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Discussione: e su lampedusa??

  1. #31
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    Adesso la mossa la hanno fatta gi abitanti di Lampedusa.

    Si deve vedere come si comporterà il ministro.

    Certamente qualunque mossa faccia, espone il fianco, e si possono trarre delle conclusioni di cosa vi è sotto.
    Tanto per non drammatizzare e dare un tono meno arrabbiato alla discussione,chissà che un giorno sulla piazza di Lampedusa, fra molti anni, si potrà mettere una targa.



    In questa Piazza il 24 gennaio 2009, i cittadini di Pantelleria, per primi hanno compreso chi cercava di circuirli.

    I cittadini in modo democratico hanno additato allo Stato quella parte politica che, attraverso un comportamento decennale inaffidabile, non svolgeva le sue mansioni di rispetto verso gli impegni declamati.

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Adesso la mossa la hanno fatta gi abitanti di Lampedusa.

    Si deve vedere come si comporterà il ministro.

    Certamente qualunque mossa faccia, espone il fianco, e si possono trarre delle conclusioni di cosa vi è sotto.
    Tanto per non drammatizzare e dare un tono meno arrabbiato alla discussione,chissà che un giorno sulla piazza di Lampedusa, fra molti anni, si potrà mettere una targa.



    In questa Piazza il 24 gennaio 2009, i cittadini di Pantelleria, per primi hanno compreso chi cercava di circuirli.

    I cittadini in modo democratico hanno additato allo Stato quella parte politica che, attraverso un comportamento decennale inaffidabile, non svolgeva le sue mansioni di rispetto verso gli impegni declamati.
    Piu' che il ministro dobbiamo vedere con chi dovra' stare Berlusconi. Mi spiego meglio. Dovra' scegliere se continuare a tenersi buona la lega senza rischiare di perdere consensi importanti in parlamento e cedere nell'altro fronte cioe' MPA di Lombardo, presidente regione Sicilia e difensore della causa di Rubeis, sindaco di Lampedusa. Chi dei due ammonira'? Gia' comunque si e' capito con chi sta Berlusconi. Penso dunque che bernardino dovra' abbassare le ali prima o poi.

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da darkos_k Visualizza Messaggio
    Piu' che il ministro dobbiamo vedere con chi dovra' stare Berlusconi. Mi spiego meglio. Dovra' scegliere se continuare a tenersi buona la lega senza rischiare di perdere consensi importanti in parlamento e cedere nell'altro fronte cioe' MPA di Lombardo, presidente regione Sicilia e difensore della causa di Rubeis, sindaco di Lampedusa. Chi dei due ammonira'? Gia' comunque si e' capito con chi sta Berlusconi. Penso dunque che bernardino dovra' abbassare le ali prima o poi.

    Con chi starà Berlusconi?.

    E’ tutta una grande famiglia, ed ognuno recita la sua parte.

    Adesso a livello mondiale da pochi giorni è incominciato il contenimento delle immigrazioni.
    E noi si stiamo adeguando.

    Si incominciano a fare operazioni che si potevano programmare e compiere già alcuni anni or sono.
    Ma fino ad ora la globalizzazioen spingeva ancora nel senso dello spostamento di masse.

    Bisognerà vedere se arriveranno ancora immigrati a Lampedusa, oppure sapendo che vengono rimpatriati dovranno sbarcare in futuro (quelli che passano) in Calabria.
    In tal modo saranno agevolati di spostarsi nella penisola in modo autonomo, senza gravare ulteriormente sullo stato.

    Inoltre ne beneficeranno gli scafisti, che finora hanno compiuto un lavoro egregio nel riempirci di clandestini, che causa il tragitto più lungo potranno chiedere un compenso maggiore agli immigrati.
    Inoltre il tragitto tra la Libia e l’isola di Pantelleria è troppo corto e conseguentemente vi è necessità di una forte rotazione degli scafisti, lo stato italiano continuamente li espelleva agevolando le loro partenze, affinché la tratta degli Africani non avesse a soffrirne causa la mancanza di mano d’opera specializzata.

    Se devono sbarcare in Calabria, con minor personale si può sostenere il mercato.
    Giri più lunghi, minor personale impiegato.

    L’avvenimento di Lampedusa in se non è una cosa trascendentale.
    Fa notizia perché, per la prima volta in modo spettacolare, la lega è contestata in piazza.
    Certi precedenti non sono benaccetti e la lega non può permettersi che prendano piede.

