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    Predefinito Libro sulla Germania Est


    Eugen Ruge

    In tempi di luce declinante

    Leggi il primo capitolo




    • Tutto è pronto per il novantesimo compleanno di Wilhelm: la lunga fila di libri di Lenin, il pugnale dell'attore western più famoso della DDR, il piatto di Cuba regalato dai compagni dell'officina Karl Marx. La famiglia al gran completo è riunita, suo malgrado, e sta per celebrare il patriarca dal petto gonfio di medaglie e di ricordi, non sempre veritieri. Wilhelm sta già raccontando qualche nuova prodezza del passato, seducendo gli ospiti, e non sa che due eventi eccezionali, per lui ugualmente catastrofici, lo attendono al brindisi: il Muro di Berlino sta crollando, suo nipote Alexander non arriva, è fuggito dall'altra parte.
      Dalla tavola in festa prende avvio una grandiosa saga, che racconta il destino di una famiglia borghese nella Gemania dell'Est, nel lungo dispiegarsi del secolo breve tra grandi speranze e gigantesche disillusioni.
      Una storia di padri e di figli. Wilhelm e sua moglie, comunisti convinti, che tornano dal Messico nel '52 per dare il loro contributo alla formazione del nuovo stato nella Germania Democratica. Il figlio Kurt, emigrato in Russia da dove fa ritorno portando con sé, assieme ai segni e agli incubi del gulag, una moglie russa che non si adatterà mai al grigio rigore della DDR e una suocera che si accontenta di vodka e conserve fatte in casa. E poi Alexander, il giovane nipote, che rischia di finire schiacciato da una soffocante nostalgia per i tempi che furono e che per questo fugge a ovest.
      In tempi di luce declinante racconta tre generazioni divise dalla fede cieca di Wilhelm nel sogno comunista, dalla fiducia di Kurt in una riforma possibile del sistema, e dal disincanto di Alexander. Con straziante tenerezza e forte umorismo, Eugen Ruge cattura cinquant'anni cruciali della storia d'Europa in un'istantanea folgorante che ha conquistato più di mezzo milione di lettori. Il ritratto di un mondo intero colto appena prima che la luce declini.

  2. #2
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    Predefinito Re: Libro sulla Germania Est

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio

    Eugen Ruge

    In tempi di luce declinante

    Leggi il primo capitolo




    • Tutto è pronto per il novantesimo compleanno di Wilhelm: la lunga fila di libri di Lenin, il pugnale dell'attore western più famoso della DDR, il piatto di Cuba regalato dai compagni dell'officina Karl Marx. La famiglia al gran completo è riunita, suo malgrado, e sta per celebrare il patriarca dal petto gonfio di medaglie e di ricordi, non sempre veritieri. Wilhelm sta già raccontando qualche nuova prodezza del passato, seducendo gli ospiti, e non sa che due eventi eccezionali, per lui ugualmente catastrofici, lo attendono al brindisi: il Muro di Berlino sta crollando, suo nipote Alexander non arriva, è fuggito dall'altra parte.
      Dalla tavola in festa prende avvio una grandiosa saga, che racconta il destino di una famiglia borghese nella Gemania dell'Est, nel lungo dispiegarsi del secolo breve tra grandi speranze e gigantesche disillusioni.
      Una storia di padri e di figli. Wilhelm e sua moglie, comunisti convinti, che tornano dal Messico nel '52 per dare il loro contributo alla formazione del nuovo stato nella Germania Democratica. Il figlio Kurt, emigrato in Russia da dove fa ritorno portando con sé, assieme ai segni e agli incubi del gulag, una moglie russa che non si adatterà mai al grigio rigore della DDR e una suocera che si accontenta di vodka e conserve fatte in casa. E poi Alexander, il giovane nipote, che rischia di finire schiacciato da una soffocante nostalgia per i tempi che furono e che per questo fugge a ovest.
      In tempi di luce declinante racconta tre generazioni divise dalla fede cieca di Wilhelm nel sogno comunista, dalla fiducia di Kurt in una riforma possibile del sistema, e dal disincanto di Alexander. Con straziante tenerezza e forte umorismo, Eugen Ruge cattura cinquant'anni cruciali della storia d'Europa in un'istantanea folgorante che ha conquistato più di mezzo milione di lettori. Il ritratto di un mondo intero colto appena prima che la luce declini.
    Tempo fa ho letto Il Cielo diviso di Christa Wolf che è ambientato nel periodo immediatamente successivo alla costruzione del Muro.
    I protagonisti sono due fidanzati di fede politica opposta. La lettura è interessante perchè il libro è pura propaganda comunista e dà una visione concreta di come potevano essere la vita e la mentalità della gente nella Germania Est.

