Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 53

Discussione: Caso Battisti.

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2008
    Messaggi
    109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Caso Battisti.

    BATTISTI: IL BRASILE NEGA L'ESTRADIZIONE


    (AGI) - Rio de Janeiro, 14 gennaio - Cesare Battisti non tornera' in Italia. Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico all'ex terrorsta 'rosso' in prigione dal 2007 nel Paese sud-americano. Battisti, che si era rifatto una vita da scrittore noir scappando in Francia negli anni '80, e' condannato in Italia all'ergastolo, per quattro omicidi commessi negli anni '70, quando apparteneva al gruppo di estrema sinistra Proletari Armati per il Comunismo. Lo scorso novembre, il Comitato nazionale per i profughi del Brasile aveva respinto la sua istanza di ottenere lo status di profugo politico. Il ministro della Giustizia ...

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2008
    Messaggi
    109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    2009-01-14 108TERRORISMO: BATTISTI; FARNESINA, APPELLO A LULA ROMA - ''L'Italia rivolge un appello al Presidente del Brasile Lula da Silva affinche' vengano esperite tutte le iniziative che possano promuovere, nel quadro della cooperazione giudiziaria internazionale nella lotta contro il terrorismo, una revisione della decisione giudiziaria adottata''. E' quanto si legge in una nota della Farnesina sulla decisione del Brasile di concedere a Cesare Battisti lo status di rifugiato politico.

    ''Nell'esprimere apprezzamento per la decisione adottata a fine novembre scorso dal Comitato che aveva negato, nell'ambito delle sue competenze, il riconoscimento dello status di rifugiato al terrorista Battisti, l'Italia - si legge infatti nella nota della Farnesina - rivolge un appello al Presidente Lula da Silva perche' vengano esperite tutte le iniziative che possano promuovere, nel quadro della cooperazione giudiziaria internazionale nella lotta contro il terrorismo, una revisione della decisione giudiziaria adottata''.

    ''Cio' vale a maggior ragione in un momento in cui i Paesi del G8 e quanti con essi hanno un rapporto di intensa collaborazione, come il Brasile, saranno chiamati a confermare un impegno solenne e a promuovere azioni sempre piu' efficaci per sconfiggere il terrorismo internazionale'', conclude la nota. ''Da parte italiana si esprimono viva sorpresa e forte rammarico per la decisione assunta dal ministro della Giustizia brasiliano che, ribaltando quanto stabilito dal Comitato nazionale per i rifugiati, ha accolto il ricorso di Cesare Battisti, un terrorista responsabile di gravissimi delitti che nulla hanno a che fare con lo status di rifugiato politico''. E' quanto si legge in una nota della Farnesina.


    PER BRASILE BATTISTI E' RIFUGIATO POLITICO
    RIO DE JANEIRO - Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi tra il 1977 e il 1979, la cui estradizione era stata chiesta tempo fa dall'Italia a Brasilia. Battisti, 52 anni, si trova agli arresti in un carcere della capitale brasiliana dal marzo dell'anno scorso. ''E' tradizione del Brasile considerare di concedere lo status di rifugiato politico ogni volta che riteniamo che esiste un fondato timore di persecuzione politica contro un cittadino'', ha spiegato Pedro Abromovay, segretario agli affari legislativi del ministero della giustizia.

    L'annuncio e' arrivato tramite un comunicato diffuso nella notte dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, che si e' cosi' pronunciato in modo opposto a quanto deciso dal Conare (Comitato Nazionale per i Rifugiati), che nel novembre scorso aveva respinto per tre voti contro due la richiesta di asilo politico formulata da Battisti. La nota ricorda che la decisione riguardante ''lo scrittore italiano Cesare Battisti'' e' stata presa sulla base ''dello statuto dei rifugiati del 1951 e della legge 9.474 del 1997'', che prevedono quali ragioni valide per la concessione dello status di rifugiato ''il fondato timore di persecuzione per motivi di razza... o di opinione politica''.

    La nota segnala tra l'altro che Battisti e' stato condannato solo dopo la sua fuga in Francia nel 1981, sulla base di accuse non fondate su prove certe, ma della testimonianza del pentito Pietro Mutti. Qualche giorno fa, in un'intervista al settimanale brasiliano Epoca, Battisti aveva detto di essere sicuro di ''finire morto'' nel caso di un rientro in Italia, dichiarandosi ''certo che se tornassi, finirei vittima di una vendetta. Nel 2004 ho sofferto in Brasile - aveva precisato - un tentativo di sequestro da parte dei servizi segreti paralleli italiani''. In dichiarazioni apparse ieri sul quotidiano Estado de S.Paulo, Genro aveva ricordato che stava ''cercando informazioni sul tipo di punizione che hanno sofferto gli apparati illegali di repressione che agirono in Italia in quel periodo, e che erano legati alla mafia e alla Cia.