    Poi importa nulla a Berlusconi ed a Maroni della isola di Pantelleria, e chi è il sindaco? A loro interessa raggiungere il disegno che si sono prefissi
    Disegni differenti; uno desidera diventare presidente della repubblica e l’altro vuole mantenere la parola data di mantenere l’unità d’italia.

    Tuttavia è interessante vedere quanto succede.

    Non fosse per ammirare l’abilità con cui ancora una volta fregheranno la popolazione.
    Una grande trasmissione in diretta, un po’ come l’isola dei famosi.

    L’isola c’è senza andarla a cercare.
    E mentre si guarda questo, non si pensa alle banche che ancora oggi sono restie in modo assurdo a consegnare denaro a chi lo richiede agli sportelli.

  4. #34
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    Anche in Thailandia esiste il fenomeno dell'immigrazione calndestina ma da quelle parti non scherzano: i clandestini in mare li salvano anche loro ma poi li fustigano per punizione, guardate sulle foto di oggi dell'ANSA (Photo Gallery, in basso a destra)
    http://www.ansa.it/

    Non dico di arrivare a tanto ma almeno non premiamoli con perdoni, condoni, permessi extralege e quindi assistenza sociale, facilitazioni casa e lavoro, cure e idromassaggi, alberghi 3 stelle, etc, etc.

    O si va su questa strada oppure a breve la situazione sara' fuori controllo

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Con chi starà Berlusconi?.

    E’ tutta una grande famiglia, ed ognuno recita la sua parte.
    Queste tue righe non fanno una piega. Comunque qualcuno dovra' abbassare la voce. E' una situazione insostenibile, da un lato la necessita' di salvare esseri umani e dall'altro il contenimento degli sbarchi che si e' reso assolutamente necessario. Io considero un'altra questione sui transiti. Mi faccio la domanda: perchè viaggiano rischiando la pelle visto che si puo' viaggiare in aereo per entrare in italia per poi far perdere e prorpie tracce? Mi son dato anche la risposta: non hanno i requisiti, moltissimi hanno precedenti penali. E' questa la reale situazione. Il discorso che hai fatto lo condivido ma ti assicuro che tutto questo i lampedusani non se lo pongono neanche, del problema dei clandestini nel norditalia non gliene frega nulla. Non c'entra la Lega, poteva essere qualsiasi corrente politica, avrebbero manifestato lo stesso come e' successo due anni fa con l'ex sindaco Siracusa del PDL che ha autorizzato di fatto la costruzione del CPA (centro prima accoglienza). Mettiamoci d'accordo allora. Non si e' capito cosa vogliono. Il CPA deve continuare (mentre prima doveva sparire), non si vogliono pero' i clandestini pero' devono rimanere, bisogna sarvarli pero' portarli via al piu' presto e comunque i giornali non ne devono parlare, ci vogliono le forze dell'ordine ma allo stesso tempo non li vogliono. NON E' CHE HANNO PRESO QUALCHE VIRUS AL LIVELLO CEREBRALE? Mi sembrano indemoniati. Si lamentano per i calo di presenze di turisti dando la colpa prima ai clandestini. "I turisti non vengono perchè hanno paura". Ma stiamo scherzando? Essendo un turismo prettamente di massa, considerando la crisi economica e la spesa eccessiva per arrivare a Lampedusa e' abbondantemente giustificato questo calo che non riguarda solo Lampedusa, riguarda un po' d'appertutto. Ma vaglielo a dire.

    In realta' la protesta, come ho gia' detto in un precedente intervento, nasce per i soliti motivi, da sempre gli stessi: caro carburanti, scuole, sanita', collegamenti aerei + nave, bollette ritenute troppo care, insomma tutti argomenti che nulla hanno a che vedere con l'immigrazione. Il sindaco ed i suoi discepoli hanno saputo infinocchiare i lampedusani deviando il tiro verso un argomento comune a tutti : i clandestini, distogliendo l'attenzione per il tema principale: la sua incapacita' di amministrare. Basta vedere qualche video /intervista ai lampedusani per capire che le rivendicazioni riguardano altro e non i clandestini. E' una lotta per il potere quella che è in atto e di conseguenza scende in campo anche la sinistra con Franceschini. Non ho capito fino ad ora che pericoli pensano di correre con il centro espulsioni in loco, chissa' quale guerra civile potrebbe nascere. Comunque, attendo il risultato dell'incontro in Tunisia e poi si vedra'.

