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Discussione: Lo scenario greco

  1. #1
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    Predefinito Lo scenario greco

    Posto qui un interessante analisi sulla situazione greca, che ci permette parecchie riflessioni su "come funzionino i mercati" e quanto essi siano distanti dalla situazione dell' economia reale e su "come sta la popolazione".

    Grecia al collasso: povertà ai massimi storici ma i mercati premiano Atene

    Scritto il 8 gennaio 2014 alle 09:00 da Danilo DT


    Certo che il mondo è veramente strano. O per lo meno lo sono i mercati. E quando queste anomalie diventano così nette, occorre preoccuparsi sulla tenuta dei mercati stessi in quanto certe situazioni, sono poi obbligate ad avere ripercussioni pesanti.
    Torniamo a parlare di Crisi Grecia, quanto mai forte e sottovalutata con un conflitto sociale sempre più marcato. La situazione ad Atene è drammatica, ma il mondo lo ignora, ed i mercati pure, tanto che probabilmente dovrà intervenire l’ESM.
    Leggete cosa dice il giornale greco Ekathimerini:
    Over 44 percent of the Greek population had an income below the poverty line in 2013 according to estimates by the Public Policy Analysis Group of the Athens University of Economics and Business (AUEB).
    The poverty threshold is measured as 60 percent of the price-adjusted average income in 2009, or up to 665 euros per person per month and up to 1,397 for a couple supporting two underage children.
    The AUEB researchers also found that last year 14 percent of Greeks earned below the adequate living standards, compared with 2 percent of the population four years ago.
    The group’s report, published last week, suggested that during the crisis instead of strengthening support to the unemployed – which is one of the most efficient methods to rekindle demand – the state was forced to reduce it.
    It added that besides the austerity policies of the last few year, the inability of the state to contain the collapse of social structures is due to the lack of targeted strategies and to the inefficient use of resources, problems that dogged Greece even before the onset of the crisis. (Source)
    Avete capito benissimo, mi sa… Oltre il 44 % della popolazione greca aveva un reddito al di sotto della soglia di povertà nel 2013, con guadagni al di sotto della soglia di sopravvivenza per il 14% dei casi. In altri termini, c’è gente che sta facendo la fame. Ma non si tratta di cronaca scandalistica. Fa la fame veramente!
    La situazione è catastrofica. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla. Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna. Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia. (Source)

    E’ una nazione al collasso, è una città che è ridotta alla disperazione.E c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi“, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.
    A questo si aggiunge il dramma sanitario. Migliaia di bambini senza vaccini che, tra lea ltre cose, non possono nemmeno più frequentare le scuole. Ospedali al collasso.
    Sulla disoccupazione sapete già tutto. Il più alto in Europa, quello ufficiale sfiora il 30%. Quello reale è ancopra peggio. La morale è fin troppo semplice: siamo al collasso sociale.
    Le diseguaglianze sono esplose. E non poteva essere diversamente, visto che i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009.
    Il tutto, ironia della sorte, accade proprio quando la Grecia è lo Stato di turno alla presidenza dell’Unione Europea. E in tutto questo cosa fanno i mercati? Ovviamente festeggiano. Guardate l’andamento del titolo Grecia 5% 2019 quotato in Italia sul MOT. Direi che grossi timori non se ne intendono. E se poi guardiamo la borsa…
    Grecia 5% 2019 * IT0006527532



