Per fare certi giochini dialettici bisogna essere adeguatamente dotati, per evitare di fare la figura barbina che hai fatto tu.
Visualizzazione Stampabile
"La NATO in Kossovo e in Serbia si preoccupava di bombardare obiettivi militari. Usavano missili e hanno anche fatto clamorosi errori. Ma i missili costano carissimi mentre le bombe da 500 kg scadono e quindi...tanto l'effetto che si vuole non è compire Hamas ma i palestinesi."
La NATO in serbia ha usato di tutto, uranio impoverito compreso, ma a chi la vuoi raccontare la storia della NATO ( USA + UE) buona e degli Israeliani cattivi???
Per favore, cerca di essere, serio, tutti quelli che bombardano dal cielo o mettono bombe in autobus o ristoranti sono solo dei luridi
ok non sono stato chiaro. Non intendevo dire NATO buona Israeliani cattivi.
Intendevo dire che i bombardamenti fatti dalla NATO nelle città erano mirati e cercavano di fare meno vittime civili possibili. Israele a Gaza bombarda "un de cojo cojo", perchè di evitare vittime civili non frega niente.
Quello che tu e l'altro furbetto delle metafore fasulle non volete capire è che a Gaza non esistono civili inermi.
Esistono terroristi + scudi umani. Gaza è un intero popolo in guerra che ha dichiarato che non vuole lasciare un solo israeliano sul sacro suolo islamico.
E' nel Corano come nello statuto di hammazz. Quindi basta con questi pianti greci: chi attacca e vuole una guerra totale poi ne paga le conseguenze.
I nazisti hanno invaso l'Europa e tutte le città tedesche sono state rase al suolo; i ceceni si sono ribellati all'impero sovietico arrivando a compiere atti di terrorismo a Mosca e Grosni è stata rasa al suolo; i serbi hanno compiuto stupri e massacri di massa e sono stati bombardati; al Qaeda ha tirato giù il WTC ed i talebani che li proteggevano sono stati spazzati via da Kabul.
I palestinesi hanno infiammato il mondo col terrorismo e vengono colpiti a più non posso, senza riuscire più a trovare rifugio in nessun paese arabo, dove quelli che già ci sono sono confinati nei campi profughi; i palestinesi della striscia compivano vere e proprie stragi usando uomini donne e bambini imbottiti di tritolo, sono stati confinati nella striscia, chiusa e sigillata, ed hanno continuato a colpire Israele con i razzi: ora pagano e continueranno a pagare per il loro furore omicida.
Non credo alla volontà di pace di chi ha le mani sporche di sangue e parla sempre e soltanto di lotta armata.
Eitan Livni: terrorista.Citazione:
Cosa sognano i bambini
Il dottor Yoram Bilu, professore di psicologia all’Universita’ Ebraica di Gerusalemme, ha analizzato I sogni di bambini tra gli undici e I tredici anni viventi in varie parti di Israele e della West Bank. Una parte della ricerca ha riguardato I bambini del campo profughi di Kalandiya e del blocco di insediamenti ebraici attorno a Kfar Ezion. Il 17% dei sogni dei bambini ebrei sono occupati da incontri con arabi. Tra gli arabi, invece, un 30% dei bambini di Kalandiya ha sognato almeno una volta un incontro con ebrei. Il significato di tutto cio’ e’, secondo Bilu, che I bambini di Kalandiya “hanno la mente ossessivamente occupata dal conflitto esistente”. Dai loro sogni emerge una realta’ dura e minacciosa, riflesso di un mondo fragile e del tutto indifeso. La “trama” caratteristica di un sogno di questo tipo si svolge entro I confini del campo: I limiti del sogno sono molto permeabili, niente gli conferisce difesa e sicurezza, gente estranea invade la casa e tormenta il bambino. Spesso lo torturano a morte. I suoi genitori non sono capaci di difenderlo.(…)
Il senso di colpevolezza appare solo nei sogni di bambini ebrei. Cosi’, per esempio,nel sogno di un bambino dodicenne di Kiriat Arba’: “…all’improvviso qualcuno mi afferra, e vedo che questo succede a casa mia, ma I miei se n’erano andati, e bambini arabi vanno su e giu’ nelle nostre stanze…e io non mi meraviglio affatto che sia cosi’, che quegli arabi abitino ora in casa mia. Lo accetto come se cosi’ dovesse essere.”
(David Grossman, Il Vento Giallo)
Tzipi Livni: terrorista.
