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  1. #21
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    nessuno ancora che mi dice perchè di malpensa non s en'è parlato più

  2. #22
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    scus sai ma sei voli sono diminuiti nella generalità mi sai dire come si possa garantire cio' che è stato promesso in situazion diverse? onf:
    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Malpenza bidonata da Alitalia e strangolata dalla nuova compagnia che per vincere la concorrenza non lascia libere le rotte inutilizzate.


    La crisi no c'entra una cippa.
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

  3. #23
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    nessuno ancora che mi dice perchè di malpensa non s en'è parlato più
    PERCHE' AL MOMENTO NON C'E' GRANCHE' DA DIRE??


  4. #24
    Viva l'Italia
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM Visualizza Messaggio
    di Oreste Pivetta

    Malpensa è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando sul trenino che da Cadorna porta al terminal, percorrendo i saloni dei check in, dopo il "de-hubbing", dopo insomma che il sogno lombardo di grandeur è svanito, sembra mezzo vuoto. Ad ascoltare Giuseppe Bonomi, il presidente di Sea, la società pubblica che ha in gestione l’aereoporto, si direbbe che è mezzo pieno e che il rischio è di vederlo traboccare di qui a qualche anno, sempre che si esca dalla crisi, sempre che le rotte vengano liberalizzate e che arrivino investimenti per i collegamenti, per i servizi, sempre che il governo si dia una mossa.

    L’altro ieri, in audizione alla Commissione trasporti della Camera, Bonomi pare abbia esultato: «Siamo ripartiti: ad aprile abbiamo avuto un primo dato positivo, l’aumento del 7,9 per cento del traffico passeggeri, rispetto al 2008». Si dovrebbe aggiungere che il 2008 è stato l’anno nero e che aprile è stato il mese nero di Alitalia. La sintesi corretta sarebbe: quasi 24 milioni di passeggeri nel 2007, 19 milioni nel 2008, quando sono stati persi poco meno di 8 milioni di passeggeri per il ritiro di Alitalia e se ne sono guadagnati tre milioni grazie ad altri vettori. Il bilancio è questo. Poi si lavora per il futuro e per il futuro c’è chi continua a sperare in Alitalia, come il presidente lombardo Formigoni, che ogni volta con gesto risolutore annuncia: «Parlerò io con Sabelli». C’è chi, come lo stesso Bonomi, ci ha messo una pietra sopra: «Possiamo farcela da soli...». A settembre di un anno fa, quando del domani di Alitalia si sapeva ancora meno di oggi, a Cernobbio, mi aveva detto: «A questo punto possiamo farne a meno». D’accordo con i sindacati. Dice Nino Cortorillo, numero uno della Filt Cgil in regione: «Scelta irreversibile, uscita definitiva, quella di Alitalia. Perchè Malpensa che può togliere qualcosa a Parigi non sta nell’interesse di Air France». Il “padrone” è stato chiaro (in un’intervista a "Repubblica"): «Malpensa non potrà mai essere ciò per cui è stata disegnata, un hub». Giudizio impietoso (ma fondato) nei confronti dei patrocinatori nordisti della “causa”, addirittura feroce nei confronti del maggior propagandista: il governatore Formigoni.

