Corriere Adriatico 17-01.09

Secondo il pm di Ascoli che ha condotto le indagini gli agenti avrebbero saputo che l’uomo era innocente

Tafferugli durante l’incontro Samb-Genoa del 2006, il pm chiede il processo
Botte al tifoso, tre poliziotti nei guai


SAN BENEDETTO - Il sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Ettore Picardi ha chiesto il processo per tre agenti della Polizia di Stato che il 23 aprile del 2006, durante l’incontro di calcio Sambenedetese-Genoa, avrebbero - secondo l’accusa - colpito coi manganelli un tifoso della squadra di casa, accusandolo poi falsamente, attraverso le annotazioni di servizio, di aver partecipato al lancio di pietre e tondini contro le forze dell’ordine. L’udienza preliminare è stata fissata per il 18 febbraio prossimo. Sotto accusa G.G., 37 anni, di Pisa, V.S., 33 anni, di Lecce, A.C., 25 anni, di Reggio Calabria, tutti all’epoca dei fatti in servizio nel settimo reparto mobile della Questura di Bologna, quel giorno impegnato a San Benedetto. Parte civile è Giovanni Cinciripini, 37 anni, di San Benedetto, che a causa dei colpi subiti riportò un trauma cranico. La testimonianza dei poliziotti portò alla sua denuncia per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo il pm, i tre agenti avrebbero invece saputo che l’uomo era innocente. Quel giorno, già prima della partita, scoppiarono incidenti con i tifosi della Sambenedettese, che affrontarono le forze dell’ordine con lancio di oggetti e pezzi di cemento. Incidenti che costrinsero l'arbitro a posticipare di 18 minuti l’inizio della gara, poi vinta dalla Samb per 2-1. Furono otto le persone arrestate, tutti ultras della squadra marchigiana.

Secondo i tre poliziotti, Cinciripini avrebbe partecipato ad un fitto lancio di pietre contro le forze dell'ordine. I poliziotti intervennero senza apparente motivo manganellando ripetutamente Cinciripini che riportò lesioni personali alla testa che gli causarono un trauma cranico non commotivo di cui accusa tuttora le conseguente fisiche. Inoltre, ai poliziotti vengono contestati altri due reati. Di aver dichiarato il falso riguardo agli accadimenti davanti al giudice monocratico della sezione staccata del tribunale di San Benedetto e di aver formato un'annotazione di servizio redatta in Ascoli il 24 aprile 2006 che ad un attento esame è risultata falsa in quanto, contrariamente al vero, attribuiva al tifoso Cinciripini la partecipazione attiva al lancio di pietre e tondini di ferro contro le forze dell'ordine. Cinciripini andò ad assistere alla partita in compagnia di un amico di Roma. Quando scoppiarono i primi incidenti, quest'ultimo, impauritosi, si nascose sotto i gradoni, seguito dal compagno le cui intenzioni era di volerlo eventualmente proteggerlo. I due vennero scambiati per facinorosi e i tre poliziotti malmenarono Cinciripini il quale riuscì a fuggire. Si recò al Mazzoni di Ascoli per farsi medicare e si imbattè con i tre poliziotti che lo avevano picchiato. Venne denunciato e tratto in arresto.
SANDRO CONTI

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