Ricordo che Israele è privo di una Costituzione.Citazione:
Gaza City, 17 gen. (Ap-Apcom) - Così ieri sera la morte e i drammi di Gaza sono entrati in diretta nelle case israeliane. Un medico palestinese della Striscia, Ezzedldeen Al Aish, ha raccontato la morte di tre delle sue figlie mentre era collegato per telefono con il Canale 10 della tv israeliana. Al Aish è da settimane un testimone dal vivo della guerra per Canale 10 e racconta l'offensiva israeliana vista dall'interno della Striscia. Ieri sera si è collegato col suo cellulare, poco dopo che un proiettile dell'artiglieria israeliana aveva centrato la sua casa uccidendo tre delle sue figlie e una nipote.
L'uomo, singhiozzando, ha urlato in diretta la sua rabbia accusando il premier israeliano Ehud Olmert. "Voglio sapere perchè le mie figlie sono state colpite. Questo dovrà perseguitare Olmert per il resto della sua vita". Le figlie del medico avevano 22, 15 e 14 anni. La nipote 14.
Ezzedldeen Abul al Aish da settimane è diventato il volto umano della sofferenza palestinese per i telespettatori israeliani, come sottolinea oggi il quotidiano israeliano Haaretz. 55 anni, parla perfettamente l'ebraico perché ha studiato in due ospedali di Israele: è ginecologo. Inoltre lavora sia in un ospedale di Tel Aviv che nella striscia di Gaza (all'ospedale al Shifa), dove viveva la sua famiglia: otto figli, mentre la moglie è morta. E' anche un noto attivista pacifista, coinvolto in numerosi progetti cogestiti, anche sugli effetti del conflitto sui bambini sia di Gaza che israeliani.
La sua è una figura nota ai telespettatori. Dall'inizio dell'offensiva israeliana 21 giorni fa era rimasto nella Striscia; e i media israeliani, i cui giornalisti come gli altri non possono entrare nel territorio, lo hanno interpellato spesso per telefono. E in molti casi al Aish aveva espresso timori per la sua famiglia.
Come sempre l'intervento di ieri sera era stato concordato in anticipo; ma questa volta a rispondere non è stato il medico coltivato, ma un padre disperato. Al giornalista israeliano Shlomi Eldar che conduceva il programma ha urlando "Oh mio Dio, oh mio Dio, le mie figlie sono state uccise. Me le hanno uccise. QUalcuno ci aiuti!". E ancora: "Stavano qui sedute, a parlare del loro futuro".
L'intera scena si può rivedere su YouTube. Eldar, pallidissimo, gli occhi pieni di lacrime, lo invita a parlare e gli chiede dettagli sul suo indirizzo per far arrivare degli aiuti. Dopo qualche secondo, si alza e si toglie l'auricolare. "Non posso chiudere questa conversazione" dice. "Preferisco lasciare lo studio".
Più tardi si è saputo che la potenza della televisione ha funzionato: alcune ambulanze sono arrivate a soccorrere i superstiti del tiro d'artiglieria israeliano, compreso Abul Aish che è riuscito, cosa rarissima, a organizzare il trasporto di altre due figlie, ferite, all'ospedale Tel Hashomer di Tel Aviv: per la prima volta l'esercito israeliano ha consentito a una ambulanza palestinese di attraversare senza blocchi il valico di Erez, dove le ragazze sono state trasferite in un mezzo israeliano.
"Tutti sapevano che eravamo a casa" ha detto al-Aish ai giornalisti che lo aspettavano al valico. "Io, il medico che cura gli israeliani. E all'improvviso una bomba, oggi, mentre speravamo nel cessate il fuoco. Come possiamo parlare a Olmert e Tzipi Livni dopo questo?"
Le figlie morte sono adesso fra i circa 1.200 palestinesi uccisi nell'offensiva israeliana. Funzionari di Gaza le hanno identificate come Bisan, 22 anni; Mayer, 15 anni, e Aya, 14 anni. La nipote, Nour Al-Aish, anche lei quattordicenne.
Numerose telefonate degli spettatori sono arrivate all'emittente, molte da gente che lo conosce, come il dottor Shaul Sofer, capo del pronto soccorso all'ospedale Soroka dove Abul al Aish ha studiato. "Lo conosciamo tutti e gli vogliamo bene. Speriamo davvero che la situazione migliori" ha detto Sofer.
L'obice che ha colpito la casa di al-Aish è uno dei 5 episodi su cui Israele sta indagando ad alto livello, in cui sono stati coinvolti obbiettivi civili che includevano due edifici dell'Onu e un ospedale. Un portavoce dell'esercito, parlando in condizione di anonimato, ha comunque dichiarato che i risultati preliminari indicano che in ognuno dei 5 casi i soldati stavano rispondendo al fuoco proveniente dal luogo colpito o dalle sue vicinanze. Nel caso di Abul al-Aish, a sparare sarebbe stato un cecchino da un edificio vicino.
Zdenek, leggendo il tuo copia-incolla mi sono messo a singhiozzare.
Avevo dimenticato di aggiungere quest'altro idiota alla "ignore list".
Provvedo subito.