Dato che è venerdì e non mi va di farvi venire il sangue marcio parlandovi della vergognosa pantomima dei deputati berluschini a Strasburgo che hanno votato contro (per fortuna perdendo sonoramente) al progetto che prevede la pubblicazione del registro delle presenze al Parlamento Europeo (e che dimostrerebbe quanti soldi i suddetti ci stanno rubando), prefersico puntare l'indice accusatore su una persona che mi sta pure simpatica, il presidente brasiliano Lula.
La cui moglie, come molti sudamericani, ha un bel passaporto italiano in tasca, senza manco aver idea di cosa sia l'Italia (grazie Tremaglia) se non una bella scorciatoia anti seccature per fare viaggi in mezzo mondo senza dover richiedere noiosi visti che ai brasiliani meno fortunati vengono impunemente richiesti.
Il cui governo ha legittimamente deciso di concedere asilo politico ad un pluriassassino che, nascondendosi dietro ideologie e lotte di classe, ha passato vent'anni a sparare ai suoi concittadini. Legittimamente, perchè il governo brasiliano ha decretato che l'Italia del 2009 è una nazione dove questo signore, che deve scontare 4 ergastoli, sarebbe stato trattato in modo ingiusto, una nazione dove non è possibile immaginare un processo civile e dove non è assicurato un trattamento equo per un brigatista pluriomicida.
Ha ragione il governo brasiliano, infatti è in Italia dove sono riparati e vivono impunemente migliaia di assassini nazisti, è l'Italia dove milioni di persone sono costrette al giogo dei narcotrafficanti nelle favelas di Bergamo e Lecce, è l'Italia che sta distruggendo il suo territorio per guadagnare pochi dollari in combutta con le multinazionali di mezzo mondo affamando al sua stessa popolazione. E' l'Italia che meno di trent'anni fa era ancora una dittatura tanto ignorante quanto violenta...
Ma non solo: il buon Lula dice bene, "la nostra decisione è sovrana. E va rispettata!". Chissà se lo diceva anche all'ungheres escappè Sarcosì e alla sua mogliettina di terzo letto Carhlà, quando firmava due o tre contrattini per qualche milionata di euro, e sentiva quello che la "vergognosa" gli raccontava dopo averlo sentito dalla larga colonia di italien parigini che possono vantare una condanna all'ergastolo, ossia quanto sia tremendo dover immaginare che una nazione dove al potere stanno persone così diverse dai democraticissimi franzosi, gente che magari sarebbe capace di coprire per decenni l'avvelenamento dei propri concittadini per far piacere ad un imprenditore amico... ah, sta succedendo in Francia? Pardon, me son esbagliè... Secondo me non glielo diceva.
Comunque resta il fatto che anche questo è un'altro segnale del sempre minore peso politico internazionale del nostro paese. Che deriva principalmente dalla contrazione della nostra forza economica, ma anche dagli errori e dalle timidezze che costellano gli 8-9 anni della nostra diplomazia. Se, limitandomi all'ultimo anno, Gheddafi si vanta di averci inculato, Spinetta si vanta di averci inculato, gli sloveni ed i croati rompono i coglioni sui confini, in Europa si fa i gradassi su Kyoto facendo la figura dei polacchi...
Beh, sono tutte cose che si pagano.
Noi le paghiamo.




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