    Devo conoscere questo perche', se questi apparati sono ancora intatti, c'e' un rischio per Battisti''. Genro aveva subito dopo aggiunto che nel caso di un sospetto fondato che una persona possa soffrire qualsiasi tipo di persecuzione in patria in relazione a fatti collegati alla propria azione politica, ''questa persona deve essere considerata rifugiata''. Il ministro ha informato della sua decisione nella tarda serata di ieri il presidente Luis Inacio Lula da Silva, hanno ricordato gli on-line brasiliani subito dopo la pubblicazione della nota, precisando che ''la concessione di tale status non passa dalla Presidenza della Repubblica'', ed e' pertanto ''responsabilita' del ministero della Giustizia''. Ora, ricordano i media, il Tribunale supremo federale del Brasile (Stf) dovra' archiviare la richiesta di estradizione avanzata da Roma.
    Ansa.

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma, la questione è abbastanza complicata, per quanto mi riguarda.
    Ritengo assolutamente sbagliato lo status di rifugiato politico concessogli.
    Epperò ritengo altrettanto assurdo che in Italia vicende di ormai 30 anni fa si trascinino ancora nel pantano politico attuale.

    Battisti non è un rifugiato politico, perché in Italia la vicenda della lotta armata degli anni 70 non può essere letta come conflitto politico in senso stretto. Rifugiati politici sono i guerriglieri delle Farc in Colombia, i migliaia di patrioti palestinesi nelle carceri israeliane, i curdi nelle carceri turche, i saharawi nelle carceri marocchine, i comunisti spagnoli nelle carceri franchiste, i dissidenti politici italiani durante il fascismo (comunisti in primis), i nemici del popolo nell'Unione Sovietica nel periodo delle purghe 1937-1938, e parlando dei tempi contemporanei persino i militanti che manifestarono contro il Kosovo nel 1999 e si beccarono 7 anni di galera (tanto per fare un esempio) o i pluri-condannati per "vandalismo" al G8 di genova.
    Battisti, e chi è accusato di simili omicidi, non rientra in questa importante categoria. Perché l'omicidio va letto sempre in un contesto politico e le accuse fatte a Battisti non sono assolutamente catalogabili in un contesto politico di necessità o scontro proporzionato e profondo.

    Detto tutto questo, però, sarebbe ora di chiudere pagine appartenenti a tre decenni or sono. E'ridicolo che il potere di oggi usi politicamente tali vicende, facendone un uso forcaiolo a puro scopo propagadistico.

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma, la questione è abbastanza complicata, per quanto mi riguarda.
    Ritengo assolutamente sbagliato lo status di rifugiato politico concessogli.
    Epperò ritengo altrettanto assurdo che in Italia vicende di ormai 30 anni fa si trascinino ancora nel pantano politico attuale.
    Non mi trovi d'accordo. Per me lo status concessogli è giusto.

    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Rifugiati politici sono i guerriglieri delle Farc in Colombia, i migliaia di patrioti palestinesi nelle carceri israeliane, i curdi nelle carceri curde, i saharawi nelle carceri marocchine, i comunisti spagnoli nelle carceri franchiste, i dissidenti politici italiani durante il fascismo (comunisti in primis), i nemici del popolo nell'Unione Sovietica nel periodo delle purghe 1937-1938, e parlando dei tempi contemporanei persino i militanti che manifestarono contro il Kosovo nel 1999 e si beccarono 7 anni di galera (tanto per fare un esempio) o i pluri-condannati per "vandalismo" al G8 di genova
    .

    Ma che hai scritto?! Semmai sono PRIGIONIERI POLITICI. Lo status di RIFUGIATO POLITICO viene concesso dagli Stati a chi ha combattuto una guerra all'interno del proprio Stato, ma si è rifugiato all'estero.

    Battisti, e chi è accusato di simili omicidi, non rientra in questa importante categoria. Perché l'omicidio va letto sempre in un contesto politico e le accuse fatte a Battisti non sono assolutamente catalogabili in un contesto politico di necessità o scontro proporzionato e profondo.
    Chi lo decide il metro di giudizio della "proporzione" e della "necessità"?! Io ci andrei piano con questo dividere "buoni" e "cattivi"...

    sarebbe ora di chiudere pagine appartenenti a tre decenni or sono. E'ridicolo che il potere di oggi usi politicamente tali vicende, facendone un uso forcaiolo a puro scopo propagadistico.
    Senza alcun dubbio.

