



a pensar male si fa peccato però ci si azzecca quasi sempre!
Lampedusa diventerà un inferno: sarà il luogo che consentirà allo stato italiano di controllare e rendere inoffensivo tutto il flusso immigratorio dall'africa senza con ciò violare i diritti umani (ad eccezione però dei diritti dei lampedusani che sarano sacrificati senza riguardo).
In pratica succederà questo:
attualmente lo stato italiano, al pari di qualsiasi altro stato europeo, non può permettersi di rimpatriare un extracomunitario senza prima esperire un regolare processo giudiziario; le misure cautelari durante il processo non possono essere discriminatorie rispetto a quelle previste per i cittadini italiani e pertanto durante il processo gli extracomunitari debbonono essere liberati.
Se sono liberati allora scappano .
Ed ecco quindi l'idea geniale di maroni !
Gli immigrati li fanno sbarcare a Lampedusa che una isola poco abitata e difficilmente raggiungibile e difficilmente collegabile con il continente.
Il processo giudiziario glielo fanno direttamente sull'isola e li liberano sull'isola . Ma Intanto bloccano i collegamenti al continente (con navi e aerei) o li rendono difficilissimi; ed ecco che gli immigrati, anche se liberi di circolare, sono belli e fregati.
Cioè: non possono dire di non ricevere assistenza umanitaria;
non possono dire di essere discriminati in quanto gli fanno un regolare processo giudiziario in stato di libertà ;
Un'idea geniale, certo, ma sulla pelle dei lampedusani.
A questo punto i lampedusani fanno bene chiedere in cambio parecchio, ma proprio parecchio.


Quest'intervista al sindaco di Lampedusa chiarisce ancora di più le cose.
E dico brava alla Maraventano che ha avuto le palle di affrontare la piazza!
Dino De Rubeis: «Possono pure denunciarmi, ma non hanno prove»
«Non sono un razzista. Dico bugie
per mantenere l'ordine»
«Non condivido l'idea del rimpatrio di massa. Hanno diritto alla dignità, fuggono da guerre e fame»
Dino De Rubeis (Afp)
DAL NOSTRO INVIATO
LAMPEDUSA — Un sindaco che aizza i clandestini non s'era mai visto, come dice la Maraventano, la vice leghista «dimissionata» da Dino De Rubeis.
Non fanno più «puzza» i nordafricani, visto che adesso va a braccetto con loro e li aiuterebbe a evadere dal Centro accoglienza?
«Che "la carne dei neri puzza anche quando è lavata", giusto per ripetere la frase a me attribuita da un giornale in estate, io non l'ho mai detto né pensato», risponde De Rubeis, due metri di omone, barba lunga, appena tornato dal pronto soccorso dopo un malore nella sua villetta alla periferia di Lampedusa, al centro di un dedalo di viuzze con case diroccate, mura sberciate e polverosi cortili che fanno pensare più a Gaza che al paradiso delle vacanze.
Non ci sta l'ex seminarista conquistato alla politica, in quota centrodestra ma in guerra con Maroni e la Lega, a passare per l'istigatore della rivolta e per razzista: «In un centro con 381 posti ampliati a 762, in agosto c'erano 1.960 clandestini con docce piene di urine e melma, ammassati come oggi, una condizione per cui puzza anche la carne dei bianchi, come replicai alle "Iene". Intollerabile per i nostri "fratelli immigrati"...».
Restano le accuse di chi dice che prima sparava su loro e adesso li usa per alzare la tensione. Cosa per cui rischierebbe una denuncia in Procura.
«Mi denuncino. Ci penseranno gli avvocati. Ma dico a Maroni che non ha le prove. Quando i clandestini sono usciti dal Centro io ero in aeroporto con il capitano dei carabinieri e ai cancelli non c'era un lampedusano».
I cartelli per invitarli a uscire c'erano.
«Il giorno prima. E poi Berlusconi dice che non è un lager, che gli "ospiti" varcano i cancelli per una birra al bar. Si mettano d'accordo fra loro. Ma si sappia che Maroni ha qui 700 uomini in tenuta antisommossa e che qualcuno ha aperto la porta. Non sanno fare il loro dovere».
Non è stato lei al comizio ad alimentare nei clandestini la convinzione che non saranno rispediti a casa, mentre il ministro dice il contrario?
«Io dico bugie, pur sperando che non siano solo bugie, per mantenere l'ordine pubblico. Dico che resteranno in Italia per evitare il peggio, per evitare la vera rivolta che potrebbe esplodere. Li abbiamo riportati dentro con le nostre ronde parlando. Le pattuglie a manganellate. Perché scappano alla vista di camionette e divise».
Domani Maroni in Tunisia cerca l'accordo per il rimpatrio di 1.200 tunisini. Non sarà contrario?
«Se dovesse passare l'accordo non ci sarebbe più sicurezza né all'interno del Centro né nelle nostre case».
Da sindaco di centrodestra sta contestando la linea del suo governo.
«Diciamolo, non condivido l'idea del rimpatrio di massa. Questi nostri fratelli che hanno lo stesso nostro diritto alla dignità e a "non puzzare" fuggono dalle guerre e dalla fame. Noi dobbiamo proteggerli dalla violenza e sfamarli. Noi italiani, noi europei ».Che fare?
«Intanto, come ho chiesto a Napolitano, via i 700 antisommossa perché non siamo né terroristi né mafiosi. Mi sussurrano che se sto zitto piovono milioni di euro, ma io non baratto Lampedusa e la sua vocazione turistica».
Offra l'altra guancia, proponga una soluzione.
«Istituire il "tavolo del paese". Potremmo anche accettare che per qualche tempo si crei un nuovo centro a Capo Ponente, nella ex stazione Loran, alla punta estrema dell'isola, lontano dal paese. Magari restituendo il centro odierno ai cittadini. Regolamentiamo, nero su bianco. Ma senza le imposizioni dall'alto, alla Maroni».
C'è chi non la pensa così. La Maraventano...
«È lei che istiga. L'ho cacciata e vogliono farmela pagare. Ormai la Lega si permette di fare la voce grossa. E Berlusconi è in gabbia, o poco ci manca».
Felice Cavallaro
26 gennaio 2009
Praticamente il sindaco fomenta la piazza perchè i clandestini non vengano rimandati a casa loro direttamente da Lampedusa, ma vuole che siano spediti nei vari centri sparsi per l'Italia da cui poi possono facilmente scappare come avviene adesso!


