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Discussione: Il Turkey Picio

  1. #1611
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Auspicio?
    Raus picio!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #1612
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Un dubbio atroce mi assale... non è che per caso dopo l'uscita di Londra il paese di M sia stato assunto dagli USA per il ruolo di infiltrato a Bruxelles?

    Altri paesi, anche se collusi, conservano comunque al loro interno delle possibili resistenze dall'ingerenza che un paese guidato dai picciotti non ha. Dunque chi meglio dell'itaglia per quel ruolo?

    Fosse così vorrebbe dire che finché gli USA non crolleranno ci toccherà stare nel pantano...

  3. #1613
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Il dubbio è più che legittimo, quasi una certezza.
    Ricordarsi sempre degli accordi USA-mafia, che danno da noi il potere alla seconda, mascherata dalla politica e con la presa in giro delle elezioni, e agli USA la certezza di ubbidienza assoluta.
    Ma non disperare.
    Mala tempora currunt, è vero, ma gli USA sono destinati a morire.
    Sarà un bagno di sangue, ma i sopravvissuti ripartiranno su basi decisamente migliori.
    Il 2017 è alle porte.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1614
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1615
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il dubbio è più che legittimo, quasi una certezza.
    Ricordarsi sempre degli accordi USA-mafia, che danno da noi il potere alla seconda, mascherata dalla politica e con la presa in giro delle elezioni, e agli USA la certezza di ubbidienza assoluta.
    Ma non disperare.
    Mala tempora currunt, è vero, ma gli USA sono destinati a morire.
    Sarà un bagno di sangue, ma i sopravvissuti ripartiranno su basi decisamente migliori.
    Il 2017 è alle porte.
    L'idaglia è sempre stato il paese più americano d'europa , qui gli anni ottanta ritornano sempre non a caso .L'immaginario collettivo italico è un gigantesco telefilm , tipo harlem contro manhattan o law and order , più in là non si va .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #1616
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Per conferma del dubbio di pero e anche di più.

    In Medio Oriente, adesso Renzi gioca con i grandi. Ma è un gioco decisamente pericoloso. Per tutti




    Mi sono sbagliato, mea culpa. Per troppo tempo ho dipinto Renzi come un burattino messo a Palazzo Chigi per svolgere il compitino dettato da altri ma gli ultimi tre giorni ci stanno dicendo altro. Certo, il premier italiano lavora a un’agenda non sua ma lo sta facendo in maniera molto “alta”, ovvero con partner e su livelli di esposizione che non permettono sottovalutazioni. Prendiamo quanto accaduto ieri al Consiglio europeo. A bloccare la formula delle sanzioni contro la Russia per il suo intervento in Siria, stando a fonti europee, è stato proprio il premier italiano, durante la cena a porte chiuse. Renzi ha chiesto che si tornasse alla formulazione emersa dalla riunione dei ministri degli Esteri di lunedì scorso, in cui si specificava che le misure restrittive sarebbero state applicate ai “siriani”.


    La bozza di testo arrivata ieri sul tavolo invece, era stata modificata negli ultimi giorni, su richiesta di Francia, Germania e Gran Bretagna. Qui il riferimento “siriani” era scomparso, lasciando spazio a un’espressione più ambigua, che apriva la strada a misure nei confronti della Russia. Il capo del governo italiano ha fatto asse con l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini, costruendo la soluzione poi accettata da tutti, compresi il presidente francese François Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e la premier britannica Theresa May, arrivati al summit col piede premuto sull’acceleratore delle nuove sanzioni a Mosca. A non voler sentire parlare di sanzioni, secondo altre fonti, anche i leader di Spagna, Grecia, Austria e Cipro. Farina del suo sacco? No, frutto della visita alla Casa Bianca.


    Ma non basta. Il presidente del Consiglio italiano si è schierato, con una presa di distanza senza precedenti, anche contro la risoluzione dell’Unesco sui luoghi sacri del Medio Oriente che penalizza Israele riguardo il “muro del pianto”. E non si tratta di parole, perché la protesta italiana sarà formalizzata già nelle prossime ore dopo che nei giorni scorsi – in occasione della risoluzione – il nostro esecutivo, attraverso la Farnesina, si era astenuto. “Una vicenda allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. E’ incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”, ha tuonato Renzi. Immediato si è registrato il riconoscimento e l’apprezzamento da parte del governo di Tel Aviv. “Ringraziamo e ci felicitiamo con il governo italiano per questa importante dichiarazione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon. Usa e Israele dalla sua parte: come andare a stipulare un’assicurazione ai Lloyd’s, oltretutto con la mossa astuta di non essersi inimicato la Russia sulle sanzioni. Anzi.