    Cordiali saluti

  6. #36
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    Ma Lampedusa cosa vuole?
    Lunedí 26.01.2009 120
    Di Matteo Lazzaro

    Non si tratta di una domanda banale, almeno per chi come il sottoscritto ha sempre seguito con grande interesse le vicende relative a quella bellissima isola del Mediterraneo che da anni ormai sta sotto le luci dei riflettori dei media nostrani per essere il punto di approdo di quelle navi che dall'Africa ( anzi, diciamocelo, dalla Libia) partono cariche in modo disumano di persone attratte dal miraggio, ad oggi del tutto illusorio, di un'esistenza migliore nel nostro Bel Paese.

    Qualcuno aveva sorriso, altri si erano preoccupati quando balzò agli onori della cronaca la strana notizia che proprio da Lampedusa proveniva una delle "new entry" della pattuglia leghista in parlamento, la senatrice Angela Maraventano, ribattezzata dagli stessi padani come "la passionaria". Mai come oggi quel appellativo pare calzante perché la verace signora dell'estremo sud, incurante degli avvertimenti di qualcuno, ha affrontato in un comizio di oltre un'ora una folla di suoi concittadini infuriati per l'iniziativa del Ministro degli Interni Roberto Maroni di aprire proprio sull'isola un centro di identificazione e rimpatrio immediato.

    I timori della popolazione locale sono chiari: da giorni serpeggia la paura che l'isola siciliana possa trasformarsi in una Guantanamo mediterranea (cosa c'entri il carcere americano per terroristi con i rimpatri è ancora da chiarire) e così, sindaco in testa, sono scesi in piazza per contestare il Governo, il Ministero degli Interni e la loro conterranea, accusata senza mezzi termini di tradimento.

    Ad aggiungere danno al danno, o per dirla con una metafora conosciuta, a mettere la ciliegina sulla torta ci hanno pensato i 1300 clandestini detenuti nel centro di prima accoglienza dell'isola che forzando il cancello della struttura (voci, rigorosamente anonime, affermerebbero invece che le porte della struttura siano state lasciate aperte di proposito) hanno invaso l'isola e si sono uniti ai manifestanti del posto, gli stessi che in passato avevano eletto a furor di popolo un vicesindaco leghista per porre fine ai continui e incessanti sbarchi che da anni rendono nota l'isola nel "continente".

    Una coincidenza strana, avvenuta il giorno precedente una fuga che in 10 anni di sbarchi non aveva precedenti, è la visita ai lampedusani del numero due del Partito Democratico Dario Franceschini, che zelante come mai prima d'ora si è recato di persona a visionare la situazione nel Cpa definendo le condizioni dei clandestini ospitati come "inumane".

    Si potrebbe discutere parecchio su cosa sia effettivamente disumano, se fare da anni spallucce verso qualcosa di simile alla tratta degli schiavi del 1600, oppure offrire un posto letto, seppur stretto e un pasto caldo a chi ha affrontato il mare senza viveri e senza certezze, il punto però è un altro: cosa si cela dietro il malessere e l'insofferenza che negli ultimi giorni sembra correre da un capo all'altro dell'isola, fuori e dentro il Cpa.
    Dalla parte dei clandestini è normale la richiesta di essere portati sulla terraferma per poi, come di prassi, fuggire senza lasciare traccia; del resto il viaggio l'hanno affrontato per quello, meno normale è lo scandire slogan in italiano dopo solo pochi giorni dall'ingresso nelle nostre acque, piccoli e banali elementi che però accendono il sospetto che in qualche misura l'intera operazione sia stata voluta e pianificata da qualcuno che clandestino non è.

    Dal lato dei lapedusani la risposta più scontata, e forse la maggiormente corretta, è la solita: le iniziative per risolvere la questione e rimpatriare immediatamente i clandestini vanno bene, ma non a casa nostra, lo si faccia altrove. E' un male italiano, trasversale da Nord a Sud, quello per cui si trovano tutti d'accordo nel risolvere un problema ma nessuno vuole la soluzione sotto casa; è accaduto con la Tav, accade quando qualcuno fa il sacrilego pensiero di costruire una discarica a Napoli, succede ovunque si pensi di costruire un inceneritore o una centrale elettrica.

