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Discussione: il russo del millennio

  1. #11
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    nulla.
    Seguiamo e realizziamo grossi progetti (in genere governativi) nei settori agroalimentari, trasformazione, lavorazione e trasformazione materie prime ecc.
    Poi ci chiamano per le cose più svariate e spesso non possiamo dire di no (lavorando pure in perdita, come capitato in Ucraina)

    A dire il vero, la nostra casa madre voleva chiudere uno dei suoi stabilimenti italiani e trasferirlo in Russia (lasciando a casa oltre 600 persone). Fortunatamente il progetto è fallito.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Masherov Visualizza Messaggio
    nulla.
    Seguiamo e realizziamo grossi progetti (in genere governativi) nei settori agroalimentari, trasformazione, lavorazione e trasformazione materie prime ecc.
    Poi ci chiamano per le cose più svariate e spesso non possiamo dire di no (lavorando pure in perdita, come capitato in Ucraina)
    Grazie. Tra Stalin 3° e Nevskij 1°, si può dire che in Russia cresca notevolmente l'orgoglio patriottico?

  3. #13
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    Grazie. Tra Stalin 3° e Nevskij 1°, si può dire che in Russia cresca notevolmente l'orgoglio patriottico?

    che però sfocia nello sciovinismo. Non va bene.

  4. #14
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    che però sfocia nello sciovinismo. Non va bene.
    Forse in questo il Pcfr ha toppato?

  5. #15
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    Forse in questo il Pcfr ha toppato?

    alla grande.

    dimenticavo il link

    http://www.nameofrussia.ru/

    altrimenti finisco vittima dei moderatori

  6. #16
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    alla grande.

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    http://www.nameofrussia.ru/

    altrimenti finisco vittima dei moderatori
    si ma la giuria fa un bel pò schifo hanno messo Stalin 10imo e Lenin 11esimo

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Masherov Visualizza Messaggio
    Mihailkov è un ruffiano. Lo conosco personalmente, un tronfio predisposto al servilismo.
    Il padre ultracentenario scriveva libri e poesie in onore di Stalin. Il regista ebbe pure velleità nobiliari, si è creato una finta genealogia con tanto di stemma e leggenda.
    Non mi sorprende Stolypin, tutti gli aspiranti miliardari russi (ma momentaneamente con le pezze al culo) lo esaltano.
    Mi sorprende Pushkin (che secondo me poteva fare di meglio). Fa piacere vedere scomparso quel cane rognoso fucilatore di operai Nicola Ii e quella mignotta della moglie.
    I risultati non sono ancora ufficiali ma comunque dovrebbero essere questi.
    Mihailkov mi risulta sia monarchico (addirittura). Il padre di Mihailkov ha scritto le parole dell'immortale inno sovietico. Lui invece è una merda. Del referendum ne parlavamo a Minsk con il compagno del KKE a fine anno. Stolypin è stato un riformatore. Ha fatto la riforma agraria. Le carrozze ferroviarie sono ancora chiamate con il suo nome. Puskhin grandissimo. E' come dire Dante da noi. Ha posto le basi della poesia russa, e i russi amano molto la poesia. Zhukov, che era un tipo rozzo, ma leggeva sempre poesie prima di ogni battaglia. Puskhin era negro però, figlio di un africano.
    per Stalin c'è un piccolo problema per essere il russo del millenio. Non era russo.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Mihailkov mi risulta sia monarchico (addirittura). Il padre di Mihailkov ha scritto le parole dell'immortale inno sovietico. Lui invece è una merda. Del referendum ne parlavamo a Minsk con il compagno del KKE a fine anno. Stolypin è stato un riformatore. Ha fatto la riforma agraria. Le carrozze ferroviarie sono ancora chiamate con il suo nome. Puskhin grandissimo. E' come dire Dante da noi. Ha posto le basi della poesia russa, e i russi amano molto la poesia. Zhukov, che era un tipo rozzo, ma leggeva sempre poesie prima di ogni battaglia. Puskhin era negro però, figlio di un africano.

    Si definì monarchico dopo aver "scoperto" di essere nobile. I monarchici l'unica volta (credo 96 o 98) che parteciparono alle elezioni presero lo 0,3% (coalizzati con altri due partiti). Mihailkov è solo un ruffiano,alla ricerca di sponsor (e un paio di volte l'anno mi rompe i coglioni).
    Stolypin aveva avuto alcune buone intuizioni (tipo creare un ceto di piccoli proprietari contadini), ma voleva salvare il sistema zarista (dove meno dell'1% della popolazione possedeva oltre l'80% delle terre).
    Pushkin aveva i tratti camusi. Suo nonno era il famoso schiavo etiope regalato a Pietro I dal sultano di Costantinopoli. Lo fece battezzare con il nome di Abramo, lo fece diventare generale e lo fece anche nobile. Gli diede in moglie una nobildonna e Pushkin era loro nipote.
    Questo Abramo probabilmente ebbe anche una relazione omosessuale con Pietro I. L'imperatore lo ricopriì di onori e titoli impensabili per un ex schiavo e per giunta di colore. Quando poi morì gli fece costruire una cattedrale come tomba.
    Il fatto che fosse mulatto non va mai ricordato ai russi. Meglio ricordargli che Aleksandr Pushkin era uno che scopazzava le mogli di amici e colleghi
    e alla fine gli trombarono appositamente la moglie (all'Hermitage hanno tirato fuori il "diploma di cornuto" che scatenò la sua ira e la sfida a duello con il figlio dell'ambasciatore belga)

    Anche Caterina non era russa, e i Romanoff (o, meglio, Holstein Gottorp) dopo Caterina non hanno nulla a che vedere con quelli prima di lei (visto che Paolo I probabilmente era figlio di Saltykov).

