Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Parco del Mare

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,904
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Parco del Mare

    Ieri ero ad una cena a cui era presente anche Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste. E' stato presentato il progetto di un "parco del mare", inizialmente previsto a Campo Marzio, ma ora, sembra irrevocabilmente, da situare nella zona tra il Salone degli Incanti, il magazzino vini e la sacchetta. Una simulazione al computer, Paoletti ha detto che è ingeneroso basarsi su quella per criticare, perchè non è ancora un progetto preciso, lascia intravvedere blocchi di parallelepipedi dello stesso stile di Piazza Goldoni e della Casa del Fascio . oops, Questura ed un'enorme bocca, anzi un becco come quello di Paperino, solo violaceo, che si protende nel mare e dovrebbe contenere l'aquario. I modelli sono dichiaratamente Genova, Barcellona e Valencia.
    Io ho detto pubblicamente che una cosa del genere può stare bene a Valencia (5 km dalla città), a Barcellona (1 km dal primo edificio antico), a Genova (zona ormai degradata dai viadotti dell'autostrada sopraelevata e comunque ad una certa distanza dal centro storico), magari anche a Campo Marzio, ma non accostata ad un centro storico, che, a mio parere, tra qualche decade sarà considerato il migliore e più autenticamente conservato centro storico dell'Ottocento in Europa.
    Paoletti ha risposto che è tipico dei triestini dire "no se pol" a tutto, chiudersi nel passato, mentre lui è favorevole ad uno stacco netto, ad una visione di città del futuro. A me questo sta anche bene, se si parla degli altri elementi del suo progetto, come la "Silicon Valley" triestina che dovrebbe sorgere sull'area ex-Aquila, ma non mi sta bene che si lasci in eredità alle generazioni future forse l'unica ricchezza reale di Trieste: i suoi palazzi ottocenteschi.

    Cosa direbbero i Fiorentini, se si mettesse un "parco dell'olio e del vino", modernissimo, tra S.Croce e S.Miniato?

  2. #2
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    02 Oct 2007
    Località
    Giro il mondo
    Messaggi
    1,147
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vatti a leggere le risposte che da el botegher a chi gli scrive per dare il proprio, sollecitato, parere sul suo blog. Vedrai che chiunque, e sono tanti, critica il progetto viene tacciato di nosepolismo...ovvio i pareri favorevoli, pochissimi, sono elogiati ripetutamente.
    Se la Soprintendenza non ferma un obbrobrio simile sono da mettere al muro tutti quanti.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,904
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Schiffsbauer Visualizza Messaggio
    Vedrai che chiunque, e sono tanti, critica il progetto viene tacciato di nosepolismo...ovvio i pareri favorevoli, pochissimi, sono elogiati ripetutamente.
    Cazzo, siamo proprio a "credere, obbedire, combattere!"

  4. #4
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    02 Oct 2007
    Località
    Giro il mondo
    Messaggi
    1,147
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Cazzo, siamo proprio a "credere, obbedire, combattere!"
    Si, o almeno ci provano. Secondo me è l'ora di far tornare noto e caro ai triestini, in opposizione al motto che hai citato, quel che una volta c'era scritto sulle fibbie dei cinturoni militari.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,904
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Schiffsbauer Visualizza Messaggio
    ...quel che una volta c'era scritto sulle fibbie dei cinturoni militari.
    Wem sollte die "Treue" gelten?

  6. #6
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    02 Oct 2007
    Località
    Giro il mondo
    Messaggi
    1,147
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Wem sollte die "Treue" gelten?

    ah ah nein, "mit Gott für Kaiser und Vaterland"

    Dove per Patria, ormai, i triestini veri possono intendere solo Trieste.

    Comunque anche quello che dicevi tu, implicazioni a parte, non era mica sbagliato. Ci fosse qualche politico che lo applica....

  7. #7
    Mitteleuropea di Trieste
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Free Territory of Trieste
    Messaggi
    1,952
     Likes dati
    0
     Like avuti
    13
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal Piccolo: di Gabriella Ziani

    Paniccia: Parco del mare e Palazzo Carciotti non sono alternativi

    «La Fondazione CRTrieste ragiona sui progetti di una città che deve pensare in grande»


    Se vuole tornare grande, Trieste deve pensare in grande, buttare l’occhio sui prossimi vent’anni, e non ostacolare la veduta con il termine dei mandati amministrativi. Parco del mare alla ex Pescheria? Perché no, purché non si mettano i pesci nell’ex Magazzino vini. Palazzo Carciotti per congressi? Perché no. Chi si ferma davanti a qualche milione di euro? È così che vede le cose Massimo Paniccia, presidente della Fondazione CrTrieste, presidente del Mediocredito, presidente di AcegasAps, presidente delle piccole imprese di Udine.