    Così muore un hub (ecco il "de-hubbing"), un hub mai nato, eterna ambizione del Nord, alimentata dalla scelta di una sola compagnia, mortificata da sempre per la penuria delle infrastrutture e alla fine dal solito compromesso all’italiana per salvare Fiumicino, consegnata alla dura realtà dall’abbandono di Alitalia che in un anno da mille e 200 è planata a neanche duecento voli settimanali, così che a Malpensa è mancato all’appello un quarto dei voli del 2007: un precipizio, se si pensa che è passato solo un anno, scendendo da poco più di quattromila movimenti settimanali a poco più di tremila. Nello sconforto di politici di varia estrazione, affiliati tutti al centrodestra, che hanno dovuto assistere alla fuga da Malpensa non solo della compagnia di bandiera ma anche di Berlusconi e del suo governo. In silenzio. «Perchè - sostiene Cortorillo - nell’accordo con i francesi ci sta un piano industriale e un piano politico». Per sostenere quest’ultimo e perchè Berlusconi possa presentarsi alle prossime elezioni da salvatore della patria aerea, non si può cambiare una virgola del piano industriale, che è protezionista e basta, taglia la concorrenza e gradisce Malpensa piccolo-piccolo. Alla Lega tocca solo tacere: nello scambio s’è guadagnata la “sicurezza”. Niente allora, ad esempio, liberalizzazioni degli slot. I cieli, come è noto, non sono tutti liberi: sono liberi sopra l’Europa dell’Unione e tra l’Europa e il Nord America, per volare verso paesi extra Ue occorre un accordo e l’Italia ovviamente li accordi bilaterali li aveva sottoscritti sempre a nome Alitalia. Nel gennaio scorso l’emendamento salva Malpensa al decreto anti-crisi aveva impegnato il governo a promuovere entro trenta giorni la rinegoziazione. Poco s’è fatto fino ad oggi: due pratiche sbloccate, Cina e Corea del Sud.

    Niente di fronte alle promesse di una eterna campagna elettorale, evidentemente insufficiente a muovere passeggeri, aerei, compagnie. Insufficienti sono anche le promesse della nuova Alitalia: un paio di voli intercontinentali in più, forse tre.
    Il piano industriale di Sea individua altre strade, «che il sindacato - non ha timore Cortorillo a riconoscerlo - condivide». Quali sono le strade? Intanto una partnership strategica come quella con Lufthansa, cioè con i tedeschi di una delle più prestigiose compagnie al mondo. Poi il low cost con Easy Jet. Infine il settore cargo, definito «risorsa strategica». In questo senso Malpensa può dire di tentare un primato e rappresenterebbe comunque un’eccezione: Amsterdam fa venti milioni di passeggeri ed è solo un hub, Palma di Mallorca conta altrettanti passeggeri ed è un approdo turistico low cost, l’aereoporto varesino tiene insieme un hub (il progetto di Lufthansa vuole che diventi il suo quarto hub dopo Monaco, Francoforte e Zurigo), il turismo a basso costo e le merci. Ce la farà? Possibile perchè l’andamento del mercato è ovviamente ciclico, ma tendenzialmente sempre in crescita: negli ultimi dieci anni, malgrado tutto, il traffico passeggeri in Italia è raddoppiato.
    Sul destino di Malpensa potrebbe continuare a pesare la questione mai risolta di Linate: il sistema lombardo (in un sistema “padano” segnato dalla presenza di una infinità di scali nel raggio di pochi chilometri: basti pensare a Orio al Serio) s’è sempre complicato la vita da sè. Linate è lì, aereoporto cittadino, che è in realtà punto di forza nella strategia della nuova Alitalia, perchè può essere una sorta di banca sicura grazie al monopolio (il 70 per cento garantito del traffico) sulla tratta Milano-Roma, perchè non confligge con Fiumicino e tanto meno con Parigi. «Nessuno - spiega Cortorillo - avrebbe interesse a trasformare Linate in un parco giochi. In tutta questa vicenda, superata la crisi internazionale, se il piano industriale avesse successo, Malpensa potrebbe ritrovarsi alla saturazione e Linate potrebbe tornare d’attualità». Se poi l’Expo milanese si farà davvero...
    Siamo di fronte a una partita incerta: la decideranno i vettori, non chi gestisce il “contenitore”.

