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  1. #1
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    Predefinito L'antisemitismo che arriva

    Nel 1901 Israel Zangwill disse che La Palestina era una terra senza un popolo e gli Ebrei un popolo senza terra, e aggiunse di sperare in una terra vuota, senza musulmani e senza gentili, per poter far crescere i figli di Israele in un deserto di nome Pace.

    Nel 1862 Moses Hess, socialista ebreo tedesco, pubblica Rom und Jerusalem (Roma e Gerusalemme), in cui l'idea dell'assimilazione veniva rifiutata in nome dell'imprescindibile necessità di uno stato nazionale ebraico: questa è la nascita ufficiale del movimento sionista
    Nel 1896 Theodor Herzl pubblica un libro dal titolo significativo, Der Judenstaat (Lo stato ebraico), in cui proponeva la creazione di uno stato ebraico.

    Poi, nel 1948, Israele nasce. E’ un piccolo Paese, glorioso perché abitato da eroici ebrei perseguitati in cerca di dignità. Poi viene la guerra del ’67, poi quella del Kippur, e qui Israele cambia, fino a diventare una potenza purtroppo capace di esprimere una visione colonialista. Io ho cominciato in quegli anni a non credere più nell’utilità della nazione Israele. Fosse stata realizzata con gli ebrei della Diaspora che si mescolavano agli indigeni, in una società laica ma aperta alle due/tre religioni monoteiste, sarebbe stato diverso il mio giudizio, ma così come si stava esprimendo no, non mi piaceva più. Anche perché, come ho già scritto la nascita di Israele ha in gran parte cancellato le belle comunità ebraiche dei vari Paesi del mondo, e questa è stata una perdita notevole.
    Oltre a ciò gli ebrei, gran parte di loro, hanno subito una trasformazione incredibile, sono arrivati perfino a sostituire il Dio di Abraham con Israele, e come dice uno scrittore “Il mondo haredì, gli ebrei ultraortodossi, in gran parte si è abbandonato alla deriva nazionalista, inebriata dalla pericolosa prospettiva della Grande Israele.
    Uno scrittore progressista e intellettuale di punta della società israeliana ha tessuto l’elogio della normalità chiedendo agli ebrei di diventare un popolo come gli altri, una terra limitata, non biblica ma laicamente contemperante la terra palestinese. Purtroppo l’invito biblico di “andate e prendetevi le terre” è stato da molti preso come un comandamento. Per questo "comandamento" sono nate le colonie, per questo motivo la costrizione dei palestinesi, i campi profughi ecc.
    Era più che ovvio che queste popolazioni si sarebbero ribellate: nessuno può accettare una vita di schiavitù. La ribellione ha portato alle Intifada, ma nessun governante di Israele si è preoccupato come avrebbe dovuto. E così siamo arrivati alle guerre, alle risposte di Israele alle provocazioni, ai razzi.

    Siamo ora a un punto pericoloso, molto pericoloso, perché sta fiorendo, e non solo fra i musulmani, ancora l’odio per l’ebreo, visto sempre e comunque come fratello e alleato di Israele. Il che non è sempre vero, fior di critiche si levano alle azioni di Israele, ma la strada che si è aperta sta portando a una nuova esplosione di antisemitismo. E questo, bisogna dirlo, senza che i vari governi di destra israeliani abbiano fatto niente di serio per la sicurezza della nazione Israele.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Nel 1901 Israel Zangwill disse che La Palestina era una terra senza un popolo e gli Ebrei un popolo senza terra, e aggiunse di sperare in una terra vuota, senza musulmani e senza gentili, per poter far crescere i figli di Israele in un deserto di nome Pace.

    Nel 1862 Moses Hess, socialista ebreo tedesco, pubblica Rom und Jerusalem (Roma e Gerusalemme), in cui l'idea dell'assimilazione veniva rifiutata in nome dell'imprescindibile necessità di uno stato nazionale ebraico: questa è la nascita ufficiale del movimento sionista
    Nel 1896 Theodor Herzl pubblica un libro dal titolo significativo, Der Judenstaat (Lo stato ebraico), in cui proponeva la creazione di uno stato ebraico.

    Poi, nel 1948, Israele nasce. E’ un piccolo Paese, glorioso perché abitato da eroici ebrei perseguitati in cerca di dignità. Poi viene la guerra del ’67, poi quella del Kippur, e qui Israele cambia, fino a diventare una potenza purtroppo capace di esprimere una visione colonialista. Io ho cominciato in quegli anni a non credere più nell’utilità della nazione Israele. Fosse stata realizzata con gli ebrei della Diaspora che si mescolavano agli indigeni, in una società laica ma aperta alle due/tre religioni monoteiste, sarebbe stato diverso il mio giudizio, ma così come si stava esprimendo no, non mi piaceva più. Anche perché, come ho già scritto la nascita di Israele ha in gran parte cancellato le belle comunità ebraiche dei vari Paesi del mondo, e questa è stata una perdita notevole.
    Oltre a ciò gli ebrei, gran parte di loro, hanno subito una trasformazione incredibile, sono arrivati perfino a sostituire il Dio di Abraham con Israele, e come dice uno scrittore “Il mondo haredì, gli ebrei ultraortodossi, in gran parte si è abbandonato alla deriva nazionalista, inebriata dalla pericolosa prospettiva della Grande Israele.
    Uno scrittore progressista e intellettuale di punta della società israeliana ha tessuto l’elogio della normalità chiedendo agli ebrei di diventare un popolo come gli altri, una terra limitata, non biblica ma laicamente contemperante la terra palestinese. Purtroppo l’invito biblico di “andate e prendetevi le terre” è stato da molti preso come un comandamento. Per questo "comandamento" sono nate le colonie, per questo motivo la costrizione dei palestinesi, i campi profughi ecc.
    Era più che ovvio che queste popolazioni si sarebbero ribellate: nessuno può accettare una vita di schiavitù. La ribellione ha portato alle Intifada, ma nessun governante di Israele si è preoccupato come avrebbe dovuto. E così siamo arrivati alle guerre, alle risposte di Israele alle provocazioni, ai razzi.