    Alla cassaforte della Fondazione bussano tutti, 1000 domande all’a nno. E lui notoriamente preferisce parlare nei consigli di amministrazione piuttosto che in pubblico, ma ora quel bussare raddoppia e triplica: dopo il costoso restauro della ex Pescheria, l’acquisto e la riedificazione del nobile rudere Magazzino vini, si ipotizza proprio in quell’area il Parco del mare, e si desidera un impegnativo centro congressi con pinacoteca a Palazzo Carciotti.

    Presidente Paniccia, la Fondazione finanzierà tutto, qualcosa, o niente? Forse le dispiacerà dover ri-spendere ora sulla Pescheria?

    La Fondazione, quando la città chiede, non dice mai di no a priori. È al servizio della comunità, che ha le sue idee, non sempre coincidenti. Quando il sindaco ci chiese la ristrutturazione della Pescheria per farne un polo culturale fu risposto subito di sì. L’avevo però detto già allora: sopra c’era scritto «Acquario». Sarebbe stato un contenitore ideale. Proponemmo un nostro progetto che consentiva una maggiore versatilità di uso della struttura. Ma le grandi opere hanno iter prefissati, non si può cambiare in corsa, e così tutto è andato avanti come previsto. Ora, francamente, non è utilizzata a pieno, e coi costi che ha...

    Vi si chiede un restauro-bis e di cedere al Parco del mare il Magazzino vini.
    L’abbiamo comprato per dare vita come palacongressi a un contenitore vuoto da 50 anni, è stato anche un ottimo investimento immobiliare, ha una posizione stupenda. Fatto il progetto, ci è stato chiesto di soprassedere, non c’erano più le condizioni politiche. E va bene, non vogliamo fare niente contro la città. L’i dea era di farci un centro multimediale per i giovani. Proprio nei giorni scorsi è arrivato il permesso di costruire, la licenza edilizia. Quando ci è stato chiesto per il Parco del mare, la risposta è stata: sì, ma rispettando prerogative cui non vogliamo rinunciare.

    Quali prerogative?
    Nessuna riconversione. Resteranno il parcheggio sotterraneo e tre piani, il primo per conferenze e mostre, gli altri per centro direzionale e area commerciale.

    Nessuna vasca dei pesci nel Magazzino vini, dunque?
    L’acqua col vino non va d’accordo, è noto. Detta la battuta, ci facciamo comunque parte attiva per un Parco del mare a Trieste. Senza stravolgere nemmeno quel contenitore splendido che è la Pescheria. Nel mondo si fanno cose stupende, e io dunque penso che con l’accordo fra tutti si possano immaginare cose stupende anche qui.

    Qualcuno obietta: si calcola che sarà un successo ipotizzando 300mila visite o più, ma è una scommessa sulla carta.
    Questo è il punto. L’ho detto al sindaco Dipiazza: se il Parco del mare non stravolge il nostro progetto per il Magazzino, siamo favorevoli, ma bisogna vedere se poi il tutto è compatibile con la parte finanziaria. C’è un impegno con l’assessore comunale al Bilancio, Ravidà: si faccia un business plan per vedere se il progetto ha le gambe o no, e si verifichi con tutti gli enti coinvolti il percorso da intraprendere.

    E se non fosse compatibile?
    Sono le città, i loro politici, che devono fare scelte e avere l’ultima parola. Lo si vuole davvero? Si troverà come fare. E io sono ottimista, può valere la candela. Bisogna aumentare l’a ttrattività di una Trieste che tutti descrivono bellissima, un luogo dove tornare. Se invece si scoprisse che la parte finanziaria non regge, vorrebbe dire che l’idea stessa non aveva senso. Noi abbiamo ristrutturato la Pescheria pensando a un patrimonio per la vita, anche senza ritorno economico, perché a spendere per risistemare non si sbaglia mai, è cultura dei popoli, chi lascia in abbandono la casa e la città non ha storia e non avrà nemmeno futuro. Ma se nella Pescheria poi ci metto i pesci, devo valutare: rende alla città, l’indotto coprirà i costi? Se la risposta è no, devo ripensarci.