    La Sea non può inventarsi altro che il modo per garantire servizi più efficienti e quindi per esaltare una propria attrattività (insieme con tariffe competive: e per ora quelle di Sea sono tra le più basse nell’Unione europea). Ci vogliono investimenti e quindi, come sostiene il sindacato, ci vuole la forza per mantenere una capacità di autofinanziamento. Bonomi ricordava che Sea tra il 2004 e il 2008 aveva investito 541 milioni in autofinanziamento e che tra il 2009 e il 2016 avrebbe investito per un miliardo e mezzo.
    Conti stretti e difficili, fino all’azzardo. A pagare sono stati ancora i lavoratori (Sea gestisce anche l’handling, cioè tutti i servizi a terra, dallo smistamento bagagli al trasporto passeggeri: tremila dipendenti). Cortorillo conferma che fu la Filt per prima a chiedere il ricorso agli ammortizzatori sociali, una novità. Sono arrivati la cassa integrazione, per alcune migliaia, e anche i pensionamenti: proprio l’altro ieri è stato raggiunto un accordo per 390 lavoratori. accompagnati con incentivi e cassa integrazione. Con un bel risultato: aver strappato l’assunzione a tempo indeterminato per i precari (da più di due anni al lavoro), una volta chiusa la cig. Un risultato in cui si legge una condivisione tra impresa e sindacato.
    Il centrodestra ha recitato la solita scena: i proclami di Formigoni, quelli della Lega, senza conseguenze di fronte ai progetti di Berlusconi, cioè alla sua propaganda.

    10 maggio 2009

    http://www.unita.it/news/84631/malpe...esse_e_declino
    Veramente l'abbandono di Malpensa comincia prima con grandi investimenti a Fiumicino per accogliere i voli che lasceranno malpensa. E con festeggiamento dei piloti che 'finalmente tornano a casa' non essendosi mai spostati fisicamente dalla capitale.
    Il 31 marzo 2008 è il giorno fatidico del passaggio. Nei periodi precedenti assistiamo nei dibattiti alle accuse fra maggioranza (sinistra) che nega l'abbandono di Malpensa all'interno del piano Airfrance e opposizione (destra) che accusa.
    CAI quando arriva trova malpensa già vuota e a nessuno conviene sollevare più di tanto il problema in quanto Malpensa non ha mai funzionato da un lato e ha visto costi altissimi, e CAI non sarebbe in grado di sostenere anche quella situazione.

    Questo più o meno è quello che è avvenuto e trovo veramente fastidioso che ora si faccia finta di non essere parte in causa. Anche perchè Veltroni se la vendette tale vittoria per Roma.
    Certo ci sarà anche chi ha la memoria corta, ma la gente poi le cose se le ricorda. Come la gente si ricorda chi sono stati gli artefici dell'introduzione della flessibilità nel lavoro.

    Ecco cosa succede a pensare che la gente sia stupida, ci si convince che gli si possono raccontare panzane perchè tanto non capiscono. Poi quando non ti votano si casca dal pero.

  5. #25
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    nessuno ancora che mi dice perchè di malpensa non s en'è parlato più
    Te l'ho detto io poco su.

  6. #26
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    the matrix non hai spiegato proprio niente perchè la lega l'anno scorso ha fatto mezza campagna elettorale su malpensa che con la loro cordata az sarebbe ritornat su malpensa a differnza del piano airfracne


    coem al solito, chi ha la memoria corta, è il popolo di gente con l'intelligenza di un 12enne nemmeno ai primi banchi (parole del vostro lider maximo) che ha dimenticato tutte le promesse solo perchè nessuno gliele ha più ricordate.


    anche se chi vive zona malpensa e ci lavorava non credo che abbia dimenticato

  7. #27
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    the matrix non hai spiegato proprio niente perchè la lega l'anno scorso ha fatto mezza campagna elettorale su malpensa che con la loro cordata az sarebbe ritornat su malpensa a differnza del piano airfracne


    coem al solito, chi ha la memoria corta, è il popolo di gente con l'intelligenza di un 12enne nemmeno ai primi banchi (parole del vostro lider maximo) che ha dimenticato tutte le promesse solo perchè nessuno gliele ha più ricordate.


    anche se chi vive zona malpensa e ci lavorava non credo che abbia dimenticato
    Se è per quello ricordo quando la lega cavalcava le proteste contro l'aeroporto di Malpensa. C'era addirittura la faccenda dei tetti delle case che se ne erano volati via al passaggio degli aerei troppo bassi. Ma questo a te non interessa vero?
    Dopo di che vedi, io ho il dubbio che la gente preferisca essere trattata da dodicenne invece che se avesse 3 anni.
    Comunque non è andata così? Malpensa non è stata svuotata sotto il governo Prodi (e con grandi festeggiamenti a Roma)? E non è vero che CAI ora non ce la fa?