    Ad essere maliziosi poi si potrebbero anche fare ipotesi più spinte, come pensare che i lampedusani sia stati di recente resi "edotti" su quali potrebbero essere le conseguenze per l'isola mediterranea se gli sbarchi venissero meno. Sarebbe fatale del resto che se nell'Africa settentrionale (chiedo venia, in Libia) passasse il messaggio che sbarcare a Lampedusa equivarrebbe ad essere immediatamente rimpatriati nel giro di qualche anno la situazione si risolverebbe, ma con quali conseguenze? Innanzitutto inizierebbero a venir meno quelle centinaia di poliziotti che con famiglie annesse alloggiano a Lampedusa e sono diventati "manna" per il commercio locale, naturalmente cesserebbero poi le sovvenzioni per lo stato di emergenza costante e addio a quei benefit che prima dell'esodo erano impensabili. Ipotesi maliziosa? Certamente, ma come diceva Giulio Andreotti a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da cabernet Visualizza Messaggio
    Ma Lampedusa cosa vuole?
    Lunedí 26.01.2009 120
    Di Matteo Lazzaro
    Salve, il titolo del Suo post dice tutto!

    Inotre consideri: condizioni meteo avverse (non si puo' andare a pesca), inverno e desolazione, null'altro di meglio da fare = facciamo casino.

    Coridali saluti

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da cabernet Visualizza Messaggio
    Ma Lampedusa cosa vuole?
    Lunedí 26.01.2009 120
    Di Matteo Lazzaro

    Non si tratta di una domanda banale, almeno per chi come il sottoscritto ha sempre seguito con grande interesse le vicende relative a quella bellissima isola del Mediterraneo che da anni ormai sta sotto le luci dei riflettori dei media nostrani per essere il punto di approdo di quelle navi che dall'Africa ( anzi, diciamocelo, dalla Libia) partono cariche in modo disumano di persone attratte dal miraggio, ad oggi del tutto illusorio, di un'esistenza migliore nel nostro Bel Paese.

    Qualcuno aveva sorriso, altri si erano preoccupati quando balzò agli onori della cronaca la strana notizia che proprio da Lampedusa proveniva una delle "new entry" della pattuglia leghista in parlamento, la senatrice Angela Maraventano, ribattezzata dagli stessi padani come "la passionaria". Mai come oggi quel appellativo pare calzante perché la verace signora dell'estremo sud, incurante degli avvertimenti di qualcuno, ha affrontato in un comizio di oltre un'ora una folla di suoi concittadini infuriati per l'iniziativa del Ministro degli Interni Roberto Maroni di aprire proprio sull'isola un centro di identificazione e rimpatrio immediato.

    I timori della popolazione locale sono chiari: da giorni serpeggia la paura che l'isola siciliana possa trasformarsi in una Guantanamo mediterranea (cosa c'entri il carcere americano per terroristi con i rimpatri è ancora da chiarire) e così, sindaco in testa, sono scesi in piazza per contestare il Governo, il Ministero degli Interni e la loro conterranea, accusata senza mezzi termini di tradimento.

    Ad aggiungere danno al danno, o per dirla con una metafora conosciuta, a mettere la ciliegina sulla torta ci hanno pensato i 1300 clandestini detenuti nel centro di prima accoglienza dell'isola che forzando il cancello della struttura (voci, rigorosamente anonime, affermerebbero invece che le porte della struttura siano state lasciate aperte di proposito) hanno invaso l'isola e si sono uniti ai manifestanti del posto, gli stessi che in passato avevano eletto a furor di popolo un vicesindaco leghista per porre fine ai continui e incessanti sbarchi che da anni rendono nota l'isola nel "continente".

    Una coincidenza strana, avvenuta il giorno precedente una fuga che in 10 anni di sbarchi non aveva precedenti, è la visita ai lampedusani del numero due del Partito Democratico Dario Franceschini, che zelante come mai prima d'ora si è recato di persona a visionare la situazione nel Cpa definendo le condizioni dei clandestini ospitati come "inumane".

