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Veltroni in Sardegna: Berlusconi 'trucca' elezioni regionali
Una campagna elettorale truccata. È quella che il presidente del consiglio Berlusconi sta conducendo in Sardegna “per conto” del candidato Pdl alle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio. La denuncia arriva dal segretario Pd Walter Veltroni, da stamane nell'isola per sostenere la ricandidatura di Renato Soru: “La par condicio dovrebbe assicurare ai candidati di parlare di cose concrete in tempi uguali. Qui in Sardegna non si parla e si fanno solo spot elettorali. In questo senso vedo delle violazioni delle regole”.
“Berlusconi passa il suo tempo non a seguire la crisi - accusa il leader del Pd - ma trascorre i suoi weekend qui nell'isola come se fosse lui il candidato». In tutto saranno 9 i viaggi compiuti in due mesi da Berlusconi nell'isola. “Il premier – continua Veltroni – viene qui per parlare d'altro e finisce nei telegiornali con alle spalle gli slogan elettorali”.
Un gruppo di Parlamentari sardi del Pd, ha spiegato poi Veltroni, sta lavorando ad una iniziativa di legge che renda evidente questa anomalia rappresentata dalla presenza del Presidente del Consiglio nella campagna per le elezioni regionali sarde. Il segretario del partito democratico ha cominciato il suo giro elettorale in Sardegna davanti ai cancelli del petrolchimico di Porto Torres dove ha incontrato i lavoratori, le rappresentanze sindacali e i dirigenti della Polimeri Europa (Eni), in crisi e per il cui futuro permangono forti dubbi nonostante il rientro in servizio due giorni fa degli operai dopo un periodo di cassa integrazione. Veltroni, che ieri aveva rilanciato la proposta di un confronto col Governo su come affrontare la recessione, ha ricevuto dai lavoratori un resoconto sulla situazione e sulle prospettive produttive del settore. “Avremmo bisogno di un premier che si occupi di risolvere i problemi di un paese che perde l'11% della produzione industriale e il 2% di prodotto interno lordo, non di uno che di dà da fare solo per la campagna elettorale regionale”.
Sulla martellante presenza di in Sardegna, replica Renato Soru. Che dice: "Non ho alcuna paura del presidente del Consiglio, semmai sono preoccupato per l'Italia». Il candidato del centrosinistra ha invocato la par condicio col premier sui mezzi d'informazione per la campagna elettorale sarda, si è detto «pronto a un confronto pubblico» col capo del Governo sui temi della Sardegna. «Le visite di Berlusconi sono strane, inopportune e invadenti - ha proseguito il candidato governatore - e irrispettose della comunità regionale, che ha il diritto di discutere autonomamente e in modo sereno, col confronto dei candidati. Qualcuno che viene da fuori a caratterizzarla in maniera così totalizzante per la destra, rompe questo diritto di discussione. Ma lui non è nuovo in questo - ha aggiunto Soru - l'ha fatto anche in altre occasioni di recente in Sardegna, con un'invadenza che gli è propria.
Vuole mostrare che può far eleggere chiunque, dopo un'ora di discorso può dire al suo candidato '"Scusa Ugo, ora dì qualcosa tu, però in fretta", e poi magari non gli fa spendere nemmeno una parola. Lui ha in mente questo, e a quel punto mostrare che i livelli istituzionali non esistono più, esiste solo lui, esiste solo il suo potere a cui non si contrappone nessuno, nemmeno un presidente della Regione che a quel punto sarebbe semplicemente una sua controfigura, un suo proconsole. Lui - ha concluso Soru - ha in mente un Paese dove c'è solo lui e gli altri livelli istituzionali sono annullati dalla sua capacità elettorale di insediare chiunque».
E a proposito di par condicio, è finalmente intervenuta ll'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni richiama i media al rispetto sulla disciplina dei sondaggi elettorali, dei quali è vietata la diffusione nei 15 giorni prima del voto, e ricorda alle tv la necessità di assicurare un'informazione equilibrata. L'Autorità, spiega una nota dell'organismo di garanzia, «segnala che sul proprio sito Internet sono pubblicate le precisazioni sulla disciplina dei sondaggi politici ed elettorali con le quali si stabilisce che i risultati dei sondaggi possono essere diffusi solo se accompagnati dalle indicazioni previste dalla disciplina vigente. L'Agcom «ricorda inoltre a tutte le emittenti radiotelevisive la necessità che, come prevede la legge per i periodi elettorali, sia assicurata un'equilibrata informazione nella campagna elettorale in corso nella Regione Sardegna».
28 gennaio 2009




Una campagna elettorale truccata. È quella che il presidente del consiglio Berlusconi sta conducendo in Sardegna “per conto” del candidato Pdl alle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio. La denuncia arriva dal segretario Pd Walter Veltroni, da stamane nell'isola per sostenere la ricandidatura di Renato Soru: “La par condicio dovrebbe assicurare ai candidati di parlare di cose concrete in tempi uguali. Qui in Sardegna non si parla e si fanno solo spot elettorali. In questo senso vedo delle violazioni delle regole”.
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