    Vi si chiede di pagare anche per ristrutturare palazzo Carciotti.
    Pagare? Quando crediamo nelle cose, paghiamo. Le delibere le scriviamo solo sulla base della compatibilità dei progetti. A me non piace sentir dire «o questo o quello», se la città lo sente come importante deve dire «e questo, e quello», deve portare avanti ogni idea.

    Il costo dunque non conta?
    Si tratta di 100 milioni di euro, non di 1000 miliardi. E se Trieste con la Fondazione, la Regione, la Provincia, il Comune, e tutti i vari enti, decidesse che il suo futuro passa per questi due elementi, e se chi ha a cuore la città si impegnasse a decidere, in un’ottica di 20 anni ci può stare sia il Parco del mare e sia palazzo Carciotti. Vedo le due cose sinergiche, non alternative.

    Trieste saprebbe gestire entrambe?
    Io vorrei vedere una città che si impegna a fare e costruire il futuro, sapendo di avere una sua strategia.

    E la vede?
    La città è molto migliorata, da Miramare a Campo Marzio è uno spettacolo, e c’è la viabilità, non più la coda al bivio a H. Non piangiamoci addosso. Casomai bisogna procedere ancora più velocemente: città emporiale, e di turismo? Se devo portare a Trieste centinaia di migliaia di visitatori non mi fermo di fronte a una spesa di 40 milioni. Da imprenditore vorrei anche più industria, però, più aziende legate alla realizzazione di ciò che elaborano le strutture scientifiche. (ndr: Amen) Sono arrivato qui nel 1956 e la città aveva 300mila abitanti, perché non tornare a quei livelli? L’industria è trainante. Per la Stock abbiamo solo potuto mitigare il dolore comprando i quadri. E, anzi, apriremo presto la galleria alle visite dei cittadini.

    Ma c’è anche il progetto del Silos, per i congressi. Non è già troppo?
    L’attrattività di un luogo dipende dall’avere molte possibilità, non una sola. I cinema multisala hanno più pubblico della sala singola. Vanno benissimo il Silos, il Carciotti, la Stazione marittima. Il molto è di per sè un richiamo. Però: parliamo già di doppioni, e tutte queste cose ancora non ci sono.

    Torniamo al punto: chi pagherà?
    Ragioneremo: sui progetti, sui conti, su chi partecipa. Non ho mai visto nessuno fare passi indietro perché non ci sono i soldi. Non per questo noi abbiamo risorse illimitate. Non si può pensare «la Fondazione fa tutto».

    Multi-presidente: le piace il potere?
    No, mi sono dato un punto di riferimento: nel momento in cui un bilancio non fosse soddisfacente, mi ritirerei. Sfortunatamente (lo dico scherzando) i bilanci vanno ancora tutti bene.

    Qual è il punto più strategico?
    Anticipare i problemi.

    Aveva previsto la crisi finanziaria?
    Già a giugno avevo deciso di smontare tutte le gestioni finanziarie della Fondazione. Anche se non sono mai contento di me stesso, dico che siamo stati bravi.

    È ancora amico di Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit?
    Sì, ancora. Siamo stati partecipi nel creare un grande gruppo. Ora è in difficoltà sul mercato finanziario, ma fa utili incredibili, è una grande banca penalizzata dal mercato azionario. Basta stare calmi e tenere i piedi per terra. Come Fondazione abbiamo scelto di appoggiare l’aumento di capitale, per dare sicurezza ai clienti ma anche perché si poteva approfittare del mercato azionario basso. Interesse generale, però, non speculazione del momento.

    AcegasAps. Utili alle stelle, 15 milioni per l’acquisto di palazzo Modello in piazza Unità. Un cittadino potrebbe dire: perché non abbassate le bollette?
    Primo, quando il Comune ha quotato Acegas, ha incassato un importo notevolissimo. La collettività gode della contropartita, viceversa si sarebbe tenuta i debiti. Secondo, se uno trova le tariffe alte può fare contratti con un concorrente, non c’è il monopolio. Terzo, gli utili sono di mercato, non possiamo mica fare dumping abbassando le tariffe e non dare remunerazione al mercato tagliando i dividendi. Quanto a Palazzo Modello, il precedente affitto costava di più, la proprietà è sempre un investimento, e chiunque venga a trovarmi ora pensa che data la splendida sede anche Acegas è una splendida azienda, e splendida e importante è la città.

