» 2009-01-23 21:04
EUROPEE: PDL-PD PER INTESA SU SOGLIA 4%, RIVOLTA DEI 'PICCOLI'
di Giovanni Innamorati
ROMA - Passo avanti tra Pdl e Pd nel confronto parlamentare sulla riforma della legge europea, per una soluzione che preveda la sola introduzione della soglia di sbarramento. Durante il seminario di Eunomiamaster, a Settignano (Fi), il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini e quello del Pd Goffredo Bettini hanno convenuto sull'opportunità della soglia. Ma, alle aperture da parte di Italia dei Valori e dell'Udc corrisponde un fronte del 'no' costituito dai piccoli partiti di sinistra e dalla Destra di Francesco Storace, che gridano all'attentato alla democrazia. Accusa che i partiti maggiori respingono, anche se alle ipotesi di intesa manca l'ultimo via libera di Silvio Berlusconi.
Nella lezione a porte chiuse a 50 giovani manager sul tema "come nasce un partito", Verdini e Bettini hanno a lungo parlato della legge elettorale europea, su cui si erano già confrontati nelle scorse settimane. E sono tornati sulla opportunità di adottare anche nel nostro Paese la soglia di sbarramento. Il Pdl vorrebbe il 5%, il Pd il 3%, ed ora si ragiona sul 4%, con i partiti impegnati nelle simulazioni. La reazione dei piccoli partiti alle notizie della ripresa del confronto tra Pdl e e Pd è netta: il segretario del Partito Socialista Riccardo Nencini parla di "accordo sottobanco" e di "assassinio della politica". Grazia Francescato, portavoce dei Verdi, accusa il Pd di essere "complice del Pdl nello spegnimento della democrazia". L'argomento più forte lo usano Claudio Fava (Sd) e Paolo Ferrero (Prc), che minacciano la rottura con il Pd nelle elezioni locali, che si terranno in concomitanza alle europee il 6 e 7 giugno.
In effetti, quanti nel Pd hanno espresso delle perplessità nei giorni scorsi, lo hanno fatto sottolineando esattamente questo aspetto. D'altra parte, Walter Veltroni ha risposto sottolineando un elemento: il Pd è nato anche per cambiare il sistema politico, come è avvenuto nel Parlamento italiano, dove ora ci sono solo cinque gruppi, anziché 17; non possiamo tornare indietro. E poi uno sbarramento aiuterebbe i piccoli di sinistra ad aggregarsi. L'assenza di una soglia in un sistema proporzionale puro invoglierebbe parte degli elettori delusi del Pd a dare il loro voto ai partiti della sinistra; ma a beneficiare dello sbarramento sarebbe anche l'Idv: di qui il via libera di Antonio Di Pietro a questa modifica. E un'apertura c'é dall'Udc, che dice di non temere la soglia, purché rimangano le preferenze. Sul fronte opposto, la soglia taglierebbe La Destra di Francesco Storace, che infatti grida contro una "legge canaglia".
Ma il Pdl, senza soglia, potrebbe vedere un fiorire di altre piccole sigle, da quelle di estrema destra, a quelle dei Pensionati di Fatuzzo, l'Mpa di Raffaele Lombardo, il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e la Dca di Gianfranco Rotondi. Tutte in grado di raccogliere magari solo frazioni di punto (ma si va a Strasburgo anche con meno dell'1%), che però insieme farebbero calare il Pdl sotto il 35%. Cifra inaccettabile per Berlusconi. A parte questo, poi, anche il premier fa un discorso di sistema. A Strasburgo, ha osservato, abbiamo una delegazione italiana in cui ci sono esponenti di partitini microscopici che sono riusciti ad eleggere un eurodeputato con lo 0,7%, che non rappresenta nessuno. Ormai per l'Europa passano le grandi decisioni ed occorre che la delegazione italiana sia qualificata, che esprima le grandi forze politiche realmente rappresentative del nostro Paese, come avviene per tutti gli altri grandi Paesi dell'Unione. E infatti il Pd, con il capogruppo alla camera Antonello Soro, ricordo che tutti i Paesi europei hanno la soglia di sbarramento.
Parlare di accordo ancora non si può: lo spiega Soro e anche Salvatore Vassallo, deputato del Pd della commissione Affari costituzionali: "Non ci sono accordi, ma fatti che lo rendono plausibile: c'é una decisione formale del Pd e una serie di dichiarazioni di esponenti del Pdl. E la soglia, mantenendo le preferenze, è ritenuta largamente accettabile anche dall'Udc e mai osteggiata da Idv". Peppino Calderisi, relatore al provvedimento, conferma: "E' una decisione che deve essere presa al massimo livello, da Berlusconi". E il Cavaliere deve dare il suo imprimatur.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...874026863.html




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