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Discussione: Pd al 25%

  1. #61
    Apolide
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    per un partito di ispirazione socialista europea
    per un partito dei cattolici democratici e progressisti
    per un partito comunista unitario
    per altre forze riformiste, rosso-verdi, ambientaliste.

    alternativa democratica, ricostruire la civiltà
    E' il quadro che si aveva precedentemente (salvo la scissione dal PRC di Diliberto e Cossutta già consumata nel 1998) la formazione del PD, che alla fine è stata effettuata solo per riavere un partito del 30%, scegliendo in pratica la strada breve, dato che una pessima dirigenza non era riuscita a condurre un partito di ispirazione socialista come il PDS-DS a risultati confrontabili agli altri partiti europei della Rosa.

    Il fatto è che ora tutti i nodi di una fusione a freddo tra apparati, coperta, neanche tanto bene, da una indecifrabile "identità democratica", stanno venendo al pettine. Il punto è fino a quando la base, sopratutto quella diessina, accetterà di galeggiare in questo limbo, soprattutto ora che si sta tornado a percentuali da PDS...

  2. #62
    Sospeso/a
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken Parker Visualizza Messaggio
    Oggi (18-1) Manheimer da il PD al 23%.

    Veltroni, questa settimana ha polemizzato col Governo per i giochi a premi nelle TV e per l'assenza di Berlusconi alla cerimonia d'insediamento di Obama..
    Francamente non capisco cosa abbiate da obiettare...l'avete votato in massa quando i suoi propositi verso berlusconi (dialogo a oltranza, ricerca di percorsi condivisi sulle materie fondamentali) erano già chiarissimi....con premesse del genere, ovvio che "l'opposizione" si concentri su cazzate del genere.

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Aiace_Free Visualizza Messaggio
    Il punto è fino a quando la base, sopratutto quella diessina, accetterà di galeggiare in questo limbo, soprattutto ora che si sta tornado a percentuali da PDS...
    beh io già dalle europee se Veltroni non parla chiaro sulla collocazione europea voto Pd alle amministrative e Sd (o La Sinistra se la fanno) sulla scheda europea per protesta.

    ecco,sarebbe un buon metodo per protestare contro l'immobilismo della dirigenza.

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    l'occasione non fu colta ai tempi del PDS. Il riformismo socialista italiano poteva sviluppare la sua forza politica organizzata. La scelta fu quella di costituire i DS, primo passo verso uno spostamento al centro.
    Oggi la parola unitaria deve essere "alternativa democratica". Il PD cambia nell'apertura a sinistra.
    Romeo, la soluzione non è certo il minoritarismo di Nencini e co.
    Da togliattiano penso che i temi della laicità devono essere sollevati con coraggio, ma senza colpi di teatro. Operiamo nel quadro di un Paese culturalmente e politicamente spostato a destra. I tempi delle grandi lotte su aborto e divorzio sono finiti, mutati i rapporti di forza, cambiato il mondo. Lo dico da comunista..lo vogliono capire i "pasdaran" laici o no ? ( e sia chiaro parla un ateo razionalista convinto) Bisogna ripensare tutto, per riuscire a vincere. La destra ha cambiato in senso reazionario il senso comune di questo Paese.

    per un partito di ispirazione socialista europea
    per un partito dei cattolici democratici e progressisti
    per un partito comunista unitario
    per altre forze riformiste, rosso-verdi, ambientaliste.

    alternativa democratica, ricostruire la civiltà
    l'Italia ha bisogno di una sinistra europea, che di fatto si impegni nella politica interna a perseguire gli stessi obiettivi dei partiti socialisti d'Europa!
    che si chiami Democratico, Socialista, Pincopalliniano non ha importanza!
    importa la chiara linea politica, la partecipazione attiva, un programma concreto e fine alle problematiche sociali, dai diritti alla loro effettività!

    i DS hanno perso questa corsa nel momento in cui si sono sciolti nel PD!
    il carrozzone non si può spostare da un giorno all'altro a Sinistra come se nulla fosse, giacché i dirigenti interni lo impedirebbero (Veltroni in primis).