  9. #19
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    da Tribuna Popular - Partido Comunista de Venezuela - www.pcvvenezuela.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3963&Ite mid=49
    Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR

    Stalin e il suo culto

    di Geronima Carrera

    19/12/2008

    Questa volta scrivo a proposito di un argomento che mantiene la sua validità nonostante sia passato più di mezzo secolo da quando è stato trattato per la prima volta.

    Si tratta di Iosif Vissariónovich Stalin, che nel febbraio del 1956, in quel sorprendente XX Congresso del partito Comunista dell’URSS, fu buttato giù dall’Olimpo e condannato all’inferno perpetuo per aver compiuto il delitto di “culto della personalità”.

    Ne scrivo in occasione di questo 21 dicembre, data di nascita di quello straordinario statista georgiano nato nel 1879 e deceduto a Mosca il 5 marzo del 1953, all’età di 73 anni.

    Da allora il dibattito teorico e filosofico sul ruolo dell’individuo nella storia, così come è stato definito dal socialdemocratico russo Plekanov, ha sempre avuto molta attualità.

    Ciò che mi sembra importante nel contesto della situazione mondiale attuale è il fatto che Stalin è il personaggio storico più attaccato da tutti i portavoce della borghesia internazionale. Dopo essere stato il rivoluzionario più applaudito a livello mondiale, anche di più dei suoi geniali maestri Marx, Engles e Lenin, oggi possiamo constatare che Stalin è diventato il più vilipendiato, bersaglio di ogni tipo di accuse. Alcune accuse sono portate sulla base di fatti comprovati, ma per la maggior parte sono solo falsità. Sono, evidentemente, attacchi diretti a screditare i comunisti in generale, e i loro autori sono diretti da agenzie della propaganda di guerra di Washington. Uno dei loro trucchi preferiti è mettere Stalin a fianco di figure fasciste, le più esecrabili della storia recente come Hitler, Mussolini, Franco, Oliveira Salazar e Pinochet, naturalmente lasciando fuori una miriade di criminali al servizio degli yankees, come quelli che abbiamo avuto qui in Venezuela e nei nostri paesi fratelli.

    Il fatto curioso è che nel mondo nessun altro dirigente politico ebbe tanto prestigio e riconoscimento internazionale come lo ebbe in vita Stalin, e non solo da parte di alcuni dei maggiori esponenti della letteratura e di tutte le arti, ma perfino da parte di noti statisti borghesi come Winston Churchill e Franklin D. Roosevelt. Basta leggere, ad esempio, il testo della conferenza tenuta a Caracas l’11 marzo del 1948 dal noto intellettuale venezuelano Miguel Otero Silva, di cui è stato recentemente celebrato il centenario della sua nascita. Nessuno qui ha elogiato meglio Stalin.

    È triste constatare che attualmente gente di sinistra con accesso ai cosiddetti apparati informativi (forse proprio per ripagare quell’accesso) si uniscono al coro borghese nella denuncia dello “stalinismo”, facendo il gioco delle forze reazionarie.

    Circa trent’anni fa scrissi al riguardo una pagina completa del quotidiano del PCV dedicata proprio al centenario di Stalin;

    “Gli anticomunisti di tutti i tipi, che sono davvero molti ma fanno parte di un unica specie, sembra che abbiano trovato nel cosiddetto “stalinismo”, il tallone di Achille dei partiti comunisti.

    Al minimo pretesto, quei signori usano la loro arma migliore: l’argomento dello stalinismo”.

    Quella campagna controrivoluzionaria prosegue anche oggi, e su scala mondiale, nonostante che i loro fautori abbiano annunciato la morte del comunismo immediatamente dopo la scomparsa dell’URSS.


    http://www.resistenze.org/sito/te/cu...a08-004218.htm

  10. #20
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    da Aporrea - www.aporrea.org/internacionales/n116651.html
    traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

    I russi votano Stalin, maggiore eroe di tutti i tempi

    08/07/08

    Un sondaggio d’opinione, che terminerà a settembre, sta scandalizzando i media russi che su Stalin sono soliti ripetere la tipica propaganda menzognera usata dagli USA e i loro alleati durante la guerra fredda, ed anche recentemente.

    Stalin ha impedito l’occupazione di tutta la Russia invasa dagli eserciti nazifascisti e guidato il popolo sovietico alla vittoria sull’”Asse” durante la seconda guerra mondiale. Durante il suo governo si è pure sviluppato un processo accelerato d’industrializzazione dell’URSS.

    Per vedere i risultati del sondaggio e conoscere i risultati http://www.nameofrussia.ru/rating.html si può consultare il sito http://www.nameofrussia.ru. Al primo posto troviamo Josef Stalin, al secondo il cantautore Vladimir Visocki e al terzo il leader rivoluzionario Lenin.


    http://www.resistenze.org/sito/te/po...g28-003539.htm


    Durante le tappe di montagna era in testa, poi il sorpasso di Nevskij. Tutta colpa di Eisenstein..

 

 
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