    Si potrebbe discutere parecchio su cosa sia effettivamente disumano, se fare da anni spallucce verso qualcosa di simile alla tratta degli schiavi del 1600, oppure offrire un posto letto, seppur stretto e un pasto caldo a chi ha affrontato il mare senza viveri e senza certezze, il punto però è un altro: cosa si cela dietro il malessere e l'insofferenza che negli ultimi giorni sembra correre da un capo all'altro dell'isola, fuori e dentro il Cpa.
    Dalla parte dei clandestini è normale la richiesta di essere portati sulla terraferma per poi, come di prassi, fuggire senza lasciare traccia; del resto il viaggio l'hanno affrontato per quello, meno normale è lo scandire slogan in italiano dopo solo pochi giorni dall'ingresso nelle nostre acque, piccoli e banali elementi che però accendono il sospetto che in qualche misura l'intera operazione sia stata voluta e pianificata da qualcuno che clandestino non è.

    Dal lato dei lapedusani la risposta più scontata, e forse la maggiormente corretta, è la solita: le iniziative per risolvere la questione e rimpatriare immediatamente i clandestini vanno bene, ma non a casa nostra, lo si faccia altrove. E' un male italiano, trasversale da Nord a Sud, quello per cui si trovano tutti d'accordo nel risolvere un problema ma nessuno vuole la soluzione sotto casa; è accaduto con la Tav, accade quando qualcuno fa il sacrilego pensiero di costruire una discarica a Napoli, succede ovunque si pensi di costruire un inceneritore o una centrale elettrica.

    Ad essere maliziosi poi si potrebbero anche fare ipotesi più spinte, come pensare che i lampedusani sia stati di recente resi "edotti" su quali potrebbero essere le conseguenze per l'isola mediterranea se gli sbarchi venissero meno. Sarebbe fatale del resto che se nell'Africa settentrionale (chiedo venia, in Libia) passasse il messaggio che sbarcare a Lampedusa equivarrebbe ad essere immediatamente rimpatriati nel giro di qualche anno la situazione si risolverebbe, ma con quali conseguenze? Innanzitutto inizierebbero a venir meno quelle centinaia di poliziotti che con famiglie annesse alloggiano a Lampedusa e sono diventati "manna" per il commercio locale, naturalmente cesserebbero poi le sovvenzioni per lo stato di emergenza costante e addio a quei benefit che prima dell'esodo erano impensabili. Ipotesi maliziosa? Certamente, ma come diceva Giulio Andreotti a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
    Ecco, appunto....non sono la sola a pensare che questa protesta sia tutto fuorchè spontanea e disinteressata

  9. #39
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    Visto anche cosa sta succedendo negli altri centri profughi in giro per l' itaglia ...

  10. #40
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    Coinvolti giovani dei centri sociali ed immigrati

    Manifestanti assaltano la prefettura
    Cinque agenti feriti a Torino


    Gli agenti sono rimasti feriti alle gambe con bastoni e cubetti di porfido

    TORINO - Martedì sera di tensione, a Torino, per una manifestazione di giovani dei centri sociali ed immigrati che hanno assaltato la Prefettura di Torino: negli scontri cinque poliziotti sono rimasti feriti alle gambe con bastoni e cubetti di porfido. I manifestanti, a dispetto dell'orario serale, avevano chiesto di essere ricevuti in Prefettura per spiegare la loro protesta relativa alle condizioni di decine di profughi che occupano una ex clinica, a Torino.

    LA DINAMICA - La polizia ha caricato i manifestanti, poco meno di un centinaio, a più riprese, allontanandoli dagli uffici della Prefettura in piazza Castello, fino a disperderli, dopo avere sparato alcuni fumogeni. Al momento, non risulta che ci siano stati dei fermi. La situazione è tornata tranquilla e nella piazza ci sono solo più carabinieri e poliziotti. Per la loro aggressione i manifestanti hanno lanciato cubetti di porfido estratti dal pavimento della piazza, pezzi di legno e ferro ricavati da alcune panchine smontate, un tombino e blocchi di neve ghiacciata. Sono state danneggiate alcune auto parcheggiate davanti alla Prefettura, contro il portone è stato lanciato un cassonetto dei rifiuti. L'assalto è avvenuto dopo una breve sosta sotto la Prefettura dove i giovani e gli immigrati avevano chiesto, con fare sempre più minaccioso - stando ai racconti delle forze dell'ordine - di incontrare il prefetto. Nel pomeriggio i manifestanti avevano protestato sotto il Municipio, poi, in serata, si sono diretti in corteo verso la Prefettura.

    http://www.corriere.it/cronache/09_g...4f02aabc.shtml

 

 
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