    è evidente che la strategia centrista e moderata del PD ha trascinato tutta la Sinistra in un baratro dal quale difficilmente uscirà indenne.

    se il PD non cambierà prospettive e non si riorganizzerà dal principio, allora l'alternativa andrà costruita sia nei confronti di Berlusconi, sia nei confronti di Veltroni.

    sarebbe però più ragionevole che si costruisse l'alternativa a partire da quella parte del PD che vuole stare a Sinistra, che si apre al PSE, alle tematiche etiche e sociali, insieme al resto dei riformisti-laici sparsi nei vari livelli di governo (da quello nazionale a quello locale).

    purtroppo la decisione spetta sempre al PD.

  5. #65
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    i DS hanno perso questa corsa nel momento in cui si sono sciolti nel PD!
    dissento.
    Fu il PDS a perdere la grande occasione di diventare una forza socialista europea, un grande partito socialdemocratico italiano. La trasformazione in DS (con l'apertura centrista che quel mutamento conteneva, a partire dall'ingresso di componenti cattoliche) fu già l'anticipazione di una virata imponente verso il centro.
    ciao

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    dissento.
    Fu il PDS a perdere la grande occasione di diventare una forza socialista europea, un grande partito socialdemocratico italiano. La trasformazione in DS (con l'apertura centrista che quel mutamento conteneva, a partire dall'ingresso di componenti cattoliche) fu già l'anticipazione di una virata imponente verso il centro.
    ciao
    E chi fu il segretario dal '98 al 2001 quando da pds diventarono ds?

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da menegardo Visualizza Messaggio
    E chi fu il segretario dal '98 al 2001 quando da pds diventarono ds?

    e dov'era Fabio Mussi ?

    tra i veltroniani

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio

    per un partito di ispirazione socialista europea
    per un partito dei cattolici democratici e progressisti
    per un partito comunista unitario
    per altre forze riformiste, rosso-verdi, ambientaliste.

    alternativa democratica, ricostruire la civiltà
    Questo è uno scenario che è idealmente auspicabile, ma io credo che bisogna tener conto di altri fattori:
    a) questo modello (quello esposto da leninista) è la razionalizzazione dell'Ulivo, ovvero la trasformazione dell'Unione da alleanza di 11 partiti a alleanza di 4 partiti, io credo che difficilmente si discosterebbe molto dall'esperienza vissuta negli anni passati.
    Una cosa si è capita: non possiamo rifare come nel passato.
    L'aver fatto 5 anni di opposizione, l'esserci poi presentati alle urne, aver pareggiato e aver costruito un governo che è stato il più basso in consenso popolare nella storia della repubblica italiana, ha costituito una sconfitta di carattere strategico, che ci impone di dover ridisegnare completamente la nostra strategia.
    b) Dobbiamo recuperare elettorato centrista, purtroppo, alcune forze della sinistra radicale, con il solo fatto della loro presenza nella coalizione impedirebbero l'acquisizione di questi voti.
    c) La sinistra radicale ha perso l'attitudine allo stare al governo.
    Ciò deriva da un fatto specifico (e sono sicuro che leninista converrà con me): l'abbandono del centralismo democratico all'interno dei partiti della suddetta area ha portato i politici comunisti a comportarsi al governo con la stessa attitudine con cui si comportano all'interno dei propri partiti.
    Al governo dovrebbe vigere il centralismo democratico, al chiuso di palazzo Chigi ci si scanni pure, ma usciti da quella porta, su Piazza Colonna, si deve essere monolitici, tutti uniti sulla posizione presa.
    (Ora vediamo anche noi del partito democratico a non perdere quest'attitudine, sennò so dolori)
    d) tra sinistra riformista e sinistra radicale c'è una diversa proposta strategica ma ci può essere comune proposta tattica.
    e) L'esistenza di un unico partito (il PD) che riunisce centro democratico liberale e sinistra socialdemocratica dà una forza aggiuntiva alla sinistra nella definizione del programma di un futuro governo e nelle candidature, questo lo han ben capito gli ex margheritini che ora scalpitano per poter riformare un proprio partito centrista, essi scontano una base nettamente minore rispetto a quella degli ex DS, e non riescono più sfruttare la propria posizione centrale delle schieramento politico, ovvero di avere il coltello dalla parte del manico nelle trattative.
    Lo scioglimento del PD in due partiti rafforzerebbe il centro negli equilibri interni del centrosinistra e indebolirebbe la sinistra, è ovvio, saremo tutti più gratificati di far parte di un partito astrattamente più vicino alle nostre idee, ma nella sostanza dura della realtà il programma del centrosinistra sarà spostato al centro.
    f) arrivo alla parte più importante:
    Le proposte politiche riformiste e progressiste, nazionali, capaci di aggregare un blocco sociale attorno ad esse di carattere nazionale hanno dimostrato nella storia della II repubblica italiana di essere strutturalmente minoritarie nel complesso nazionale.
    Dirò di più:
    Tutte le proposte politiche che aggregano blocchi sociali nazionali non possono essere maggioritarie.
    Questo perchè l'Italia è un paese dalle diverse conformazioni sociali.
    L'italia si può dividere in 4 territori:
    il Nord, ovvero il 17° lander tedesco;
    le regioni rosse, ove la proposta politica riformista è strutturalmente maggioritaria (il che non vuol dire che non si possa perdere delle specifiche elezioni)
    Il centro-sud (compresa la Sardegna e Liguria), ovvero il Battlefield elettorale ove il blocco sociale corporativo-clientelare e quello progressista si fronteggiano alla pari,
    La Sicilia che ha caratteristiche uniche al mondo.
    La destra italiana ha costruito un alleanza strategica tra due proposte politiche capaci di aggregare attorno a se 2 differenti blocchi sociali:
    La proposta romana (PDL) la proposta del Nord (Lega).
    In più, l'UDC prima e l'MPA dopo, hanno costruito proposte politiche specifiche per la Sicilia capaci di aggregare attorno a se un blocco sociale drammaticamente ipermaggioritario in quella regione.

