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Chiarisco il mio discorso sulla libertà: non siamo "manovrati", ma godiamo del libero arbitrio anche se tutto già esiste, nell'eternità. So che le due posizioni sono difficilmente conciliabili, il problema è che le cose vanno osservate dal nostro punto di vista e da quello dell'Assoluto. Chiaramente quello reale è il secondo, ma nel momento in cui ci troviamo ad agire non possiamo conoscere ciò che scaturirà dall'azione.


Dio pensa?![]()


Ti capisco, anche se la tua conclusione è, per così dire, troppo niezschiana e difatti "puzza" di "amor fati"..
In ogni caso va tenuto presente che affermare Dio come riscatto dal dolore, o negarlo, a partire dall'esistenza del dolore stesso, sono due aspetti del medesimo squilibrio spirituale..
Una cosa è certa: le stronzate sin qui postate in questo thread farebbero comprensibilmente rabbrividire il buon Eckart..
C'è troppa ansia di negare o di affermare la presenza di Dio, quasi animati da una sorta di condizionamento riflesso. Ma si dà il caso che, se Dio ci fosse, non si fa di certo soggiogare dalle nostre aspettative..
Si pone, a mio avviso, un eccessivo accento sulla libertà dell'uomo, applicandola pari pari a Dio, che però, in quanto tale, deve avere autonomamente un altro tipo di libertà. Una libertà tale da accettare su di sè anche il dolore, che di norma tutti gli uomini, per definizione schiavi, rigettano, censurandolo.
Nietzsche ci ha visto giusto in proposito: o Dioniso, o il crocifisso, ovvero due opzioni che ricalcano la medesima specie umana (o sovrumana). Non confondibile, pertanto, con le masse di cui sopra..