    Indice Borsa di Atene




    Di certo però la situazione non può continuare così all’infinito. E come dice ancora l’Ekathimerini, la Grecia è obbligata a rituffarsi nel mondo delle emissioni. Alcune voci raccontano che molto probabilmente questa operazione sarà supportata da…UDITE UDITE… quel contenitore che è sempre alla ricerca di una sua identità, l’ESM, il quale potrebbe coprire buona parte di qeuste emissioni, per percentuali che vanno da un 33 ad un 67%.
    Tranquilli, l’ESM non regalerebbe nulla comunque e se la Grecia accetta l’aiuto Europeo, dovrà sottostare, come da programma, a nuove misure restrittive… non oso immaginare cosa possono inventarsi, visto che l’impossibile sta già avvenendo…
    La Grecia però nega e dice che al momento non è previsto un ritorno sui mercati finanziari. Siamo sicuri che non sia necessario con queste drammatiche condizioni economiche? A vedere oggi i mercati, magari una nuova emissione greca verrebbe anche assorbita con successo. Il che mi pare assurdo coi chiari di luna che ci sono. Ma questi sono i mercati, ormai in mano alla finanza e alla speculazione e, sicuramente, non rispecchiano i fondamentali, in questo come in tanti altri ambiti.
    Greece’s stated aim this year, in the words of its prime minister, is to return to the money markets, and the European Stability Mechanism (ESM) is set to play a key role in that effort, despite European Commission officials and investment managers Pimco saying they don’t expect Greece to return to the markets before 2015.
    Athens has repeatedly said that it will tap the markets in the second half of 2014. Market professionals take it for granted that the ESM will guarantee the project’s success by offering some sort of credit line. One of the main scenarios under consideration is for the ESM to support the Greek effort by stating in advance that it will cover a significant part of the state bond issue, to the tune of 33 to 67 percent. (…) Nevertheless a European Commission document dated December 16, 2013 that emerged on Friday suggested Greece will only make a partial return to the money markets in 2015. In a response to an investigation by the European Parliament on the bailout agreements for eurozone countries, the Commission expressly stated that “the expectation is that market access for Greece could partly resume from 2015.” On Friday a senior officer at Pimco also told German newspaper Suddeutsche Zeitung that the firm is not expecting Greece to return to the market before 2015. (Source)
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

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  2. #2
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    beh se la Grecia non vuole che l'Europa chieda misure restrittive basta che non chieda aiuti all'Europa, semplice.

    Se vi sentite tutti tanto buoni e compassionevoli, perchè non li prestate voi i vostri soldi ai Greci sapendo che non riusciranno a rimborsarveli perchè non vogliono pagare le tasse
    Ultima modifica di brunik; 08-01-14 alle 11:53

  3. #3
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Indice Borsa di Atene


    ovviamente se invece di guardare gli ultimi 6 mesi allunghiamo un attimo lo sguardo il grafico assume un leggero cambiamento di significato


  4. #4
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh se la Grecia non vuole che l'Europa chieda misure restrittive basta che non chieda aiuti all'Europa, semplice.

    Se vi sentite tutti tanto buoni e compassionevoli, perchè non li prestate voi i vostri soldi ai Greci sapendo che non riusciranno a rimborsarveli perchè non vogliono pagare le tasse
    non cosi' semplice

    chiedi a papandreu cosa non gli successe quando volle promuovere un referendum sull'euro...

  5. #5
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Altro articolo interessante del Financial Times
    Crisi del debito: Se la Grecia dice no 21 novembre 2013

    Financial Times Londra



    Patrick Chappatte Finora il governo greco ha obbedito controvoglia alle richieste della troika. Ma con un'opposizione sempre più dura e una maggioranza ormai al minimo potrebbe presto decidere di disobbedire.

    Peter Spiegel


    Che succede se un paese che ha ricevuto un bailout alla fine decide di rispondere no? Questa è la domanda che alcuni funzionari della troika dei prestatori internazionali ha iniziato a porsi al riguardo della Grecia. La coalizione di governo, dopo oltre un anno in carica contrassegnato da un’ostinazione crescente nei confronti delle richieste di riforme, continua a ripetere che non accetterà altre misure di austerità.


    Sotto molti punti di vista la Grecia ha perduto la sua capacità di sorprendere. Quasi tutto il suo indebitamento è di proprietà dei suoi salvatori ufficiali – i governi europei, le istituzioni della zona euro e il Fondo monetario internazionale – e ciò significa che il mercato finanziario in genere le presta scarsa attenzione.