    Vengo al sodo:
    Se noi, centro-sinistra, vogliamo giocarcela contro di loro, ovvero se vogliamo essere una forza in grado di vincere le elezioni e poi governare stabilmente per 5 anni, riformando in senso progressivo questo paese, e poi provare a rivincere, DOBBIAMO costruire 3 proposte politiche differenti, una per il Nord, una per Regioni rosse e centro-sud, e una siciliana, tutt'e tre capaci di aggregare attorno a se un blocco sociale che possa essere maggioritario in ognuna delle tre aree.
    Per poter fare 3 proposte differenti bisogna avere autonomia delle candidature, autonomie della proposta politica e strutture separate.
    Ci deve essere un comune carattere però: l'Unità nazionale e la ricerca di un rafforzamento di un sentimento nazionale nel quadro dell'UE.
    E' ovvio che poi il governo dovrà essere una sintesi ponderata di queste tre proposte.

    Io credo che possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma se continuiamo a elaborare solo a "Roma" saremo sempre strutturalmente minoritari, qualsiasi alchimia elettorale si faccia, con o senza UDC, con o senza Comunisti.
    Per questo appoggio le mosse di Chiamparino e Cacciari.

    Spero che il PD rimanga unito dal punto di vista centro/sinistra poichè è tutto nell'interesse della sinistra farlo, come ho dimostrato poc'anzi.
    Sicuramente il PD, se continuerà ad esistere, deve riscoprire la vita democratica interna dei suoi organi collegiali (e soprattutto devono rinascere i comitati politici federali) ma di converso, il PD o sarà presidenzialista o non sarà!
    Gli italiani questo vogliono, in un momento di difficoltà, come sempre l'hanno voluto nella nostra storia, se non glielo diamo non otterremo mai la maggioranza, dobbiamo promuovere (che ci piaccia o no) il presidenzialismo, con una netta separazione dei poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo.

    Rapporto con la sinistra radicale: io credo che l'esperienza di alleanza tra sinistra radicale e sinistra riformista si fallita e ormai finita.
    La sinistra radicale avrà un compito importante: essere una nostra spina nel fianco, colpendoci ogni volta che molleremo troppo gli ormeggi dal porto della sinistra, deve essere capace di strapparci voti, se non tuteleremo abbastanza le fasce sociali deboli.
    La sinistra radicale, comunista e rosso-verde, deve essere in grado di essere un pericolo per noi, ciò rafforzerà la sinistra nei rapporti interni alla forza riformista.

