Contribuendo?
Lavora solo per questo. E' lui che le svuota.


Contribuendo?
Lavora solo per questo. E' lui che le svuota.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Va a cena dal negher e si porta dietro Benigni.
Anche tra i coglioni non c'è il due senza il tre.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Renzi, se resto, nel 2018 taglio l'Irpef - Ultima Ora - ANSA.it
Ma faccia con comodo!
Noi aspettiamo anche fino al 2056.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Manovra Economica Elettorale. Vincere, e Vinceremo contro i Malvagi Tedeschi.
Di FunnyKing , il 16 ottobre 2016 23 Comment
Partiamo dalla notizia da Libero:
Una manovra di mance elettorali che costerà carissima all’Italia. La scelta di Matteo Renzi e del suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di far salire il bilancio a 27 miliardi con un deficit al 2,3% ha provocato la reazione furiosa dell’Unione europea. Tradotto: la mossa a sorpresa di Palazzo Chigi rischia di far scattare la temutissimaprocedura di infrazione a Bruxelles.Cosa c’è di meglio di gonfiare il petto contro la malvagia Europa e vincere?
È un retroscena di Repubblica a rivelare lo sbigottimento dei funzionari europei. “Se Renzi non abbassa il deficit entro 15 giorni la manovra verrà respinta e l’Italia finirà subito in procedura per debito e deficit”, filtra dalla Commissione guidata da Jean-Claude Juncker. La scommessa del premier è quella di riuscire a trattare sui decimi di punto con gli euro-burocrati, convinto che a cose fatte nessuno oserà dire no all’Italia. Ma stavolta, giurano, ha sbagliato i conti, in tutti i sensi.
Pià volte negli ultimi mesi i vertici dell’Ue hanno avvertito Renzi: basta flessibilità, già concessa nel biennio 2015-16 sotto forma di 19 miliardi, con la promessa di risanare i conti e portare il rapporto deficit-Pil dal 2,4% attuale all’1,4 per cento. Ma senza tagli strutturali, una vera ripresa, incentivi allo sviluppo sostanziosi e una reale spending review, l’obiettivo è impossibile. Renzi ha messo sul piatto le “spese straordinarie” dovute a migranti e sisma, un pacchetto da 1,6 miliardi come quantificato dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. “L’accordo raggiunto tra Juncker,Schulz, Moscovici e Renzi era al 2,2%. Una concessione già generosamente oltre le regole nonostante l’impegno preso per iscritto da Padoan a maggio e possibile solo grazie all’impegno di Juncker e Schulz, visto che Moscovici non sarebbe andato oltre il 2,1%. Ma ora è troppo, non ci sono margini”, fanno sapere secondo Repubblica da Bruxelles. Una vera e propria bomba sul futuro del governo. La Commissione sarebbe pronta anche a togliere la flessibilità concessa per il 2015-2016 e senza quei 19 miliardi già utilizzati, l’Italia andrebbe verso un disastro finanziario.
Vincere! e Vinceremo! diceva il buonanima (ah quando c’era lui), appunto stesso popolo, stesso copione.
Il Bomba questa volta se la è studiata bene. Una bella manovra economica elettorale che basa la sua sostenibilità su condoni a vario titolo dalla più che dubbia fondatezza in termini di entrate fiscali e soprattutto deficit al 2.3% uno 0.1% in più del massimo possibile concesso dall’Europa (per ora).
Il copione è già scritto:
- Qualche malvagio tedesco o altro esemplare di malvagio nord-europeo farà dichiarazioni di fuoco sulla manovra economica e sull’Italia
- Giornali mainstream col rinforzino degli utili idioti anti-euro in servizio effettivo permanente sulla rete solleveranno il grande scandalo.
- Renzi andrà a reti e giornali unificati col mento e il petto in fuori a urlare : Vincere e Vinceremo! (contro i malvagi tedeschi conquisteremo lo 0.1%)
- E alla fine Renzi vincerà.
Poi a Dicembre si vota per il referendum, fatto quello beh…. sapete come finirà.
Detto questo, la manovra economica 2016 è un bel libro dei sogni che basa il suo impianto su entrate fiscali inconsistenti ( Voluntary Disclosure 2.0, “regolarizzazione del contante”, rottamazione delle vecchie cartelle senza interessi, e meno male che il PD non avrebbe “mai fatto condoni” ahahhaah) e una tantum.
Non un rigo su risparmi di spesa, i quali oltre a non esserci mai sono anche poco graditi per l’impatto elettorale nagativo.
