Il Muro di Berlino non era solo un muro divisorio fra due società contrapposte. Da questa parte, piena di luci e di musica, di gente allegra e spensierata, c’era la Civiltà dell’Occidente, quella che l’America sconfiggendo Hitler aveva portato in Europa, dall’altra parte la gente portava vestiti dimessi, le luci erano solo illuminazione stradale, i negozi spesso non avevano gli scaffali pieni e per le strade circolava una specie di cartoccio con quattro ruote chiamata Trabant.
Quando Gorbacev individuo nella burocratja russa l’origine di tutti mali che affliggevano l’Impero sovietico, aveva assolutamente ragione ma alla fine risultà essere il cuneo capace di entrare nella fortezza comunista per farla crollare, preda dei suoi stessi errori.
Crollato l’Impero rosso, immediatamente fu abbattuto anche il Muro, e le due parti, prima molto lentamente poi con passo sempre più veloce, alla fine si riunirono. Quelli di questa parte si videro arrivare gente pronta a tutto pur di lavorare e poter vivere nelle luci, nella musica, con l’ansia di diventare a sua volta allegra e spensierata, quelli che stavano di là del Muro credettero di essere entrati nel Paradiso Terrestre.
Caduto il muro, l’animale a sei teste che stava agguattato in attesa di poter balzare su nuovi profitti, si scatenò, privo ormai di ogni timore che la sua gente potesse pensare all’Impero Rosso come a qualcosa a cui aspirare.
L’animale a sei teste fece il grande salto, quel giorno, ed ora eccoci qua a piangere sulle nostre miserie, cercando ognuno di noi di dare l colpa a questo o a quell'altro personaggio.
Ha scritto Alexis Tsipras :-
Dalla metà degli anni 90 al 2000 la Grecia era in piena crescita. Questa espansione economica aveva due caratteristiche: un gigantesco aumento dei profitti non tassabili per i ricchi, un sovra indebitamento dello Stato e un aumento della disoccupazione per i poveri. Il denaro pubblico è stato depredato in molti modi diversi. Il modello “denaro a buon mercato, manodopera a basso costo” è stato presentato allora dalla agenzie di rating come un esempio da seguire per ogni economia emergente dinamica.
Ma la crisi del 2008 ha cambiato tutto. Le banche, dopo le loro scommesse speculative, si sono trovate pericolosamente indebitate e hanno potuto salvarsi solo grazie al denaro pubblico, ma è stato poi sulle società dei cittadini che gli Statiu hanno scaricato il peso del salvataggio delle banche. Il distorto modello di sviluppo della Grecia è crollato ed il paese, non potendo chiedere più prestiti sul mercato, si è trovato a dipendere dai prestiti del FMI e della BCE, accompagnati da misure draconiane.
Il programma che i greci hanno dovuto accettare senza batter ciglio è composta da due parti: la stabilizzazione e le riforme. Termini la cui connotazione positiva è destinata a mascherare la catastrofe sociale che hanno prodotto. Così la “stabilizzazione” prevede una fiscalità indiretta devastante, taglia alla spesa pubblica senza precedenti, smantellamento dello stato sociale, in particolare nel campo della sanità, dell’istruzione e della sicurezza sociale, così come numerose privatizzazioni, comprese quelle di beni pubblici essenziali, acqua, energia. Le “riforme” invece sono la liberalizzazione dei licenziamnti, l’eliminazione dei contratti collettivi di lavoro, la creazione di zone economiche speciali e in generale, l’istituzione di regolamenti per permettere a potenti interessi economci di investire in Grecia in modo propriamente coloniale degno del Sud Sudan.
Tutto questo è solo una piccola parte di ciò che prevede il “Memorandum Greco”, vale a dire l’accordo che la Grecia ha DOVUTO firmare con il FMI, con la UE e con la BCE.
Stamame a Radio TRE alle 10,30 un’economista italiana ha detto chiaramente che “se l’Italia non attuerà le riforme, cioè liberalizzare il lavoro, diminuire la burocrazia, abbassare i costi sociali, mai nessuna azienda straniera verrà a impiantare attività in Italia.
Ecco, questo è l’animale a sei teste che, finalmente libero, gira per il mondo in attesa di sbranare nuove ricchezze. Ma dove vorrà arrivare? Ma specialmente: fino a quando lo lasceremo circolare?




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