    Domanda al volo: farebbe il sindaco?
    No. Non ho la vocazione del politico. Mi ritengo un imprenditore che sta volentieri al vertice, ma resto un imprenditore che si diverte a fare il manager. Non ho mai partecipato a un’elezione, se posso scherzare dirò che non mi sono mai fatto eleggere neanche da una bocciofila! No, no, lasciamo proprio stare questo argomento.

    Del basket non è presidente ma AcegasAps lo sponsorizza. Non grandi risultati, perché continuate?
    Perché è nel Dna dei triestini, lo seguono in 4000 anche se vanno a vedere una squadra che lotta per non retrocedere in C1. Questo ci fa capire che Trieste vuole il basket. E noi speriamo.

    A se stesso che cosa augura?
    Che nasca la mia bambina, a giugno. Ho un figlio di un anno e ora questa attesa. A parte ciò, che dopo questa ubriacatura di finanza e derivati si torni coi piedi per terra, quello che conta è il lavoro, i guadagni facili non esistono, se si torna a investire questo paese avrà non -2 di Pil, ma +2, +3, +4, un vero motore per le fasce deboli.

    Per queste nessun progetto?
    Come no. Abbiamo allo studio una social card triestina, che allarghi gli importi di quella appena varata.

  8. #8
    Mitteleuropea di Trieste
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Free Territory of Trieste
    Messaggi
    1,952
     Likes dati
    0
     Like avuti
    13
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal Piccolo: di Furio Baldassi e Gabriella Ziani

    Genova, un modello per vincere la sfida del Parco del mare
    L’Acquario della città ligure conta un milione e 300mila visitatori all’anno

    I suoi cittadini sono mediamente anziani, con una tendenza quasi istituzionale a lamentarsi. Ha un traffico caotico e, per quanti ne costruisca, i parcheggi sembrano non bastarle mai. Nel vecchio centro storico il casus belli che tiene banco è la lotta dei residenti contro i giovani che, nei tanti localini, fanno rumore fino alle ore piccole e lasciano l’area in condizioni di grande degrado. Uno dei suoi problemi di punta è diventato recentemente lo sconfinamento dei cinghiali fino al centrocittà. L’identikit di Trieste? No, o meglio, anche. Si tratta di Genova che, passata ai raggi x, offre momenti di totale, quasi sconcertante somiglianza con la nostra città. E, assicurano da queste parti, proprio per questo si presta a usare le medesime ricette anti-crisi. Puntando su turismo e intrattenimento, e facendo del Parco del mare il primo punto fermo.

    Qui a Genova il fondo l’hanno toccato nei primi anni ’90. Il porto a rotoli, l’industria anche, il turismo un oggetto sconosciuto, pur in una regione come la Liguria che di angoli suggestivi ne presenta a decine. «Si figuri che fino al ’92 – ridacchia Giuseppe Costa, amministratore delegato della Costa Edutainment, nome di sintesi che sta per intrattenimento educativo – con migliaia di macchine in corsa verso la Riviera, eravamo solo un puntino nella cartina, tra Portofino e Sanremo. L’unica attrattiva turistica della città, indicata nelle guide, era il cimitero monumentale di Staglieno. Certo, bello da vedere, con la tomba di Giuseppe Mazzini, ma pur sempre un cimitero...»

    Anno indimenticabile, per Genova, quel 1992. Miliardi a pioggia da Roma (erano ancora in vigore le lire) per le «Colombiadi», le celebrazioni della scoperta dell’America da parte del genovese più famoso, Cristoforo Colombo, l’architetto Renzo Piano che ribalta il «waterfront» e rifà il Porto Antico e, soprattutto, mette mano alla nascita del grande Acquario. «Lo Stato lo finanziò interamente – ricorda un altro Costa, Giovan Battista, che del gruppo cura strategie e sviluppo – con la sola condizione di fare presto e bene. E fu fatto». La spesa globale fu di circa 160 miliardi, anche se i Costa parlano di «circa 70 milioni di euro attuali» e il finanziamento dello Stato ebbe un iter velocissimo.

    Il decollo, in realtà, non fu facile. Dopo le «Colombiadi», nonostante i primi successi, l’impianto fu addirittura chiuso per un periodo, col rischio di non riaprire più. I Costa, in quegli anni erano ancora impegnati nel settore crociere, poi ceduto agli americani della Carnival, ma ebbero una brillante intuizione. «Decidemmo di impegnarci in prima persona – racconta Giovan Battista – chiedendo semplicenmente che l’Acquario ci venisse dato in gestione anche a un po’ meno di quello che, semplicemente, costava tenerlo chiuso». L’accordo prende corpo nell’ottobre del ’9 3 quando Costa Edutainment ottiene una concessione valida fino al 2020. Da allora la società versa ogni anno un canone alla «Porto Antico» (l’equivalente del Porto Vecchio triestino) che attualmente è di due milioni di euro.

