Secondo voi oggi si può essere ancora Dandy? C'è ancora posto per la bellezza e l'eleganza "di una certa maniera" in un mondo cafone come questo?


Secondo voi oggi si può essere ancora Dandy? C'è ancora posto per la bellezza e l'eleganza "di una certa maniera" in un mondo cafone come questo?


Perchè no?![]()


Domanda interessante, alla quale mi verrebbe di rispondere.. no!! Ogni volta
che esco di casa (periferia nord milano) mi sembra di essere alla zoo. Quello
che passa il convento televisivo, non lo commento nemmeno.
D'altra parte non credo che "il bello" sia ad esclusivo appannaggio dei dandy,
che io considero checche impomatate e boriose!! Es. di dandy:
Oscar Giannino


Non hai mai letto il Grande Gatsby, o non ti sei mai appassionato alla figura del D'Annunzio, altro che checche, veri uomini, anzi, veri gentiluomini, altro che quei quattro sgallettati in felpa e cappuccio di oggi, poi se c'è qualche checca vabbè, ma quelle ci sono dappertutto ormai...


Ok, allora mettiamola così... I buzzurri ci sono sempre statati e sempre ci saranno.
Il dandy è per sua natura uno snob, uno che ama distinguersi.
Per cui, se hai aspirazioni da dandy, portale avanti con orgoglio e taaaanta personalità!!


Si, kappa, ho aspirazioni a diventare un capolavoro-questo è il dandy-che nulla a che vedere con lo snob...


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....ok ciccio, tu impegnati a diventare un capolavoro, che poi ti veniamo a vedere in qualche museo!!!


Mi farebbe piacere kappa...


Il suo quesito è pertinente e meriterebbe ben più ampia trattazione.
Come è stato giustamente già scritto il nostro mondo è sostanzialmente cafone,un mondo popolato da fellah,che si crogiaolano beati(idioti) nell'immondizzia.L'eleganza,un certo portamento,una fierezza,un austerità,uno sguardo nobile e severo sono doti che,ha parer mio,si acquisiscono per nascita e si migliorano con una data educazione al bello.Ad esempio i cosidetti "writers" sono figli del brutto,della barbarie,del vuoto abissale che li circonda.Un interessante figura di Dandy davvero "in regola" è,a mio parere,costituita dallo storico e critico d'arte Philippe Daverio che sicurametne conoscerà per via del suo programma e della rivista da lui diretta ottimamente.