    Tranquilli, non siamo alle premesse di una Yalta 2.0. Anzi. La strategia americana è più subdola e Matteo Renzi ne è parte. Integrante. Queste mappe


    ci mostrano il percorso che sta compiendo la massiccia flotta navale russa, la più grande che si sia mai vista dalla fine della Guerra fredda, dal Mare del Nord verso il Mediterraneo. Le navi stanno costeggiando la Norvegia, l’Inghilterra e la Francia per entrare nel Mediterraneo da Gibilterra: oggi è previsto il passaggio della Manica. Un dispiegamento di forze navali che ha allarmato la Nato, la quale ha detto che seguirà a vista ogni mossa della flotta russa, che andrà a dare man forte all’aeronautica e all’esercito siriano – più Hezbollah – per chiudere la partita dell’assedio di Aleppo Est.

    Fra le navi in viaggio ci sono l’unica portaerei russa, l’Ammiraglio Kuznetsov, con I suoi aerei bombardieri, l’incrociatore nucleare Pietro il Grande, alcune fregate e navi appoggio. Le dimensioni di questo impegno sono state definite dalla Nato “senza precedenti da quando è finita la Guerra fredda. I russi stanno muovendo tutta la Flotta del Nord e quasi tutte le unità della Flotta del Baltico verso il Mediterraneo. Non è una normale esercitazione: noi sappiamo che in un paio di settimane ci sarà una intensificazione degli attacchi aerei su Aleppo, la Russia vuole dichiarare vittoria totale”, ha dichiarato un’alta fonte diplomatica Nato alla Reuters ieri a Bruxelles.

    Questa mappa

    ci mostra quale sia l’intasamento di mezzi navali russi e americani nel Mediterraneo, di fatto un brodo di missile che farebbe propendere per un rischio sempre più imminente di scontro diretto o di “incidente”. Ma la strategia americana è diversa e la grancassa mediatica che da almeno una settimana sta tramutando la liberazione di Mosul, in Iraq, nella nuova battaglia di Stalingrado dovrebbe farci capire qualcosa. L’esercito siriano, insieme ad Hezbollah ed ai suoi alleati iraniani, si sta infatti già preparando a una massiccia invasione da parte di migliaia di combattenti dell’ISIS che, quando Mosul sarà caduta, saranno costretti ad abbandonare l’Iraq e rifugiarsi in Siria nelle zone ancora sotto il controllo del Califfato.

    Damasco ha il sospetto, fondato, che il vero motivo della tanto osannata liberazione, da parte americana, della città irachena sia quello di inondare la Siria con orde di combattenti dell’ISIS che abbandoneranno la loro capitale in Iraq a favore della loro “capitale di riserva”, Raqqa, in territorio siriano. Le Nazioni Unite hanno stranamente già messo in guardia su massicce colonne di profughi in fuga dalla città assediata ma il servizio di intelligence dell’esercito siriano ha già ricevuto rapporti inquietanti su alcune richieste dell’ISIS nelle città e nei villaggi a sud di Hasaka, una città siriana in mano alle forze governative e ai curdi nella parte settentrionale del Paese, per un potenziamento delle infrastrutture elettriche e idriche, in previsione dei combattenti che arriveranno da Mosul. In altre parole, se Mosul cade, l’intero esercito del Califfato dell’ISIS potrebbe essere mandato contro il governo di Assad e contro i suoi alleati, uno scenario che non mancherà certo di provocare soddisfazione a Washington: guerra proxy a Siria e Russia senza muovere un dito direttamente.

    Quando la città irachena di Fallujah, questa primavera, era caduta nelle mani dell’esercito iracheno e della milizia, molti combattenti dell’ISIS erano immediatamente fuggiti in Siria. Sayed Hassa Nasrallah, il leader degli Hezbollah, ha detto chiaramente che “gli americani intendono ripetere il trucco di Fallujah, quando lasciarono aperta all’ISIS la via di fuga verso la Siria orientale” e ha ammonito che “lo stesso ingannevole piano potrebbe essere applicato a Mosul”. In altre parole, una sconfitta dell’ISIS a Mosul incoraggerebbe i combattenti del Califfo a dirigersi ad ovest, per cercare di sconfiggere il regime di Assad in Siria. Casualmente, quattro importanti ponti sull’Eufrate non esistono più, poiché sono stati distrutti da altrettanti bombardamenti mirati da parte di aerei della coalizione anti-Assad. I bombardamenti in tutti i casi sono stati preceduti da avvisi che intimavano alla popolazione di non avvicinarsi ai ponti perché sarebbero stati presto bombardati: una settimana fa è stato distrutto l’unico corridoio che collegava Deir Ezzor est con l’altra sponda del fiume, poi gli altri tre. Di conseguenza, la campagna orientale è stata isolata dall’agglomerato urbano. Mossa strategica made in Usa.