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Non mi trovi d'accordo. Per me lo status concessogli è giusto.

    .

    Ma che hai scritto?! Semmai sono PRIGIONIERI POLITICI. Lo status di RIFUGIATO POLITICO viene concesso dagli Stati a chi ha combattuto una guerra all'interno del proprio Stato, ma si è rifugiato all'estero.



    Chi lo decide il metro di giudizio della "proporzione" e della "necessità"?! Io ci andrei piano con questo dividere "buoni" e "cattivi"...



    Senza alcun dubbio.
    Si si volevo dire chiaramente prigionieri politici. Dopo il rifugiato politico, è automaticamente un prigioniero politico dal punto di vista del giudizio.
    Non si tratta di dividere buoni e cattivi né di fare processi alla storia.
    Si tratta di non cadere nel vizio retorico del "chi ha lottato, indipendentemente da come lo ha fatto e da quello che ha fatto, è in sé un priginiero politico". E'un assurdo che non regge, e diviene soprattutto controproducente sia sul piano dell'analisi del reale, sia sull'onore da tributare a chi si è giocato la vita in contesti determinati.

    Poi, guarda, sono il primo a dire, come hai letto, che ogni vicenda giudiziaria relativa a quegli anni è ormai soltanto squallida propaganda. Ma un'analisi storica, noi, da comunisti e "combattenti" siamo comunque chiamati a farla con lucidità. Ovviamente con cautela e senza dividere buon e cattivi con l'accetta.
    Il mio giudizio sulla lotta armata e a fortiori sul terrorismo deliberato in Italia è sostanzialmente negativo, sia sul piano politico che sul piano morale, che sono poi alla resa dei conti inestricabili.
    Non per questo, ovviamente, ritengo utile fare moralismi squallidi di sorta o giudicare dall'alto dei tempi odierni cose accadute trent'anni fa. Per me conta il presente e la prospettiva futura.
    Rispetto peraltro chi ha compiuto scelte forti credendoci. Ma non sfuggo alla necessità di giudicare le cose lucidamente, fuori dai sia dai moralismi che dai romaticismi.

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Si tratta di non cadere nel vizio retorico del "chi ha lottato, indipendentemente da come lo ha fatto e da quello che ha fatto, è in sé un priginiero politico".
    Se uno combatte lo Stato e viene imprigionato è un prigioniero politico. Questa è la mia opinione.

    Il mio giudizio sulla lotta armata e a fortiori sul terrorismo deliberato in Italia è sostanzialmente negativo, sia sul piano politico che sul piano morale, che sono poi alla resa dei conti inestricabili.
    Non sono d'accordo sue due cose. Prima cosa, non voglio utilizzare la morale per giudicare. Seconda cosa, la lotta armata è ben diversa dal terrorismo. In Italia abbiamo conosciuto entrambe le cose, ma non le metterei sullo stesso piano.

    Non per questo, ovviamente, ritengo utile fare moralismi squallidi di sorta o giudicare dall'alto dei tempi odierni cose accadute trent'anni fa. Per me conta il presente e la prospettiva futura.
    Rispetto peraltro chi ha compiuto scelte forti credendoci. Ma non sfuggo alla necessità di giudicare le cose lucidamente, fuori dai sia dai moralismi che dai romaticismi.
    Sto abbandonando il romanticismo - ci sto riuscendo anche bene -, ma proprio per questo mi pare che il tuo giudizio sia comunque morale.

    Per me lo status concesso a Battisti è giusto e penso che l'estradizione sia una sciocchezza.

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Se uno combatte lo Stato e viene imprigionato è un prigioniero politico. Questa è la mia opinione.



    Non sono d'accordo sue due cose. Prima cosa, non voglio utilizzare la morale per giudicare. Seconda cosa, la lotta armata è ben diversa dal terrorismo. In Italia abbiamo conosciuto entrambe le cose, ma non le metterei sullo stesso piano.



    Sto abbandonando il romanticismo - ci sto riuscendo anche bene -, ma proprio per questo mi pare che il tuo giudizio sia comunque morale.

    Per me lo status concesso a Battisti è giusto e penso che l'estradizione sia una sciocchezza.