    Le situazioni di stallo tra Atene e chi vigila sul suo bailout sono diventate così ordinarie che ormai hanno smesso di essere registrate a livello ufficiale, perfino in posti come Bruxelles e Berlino, dove i policymaker sono quanto mai sensibili a rilevare le stranezze delle performance greche.

    Ma se l’esasperazione degli ultimi giorni, a stento nascosta tra i negoziatori di alto grado, sta a significare qualcosa, l’attuale round di trattative che si sta trascinando da due mesi pare rappresentare un cambiamento di tipologia, non soltanto di quantità.


    All’apparenza, il contenzioso si concentra su un argomento familiare. Nel budget del governo greco per il 2014 si è aperto un gap di circa 1,5 miliardi di euro che deve essere risolto prima del prossimo versamento di aiuti. Il controverso programma delle privatizzazioni deve essere rivisto. Le riforme strutturali, come revocare la moratoria sui fallimenti ipotecari, devono essere approvate.


    Atene, che non è mai stata una riformatrice entusiasta, ha ancora meno ragioni di prima per collaborare

    Ma per quelli che lavorando al programma greco da anni sembra che qualcosa di fondamentale stia cambiando. Atene, che non è mai stata una riformatrice entusiasta, ha ancora meno ragioni di prima per collaborare. “Chiaramente i costi politici stanno diventano molto evidenti”, ha detto un negoziatore della troika. “Ormai c’è come un muro di opposizione”.

    Certo, molto dipende dalla “fatica riformistica” che ha perseguitato la Grecia e altri paesi oggetto di bailout non appena i loro soccorritori li hanno aiutati. Ma i calcoli ad Atene hanno iniziato a cambiare con modalità che secondo alcuni potrebbero aver indebolito gli incentivi per un accordo.


    La considerazione più ovvia per il governo greco è di natura politica. Anche se questo mese ha superato l'ennesimo voto di fiducia, la sua maggioranza parlamentare continua a diminuire, e ormai è arrivata ad appena quattro voti su 300 seggi.

    A differenza del Portogallo, dove di recente la coalizione di governo ha superato un’agonia quasi fatale, in Grecia l’opposizione non è rappresentata da un partito tradizionale che in precedenza ha appoggiato il bailout. Il partito di sinistra Syriza ha intimidito i politici di sinistra di ogni formazione, facendo sì che tutti loro, compresi i sostenitori del Pasok, il partito tradizionale di centrosinistra e membro della coalizione di governo, si ribellassero al programma.

    Syriza è considerata dai sondaggi il primo partito greco, mentre il Pasok è in completa agonia, dietro addirittura al partito neonazista Alba dorata. Qualsiasi cedimento nella coalizione di governo potrebbe benissimo significare la fine del programma di bailout così come noi lo conosciamo.

    Non vi pago

    Ma c’è un cambiamento ancora più grande nella situazione della Grecia, per quanto meno evidente. Il governo sta ricevendo più soldi di quelli che spende, al netto del pagamento degli interessi sul suo debito nazionale. Questo “surplus primario del budget” significa che ogni dollaro extra di tasse spremuto dagli elettori greci va a pagare i creditori.

    Anche se i funzionari della troika sono in disaccordo e non chiariscono se questo è il motivo della mancata flessibilità odierna, dal punto di vista storico i governi che ricevono l’aiuto della comunità internazionale diventano di gran lunga meno pronti a collaborare una volta che riescono a pagare interamente le proprie attività di tutti i giorni. In realtà se Atene avesse una propria banca centrale a puntellare il suo settore finanziario ci sarebbero pochi incentivi anche per continuare a ripagare l’Ue e l'Fmi.