    E, stranamente, dopo settimane di ritirate e resistenza armata all’offensiva dell’esercito regolare iracheno, l’ISIS ha dato vita al più classico dei colpi di coda. Non a Mosul, però, dove iracheni e peshmerga curdi stanno per avere la meglio ma a Kirkuk, dove un commando di jihadisti del Califfato ha attaccato la centrale elettrica di Dibis, a nord della città. “Tre attentatori suicidi hanno colpito l’impianto e hanno ucciso 12 ingegneri e tecnici iracheni e quattro iraniani. Le forze di sicurezza sono intervenute, uccidendo uno degli attentatori, mentre gli altri due si sono fatti saltare in aria”, ha fatto sapere Abdullah Nour Eddin, capo della polizia locale.

    E i media curdi avvalorano le previsioni di una campagna militare lunga e intensa per la strenua resistenza che le migliaia di jihadisti asserragliati nei centri urbani sembrano decisi a opporre, con le armi, con il ricorso alle autobombe guidate da conducenti kamikaze contro il nemico, con l’utilizzo dei civili come scudi umani. E battaglia lunga significa necessità di più uomini e mezzi, stranamente in un teatro che vede gli americani alla guida della liberazione di Mosul e già presenti nel territorio con 5mila uomini. Potrà Baghdad dire no all’aiuto degli Stati Uniti per eliminare una volta per tutte il cancro dell’ISIS? Difficile, soprattutto se i colpi di coda del Califfato continueranno e il numero di vittime civili e militari, sia irachene che curde, cominceranno a salire e i cadaveri e la devastazione degli uomini in nero andranno i onda h24 su tutte le tv occidentali.
    Questa tabella

    ci mostra come il numero di contractors privati che lavorano proprio in Iraq per il Dipartimento della Difesa Usa sia salito di otto volte nel corso dell’ultimo anno, un tasso che supera di gran lunga quello del pur crescente numero di militari statunitensi impegnati ad addestrare e formare l’esercito di Baghdad nella lotta contro lo Stato islamico. Un aumento senza precedenti, reso noto 10 giorni fa dal report presentato dal Pentagono al Congresso Usa e che dimostra la sempre maggior dipendenza dell’esercito Usa dai civili, anche per missioni con presenza di truppe relativamente ridotta. A gennaio di quest’anno in Iraq erano presenti 2028 contractors contro i 250 di un anno prima, mentre le truppe dell’esercito erano di 3700 uomini contro i 2300 del gennaio 2015.

    Di più, il numero di “militari privati” rappresenta solo una frazione di tutti i contractors impiegati dagli Usa in Iraq: oltre ai 2028 del Pentagono, infatti, ce ne sono altri 5800 che lavorano per altre agenzie, tra cui il Dipartimento di Stato. Di più, se nel 2011 solo il 29% dei contractors in Iraq erano cittadini americani, ora siamo al 70% con il 10% di iracheni e il rimanente 20% di terza nazionalità varia. Inoltre, il portavoce dell’operazione militare Inherent Resolve in Iraq, colonnello Steve Warren, ha confermato che il numero di contractors che il Pentagono può impiegare non ha un limite. Cosa significa questo? Warfare, il moltiplicatore miracoloso del Pil attraverso la guerra e la privatizzazione della lotta al terrore. La strategia americana è chiara: occupare l’Iraq strategicamente, far confluire miliziani dell’ISIS in Siria per scatenare un inferno che dovranno gestire Assad, la Russia ed Hezbollah e piazzare un governo amico come sovraintendente della operazioni nell’altro scenario caldo: la Libia. Quale pensate che sarà quel governo?

    Questo lancio è apparso su Euronews poche ore fa: “Sempre più stretta la collaborazione fra Libia e Italia in materia di lotta all’immigrazione clandestina e al terrorismo. Come riporta il Corriere della Sera, la trattativa fra le due sponde del Mediterraneo è ormai nella sua fase cruciale. Già 300 i soldati italiani nel Paese, ufficialmente per proteggere l’ospedale di Misurata dopo che sia Washington, sia Bruxelles, hanno spinto per un maggiore coinvolgimento di Roma sullo scacchiere libico. A settembre l’Italia aveva deciso di ottemperare alle richieste di Tripoli. Non solo personale militare, ma anche medici e aiuti.

    Ufficialmente per contrastare l’arrivo massiccio di migranti. L’anno scorso sono stati oltre 150.000, ma quest’anno il numero è destinato a salire. I maligni affermano anche che la scelta di Roma non sia solo umanitaria, ma anche economica, per riannodare rapporti fra l’esecutivo di Tripoli e quello di Roma, rapporti privilegiati, soprattutto in ambito petrolifero, e poi sensibilmente peggiorati con la caduta del regime di Muammar Gheddafi”. Attenzione, Matteo Renzi ha cominciato a giocare con i grandi. Con tutti i rischi che questo comporta, se per caso davvero l’ISIS lanciasse una nuova offensiva in Siria dopo la caduta di Mosul.


    In Medio Oriente, adesso Renzi gioca con i grandi. Ma è un gioco decisamente pericoloso. Per tutti - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1617
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Botta e risposta immaginario con Pier Carlo Padoan

    Di Big Jack , il 23 ottobre 2016 0 Comment



    Il nostro Ministro dell’Economia
    Cari lettori, era da un mese che non mi facevo vivo da queste parti, ho avuto molto da fare, ma oggi pomeriggio voglio sottoporvi l’intervista di Repubblica al Ministro Pier Carlo Padoan qui ed un mio immaginario botta e risposta:Padoan: “L’Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del Pil per far fronte all’emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l’inizio della fine”.
    The Big Jack: Veramente mi pare vero il contrario: è l’Italia che deve scegliere se rimanere nell’euro rientrando nei parametri di Maastricht della moneta unica, oppure uscire e fare come la Gran Bretagna. Mica ce lo ordina il medico di rimanere. Poi però voglio vedere a quanto salirà il differenziale Bund/BTP e quindi il costo per rifinanziare il nostro debito pubblico. Per quanto riguarda l’Ungheria, mi pare che il nostro buon Padoan non si sia accorto della realtà: l’Europa ha già scelto da tempo una strada che NON è quella dell’Italia. Si è forse dimenticato che l’Austria respinge le nuove risorse al Brennero, la Francia a Mentone, la Svizzera voleva mettere l’esercito ai confini, la Spagna a Ceuta e Melilla, la Gran Bretagna è proprio uscita dall’Europa, per non parlare dei paesi del Gruppo di Visegrad? La fortuna di Padoan e Renzi, è che possono contare sui famosi 5KB di memoria degli Italiani, e spero che FK non me ne voglia se gli rubo il conio in questa occasione…Padoan: “Le accuse di mance e condoni in vista del referendum sono ridicole”.
    The Big Jack: Può darsi che ha ragione, ma che ci volete fare, io sento odore di “panem et circensem”.
    Resta il fatto che l’Italia chiede un 2,3 per cento di rapporto deficit-Pil mentre la Commissione sembra intenzionata a concedercene al massimo un 2,2 per cento. Questione di pochi miliardi, ma comunque un problema per un Paese che ha già goduto di molta flessibilità. Come si risolverà?
    Padoan: “Dal 2011 in poi l’Italia ha speso miliardi e miliardi per affrontare un’emergenza migranti che non era e non è un problema solo suo, ma dell’intera Unione. E nessuno ci ha finora riconosciuto questo impegno economico. Qualche mese fa alla Turchia sono stati riconosciuti dall’Europa 3 miliardi proprio per far fronte all’emergenza migranti. L’Italia ha speso più di tutti per questa emergenza e ha reso un servizio agli altri Stati, ha difeso un “bene pubblico” comune. Lo dice anche il documento appena uscito dal vertice di Bratislava, dove si parla espressamente del peso della questione migranti sui paesi meridionali dell’Europa. È un problema politico, che riguarda il futuro del continente”.
    The Big Jack: Fermo restando che dal 2011 nessuno ha mai chiesto al popolo italiano se volesse che l’Italia diventasse un paese multietnico, multiculturale e multireligioso (eufemismo, quest’ultimo, per nascondere l’avanzata dell’Islam), resta il fatto che l’atteggiamento inequivocabile degli altri paesi dimostra che questo è diventato un problema solo italiano e greco. Siamo stati noi ad andare a prendere i profughi fino davanti alle coste libiche, dando così un segnale pericoloso, cioè che le porte erano aperte per tutti, ed ora che la diga sta cedendo, invochiamo l’aiuto degli altri stati, a cui di queste nuove risorse non importa un fico secco. Il problema ce l’hanno soprattutto gli Italiani, che devono condividere il loro già angusto territorio con le nuove risorse, e con i problemi che esse creano, a partire dagli effetti primari (a quanto una tassa di solidarietà verso le “nuove risorse” nella bolletta elettrica?) e quelli secondari (penso alla criminalità di origine alloctona… non ci bastava la nostra?).I dubbi di Bruxelles sulla manovra non riguardano solo i migranti, c’è anche la questione della crescita. Conta sempre sull’1 per cento il prossimo anno?