    Io sarei il più felice del mondo di poter fare un governo italiano con cattolici, socialdemocratici, socialisti e comunisti, quantomeno per storia personale, però in questa fase storica, con questo blocco storico non si può.

    La strada che abbiamo innanzi è lunga e tortuosa, ma se non ricominceremo a fare piani strategici e progettistrategici pluriennali (10-15 anni) non andremo da nessuna parte.
    Ricordiamoci che noi siamo la sinistra italiana: giochiamo tutte le partite in trasferta e in 10.

  9. #69
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    davvero un bellissimo intervento,appoggio praticamente quasi tutto,tranne il fatto che con la sinistra radicale tutta vanno tagliati i ponti definitivamente per il semplice fatto che non siamo in Germania dove la Linke è la spina nel fianco della Spd ma dove la Spd comunque prima o poi riesce ad andare al governo alternandosi con i cristiano-democratici,qui se si continua imperterriti a non-allearsi con nessuno o a fare alleanze sbagliate (Di Pietro,che in germania per fortuna dei socialdemocratici e dei tedeschi non c'è) si starà all'opposizione per 20/30 anni,io da elettore di sinistra e del Partito Democratico le prossime elezioni voglio vincerle,voglio mandare a casa Berlusconi definitivamente,un colpo durissimo,altro che 25.000 voti alla camera.Per farlo ci serve :

    - un Pd forte,con centralismo democratico,leadership affermata,rapporti interni regolati da un congresso con magari qualche epurazione centrista necessaria
    - un Di Pietro ridimensionato a ruolo di partito del 2 virgola,perchè non accetterò mai che l'opposizione sia lui e non noi,sinistra radicale o riformista.
    - una sinistra radicale (spero tutta,da Mussi a Diliberto) meno ideologica,più realista e meno ancorata al passato,una sinistra rosso-verde moderna capace di stare al governo con un minimo di lealtà,serietà,spirito di coalizione.
    - un partito di centro possibilmente progressista e non conservatore (un Udc epurata ? forse) con cui conquistare i decisivi voti moderati ma con la quale scrivere un programma blindato di centro-sinistra chiaro e da rispettare.

    qualcuno dira : è l'Unione ! Si può assomigliargli,ma in questa mia coalizione devono esserci persone S E R I E,non persone che vanno contro il protocollo del welfare votato dai lavoratori,oppure dissidenti che votano contro la fiducia del governo,o catto-integralisti che bloccano i pacs/dico,o pseudo-liberali come il vecchio Dini che fanno il diavolo a 4 solo perchè hanno senatori fondamentali....

    queste cose riusciremo a farle entro 4 anni ?

    ora come ora è pura UTOPIA (soprattutto sulla sinistra radicale che ormai è troppo lacerata,ognuno va a ruota libera per conto suo;ma anche sul mio partito,ormai allo sbando anch'esso).

    purtroppo eh,per l'Italia,i lavoratori e la brave gente eh,non per qualcos'altro...

  10. #70
    per il centro-sinistra
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    una sinistra radicale.... meno ideologica,più realista e meno ancorata al passato,una sinistra rosso-verde moderna capace di stare al governo con un minimo di lealtà,serietà,spirito di coalizione
    Perchè una sinistra con queste caratteristiche dovrebbe essere rosso - verde?
    Avete un'idea sbagliata dei comunisti ( ma purtroppo non è colpa vostra...è stato Bertinotti a far passare questa idea nel senso comune..ed anche compagni come Ferrero oggi contribuiscono in maniera diversa a far passare l'idea dei comunisti come una setta propagandistica). Quando io penso ad un partito comunista, penso ad un partito non ideologico, un partito realista che guarda al futuro, capace di stare al governo con responsabilità. Questa è la storia dei comunisti di questo Paese (la definizione "sinistra radicale" non significa nulla..io non sono radicale, nè estremista..).
    I comunisti sapranno ricostruire un partito serio.
    vedrete.

 

 
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