  8. #28
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    è stato il consiglio di amministrazione di az a spostarla su roma, non prodi

    così come se voelssero potrebbero tornare su malpensa, a maggior ragione che è privata, ma guarda caso, evidentemente i festeggiamenti a roma continuano ancora adesso e quindi dato che al governo ci son i più romani del mondo (in cui si includono anche i leghisti) va benissimo

    in più, quando formigoni che diceva "c'è la fila" ora si scopre che gli slot non vengono venduti per non avere concorrenza alla neonata compagnia che già è in difficoltà nella fase di star up se le mettessero dei concorrenti ne uscirebbe distrutta nel giro di pochi mesi, così hanno fatto passare in europea giustificandola con la crisi, un provvedimento che congela la perdita degli slot dopo 6 mesi di non utilizzo, quindi per almeno un anno va avanti così

    intanto az si sarà maggiormente consolidata (in un regime praticamente di monopolio) e malpensa rsterà vuota

    questo perchè si dovevano votare gli imprenditore e la destra che sono per il libero mercato e tutte le panzane a cui il pubblico dei 12enni ha creduto, quando basterebbe un 12enne sveglio per capire che questa destra si è comportata come sempre, in maniera antiliberale e liberista, facendo regali ad amici a spese dello stato (la bad company che ti dice?) e che si è seccata una certa opsione che era sicuramente meglio solo per fare un dispetto in campagna elettorale, e che poi una volta vinte le elezioni, non glien'è fregatu più niente anessuno, ma di questo dovrebbero accorgersene non chi non ha votato la destra (che già lo psaeva fin da prima) ma chi invece l'ha votata e invece cosa succede??

    tutti contenti, contenti di ESSERSI FATTI RAPINARE 3 MILIARDI DI EURO

    ma ti rendi conto????


    no, perchè se fai parte di quel pubblico devi per forza avere il cervello settato su una memoria di poche ore e avere la predisposizione a credere a tutte le palle che arrivano dal gran capo

  9. #29
    IL CENTRODESTRA UNITO
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Mamma mia che disinformazione...
    Malpensa è entrata in crisi da marzo 2008 a causa del Piano Prodi-Prato che ha provocato il dehubbing di Alitalia.
    Ma al momento non è in crisi, certo non è al meglio ma voglio vedere con una compagnia che da un giorno all'altro ti lascia quasi completamente.
    Ad aprile ha fatto un +8% di passeggeri rispetto all'aprile scorso.
    Lufthansa ci sta investendo tantissimo con le destinazioni europee e italiane ed entro l'anno con quelle intercontinentali. Malpensa diventerà il quarto hub della compagnia tedesca (come da piano Scala) o meglio di Star Alliance
    Hanno aumentato le frequenze Korean, Emirates, Etihad, Air China e Tam.
    Per quanto riguarda il cargo è arrivato Lufthansa Cargo, Cargolux, Cathay e da poco CargoItalia Alis.

    Malpensa non ha assolutamente bisogno di Alitalia, si regge sulle sue spalle.
    Di certo fanno ridere gli articoletti della pravda visto che la causa della crisi è dovuta a una precisa scelta dell'allora maggioranza
    Aderisci a : IL CENTRODESTRA UNITO --> il gruppo che unisce gli utenti di centrodestra del forum

  10. #30
    Il Rasoio
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    Predefinito Riferimento: Malpensa, promesse e declino

    Malpensa è solo un passo verso il federalismo...avanti così

    I passi verso il federalismo

    rifiuti della Campania al Nord

    approvazione del Trattato di Lisbona

    150 mlni a Catania

    500 mlni a Roma

    Roma esentata dal patto di stabilità dei comuni

    Il grande hub di Malpensa

    Il ponte sullo Stretto

    Reggio Calabria metropoli

    abolizione dell'ICI (imposta comunale)

 

 
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