    Siamo ora a un punto pericoloso, molto pericoloso, perché sta fiorendo, e non solo fra i musulmani, ancora l’odio per l’ebreo, visto sempre e comunque come fratello e alleato di Israele. Il che non è sempre vero, fior di critiche si levano alle azioni di Israele, ma la strada che si è aperta sta portando a una nuova esplosione di antisemitismo. E questo, bisogna dirlo, senza che i vari governi di destra israeliani abbiano fatto niente di serio per la sicurezza della nazione Israele.

    Errori...errori...e depistaggi...Pensa che gli Ebrei di masada siano differenti da quelli di ora? Costoro non possono essere affatto "cambiati" dopo il 1967 dal .
    momento che non c'è un Ebreo che non tenga conto delle sue "sacre scritture" ovvero vere e proprie incitazioni alla violenza e alla diversita'.
    Gli Ebrei sono uguali a se stessi da almeno quattromila anni...

    Italica Stirpe

  3. #3
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    Secondo me Israele, in quanto istituito dall'Onu, ha diritto ad esistere su quella terra. Ha anche diritto a difendersi. Può scegliere le modalità di difesa che vuole, anche invadendo Gaza e causando le vittime che sta causando. Israele ha anche l'intelligenza e i mezzi per prevedere quelle che saranno le reazioni a livello mondiale, sa che una difesa del suo territorio così come è stata impostata avrebbe portato a una recrudescenza dell'antisemitismo in generale, a Israele tale questione non mi sembra sia mai stata molto a cuore, la difesa della terra di Israele viene prima degli ebrei della diaspora, che, anzi, dovrebbero tornare tutti alla terra dei patriarchi. Questa la politica di Israele, legittima, ma ha dei costi come tutte le politiche, uno di questi è l'aumento dell'antisemitismo. Che sia chiaro, è sbagliatissimo non distinguere tra Israeliani ed ebrei, bisogna spiegare e informare sulla differenza, ma non è l'unica issue cui il mondo debba dedicarsi, ci sono anche altri problemi si tratta solo di vedere se le risorse a disposizione per spiegare la cosa sono sufficenti, probabilmente la scelta di difendersi in questa maniera le rende insufficenti, e l'antisemitismo cresce. E Israele questo lo sapeva già.

  4. #4
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    Spiegate anche la differenza fra israeliani, ebrei e sionisti.
    Prima del 27 gennaio.

  5. #5
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da dm101 Visualizza Messaggio
    Secondo me Israele, in quanto istituito dall'Onu
    Questa è una delle poche motivazioni NON valide .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Italica_Stirpe2 Visualizza Messaggio
    Gli Ebrei sono uguali a se stessi da almeno quattromila anni...
    Condivido, non ci sono alti termini per etichettare un ebreo se non dicendogli sei un ebreo.

    Citazione Originariamente Scritto da dm101 Visualizza Messaggio
    Secondo me Israele, in quanto istituito dall'Onu, ha diritto ad esistere su quella terra.
    Diritto in base a cosa? e non usciamo la storia del "loro erano li 2000 anni fa" perchè anche i polli ridono di fronte a questa misera e inconcludente giustificazione.

  7. #7
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    Ragazzi, ho trovato questo in rete (anche il commento chge segue non è mio, chi sa qualcosa di più su questi Kazari?):

    Soltanto i ciechi e gli ignoranti rifiutano di credere che la Russia ha lasciato partire gli ebrei perchè questi erano i piu parassiti e anti-sociali
    del mondo ,
    Questi erano gli stessi che hanno distrutto la Russia ,hanno causato 2 guerre mondiali .

    Questi individui non sono i veri ebrei.
    Sono i Kazari e non hanno niente in commune con gli ebrei.
    Hanno rubato la loro identità.

    Questi Kazari vengono dai monti Caucasi
    e sono uomini di guerra e si muovono da un paese a un altro .
    Vivono quasi in tutti i paesi del mondo.

    Come dice Israel Shahak ....92% degli ebrei europei erano
    originalmente Kazari.


    http://www.youtube.com/watch?v=Ry37mKMh04U

    Incomincia da questo.

    La Mission dei 4 Ebrei:
    http://abbc.net/shahak/4jews.htm

    Molti articoli sono stati scritti su questo soggetto
    Mi ricordo di aver letto uno scritto da Maurizio Blondet.

  8. #8
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Questa è una delle poche motivazioni NON valide .
    mah le risoluzioni dell'Onu sono invocate quando si tratta di invadere l'Iraq, purtroppo sappiamo che l'Onu fa acqua da tutte le parti, ma è l'unica istituzione mondiale che la razza umana è riuscita a creare e ce la dobbiamo tenere, si può non esser d'accordo, l'importante è non invocare l'Onu quando Bush invade l'Iraq, perchè le risoluzioni Onu o valgono sempre o non valgono mai.

  10. #10
    vae victis
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    Non c'è stata alcuna risoluzione ONU che rendesse lecita l'invasione dell'Iraq PRIMA dell'invasione stessa.

    Comunque la bontà o meno di una operazione non la può decidere di certo l'ONU ,guarda che obbrobrio hanno creato in Palestina figuriamoci .

 

 
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