    Sarebbe interessante fare un confronto fra i due libri. Questo tuo titolo me lo appunto.
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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  3. #3
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    Predefinito Re: Libro sulla Germania Est

    Ho letto il libro e mi è piaciuto. L'autore alterna i piani temporali mischiando i capitoli dedicati ognuno ad un anno in particolare della vita di questa famiglia tedesca. Inoltre, la vicenda è narrata attraverso il dialogo interiore dei vari personaggi, si legge spesso lo stesso episodio narrato dal punto di vista di più personaggi.
    Ho selezionato due pagine, che secondo me sono fra le più belle del libro, la riunione della famiglia in occasione del compleanno del bisnonno Wilhelm, raccontata dall'altra bisnonna e poi dal nonno Kurt, figlio di Wilhelm.

    "Vide Markus consegnare un regalo al bisnonno, si dissero qualcosa, poi il ragazzo cominciò a salutare la gente al tavolo, e mentre, un passo dopo l’altro, le si avvicinava, Nadezda Ivanovna raccolse tutte le sue conoscenze linguistiche in modo da riuscire almeno a salutare il bisnipote in tedesco, per sicurezza ripetè tra sè e sè la parola un paio di volte, finché luisi accostò, mle porse educatamente la mano, era morbida e fragile, debole la stretta, ma aveva un bel viso, la fronte era alta, e a Nadezda Ivanovna i suoi riccioli neri fecero subito venire in mente Saŝa.
    “Affidersin” disse Nadezda Ivanova.
    Il bisnipote guardò stupito, poi alzò gli occhi verso sua madre e rise.
    “Arrivederci” disse Markus.
    E già se n’era andato. Sfilò cautamente ma con decisione la sua morbida mano da quella della bisnonna e scomparve.
    Nadezda Ivanovna si osservò la mano, d’un tratto immaginò di avergli fatto male con quella rozza, consunta mano da patate, quella mano da segheria, osservò le vene impressionanti che sporgevano da dorso, la pelle raggrinzita sulle nocche, le unghie scalzate da piccole e grandi ferite, le cicatrici e i pori e le pieghe e il palmo solcato da centinaia di linee. In qualche modo capiì che lui non voleva essere toccato da una cosa del genere."
    ____

    "D’improvviso la vista della giovane donna lo commosse, d’improvviso vide in lei la Rifiutata; simbolo di tutto quello che Saŝa nella sua vita aveva buttato via, abbandonato, distrutto, e di quello che adesso -tipico!- si lasciava semplicemente alle spalle. Ma al tempo stesso – e Kurt si stupì che in un unico corpo potessero coesistere nel medesimo istante entrambe le sensazioni- al tempo stesso si sentiva eccitato e gli sembrava che ad eccitarlo fosse proprio quell’essere buttata via, quell’essere rifiutata, proprio il disprezzato voler-essere-desiderata di questa non-così-bella, che appunto per il fatto di essere stato disprezzato si manifestava tanto più palesemente –proprio questo eccitava Kurt e, mentre si rendeva conto dell’azzardo a cui quella donna si esponeva presentandosi così agghindata, gli fece addirittura presentire l’abbozzo di una piccola Teoria dll’erotismo nel Non-così-bello, di cui però, per il momento, rinviò l’elaborazione."
    Ultima modifica di Hatshepsut; 25-06-15 alle 14:02
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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