







Senti non siamo obbligati a votare Soru o il figlio del commercialista; ci sono altri candidati, i quali pero', a causa del sistema bipartitico, fanno fatica ad avere una sostanziale esposizione mediatica per portare ai possibili elettori le loro proposte...queste persone non cambiano bandiera, hanno fatto lotte contro i servilismi e protestato contro i rifiuti che il nostro caro Soru ha fatto arrivare dall'italia; Queste stesse persone all'offerta di alleanza di Mr Tiscali hanno risposto di no, loro non corrono con i partiti romani per arraffare una poltrona; Se pensi che chi non si piega, chi tira fuori gli attributi merita rispetto e il nostro voto, beh allora guarda ai nostri indipendentisti. Gli altri seguono solo i loro interessi personali




Indipendentisti di destra, sinistra o centro....
nelle ruote elettorali....in un modo o nell'altro, a quanto mi risulta, si resta inglobati....
Pensa ad esempio alla sinistra antagonista filoberlusconiana....o a qualcosa di simile....
A dopo, eventualmente.
Adesso sarei in aspettativa di qualche prossimo sondaggio....convincente....made in Villa Certosa (Sardegna)....
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Dalla tua risposta capisco che non hai una vera e propria idea di quel che sono questi partiti e dei loro programmi.
Che siano di destra o di sinistra non importa in quanto si rifanno a idee e modi di fare politica molto distanti da quel che puo' esser il PD o PdL...so che e' complicato per voi capire, ma nella realtà politica sarda e soprattutto di questi partiti, i partiti romani sono appunto partiti stranieri e occupanti, quindi nessuno si rifà a questo o quel partito, esponete o pensiero politico.


Forse per te non fa' differenza consegnare la Regione in mano a un delinquente ambientale puttosto che a Soru, per me si!
Sai cosa ne sarebbe della Sardegna se (il tuo) Capellacci e il piduista allogeno
prendessero il potere?
LEGGI SOTTO DI COSA E' CAPACE UGO CAPELLACCI, EX AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA Sardinia Gold Mining!
Furtei. La denuncia degli operai licenziati: rischia di tracimare il bacino artificiale pieno di veleni
Abbandonata la diga al cianuro
Oro, i canadesi lasciano una bomba ecologica
Mercoledì 10 dicembre 2008
L'allarme lanciato durante la seduta del Consiglio provinciale riunito a Furtei. Dalla diga c'è una fuoriuscita di veleni usati per l'estrazione dell'oro che rischia di finire sui terreni sottostanti. L'intervento degli operai licenziati ha evitato guai peggiori.
Una diga con due milioni e mezzo di tonnellate di fanghi, residui della lavorazione dei minerali ed un milione di tonnellate d'acqua. Un bacino dove c'è cianuro, veleno in grado di provocare un inquinamento ambientale di proporzioni enormi in tutto il Campidano. E' l'eredità più pericolosa lasciata dai canadesi, che hanno abbandonato la miniera di Furtei. Il pericolo è immediato. Da una crepa in una parete della diga escono acqua e fango, che si accumulano in un pozzo. Una pompa riporta i liquidi pericolosi nel bacino. Lunedì notte la pompa si è bloccata. Gli operai con stipendi garantiti per un solo mese hanno evitato l'irreparabile. Un appello forte lanciato ieri nel Consiglio provinciale riunito a Furtei sulla vertenza dei 47 lavoratori ed il problema del ripristino ambientale.
LA DIGA Negli anni in questo bacino, fra Coronas Arrubia e Monte Porceddu, sono stati riversati i fanghi residui della lavorazione dei minerali. Nella diga ci sono finiti mercurio, arsenico, piombo, rame e soprattutto cianuro di sodio. Se la diga dovesse tracimare per le piogge o per questa spaccatura la sostanza finirebbe in Campidano con problemi per i terreni e le falde acquifere.
EMERGENZA «E' una bomba ecologica», ha detto Ignazio Corda, 38 anni, di Furtei, uno dei 47 operai, «ieri (lunedì n.d.r.) abbiamo lavorato sino all'una di notte perché la pompa si era bloccata. Abbiamo evitato un disastro. Sotto c'è la diga dell'Eaf che irriga il Campidano. La Regione intervenga. E' la salute dei cittadini che ci va di mezzo». «Ci sono altri bacini con residui pericolosi», ha aggiunto Emanuele Madeddu, del Rsu aziendale, «chi ha acquisito professionalità in miniera serve per monitorare queste emergenze».
SOLUZIONI «Faremo un sopralluogo e stanzieremo somme di bilancio per intervenire nelle situazioni di rischio», ha assicurato il presidente della Provincia Fulvio Tocco. E il futuro? Una gara internazionale per il progetto in sottosuolo nella miniera di Santu Miali non sembra una soluzione percorribile. L' hanno annunciata ieri all'inizio del Consiglio provinciale riunito nell'aula consiliare di Furtei il suo presidente Giuseppa Unida ed il sindaco di Furtei Luciano Cau, che hanno riferito una proposta dell'assessore regionale all'industria Concetta Rau.
L'ASSESSORE «In questo momento mi ha detto l'assessore che la Regione ha difficoltà a farsi carico dei lavoratori», ha aggiunto il primo cittadino, «capisco che in Sardegna ci siano tante vertenze con centinaia di posti di lavoro a rischio. Ma 47 posti sono pochi e forse più facili da salvare se c'è la volontà politica». Interventi a fiume in un Consiglio durato alcune ore. Spazio alle rivendicazioni ed agli appelli per la Regione. Gli argomenti sono fin troppo noti. Il protocollo d'intesa firmato fra Comuni, Sardinia Gold Mining e Regione nel 1996. Bocciata la gara internazionale. «E' già fallita. Non ha avuto credito nei mercati internazionali il progetto in sottosuolo. Od i canadesi non sarebbero andati via», ha ricordato Walter Saiu, della Filcem Cigl del Medio Campidano, che ha lanciato un appello all'unità politica in questa battaglia. Un invito raccolto dal Consiglio, che si è sciolto con l'impegno di sostenere gli operai ed il ripristino ambientale.
ANTONIO PINTORI
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