    Discorso molto lungo e complesso da affrontare, sicuramente meritevole di un più ampio discorso dialettico.
    Solo due domande:
    1- che significa dire che chiunque lotti lo Stato se poi imprigionato è prigioniero politico? Non ti sembra che detta così la cosa sia del tutto assurda e rimessa al pieno soggettivismo interpretativo.
    Ovvero: io sono convinto di lottare lo Stato ed ho i miei metodi. Credo che per abbattere il capitalismo sia necessario (tanto per fare un esempio stupido qualunque) sterminare tutto il corpo di polizia in quanto espressione dello Stato borghese, oppure i sindacalisti corrotti passati dalla parte dei padroni.
    Ingaggio una campagna terroristica con centinaia di morti tra carabinieri, poliziotti e sindacalisti corrotti (gente di secondo piano, padri di famiglia, giovani indiscriminatamente....).
    Poi lo Stato mi persegue per strage o omicidio plurimo. Finisco in carcere e sono priogioniero politico perché avevo provato a modo mio di lottare contro lo Stato.
    Tai rendi conto che tutto ciò è un assurdo e che bisognerà pure utilizzare un criterio di distinzione?
    Il mio criterio, incerto, complesso e dialettico è:
    1- lo studio del contesto e del grado di violenza inflitta su un popolo.
    2- lo studio dei metodi in relazione a tale contesto

    Se non si usa un metodo e un criterio si è totalmente relativisti e soggetivisti.


    2- Il problema della morale.Questo per me è un tasto fondamentale, irrinunciabili e fondamento d'ogni pensiero politico e non politico.
    Confondi a mio avviso la morale con il moralismo.
    Un giudizio moralistico è un giudizio bigotto che si limita a guardare gli epifenomeni (superficie) senza scendere nel profondo delle cose.
    Un giudizio morale è un giudizio che contestualizza le cose entro il discernimento necessario tra bene e male, ponderando i mezzi con i fini e le azioni con il realismo.
    Non è facile per nulla dire cosa sia morale e cosa no, ma non possiamo credere che non sia possibile.
    Altrimenti, anche qui, si finisce nel relativismo o ancor peggio in un pragmatismo meccanico disumanizzato.


    Detto ciò, e chiariti i criteri, il giudizio contingente sulla lotta armata e sul terrorismo (fenomeni, come dici benissimo, da tenere comunque distinti), va fatto a partire da questi criteri.
    Altrimenti dove si va a parare? Nel nichilismo o al massimo nel super-omismo nicciano.
    Il male è il moralismo non certo la morale o l'etica. E la politica se non è fusa con l'etica, non è. Altra cosa poi è il pragmatismo ed il realismo. Ma essi stessi sono innestati in un contesto in cui a priori la morale guida l'azione.
    Può essere morale nel complesso ad esempio uccidere per legittima difesa o per liberare un popolo da un'occupazione genocida se quell'uccisione fa parte di una strategia complessiva vocata ad un fine raggiungibile razionale, giusto e buono.
    Il terrorismo anni 70 (teniamolo distinto per ora dalla lotta armata) assunse toni indiscriminati e ciechi, ed era del tutto privo di una progettualità, del tutto autoreferenziale, e malgrado questo si proponeva di uccidere come mezzo per la rivoluzione comunista. Un'autentica sbandata folle e, in relazione ai mezzi e al contesto, direi immorale, oltre che sbagliata. Se davvero pochi morti avessero potuto spingere verso una rivoluzione antimperialista capace di liberare i popoli dominati dal giogo dell'occidente capitalistico, quell'esperienza avrebbe avuto una collocazione, una moralità storica, un ruolo. Ma tutto questo era chiaramente insensato e non poteva non essere chiaro che un progetto nichilista di quel tipo era divento post-morale in quanto del tutto alienato dalle dinamiche del reale e dal giudizio sul bene e sul male.
    Nella morale si devono fondere il realsimo e la distinzione tra bene e male.



    Ripeto e temporaneamente chiudo (devo studiare!!). La questione è decisiva e delicata. Se ne parlerà senz'altro de visu.

  8. #8
    Forumista
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    300
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il fenomeno della lotta armata in Italia è un fenomeno complesso e diversificato. Il partito armato (Br), Prima linea e le formazioni armate vicine all'autonomia(Formazioni Comuniste Comabattenti et alii) avevano progetti politici radicalmente difformi. Solo la magistratura con teoremi giudiziari come quello di Calogero ha provato a delineare il "monstre" di un'organizzazione unificata con a capo Toni Negri.
    In ogni caso , al di là del giudizio storico e politico su quegli anni, quella fase storica è finita. Era legata ad un conflitto sociale e politico che non esiste più.
    Lo stato non ha mai voluto riconoscere la fine della " guerra civile" degli anni '70 ed archiviare le leggi emergenziali, prodotto deteriore di quella fase.
    L'accanimento contro i "rifugiati politici" è una vendetta inutile contro persone che da trent'anni hanno tutt'altra vita.





