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  1. #1
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    Cool Se i napoletani sono descritti come brutte persone un motivo ci sarà ...

    BLITZ DEI CC IN CAMPANIA, POMODORI SCADUTI NEL '99

    NAPOLI - Erano le pizzerie il luogo prediletto per smerciare gran parte dei generi alimentari scaduti o ammuffiti che i carabinieri hanno sequestrato nella zona di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Salsa di pomodoro scaduta da dieci anni, wurstel, carciofini sott'olio e insaccati ammuffiti venivano infatti venduti alle pizzerie della zona che li utilizzavano per preparare le pizze che, fumanti, finivano direttamente sul tavolo degli ignari clienti, senza che ci fosse quindi la possibilità di controllarne la data di scadenza. Questi i preoccupanti risultati dell'operazione dei carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino che ha portato al sequestro in diversi magazzini di circa trenta quintali di prodotti alimentari scaduti o tenuti in cattivo stato di conservazione. La scoperta più sconcertante i militari l'hanno fatta nel magazzino di un distributore all'ingrosso di generi alimentari, che forniva supermercati e ristoranti delle province di Avellino e Foggia, lì erano conservati 50 chilogrammi di passato di pomodorino in scatola scaduti da dieci anni.

    Nel magazzino dei cibi avariati i carabinieri hanno trovato in totale circa 2,5 tonnellate di merce scaduta o conservata in pessimo stato, pronta per essere distribuita nei ristoranti della zona. I risultati vengono considerati particolarmente "allarmanti" dai carabinieri che hanno eseguito il blitz in collaborazione con alcuni addetti del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Av/1, secondo cui i cibi avariati potevano essere molto nocivi per la salute dei consumatori. I militari, al termine delle indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica di Ariano Irpino Luciano D'Emmanuele, hanno anche visitato un discount alimentare in cui sono stati trovati quasi 100 chili di prodotti alimentari conservati in un deposito con infiltrazioni d'acqua e privo delle più elementari norme di igiene. Anche due ristoranti sono stati coinvolti nelle perquisizioni dell'arma: in due locali della zona di Ariano Irpino i Carabinieri hanno sequestrato pesce congelato e conservato senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie oltre a prodotti conservati sott'olio con le confezioni piene di muffa e prodotti derivati dal latte scaduti da circa un anno. Il valore della merce sequestrata ammonta a circa 50 mila euro. Al termine del blitz i militari hanno deferito in stato di libertà i titolari degli esercizi commerciali in cui sono stati trovati gli alimenti scaduti e mal conservati. Sono state inoltre elevate contravvenzioni per un importo pari a 12 mila euro.

  2. #2
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    Banderas e quelli che facevano il formaggio con la monnezza, dove stavano?

  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    Grande Silvio! Bellissima foto!
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  5. #5
    moderatore di bachelite
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Grande Silvio! Bellissima foto!
    è la rarissima occasione che abbiamo di vedere silvio cantare

  6. #6
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    Ma Napoli e i napoletani in tutto ciò che c'entra a parte la sede locale dell'agenzia del giornale?

  7. #7
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    Defungeremo all'opposizione...
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Banderas Visualizza Messaggio
    BLITZ DEI CC IN CAMPANIA, POMODORI SCADUTI NEL '99

    NAPOLI - Erano le pizzerie il luogo prediletto per smerciare gran parte dei generi alimentari scaduti o ammuffiti che i carabinieri hanno sequestrato nella zona di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Salsa di pomodoro scaduta da dieci anni, wurstel, carciofini sott'olio e insaccati ammuffiti venivano infatti venduti alle pizzerie della zona che li utilizzavano per preparare le pizze che, fumanti, finivano direttamente sul tavolo degli ignari clienti, senza che ci fosse quindi la possibilità di controllarne la data di scadenza. Questi i preoccupanti risultati dell'operazione dei carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino che ha portato al sequestro in diversi magazzini di circa trenta quintali di prodotti alimentari scaduti o tenuti in cattivo stato di conservazione. La scoperta più sconcertante i militari l'hanno fatta nel magazzino di un distributore all'ingrosso di generi alimentari, che forniva supermercati e ristoranti delle province di Avellino e Foggia, lì erano conservati 50 chilogrammi di passato di pomodorino in scatola scaduti da dieci anni.