Lampedusa è una piccola comunità.
Il fatto che un suo abitante sia stato eletto senatore ha spostato molti equilibri che in genere si consolidano in luoghi piccoli ed appartati.
Adesso si strumentalizzano questi eventuali squilibri di rapporti, per mascherare il pasticcio che ha compiuto il Ministro dell’interno.
Tutti i ragionamenti che si fanno sugli ultimi comportamenti del Ministro presentano dei punti oscuri, determinati in quanto si parte da un ragionamento errato
Cioè si parte dal presupposto che il Ministro abbia sempre cercato di limitare l’invasioni dei clandestini.
Questo è lo sbaglio fondamentale che rende astrusa qualsiasi considerazioni sui fatti di Lampedusa. Il Ministro appartiene a quel partito creato da roma, avente lo scopo di impedire il distacco del Nord, e contemporaneamente difendere la globalizzazione.
Pertanto come occulto difensore della globalizzazione ha sempre cercato di far arrivare molti clandestini, infatti da quando è ministro sono aumentati gli sbarchi.
E si sono facilitati i rientri degli scafisti, per non ostacolare la produttività degli sbarchi.
Ora per un fatto inspiegabile (o no?) da una decina di giorni, (come negli USA si è intensificata in modo iperbole una sistematica caccia ai clandestini), anche in italia pare sia giunta una impostazione nuova .
Di colpo, dopo tante sceneggiate, il Ministro affronta in poche ore la situazione, e dalla recitazione passa ai fatti concreti.
Compie l’atto più semplice.
Dichiara che chiunque arriva a Lampedusa verrà rimpatriato.
Con queste rende inutile il punto di sbarco che tanto aveva servito per la tratta dei clandestini.
Adesso di colpo il Ministro ha appuntamenti con la Tunisia, proprio in questi giorni.
O aveva chiesto l’incontro da tanto tempo e combinazione lo ha ricevuto proprio ora, oppure lo ha chiesto solamente dopo questo radicale cambiamento di questi giorni.
Lampedusa si ribella anche perché se i clandestini vanno mandati via direttamente dall’isola, devono passare dall’ufficio immigrazione.
Questi uffici erano stati sempre impostati in modo che una pratica avesse per il suo iter dei tempi lunghissimi, in modo da dare il tempo al clandestino di andarsene per i fatti suoi, scaduti i termini del fermo,
Adesso se l’ufficio immigrazione messo a Lampedusa ha i medesimi ritmi, allora ci vorranno mesi per smaltire i clandestini dall’isola.
D'altronde non si può fare altrimenti perchè se tali uffici si mettono a sbrigare le pratiche in modo veloce, diventa plausibile una domanda.
Perché solo adesso fate le pratiche veloci?.
Qui si rischia che qualcuno capisca, e i momenti sono brutti.
Oggi la gente ha la tendenza di essere consapevole che forse la prendono in giro, e vi è la tendenza di non più comportarsi democraticamente.
Qui ci vuole il Capo di Varese che inventi qualche storiella, di quelle che hanno sempre portato bene alla lega.
Possibile che uno che è riuscito a bidonare 25 milioni di persone al Nord per 20 anni, non riesca ad inventare qualcosa per bidonare 4 gatti sperduti su una isola????:’:


