Vorrei capire una cosa e, magari, qualcuno mi saprà anche rispondere...
Dunque, qui abbiamo un ex-terrorista ergastolano e pluriomicida che, dopo essere scappato dall'Italia, si è rifugiato in Francia dove è rimasto per parecchi anni (non so se protetto, nascosto, incarcerato o libero) e adesso (lui dice con la complicità dei servizi segreti francesi) è volato in Brasile e laggiù sembra godere di protezione addirittura da parte del presidente di quella nazione.
Ora, nulla da eccepire sul fatto che il nostro Paese debba chiedere al Brasile che quel "signore" ci venga consegnato; concordo sul ritiro dell'ambasciatore, sarei anche d'accordo sulla sospensione degli incontri di calcio (hai visto mai che vincono loro e così adiòs estradisào...), sono favorevole anche al boicottaggio delle vacancias brasileiras...
Ma... mi domando...
Tutta questa animosità (o presunta tale) e richiesta di giustizia nei confronti del Paese sudamericano (pur legittimissima, ripeto...) non poteva essere altrettanto duramente manifestata nei confronti dei governi francesi che in tutti questi hanno concesso asilo politico al succitato ergastolano?
Forse sarò ingenuo ma mi sembra che siamo ai soliti due pesi e due misure...
A meno che non mi sfugga qualcosa.
Grazie.




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