L’Olanda silenzia Wilders
I magistrati olandesi sono riusciti laddove terroristi e intimidatori islamici avevano finora fallito. Il reprobo Geert Wilders rischia di essere messo a tacere. Il che sarà anche una buona notizia per l’intera intellighenzia europea che Wilders lo ha esecrato e isolato. Stride il patetico silenzio occidentale in questo giorno tristissimo per la libertà d’espressione.
L’autore del film anti-Corano “Fitna” sarà processato con l’accusa di istigazione all’odio. Nel paese di Theo van Gogh, di Sooreh Hera e di Ayaan Hirsi Ali, simboli di una battaglia pagata anche con la vita a favore della libertà di critica, Wilders dovrà essere giudicato per aver esercitato il diritto di denunciare un’ideologia che incita all’uccisione dei diversi. Wilders non ha mai incitato alla discriminazione dei musulmani. Lo notava ieri il Wall Street Journal, giornale non certo xenofobo, che commenta così la notizia: “Corte olandese importa legge saudita sulla blasfemia”.Questi giudici hanno disonorato i Padri fondatori olandesi che trasformarono quella palude in un’oasi di libertà. Il Journal ha spiegato anche che il punto non è Wilders, ma ciò che “Fitna” rappresenta, un pegno intorno al quale si gioca e si consuma il destino del nostro continente, assieme a una caterva di opere d’arte, libri, pellicole e articoli banditi. Un’Europa sottomessa al verbo incendiario di chi non tollera dissenso. I giudici non avevano il diritto di dare lezioni di bon ton a un uomo che rischia la vita nel paese di Spinoza e Anna Frank.
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