28/01/2009 A Kaliningrad, forse, è primavera



Stop ai missili Iskander a Kaliningrad. Verso un nuovo disgelo tra Mosca e Washingoton?
Il fenomeno Obama produce i suoi effetti anche nei paraggi del Cremlino, a Mosca. Forse, la Russia sospenderà il programma che prevede l'istallazione di missili Iskander nell'enclave di Kaliningrad, una piccola porzione di terra incastonata tra Polonia e Lituania acquisita alla fine della Seconda Guerra Mondiale dall'allora Unione Sovietica. Il 'forse' è d'obbligo.
La notizia è stata data da un alto ufficiale moscovita all'agenzia Interfax, ma non è stata confermata dal ministro della Difesa. "Non è necessario schierare i missili Iskander a Kaliningrad se gli Stati Uniti non istalleranno i loro missili in Polonia e i radar nella Repubblica Ceca", ha detto l'ufficiale all'agenzia, spesso usata dal Cremlino come canale ufficioso. Se tutto verrà confermato, si tratta di un passo molto importante verso la distensione dei rapporti tra Mosca e Washington che si sono irrigiditi dopo la guerra tra Russia e Georgia dello scorso agosto. Lunedì scorso, il presidente Usa Barack Obama ha telefonato al suo omologo russo Dimitri Medvedev. Nulla è trapelato della telefonata, ma è molto probabile che i due abbiano parlato della necessità di collaborare per affrontare sfide comuni. Lo stesso Robert Gates, segretario della Difesa Usa rimasto in carica sotto l'amministrazione Obama, ha contribuito a un rasserenamento aprendo alla Russia: "Sono seriamente intenzionato a prendere in considerazione l'opportunità di lavorare insieme a Mosca su un sistema di difesa missilistica. La Russia non è l'obiettivo dei nostri missili, il nostro problema, come anche il loro, si chiama Iran". Nella sua relazione, il capo del Pentagono ha evidenziato che la più grande sfida militare degli Stati Uniti è rappresentata dall'Afghanistan e che è interesse anche della Russia il raggiungimento di una pacificazione nel Medioriente. Tutti gli sforzi di Washington saranno così concentrati sull'Afghanistan, dove, entro la prossima primavera verrano inviate altre due brigate.

Gli Iskander sono dei missili a corto raggio con una gittata di 280 chilometri, in una variante con booster arriva fino a 400 chilometri circa. Cambiano continuamente rotta per disorientare le difese aeree nemiche. Medvedev aveva annunciato la loro istallazione nella regione di Kaliningrad, lo scorso novembre, dopo la chiusura degli accordi tra Varsavia e Washington per l'istallazione dei missili su territorio polacco. Gli Iskander sono la riposta russa all'avvicinamento Usa-Nato alle porte della Russia. Sebbene gli Stati Uniti hanno sempre precisato che lo scudo missilistico fosse diretto a proteggere l'Europa da probabili attacchi di "stati canaglia", Iran in testa, Mosca ha sempre interpretato il progetto militare come una minaccia diretta alla propria sicurezza territoriale. In un'intervista al quotidiano francese le Figaro nello scorso novembre, il presidente Medvedev era tornato ancora una volta sulla questione offrendo collaborazione agli Stati Uniti per la costruzione di un sistema di difesa globale usando i radar su territorio russo o di paesi in partnership come l'Azerbaijan. Finora non ci è stato nessun progresso in questo senso, ma sicuramente i primi segnali che giungono dal Cremlino e dalla Casa Bianca fanno ben sperare.
http://it.peacereporter.net/articolo...e%3B+primavera