E' una domanda a bruciapelo. Esistono ancora i moderati, cioe' quel tipo di persone che in politica prediligono il dialogo, il cercare di capire le motivazioni dei diversi punti di vista, che cercano di discutere in modo costruttivo ed eventualmente di arrivare ad un accordo che sintetizzi il piu' possibile le esigenze di tutti?
O siamo diventati tutti estremisti? Tutti irriducibilmente ancorati al nostro punto di vista, senza nessuna possibilita' di vedere un briciolo di valore o anche solo di sensatezza nelle idee opposte, aggrappati ad una bandiera (ma le ideologie non erano morte?) scelta chissa' come e chissa' quando ma da cui staccarsi verrebbe vissuto come un'infamia?
Per moderati non intendo necessariamente "centristi". Ma e' secondo voi lo stesso "centro" di democristiana memoria ancora una posizione moderata, quando le idee politiche su cui oggi punta tutta la sua identita' sono quelle da esso poste come assolutamente indiscutibili e oltranziste, quindi estremiste, della difesa di alcuni valori di ispirazione religiosa? Sono le parole "centro" (e i derivati "centro-destra" e "centro-sinistra"), "centrista" e "moderato" ridotte oggi a un appellattivo esclusivamente elettorale, cioe' volto a rassicurare gli elettori per attirare voti, senza corrispondere ad una vera moderazione?




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