Sono sicuro che i comunisti abbiano le possibilità/capacità di costruire un partito serio, non estremista, non isolazionista, non di testimonianza; ve ne sono le capacità, molti compagni validi sono presenti in entrambi i partiti comunisti; dal punto di vista qualitativo quasi tutto ok (stando nel PD da un anno, dopo esser stato nel PRC per anni, debbo assolutamente dire che il primo è molti livelli sopra qualitativamente), il problema è che manca l'aspetto quantitativo e di conseguenza anche quel qualitativo che nasce dalla trasformazione della quantità in qualità.
I problemi dei partiti comunisti oggi sono tanti e li debbono risolvere, non ne parlerò perchè mi sembra poco corretto nei loro confronti, inoltre faccio parte di un partito che ha notevoli altri problemi, percui guardo in casa mia.
Il problema del rapporto tra comunisti e socialdemocratici oggi, è però un nodo da sciogliere.
Io sarei felicissimo di poter collaborare, ma la domanda che ci dobbiamo porre è:
in questo blocco storico è possibile tale collaborazione?
Io per ora mi do come risposta "no", ma sono assolutamente pronto a cambiare opinione qualora ci fossero i presupposti per farlo.
Non dobbiamo dimenticare che solo pochi anni fa un governo di sinistra vera, comunista-socialista-verde è esistito in un grande paese europeo a noi vicino: la Francia con Jospin, che portò avanti un programma fortemente di sinistra, ebbene quell'esperienza fallì miseramente e ancor oggi in Francia ne pagano le conseguenze.
Non dobbiamo dimenticare questo.
Non bisogna dimenticare nemmeno che già 5 governi italiani hanno visto la collaborazione tra riformisti e comunisti, ma hanno tutti avuto problemi...
Poi per esempio ci sono discrepanze forti anche sulla tattica, faccio un esempio: qui nella provincia di Torino molto probabilmente si andrà divisi alle provinciali che ci saranno tra qualche mese, poichè la TAV impedisce qualsiasi accordo programmatico.





Rispondi Citando