    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Si si volevo dire chiaramente prigionieri politici. Dopo il rifugiato politico, è automaticamente un prigioniero politico dal punto di vista del giudizio.
    Non si tratta di dividere buoni e cattivi né di fare processi alla storia.
    Si tratta di non cadere nel vizio retorico del "chi ha lottato, indipendentemente da come lo ha fatto e da quello che ha fatto, è in sé un priginiero politico". E'un assurdo che non regge, e diviene soprattutto controproducente sia sul piano dell'analisi del reale, sia sull'onore da tributare a chi si è giocato la vita in contesti determinati.

    Poi, guarda, sono il primo a dire, come hai letto, che ogni vicenda giudiziaria relativa a quegli anni è ormai soltanto squallida propaganda. Ma un'analisi storica, noi, da comunisti e "combattenti" siamo comunque chiamati a farla con lucidità. Ovviamente con cautela e senza dividere buon e cattivi con l'accetta.
    Il mio giudizio sulla lotta armata e a fortiori sul terrorismo deliberato in Italia è sostanzialmente negativo, sia sul piano politico che sul piano morale, che sono poi alla resa dei conti inestricabili.
    Non per questo, ovviamente, ritengo utile fare moralismi squallidi di sorta o giudicare dall'alto dei tempi odierni cose accadute trent'anni fa. Per me conta il presente e la prospettiva futura.
    Rispetto peraltro chi ha compiuto scelte forti credendoci. Ma non sfuggo alla necessità di giudicare le cose lucidamente, fuori dai sia dai moralismi che dai romaticismi.

  9. #9
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da saitnt just Visualizza Messaggio
    Il fenomeno della lotta armata in Italia è un fenomeno complesso e diversificato. Il partito armato (Br), Prima linea e le formazioni armate vicine all'autonomia(Formazioni Comuniste Comabattenti et alii) avevano progetti politici radicalmente difformi. Solo la magistratura con teoremi giudiziari come quello di Calogero ha provato a delineare il "monstre" di un'organizzazione unificata con a capo Toni Negri.
    In ogni caso , al di là del giudizio storico e politico su quegli anni, quella fase storica è finita. Era legata ad un conflitto sociale e politico che non esiste più.
    Lo stato non ha mai voluto riconoscere la fine della " guerra civile" degli anni '70 ed archiviare le leggi emergenziali, prodotto deteriore di quella fase.
    L'accanimento contro i "rifugiati politici" è una vendetta inutile contro persone che da trent'anni hanno tutt'altra vita.
    Su questo concordo al 100%. Era una delle due metà del mio discorso originario.Poi il tema si è spostato su una questione altrettanto importante.

  10. #10
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Puntualizzo un aspetto del discorso inziale.
    Ciò che ritengo sostanzialmente errato e fuorviante è il concetto di rifugiato politico da applicare a Battisti. Certamente, concordando sulla totale strumentalità dell'attuale accanimento giudiziario e sull'inutilità di perseguire gente che da anni ha cambiato vita, se lo status di rifugiato è puramente strumentale ad evitare a Battisti un'inutile condanna, ben venga. Ma solo come elemento strumentale di carattere formale giuridico. Perché lo stesso discorso, anzi molto più convinto, lo farei per qualunque uomo che ha commesso un delitto magari passionale e dopo trent'anni viene perseguito dalla legge. Sul piano giuridico interno, non c'è dubbio che la questione pone un problema di eguaglianza di fronte alla legge. Perché Battisti, se è vero che ha commesso gli omicidi di cui è accusato, riceve un trattamento distinto da quello di qualunque altro omicida (magari passionale, o colposo o che dir si voglia??). E'davvero politico l'uno e colpevole l'altro?
    Questo solo per far quadrare la complessità del discorso. Ciò detto, trovo un bene che l'esamotage di "rifugiato politico" in questo caso specifico eviti a chi da trent'anni fa un'altra vita una dolorosa ed inutile per sé e per la collettività, vicenda giudiziaria.
    Sulla resto, invece, rimane quanto ho già detto.

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. La cagnara sul «caso Battisti»
    Di Sandinista nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 09-01-11, 12:52
  2. Risposte: 120
    Ultimo Messaggio: 01-02-09, 13:48
  3. Il Giornale: verità e menzogne nel caso Battisti
    Di reconquista nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 01-02-09, 02:10
  4. il caso battisti rischia di essere riaperto
    Di benfy nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 11-11-04, 18:35
  5. Michele Serra sul caso Battisti
    Di marcejap nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 21-03-04, 19:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito