualmente è ricercatore al CNR di Roma nell'ambito del programma Beppo-Sax.