Conseguente all'idea di "nascondere le proprie capacità e di attendere la sua ora", la Cina ha passato gli anni '90 tranquillamente immersa nel "realizzare una sua costruzione economica" e
ha respinto l'etichetta di "potenza mondiale". Nell'intervallo che ha seguito la sua adesione all'Organizzazione Mondiale del Commercio, la Cina non si è considerata una potenza mondiale, anche quando ha partecipato attivamente negli affari internazionali. Negli ultimi due anni, tuttavia, le contraddizioni create dalla globalizzazione economica sono diventate più sconvolgenti e le contraddizioni nei rapporti di produzione dimostrano che il sistema internazionale ha preso a malfunzionare. La Cina deve affrontare le nuove sfide della globalizzazione.
Ora che la Cina è diventata una delle principali entità economiche del mondo, deve ridefinire la sua posizione strategica, in altre parole, la sua partecipazione nella governance globale dovrebbe farsi proattiva:
"agire nell'interesse del paese, ma nel contempo promuovere lo sviluppo comune". Questo dovrebbe essere il fondamento della partecipazione della Cina alla governance mondiale. Abbiamo il massimo rispetto per il sistema multilaterale internazionale, ma nello stesso tempo riconosciamo condizioni e contraddizioni esistenti tra i paesi. Nell'affrontare queste contraddizioni, dobbiamo ricordare che i limiti dell'"interesse nazionale" sono iscritti nello "sviluppo comune".
Noi vogliamo lo sviluppo di un maggior numero di nazioni nella dinamica della globalizzazione.
Questa disfunzione del meccanismo internazionale non è altro che il fallimento del modello occidentale dominato dal "modello americano". Quando partecipa attivamente alla governance globale e adempie al suo ruolo in qualità di uno dei principali paesi in via di sviluppo, la Cina deve prendere l’iniziativa per diffondere in tutto il mondo il concetto cinese di "armonia".
Nel corso della storia mondiale, la nascita di una nazione è spesso accompagnata dalla nascita di un nuovo pensiero. Il concetto di "armonia" è un’espressione teorica della portata pacifica della Cina e dovrebbe essere trasmesso al mondo insieme con i concetti di giustizia, di mutuo beneficio e sviluppo comune.
Questo documento è una traduzione di un articolo pubblicato sulla rivista cinese Liaowang di Cheng Dawei, il 19 ottobre 2008.