    Può permetterselo. In soli 15 anni, infatti, l’Acquario di Genova è diventato un Moloch dell’intrattenimento, una macchina da guerra per i bilanci e ha portato alla città un valore aggiunto cui nessuno poteva pensare. «Adesso – chiosa Giuseppe Costa – si parla di Genova prima e dopo l’Acquario, e non a sproposito». Le cifre, del resto, sono là a documentare il fenomeno. Nell’anno appena trascorso la società ha avuto un fatturato consolidato con la controllata Incoming Liguria di quasi 24 milioni di Euro, e ha mandato a referto oltre 1.700.000 visitatori in tutte le strutture gestite a Genova (oltre all’Acquario, La città dei bambini e dei ragazzi, Galata Museo del Mare, Biosfera e Bigo, la torre panoramica rotante, tutte racchiuse nell’arco di una passeggiata di poche centinaia di metri). Una mole di lavoro notevole che non a caso ha fatto lievitare il numero dei dipendenti fino alle attuali 110 persone, che con quelli delle varie cooperative sociali, pure impegnate, superano i 200.

    Quasi un milione e 300mila visitatori, di media, spendono annualmente i 17 euro del biglietto d’ingresso e vari altri soldini tra souvenir, ristorazione e le altre attrazioni dell’area riconducibili al Gruppo Costa. Il picco è stato raggiunto nel 2004, con un milione e 404mila visitatori ma il trend resta sempre elevato anche se in lieve decremento. Ed è un fenomeno che non accenna a scemare anche perché, particolare non trascurabile, l’A cquario si può considerare tutt’altro che una struttura stanziale, vista una viste tutte, semmai una realtà che sublima il significato di «work in progress». «Ogni anno investiamo mediamente un milione di euro per rifare completamente almeno una vasca e introdurre altre migliorìe – racconta Giuseppe Costa – e ogni 3-4 anni modifichiamo completamente un’area. Per questo, a meno di non venire in visita 4-5 volte all’anno, come fanno certi genovesi affezionati, si può dire che l’Acquario è in continuo cambiamento, non è mai lo stesso».

    Un concetto dimostrato anche dall’elevatissimo indice di fidelizzazione dei suoi frequentatori. Un recente studio individua come bacino di utenza principale dell’Acquario genovese l’area del Nordovest italiano più un 15-20% di visitatori che arrivano dalle isole, non solo dalla vicina Sardegna ma anche dalla Sicilia. I genovesi sono pochi ma, come detto, affezionati. La struttura è inoltre «vissuta» in maniera molto positiva. in uno studio dell’E urisko sui tassi di soddisfazione legati a certi «brand», in una scala di valori che andava da 4 a 8 l’Acquario ha ottenuto 7,5, con la sola, inarrivabile Ferrari con un bell’8 pieno.

    Un successo che permette all’impianto di tenere a bada i concorrenti più aggressivi («Tra i parchi direi Mariland a Nizza, l’ Acquario e delfinario di Cattolica e, perché no, la stessa Gardaland») e, adesso, anche di «esportare» il proprio know-how. «Ci hanno contattato da più parti – sottolinea Giovan Battista Costa – per capire da dove nasceva il nostro ”miracolo” e vedere se era possibile ripetere lo stesso fenomeno altrove. Pochi lo sanno, ma abbiamo anche fornito un parere su una possibile trasformazione dell’Arsenale di Venezia in Acquario. In una città che già stenta a reggere la quotidianità delle presenze, non ci pareva il caso. Lo abbiamo detto e non se ne è fatto niente. Per Trieste è diverso. A nostro avviso, assieme a Napoli presenta una situazione economica assolutamente analoga a quella da cui si era partiti a Genova. Mi sembra, inoltre, che il progetto sia condiviso. E dunque, come a Genova, va fatto. Ma subito, domani stesso».
    (26 gennaio 2009)

 

 

Discussioni Simili

  1. Il Parco del Mare di TS
    Di Furlan nel forum Friuli-Venezia Giulia
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-07-09, 11:14
  2. Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 15-09-06, 11:56
  3. Parco Gennargentu... Si O No?
    Di Aresti nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 25-10-05, 17:39
  4. Il Parco (al) verde
    Di foffo nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 18-03-04, 23:45

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito