Cappellacci, toppata e fuga:
che malus, il bonus-bluff!
“Benaltrismo” è un neologismo da giocolieri, divagatori del nulla. Uno dice una cosa che spiazza l'interlocutore, il quale in affanno svicola: “Serve ben altro”. Ovvero niente, fumo per scappare. Ugo Cappellacci ha messo i piedi in una sua gigantesca cacca. Ha lanciato al galoppo il proprio cavallo di battaglia: un bonus di 5 mila euro ai disoccupati per produrre 40mila dei 100mila posti di lavori annunciati nel debutto da candidato-fantoccio. Ma l'assessora ragazzina Romina Congera, con l'aria della professorina tranquilla, lo ridicolizza. Che dice? Neanche sa che il bonus è già operativo, ma è di 12 mila euro: 7mila del governo, 5 della Regione. Può alleviare centinaia di situazioni, ridicolo pensarlo come volano di grande occupazione. Rianimato a fatica, Cappellacci sfodera il classico: “Ben altro è il nostro piano, strutturale“, non congiunturale come quello in vigore. La toppa peggio del buco. “Ben altro” cosa? Strutturale? Una figuraccia e basta. Che malus, questo bonus ridicolizzato. Non basta la sovrailluminazione del baby sitter Silvio: è già boomerang. Meglio l'oscuramento. L'Unione Sarda e Videolina coprono o minimizzano gli infortuni. Ma fanno lo stesso un malus della malora. (giorgio melis)
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