    Gli incentivi sono cambiati anche per la zona euro. Molti credono che il sostegno e le barriere della zona euro serviranno a scongiurare che la crisi greca contamini il resto della valuta unica. La prossima grossa tranche dei risarcimenti della Grecia scade a maggio e andrà alla Banca centrale europea. Fino ad allora ci sono pochissimi motivi per concedere altri aiuti ad Atene.


    All’interno della troika e dei ministeri delle finanze nazionali c'è sempre stato chi pensava che un’uscita della Grecia dalla zona euro fosse inevitabile. Finché Atene e i suoi creditori ufficiali non troveranno altri motivi per un compromesso, le loro paure peggiori potranno trasformarsi in realtà.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Citazione Originariamente Scritto da salvatoredell'espatrio Visualizza Messaggio
    non cosi' semplice

    chiedi a papandreu cosa non gli successe quando volle promuovere un referendum sull'euro...
    se i greci non avessero truccato i conti non sarebbero entrati nell'euro, così+ adesso avrebbero sempre il loro bel debito al 160% del PIL pero' in dracme, un bel vantaggio

  7. #7
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Altro articolo interessante del Financial Times
    Crisi del debito: Se la Grecia dice no 21 novembre 2013

    Financial Times Londra



    Patrick Chappatte Finora il governo greco ha obbedito controvoglia alle richieste della troika. Ma con un'opposizione sempre più dura e una maggioranza ormai al minimo potrebbe presto decidere di disobbedire.

    Peter Spiegel


    Che succede se un paese che ha ricevuto un bailout alla fine decide di rispondere no? Questa è la domanda che alcuni funzionari della troika dei prestatori internazionali ha iniziato a porsi al riguardo della Grecia. La coalizione di governo, dopo oltre un anno in carica contrassegnato da un’ostinazione crescente nei confronti delle richieste di riforme, continua a ripetere che non accetterà altre misure di austerità.


    Sotto molti punti di vista la Grecia ha perduto la sua capacità di sorprendere. Quasi tutto il suo indebitamento è di proprietà dei suoi salvatori ufficiali – i governi europei, le istituzioni della zona euro e il Fondo monetario internazionale – e ciò significa che il mercato finanziario in genere le presta scarsa attenzione.

    Le situazioni di stallo tra Atene e chi vigila sul suo bailout sono diventate così ordinarie che ormai hanno smesso di essere registrate a livello ufficiale, perfino in posti come Bruxelles e Berlino, dove i policymaker sono quanto mai sensibili a rilevare le stranezze delle performance greche.

    Ma se l’esasperazione degli ultimi giorni, a stento nascosta tra i negoziatori di alto grado, sta a significare qualcosa, l’attuale round di trattative che si sta trascinando da due mesi pare rappresentare un cambiamento di tipologia, non soltanto di quantità.


    All’apparenza, il contenzioso si concentra su un argomento familiare. Nel budget del governo greco per il 2014 si è aperto un gap di circa 1,5 miliardi di euro che deve essere risolto prima del prossimo versamento di aiuti. Il controverso programma delle privatizzazioni deve essere rivisto. Le riforme strutturali, come revocare la moratoria sui fallimenti ipotecari, devono essere approvate.


    Atene, che non è mai stata una riformatrice entusiasta, ha ancora meno ragioni di prima per collaborare

    Ma per quelli che lavorando al programma greco da anni sembra che qualcosa di fondamentale stia cambiando. Atene, che non è mai stata una riformatrice entusiasta, ha ancora meno ragioni di prima per collaborare. “Chiaramente i costi politici stanno diventano molto evidenti”, ha detto un negoziatore della troika. “Ormai c’è come un muro di opposizione”.

    Certo, molto dipende dalla “fatica riformistica” che ha perseguitato la Grecia e altri paesi oggetto di bailout non appena i loro soccorritori li hanno aiutati. Ma i calcoli ad Atene hanno iniziato a cambiare con modalità che secondo alcuni potrebbero aver indebolito gli incentivi per un accordo.