Man mano che usciranno i dettagli andremo a vedere, ma vi anticipo una cosa: il “fumo” della Manovra Economica 2016 è interamente sulle entrate che dovrebbero sostenerla. Sarà li che se qualche commentatore serio volesse fare le pulci al governo si troveranno evidenti ed enormi falle.
Per il resto siamo di fronte a un copione ben orchestrato ( e assecondato dai media, tutti) per giocare a FAVORE di Matteo Renzi sull’antieuropeismo.
Vogliamo scommettere?
Manovra Economica Elettorale. Vincere, e Vinceremo contro i Malvagi Tedeschi. - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
Chissà se c'è ancora qualcuno, dopo questa finanziaria, che ha il coraggio di affermare che non cambierebbe nulla nè col SI, nè col NO?
Forse non si è ancora capito bene di cosa sarebbe capace il Picio.
E questo anche volendo rimanere solo a guardare non più in là del nostro naso.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Nervi tesi tra Renzi e Padoan. Ed è gelo anche con Boschi | Wall Street Italia
Padoan ha dovuto sottoscrivere misure economiche ridicole, ad uso esclusivo del referendum, ma piene di buchi che nel 2017 verranno a galla e saran dolori.
La seconda, poverina, non è stata portata a cena dal negher e certe cose le donnine non le dimenticano...
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Dai, c'è persino la moglie stavolta, poverina.
Vuoi mica che faccia come il Berlusca senza averne manco le doti!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Un rignanese a Washington: come svendere l’Italia per far vincere il “Sì”. E altrove si scomoda Hitler
Di Mauro Bottarelli , il 18 ottobre 2016 13 Comment
Non so se il vostro tasso di masochismo raggiunge il mio (ne dubito e sono felice per voi) e avete seguito la diretta di SkyTg24 dell’arrivo di Matteo Renzi alla Casa Bianca, accompagnato da Barack Obama tra due ali di folla agitante bandierine italiane e la fanfara dell’esercito: penso si siano registrati degli orgasmi in studio. Il parossismo filo-governativo era tale che in confronto a SkyTg24, l’Istituto Luce di mussoliniana memoria era un covo di sovversivi.
La narrazione era estatica ed estasiata, si faceva notare come la folla volesse stringere la mano di Renzi (quando era invece palpabile il disagio e l’imbarazzo del primo ministro, visto che la gente voleva stringere quella di Obama e non la sua e soltanto un paio di ragazzotti hanno accettato il “premio di consolazione”), come il rapporto tra i due leader sia solido e ormai fondato su gesti di amicizia come camminare mettendosi la mano sulla spalla l’un l’altro, come questa visita abbia suscitato enorme entusiasmo “in una Washington oggi bagnata da uno splendido sole”, quasi l’uomo di Rignano fosse in grado anche di scacciare il maltempo.
Poi, sfidando il ridicolo e l’ira di Shakespeare, Renzi ha preso la parola in inglese e ha dato vita a uno sviolinata verso il presidente Usa che nemmeno quella meravigliosa maschera di italiano medio e mediocre che fu il Nando Moriconi di Alberto Sordi. Ha citato Dante Alighieri e ha chiuso il suo delirio con un “Viva l’Italia, viva l’America, viva la libertà”. Mancava un “Viva la figa” ma probabilmente ha pensato che sarebbe stato accomunato a Trump e se lo è tenuto per sé. Renzi ha detto che con Obama “l’America è cresciuta”: vero, certamente è cresciuto il debito e il numero di lavoratori precari e a salario minimo.
Ma è cresciuta tanto anche Wall Street grazie alla Fed e l’industria bellica grazie alle varie esportazioni di democrazia, come ci mostra questa mappa
della CNN, non della Pravda. E’ cresciuta meno l’economia reale:
poco importa, dopo che Obama e Renzi si sono affacciati al balcone in compagnia delle rispettive consorti, SkyTg24 ha chiosato con un “ed ecco il saluto alla folla festante”. Le italiche genti con littoria fierezza plaudono inorgoglite per il loro condottiero.
D’altronde che questo viaggio in America di Renzi, accompagnato da fini strateghi della geopolitica come Giorgio Armani e Roberto Benigni, sia il più classico dei “do ut des” lo si era capito fin da stamattina, quando l’house organ del governo, leggi “La Repubblica”, sparava in prima pagina l’intervista con il presidente Usa, in versione apologeta dello statista di Rignano, un misto tra Adenauer e Jerry Calà in “Vacanze in America”. La zerbinata del quotidiano di De Benedetti si può riassumere così: “L’austerity ha contribuito a rallentare la crescita europea, la risposta a Trump e a tutti i populismi è una politica economica che riduca le diseguaglianze, aumenti i salari, investa nell’istruzione”.