    Nel magazzino dei cibi avariati i carabinieri hanno trovato in totale circa 2,5 tonnellate di merce scaduta o conservata in pessimo stato, pronta per essere distribuita nei ristoranti della zona. I risultati vengono considerati particolarmente "allarmanti" dai carabinieri che hanno eseguito il blitz in collaborazione con alcuni addetti del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Av/1, secondo cui i cibi avariati potevano essere molto nocivi per la salute dei consumatori. I militari, al termine delle indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica di Ariano Irpino Luciano D'Emmanuele, hanno anche visitato un discount alimentare in cui sono stati trovati quasi 100 chili di prodotti alimentari conservati in un deposito con infiltrazioni d'acqua e privo delle più elementari norme di igiene. Anche due ristoranti sono stati coinvolti nelle perquisizioni dell'arma: in due locali della zona di Ariano Irpino i Carabinieri hanno sequestrato pesce congelato e conservato senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie oltre a prodotti conservati sott'olio con le confezioni piene di muffa e prodotti derivati dal latte scaduti da circa un anno. Il valore della merce sequestrata ammonta a circa 50 mila euro. Al termine del blitz i militari hanno deferito in stato di libertà i titolari degli esercizi commerciali in cui sono stati trovati gli alimenti scaduti e mal conservati. Sono state inoltre elevate contravvenzioni per un importo pari a 12 mila euro.
    Ariano Irpino Napoli?

  8. #8
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito prelibatezze patane doc

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...carti-nel.html


    La truffa del formaggio gli scarti nel grattugiato
    Repubblica — 05 settembre 2008 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA

    Quando gli uomini della Guardia di Finanza trascrivono le intercettazioni, quasi non credono alle loro orecchie. Chi è il rappresentante legale e amministratore unico dell' azienda che ricicla formaggi avariati e scaduti? Semplice l' ex comandante della stazione dei carabinieri. SEGUE A PAGINA 21 PIACENZA - E chi certifica, passando a bere un caffè, che è tutto a posto, nonostante le celle frigorifere trabocchino di tonnellate di merce con dentro insetti, larve, escrementi e carcasse di topi, muffe, pezzi di plastica? Semplice: il veterinario dell' Asl. È talmente disinvolto, il medico, con i banditi della tavola, da "dimenticarsi" i timbri dell' Asl di Piacenza - dov' è tuttora tranquillamente in servizio - in un cassetto della scrivania, nell' ufficio contabilità del caseificio. E così da controllore è diventato controllato. C' è anche lui nel fascicolo con cui la Procura piacentina (pm Antonio Colonna) scrive ora una nuova e ricca pagina nell' inchiesta sui formaggi avariati avviata due anni fa dai colleghi di Cremona (pm Francesco Messina). Lo scenario ricostruito dagli investigatori è inquietante. Decine di tonnellate di scarti di formaggio piene di schifezze ritirate da grosse aziende (Granarolo, Ferrari Giovanni industria casearia, Zanetti) e mischiate a prodotto fresco: un sistema collaudato con cui la DELIA, stabilimento a Monticelli D' Ongina, sede legale a Milano in piazza IV Novembre, riesce a piazzare sul mercato italiano e europeo il suo prodotto finito. Che vuol dire soprattutto: formaggio grattugiato. Come? Vendendolo a aziende che lo confezionano in buste a marchio "Galbani", "Ferrari", "Medeghini", solo per citarne alcuni. O direttamente al cliente finale, come nel caso di "Biraghi" o "Prealpi". Il giro è enorme, e abbraccia mezza Europa (Spagna, Austria, Germania, Francia, Belgio). Una ventina di milioni di euro il volume d' affari della società, collegata a altre tre aziende di cui due con sede a Barcellona (COMPINQUE S. L. e QUEDERLAC S). Sono tutte riconducibili a Alberto Aiani, cinquantatreenne di Casalbuttano. Il paese in provincia di Cremona dove l' ex ufficiale dell' Arma Francesco Marinosci, pugliese di Francavilla, cremonese d' adozione, - prima di darsi al formaggio e diventare socio di Aiani nella DELIA - dirigeva la stazione dei carabinieri. Ieri usava l' utilitaria in dotazione, guadagnava un moderato stipendio. Oggi gira in Jaguar e, si capisce, ha implementato le sue entrate. Con Aiani e un' impiegata dell' azienda - per ora sono denunciati - Marinosci dovrà rispondere del reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari con rischio di danno per la salute pubblica. Ma c' è dell' altro. Sulle triangolazioni pericolose con cui DELIA acquistava "merda" - termine usato dai truffatori per indicare il prodotto avariato, dalle intercettazioni del primo troncone di inchiesta condotta dalle fiamme gialle guidate dal comandante Mauro Santonastaso - il compito di vigilare, si fa per dire, spettava a un veterinario dell' Asl piacentina: Luciano Dall' Olio (falso e abuso d' ufficio). Il medico non è esattamente un guardiano scrupoloso. Di più: alla DELIA in pratica si autocertificano. Con il timbro del competente servizio veterinario. Per ricomporre il quadro che emerge dalle pieghe dell' inchiesta non c' è bisogno di aggiungere molti altri tasselli. Né confortano le "spigolature" venute alla luce nel corso delle indagini (già arrestate quattro persone, sigilli alla Tradel di Casalbuttano, la prima azienda "riciclona" del siciliano Domenico Russo). Per esempio: possibile che il legale di Andrea Chittò, veterinario dell' Asl di Cremona, anche lui accusato di reggere il gioco dei truffatori e sospeso dal servizio, nella memoria difensiva produca la testimonianza del comandante dei Nas di Cremona, Raffaele Marongiu? In Procura ormai ne sono convinti: il sistema della truffa del formaggio avariato ha continuato e continua a funzionare grazie alla connivenza-complicità di chi dovrebbe controllare e però si fa chiudere gli occhi. Così la "pattumiera" funziona a pieni giri: ritira roba scaduta e marcita, e la ripulisce sotto forma di formaggio fuso che poi viene fatto raffreddare e venduto in panetti (delimix) alle grosse aziende. Il prodotto finisce nelle grattugie. Si ottiene il lavorato finale: il formaggio grattugiato. Non deriva, ovvio, né da parmigiano né da grana padano o da altri formaggi duri fatti direttamente con il latte, ma da un "fuso" insaporito a seconda della percentuale di croste o scarti immessi nella fusione. Eccole, riempite con il prodotto delle due aziende-pirata, le classiche buste di grattugiato che finiscono sulle nostre tavole. «Di aziende come queste c' è pieno - dice un investigatore anti-frode - e i grandi marchi se ne servono abbondantemente. È un sistema di vasi cinesi che va combattuto e stroncato. I ministeri della Salute e dell' Agricoltura, adesso, dovrebbero intervenire pesantemente». - dal nostro inviato PAOLO BERIZZI

  9. #9
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito già si è parlato di questa notizia sul principale, ma purtroppo è stato chiuso il 3d

    discussione su questa notizia, purtroppo chiusa dall'amministrazione, dove venono ricordati altri esempi di truffe ed aldutlerazioni alimentari avvenute in patania, dove avvengono la maggior parte delle più gravi adulterazioni alimentari, dove il vino al metanolo a suo tempo fece decine di morti ed altrettanti intossicati

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=487427

  10. #10
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    Ritengo assurdo che per un sequesto di merce per un valore di soli 50.000 euro e 2,5 tonnellate di merce, ossia pochissimo, si sia data rilevanza nazionale ad una simile notizia e che si ritritino i soliti luoghi comuni. La distribuzione della merce avveniva principalmente in due locali (leggansi due) in un paese di 20.000 abitanti ed i pomodori scaduti di 10 anni sono stati trovati in un ingrosso di Foggia, quindi nemmeno in Campania.
    Allo stesso tempo, quando su 80 tonnellate di parmigiano reggiano a Brescello, a pochi km dalla casa dell'autore del topic, per un valore di 800.000 euro e destinate ad essere consumate in tutta Italia sono stati trovati morsi di topi nessuno ha aperto discussioni così stupide.


 

 
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