    La considerazione più ovvia per il governo greco è di natura politica. Anche se questo mese ha superato l'ennesimo voto di fiducia, la sua maggioranza parlamentare continua a diminuire, e ormai è arrivata ad appena quattro voti su 300 seggi.

    A differenza del Portogallo, dove di recente la coalizione di governo ha superato un’agonia quasi fatale, in Grecia l’opposizione non è rappresentata da un partito tradizionale che in precedenza ha appoggiato il bailout. Il partito di sinistra Syriza ha intimidito i politici di sinistra di ogni formazione, facendo sì che tutti loro, compresi i sostenitori del Pasok, il partito tradizionale di centrosinistra e membro della coalizione di governo, si ribellassero al programma.

    Syriza è considerata dai sondaggi il primo partito greco, mentre il Pasok è in completa agonia, dietro addirittura al partito neonazista Alba dorata. Qualsiasi cedimento nella coalizione di governo potrebbe benissimo significare la fine del programma di bailout così come noi lo conosciamo.

    Non vi pago

    Ma c’è un cambiamento ancora più grande nella situazione della Grecia, per quanto meno evidente. Il governo sta ricevendo più soldi di quelli che spende, al netto del pagamento degli interessi sul suo debito nazionale. Questo “surplus primario del budget” significa che ogni dollaro extra di tasse spremuto dagli elettori greci va a pagare i creditori.

    Anche se i funzionari della troika sono in disaccordo e non chiariscono se questo è il motivo della mancata flessibilità odierna, dal punto di vista storico i governi che ricevono l’aiuto della comunità internazionale diventano di gran lunga meno pronti a collaborare una volta che riescono a pagare interamente le proprie attività di tutti i giorni. In realtà se Atene avesse una propria banca centrale a puntellare il suo settore finanziario ci sarebbero pochi incentivi anche per continuare a ripagare l’Ue e l'Fmi.

    Gli incentivi sono cambiati anche per la zona euro. Molti credono che il sostegno e le barriere della zona euro serviranno a scongiurare che la crisi greca contamini il resto della valuta unica. La prossima grossa tranche dei risarcimenti della Grecia scade a maggio e andrà alla Banca centrale europea. Fino ad allora ci sono pochissimi motivi per concedere altri aiuti ad Atene.


    All’interno della troika e dei ministeri delle finanze nazionali c'è sempre stato chi pensava che un’uscita della Grecia dalla zona euro fosse inevitabile. Finché Atene e i suoi creditori ufficiali non troveranno altri motivi per un compromesso, le loro paure peggiori potranno trasformarsi in realtà.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
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    Crisi del debito: Se la Grecia dice no 21 novembre 2013

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    Patrick Chappatte Finora il governo greco ha obbedito controvoglia alle richieste della troika. Ma con un'opposizione sempre più dura e una maggioranza ormai al minimo potrebbe presto decidere di disobbedire.
    certo che possono disobbedire alla troika, poi pero' non vadano a cercare soldi alla troika
    Ultima modifica di brunik; 08-01-14 alle 12:09

  9. #9
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    amjici voi che ve ne intendete di economia, cosa vuol dire la frase:

    Quasi tutto il suo indebitamento è di proprietà dei suoi salvatori ufficiali – i governi europei, le istituzioni della zona euro e il Fondo monetario internazionale

    che quelli che hanno prestato i soldi ai greci adesso dovrebbero rinunciare a chiederli indietro?

  10. #10
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    Predefinito Re: Lo scenario greco

    Quello che ancora mi fa specie è come i greci accettino tutto senza reagire minimamente, la stessa cosa che faremo noi italioti del resto i furboni al potere del Sistema prima hanno demonizzato i nazifascisti, poi hanno demonizzato i comunisti e adesso alla gente non è rimasto più niente. Infatti l'unico partito alternativo alla troika, Alba Dorata, è stata messa in galera. Più semplice di così si muore.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 
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