Poi, la marchetta: Obama rende omaggio al ruolo dell’Italia nell’affrontare l’emergenza profughi nel Mediterraneo ma avverte che “un piccolo numero di Paesi non possono sostenere quest’onere da soli”, invoca più collaborazione tra i servizi segreti occidentali “per prevenire gli attacchi terroristici” e offre un “pieno sostegno alle riforme di Renzi”. Della seria, Obama voterebbe “Sì” se fosse italiano. E capite da soli che non è cosa da poco, perché contrapporre il presidente Usa a D’Alema o Travaglio significa voler vincere facile nell’immaginario collettivo di un popolo beota come quello italiano. E che Barack Obama punti su Renzi lo dimostra il fatto che in tutto il suo mandato, il presidente Usa ha organizzato solo 12 cene di Stato e l’ultima, di fatto la più significativa, ha voluto che fosse proprio con il premier del nostro Paese.
Ora, non scado in populismi facili, ad esempio quelli che vedrebbero facilmente sottolineabile la contemporaneità tra le parole di Obama riguardo l’impegno italiano verso i migranti e la notizia di un’interprete stuprata da tre afghani nel campo profughi di Calais, mentre accompagnava una giornalista (probabilmente una andata per raccontare come soffrono e quanto l’Occidente sia razzista e crudele) o il fatto che per prevenire attacchi terroristici basterebbe che il comandante in capo Usa si degnasse di segnalarci dove e quando intendono fare delle false flag. No, occorre rendersi conto che questa visita segna un varco del Rubicone che nemmeno i governi democristiani più appiattiti su posizioni filo-Usa e filo-Nato avevano mai osato: siamo all’ufficializzazione dello status di 53mo Stato. Matteo Renzi, pur di poter mettere all’incasso l’assist e il supporto di Obama per vincere il 4 dicembre, sarà pronto a cedere su tutto ma sappiamo benissimo cosa interessa al presidente Usa, in ottica di continuità politica con l’elezione di Hillary Clinton a suo successore: piegare la Russia.
Ne sa qualcosa, al riguardo, la ministra degli Esteri svedese, Margot Wallström, la quale ieri è stata letteralmente massacrata dalle opposizioni di centrodestra per la sua posizione neutralista rispetto all’ingresso del Paese scandinavo nell’Alleanza Atlantica. Lei e il suo collega di partito, il ministro della Difesa, Peter Hultqvist, sono stati bollati come “nostalgici della neutralità e gente che odia l’America”. Di più, il leader dei Liberali, Jan Björklund, si è spinto a dichiarare che la ministra “ha detto esattamente quanto vuole sentire il Cremlino, il suo argomento principale è che aderire alla Nato provocherebbe la Russia”. Che non mi pare un argomento così peregrino, poiché questa vignetta,
che ho già pubblicato ieri, ci mostra plasticamente che chi sta aggredendo ed espandendosi – e non da oggi – non è certo Mosca. Ma non importa, ormai non si può più ragionare pacatamente, ormai è scontro, è Guerra Fredda 2.0: se non sei contro Mosca aprioristicamente, allora odi l’America, l’Occidente e la libertà. E magari anche la mamma. E non ho iniziato l’articolo con la parossistica cronaca di SkyTg24 a caso, perché l’informazione – anzi, la disinformazione – sta giocando un ruolo fondamentale in questa contrapposizione Est-Ovest 2.0. Uno degli argomenti che sia Barack Obama che Hillary Clinton stanno utilizzando per giustificare le provocazioni contro Mosca, deliri sulla Siria a parte, è il fatto che gli hacker russi starebbero facendo campagna elettorale per Donald Trump. Prove al riguardo? Zero. In compenso questo grafico,
ci mostra plasticamente da che parte stia la stampa mainstream statunitense, la stessa che dovrebbe informare la gente in maniera indipendente ed equidistante. Altro argomento è il fatto che i russi stiano cercando di manipolare il risultato del voto Usa: prove? Zero. In compenso, questo video
Rigging the Election – Video I: Clinton Campaign and DNC Incite Violence at Trump Rallies
ci mostra come i Democratici, ovvero Obama e Hillary, infiltrino agitatori di professione agli incontri di Donald Trump per far scoppiare disordini che finiscano nei telegiornali, dipingendo il tycoon come uomo divisivo e fautore dell’odio. Siamo in un’enorme sciarada di propaganda, sembra “Doppio sogno” di Arther Schnitzler, il romanzo che ha ispirato Stanley Kubrick per “Eyes wide shut”: viviamo doppie vite che non sappiamo se essere reali, indossiamo maschere che crediamo essere il nostro vero volto.