anche il compare Lombaddo nel ciclone
http://www.corriere.it/cronache/09_g...4f02aabc.shtml
L GOVERNATORE SICILIANO: «l'isola non può ospitare per mesi migliaia di persone»
Lampedusa, i cittadini bloccano la strada verso il nuovo centro di espulsione
«Siamo delusi dalle parole di Lombardo». Il presidente della Regione aveva incontrato il consiglio comunale
(foto di Alfio Sciacca) LAMPEDUSA (Agrigento) - Lampedusa ancora in primo piano. Un gruppo di cittadini dell'isola siciliana ha bloccato la strada che porta all'ex base Loran che dovrebbe ospitare il nuovo centro di identificazione ed espulsione dei migranti voluto dal governo e contestato dalla popolazione dell'isola. «Siamo delusi dalle parole del presidente della Regione - dicono - venuto a dirci che siamo in strada a protestare perchè non abbiamo niente da fare. Il centro non lo vogliamo e non si farà ». La folla, sotto a una pioggia battente, coperta da un telone blu ha ostruito la strada.
LOMBARDO AL CPA - Oggi Raffaele Lombardo ha incontrato la cittadinanza durante un consiglio comunale straordinario. «È doveroso essere qui - ha detto -: io sono stato in contatto quotidiano con il sindaco, ma anche con il governo nazionale, con Maroni. Oggi sono qui per ascoltare i lampedusani». Il governatore era accompagnato dal presidente della provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, dal sindaco dell'isola Bernardino De Rubeis e dall'assessore regionale alla Presidenza Giovanni Ilarda. «Se i Paesi d'origine riaccoglieranno i loro concittadini in poco tempo è un discorso; altrimenti - ha aggiunto Lombardo - l'isola di Lampedusa non può ospitare per mesi migliaia di persone». «La vicenda - ha proseguito - va ridiscussa alla luce di accordi internazionali, che, probabilmente, andavano fatti prima e che non riguardano solo la Tunisia». «Domani il parlamento dovrà discutere - ha sottolineato Lombardo - l'accordo con la Libia, che però deve reggere».
IMMIGRATO - Intanto n immigrato è riuscito a fuggire dal Cpa dell'isola e ha trascorso la notte sull'Atr che stazionava all'aeroporto in attesa della partenza del primo volo di mercoledì mattina delle 6;30. A dare l'allarme è stato il personale delle pulizie che all'alba ha notato l'extracomunitario che dormiva sul velivolo. Il clandestino è stato fermato e viene adesso interrogato dai carabinieri.
28 gennaio 2009
INDIPENDENZA


500 rimpatri nei prossimi due mesi.
Intanto quanti altri ne arriveranno? E con che proporzione? Questo non lo dicono
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KLQ/KLQJF.pdf




Nell’articolo che tu hai evidenziato è scritto ad un certo punto.
“””””E’ emerso che l’accordo sulle riammissioni tra i due paesi siglato nel 1998 e rafforzato nel 2003 prevede di evitare rimpatri di massa che abbiano un forte impatto mediatico”””””.
Allora vi era già un accordo dal 1998 con il governo tunisino, e se anche era per pochi alla volta, tuttavia esisteva. E come mai non venne mai usato?:
Adesso si dice che Maroni sia andato per ampliare tale rimpatrio, però peccato che dovendo eseguire gli ordini della globalizzazione non abbia mai inviato indietro anche solo quelle poche persone al giorno che il trattato permetteva. Si sono persi 10 anni. .
Ci diranno che non si mandavano via i tunisini perché non esistevano.
Inoltre sorge un dubbio.
A trattare con i paesi esteri va il ministro degli interni, il buon senso direbbe che toccherebbe al ministro degli esteri. .
Oppure il problema del flusso degli immigrati è solamente di competenza della lega e dei suoi uomini.
Ossia nessun partito desidera trattare questo delicato argomento, in quanto per come è stato condotto ci vuole una tetragona faccia di bronzo .
E come faccia di bronzo la lega non è seconda a nessuno.