Sul sito del Ministero per le Riforme Costituzionali non c'è nessun aggiornamento. Sono inseriti gli MP3 delle sedute della relativa commissione del 24 giugno e del primo luglio 2013, dopodiché il nulla. Cosa vuol dire...? Che l'iter di questa modifica è fermo in commissione...?
Registrazione audio delle sedute (*) - Ministro per le Riforme Costituzionali
In realtà, sempre secondo quanto informa il sito del Ministero, le proposte legislative all'esame sarebbero due: quello della XVI legislatura (A.S. 3520) e quello della XIV legislatura ( A.S. 2544-D). Il Ministero mette a disposizione un utile PDF con il raffronto dei tre testi: quello attuale vigente dopo la riforma del 2001, la proposta della VI legislatura e quella della IV legislatura. Il link al PDF è QUI
Sarebbe molto interessante cercare di impostare una discussione (prima che sia troppo tardi!) su quale tipo di modifiche intendono apportare le due proposte e soprattutto PERCHE'. Ricordo che con questa riforma del titolo V è iniziata l'autonomia delle Regioni con possibilità di legiferare su molti argomenti e soprattutto il passaggio di competenze delle ASL dallo Stato alle Regioni. Passaggio che, a mio parere, è stata la madre di tutte le cazzate: da allora, sprechi a gogò, scandali, invasione massiccia della politica locale negli organigrammi di questi istituti e via cantando. Da non trascurare il pessimo risultato ottenuto dalla nascita di un altro massiccio pacchetto di leggi locali che hanno finito col complicare su scala esponenziale la vita ai poveri cittadini italiani. Il tutto senza nessun vantaggio di fondo vero e proprio, ma solo col risultato di aver aumentato le poltrone da distribuire ai vari vassalli e capetti locali e politiconi trombati a livello nazionale.
capire quindi da che parte vanno queste proposte di modifica non sarebbe affatto male. Così, giusto per non farsi trovare impreparati quando poi i politiconi di Roma decideranno che, dopo mesi e mesi di insabbiamento, è arrivato il momento di approvare CON URGENZA queste modifiche SENZA LASCIARE SPAZIO A NESSUN DIBATTITO NEL PAESE.




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