Voglio farvi un esempio che non contempla l’America, altrimenti mi danno del fissato ma la nostra vecchia Europa: ieri è uscita la notizia che verrà abbattuta la casa natale di Adolf Hitler al numero 15 di Salzburger Vorstadts a Braunau-am-Inn, in Austria. A dare la notizia non l’amministrazione comunale o regionale ma il ministro dell’Interno, il professionista in conteggi allegri e buste con colla difettosa, Wolfgang Sobotka. Il motivo? Porre fine ai pellegrinaggi di nostalgici e neo-nazisti. I quali, finora, si sono sempre tenuti senza che accadesse nulla di particolare: come mai questa urgenza al 17 di ottobre dell’anno di grazie 2016? Forse perché il 4 dicembre, quando noi sceglieremo cosa fare della Costituzione e del nostro futuro, in Austria si voterà il ballottaggio delle presidenziali, ad oggi un testa a testa tra l’indipendente Alexander Van der Bellen e Norbert Hofer, candidato dei pericolosi estremisti di destra e xenofobi-populisti della FPO.
Forse non tutti sanno che il defunto governatore della Carinzia e leader dell’FPO, Jörg Haider, voleva organizzare proprio a Braunau un congresso europeo e che vi sarebbe riuscito se Giovanni Malagodi, allora presidente dell’Internazionale liberale, non glielo avesse impedito. Non è che il timing ci dice qualcosa, ovvero che si è lanciato l’amo per vedere se qualche luccio abboccava? Bastava e basta un solo dirigente che dice “bah” contro questa decisione e la patente di neo-nazista è pronta per essere dispensata e resa pubblica ai quattro venti attraverso la stampa compiacente: elezioni vinte in carrozza, l’FPO è neo-nazista e vuole il Quarto Reich. Per ora, nessuno pare avere abboccato. Una cosa voglio dire per concludere, relativamente al clima che stiamo vivendo e quest’ultima decisione del governo austriaco: se pensate di fare i conti con la storia, cancellandone le tracce, preparatevi a convivere con il fantasma dei vostri sepolcri imbiancati.
Un rignanese a Washington: come svendere l'Italia per far vincere il "Sì". E altrove si scomoda Hitler - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Certamente non era il culo della mogliettina che interessava in Amerika.
Ma il nostro.
Grazie Picio!
Non ce ne dimenticheremo.
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"Obama si schiera con Renzi: ottima notizia per il no"
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Renzi svende il Paese sul TTIP e Obama si schiera per il SI'. Aveva fatto lo stesso con Cameron, è di buon auspicio per il NO.
di Giorgio Cremaschi
Obama era corso in Gran Bretagna per sostenere Cameron contro la Brexit. Allora aveva anche affermato che i britannici avrebbero dovuto restare nella UE , perché altrimenti sarebbe saltato il TTIP. Per fortuna il popolo britannico lo ha mandato quel paese, il suo, e ha votato NO alla UE. Il TTIP, il famigerato trattato che dà tutto il potere alle multinazionali, USA in primo luogo naturalmente, è così entrato in crisi e di fatto è stato bloccato.
Renzi ed il governo italiano hanno invece recentemente riproposto la necessità del TTIP. Il presidente del consiglio più amato dalle banche, ha offerto ad Obama la servitù italiana sul trattato che distrugge ciò che resta della nostra industria e della nostra agricoltura.
In cambio evidentemente del sì di Obama alla distruzione della nostra Costituzione.
In fondo tutto si tiene, se la nostra Carta fondamentale restasse in piedi, il TTIP sarebbe difficile da applicare sempre e ovunque. In ogni caso questa porcata alle spalle del popolo italiano non porterà molto fortuna a chi l'ha fatta. Cameron è scomparso, Obama si prepara a farlo ed poi toccherà a Renzi. Ci vediamo il 22 ottobre al NoRenziDay e il 4 dicembre nelle urne. Mandiamo a casa il piazzista dei nostri diritti.
"Obama si schiera con Renzi: ottima notizia per il no" - Dalla parte del lavoro - L'Antidiplomatico
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