Parmalat / Tanzi finanziò Prodi e D'Alema. E a Milano Geronzi è indagato per Cirio
¨Finanziamenti a Romano Prodi¨. Secondo i verbali secretati dell'ex presidente di Parmalat, Calisto Tanzi - e pubblicati oggi da Libero - al leader dell'Ulivo vennero corrisposti proprio due finanziamenti ¨in contanti¨. Centocinquanta milioni gli vennero corrisposti per la campagna elettorale del 1996 - tramite Gianni Pecci (d.
¨Finanziamenti a Romano Prodi¨. Secondo i verbali secretati dell'ex presidente di Parmalat, Calisto Tanzi - e pubblicati oggi da Libero - al leader dell'Ulivo vennero corrisposti proprio due finanziamenti ¨in contanti¨. Centocinquanta milioni gli vennero corrisposti per la campagna elettorale del 1996 - tramite Gianni Pecci (d.g. di Nomisma e poi a.d. di Cirm, un fedelissimo del presidente Ue, ndr) e altrettanti lo scorso anno. Tanzi ha anche spiegato che fu consigliato a entrare come socio, proprio in Nomisma, portando denaro fresco, facendo poi nominare come presidente Paolo De Castro. Operazione che andò in porto. E secondo l ex boss del colosso alimentare di Collecchio, venne fatta con la speranza che da quel momento in poi ci sarebbe stato un occhio di riguardo rispetto alle esigenze legislative del Gruppo. Per questo tipo di finanziamenti ai politici e per evitare le norma antiriciclaggio, aprimmo due conti a San Marino, uno intestato a me, l altro a Gorreri (nel consiglio di amministrazione Parmalat, passato pialla presidenza della Banca Monte Parma e arrestato il 19 gennaio, ndr) , racconta Tanzi nei verbali. Da Monte Parma venivano travasati i soldi che servivano ad alimentare i due conti clandestini di San Marino. Nella lista dei politici figura però anche un altro importante leader del centrosinistra: ¨Abbiamo dato soldi anche a Massimo D'Alema¨ che venne pagato ¨attraverso Marco Minniti¨ (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel corso del governo D'Alema, ndr ). Ma queste elargizioni, secondo la ricostruzioni di Calisto Tanzi, passarono anche attraverso l'interessamento di Pierluigi Piccini, presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e, atttraverso un altro canale raggiungevano pure la Fondazione Italiani Europei (ideata dallo stesso D'Alema, ndr). Ma destinatario di premurose attenzioni fu anche l'ex ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani: accadde ¨quattro anni fa¨. Geronzi indagato a Milano Apertura in calo per Capitalia, in una giornata iniziata con il segno più a Piazza Affari: il titolo dell'istututo romano perde circa il 3%, dopo che il Corriere della Sera ha rivelato che il presidente, Cesare Geronzi, è indagato a Milano per associazione a delinquere nell'ambito dell'inchiesta sul crack Cirio. Per il quotidiano, Geronzi, indagato da dicembre a Roma per bancarotta preferenziale e truffa, condivide l'ipotesi di reato milanese con Sergio Cragnotti, con l'avvocato d'affari Riccardo Bianchini Riccardi e con almeno due altre persone. Intanto, aggiunge il Corriere , scoppia la guerra fra le procure di Roma e Milano sulla competenza dell'inchiesta: ieri i magistrati di Roma hanno inviato ai colleghi milanesi una esplicita richiesta di trasferimento degli atti nella capitale.
http://notizie.parma.it/stampabile.a...=1083&ID=31899
Questi prendevano soldi e non si sa piu' nulla.




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