    Padoan: “Ci contiamo e lo consideriamo una stima prudente, del resto anche l’Ufficio parlamentare di bilancio l’ha validata alla luce delle misure contenute nella manovra. Si parla poco del cuore della manovra dove ci sono gli interventi sulle imprese e sulla produttività che hanno un forte effetto sulla crescita: confermiamo il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali e introduciamo l’iperammortamento per investimenti materiali e immateriali in nuove tecnologie. E mettiamo due miliardi aggiuntivi per la realizzazione di opere pubbliche. Aspettiamo di vedere le stime di novembre della Commissione sulla crescita ma conto di non rimanere deluso”.
    The Big Jack: Le imprese spariscono, perchè falliscono e/o delocalizzano. Essendo l’Italia un paese senza risorse naturali, la nostra ricchezza primaria è l’industria. Se tagliamo il ramo su cui siamo seduti, allora saremo tutti col xxxx per terra.Comunque restiamo sempre lì a rincorrere i migliori…
    Padoan: “Stavolta non direi. Le indicazioni che vengono dal G20 sono tutte indirizzate alla crescita, contro l’austerità e per contrastare le diseguaglianze. In questo senso l’Italia con questa manovra può essere un modello per l’Europa. Oggi il problema non è dire sì o no all’Europa, ma dire sì a un’Europa diversa, che non stia ferma e invece si muova”.
    The Big Jack: questa manovra modello per l’Europa? Manie di grandezza, che non trovano riscontro nei fatti. Siamo noi quelli col debito pubblico al 137%, mica gli altri. E col fiscal compact avremmo dovuto rientrare molto più velocemente di quello che stiamo facendo ora. Lasciare i debiti ai giovani e alle generazioni future che non possono ancora votare, per non compromettere il consenso elettorale dei pensionati attuali, è un modello per l’Europa?Ma per ora i numeri si impongono. Altra questione, il deficit strutturale, cioè quello che si calcola tenendo conto della congiuntura debole o negativa. Secondo la Commissione è troppo elevato.
    Padoan: “Come è noto abbiamo aperto una discussione per cambiare il metodo di calcolo del deficit strutturale che secondo noi non misura la realtà delle cose. Ci sono otto paesi che chiedono la modifica ed altri se ne sono aggiunti verbalmente negli ultimi giorni ma inspiegabilmente non si procede. I metodi di stima di altre organizzazioni internazionali danno risultati diversi”.
    The Big Jack: Ah beh, è normale. Quando si rischia di perdere al tavolo, si invoca il cambiamento delle regole di gioco. E bravo Padoan, dimostri di saper manovrare, ma gli altri forse non ti credono troppo… mica loro sono limitati ai famosi 5KB di memoria….Per molti, ma anche per la Commissione, il peso delle entrate una tantum nella legge di bilancio, pari a circa il 50 per cento delle coperture, sarebbe troppo alto. Cosa risponde?
    Padoan: “Le coperture a carattere strutturale sono più della metà. Bisogna apprezzare alcuni effetti nel lungo periodo: è vero che l’operazione sulle frequenze è una tantum, ma è vero anche che si mette in moto un mercato in modo strutturale. Mentre la fatturazione elettronica e la comunicazione trimestrale dell’Iva all’Agenzia delle entrate incrementano il gettito da lotta all’evasione in modo permanente”.
    The Big Jack: Vedremo. Anche se a me da l’impressione di manove “da acqua alla gola”, conviene pur sempre remare tutti dalla stessa parte. Padoan o non Padoan.Volevate far uscire allo scoperto il contante nascosto proponendo un’imposta forfettaria del 35 per cento. Le accuse sono state di favorire gli evasori…
    Padoan: “Sono accuse ridicole. Per far emergere il contante, che spesso sta nelle cassette di sicurezza anche per via dei tassi negativi e non necessariamente perché deriva da attività illecite, bisognava individuare un livello di aliquota tale da essere appetibile senza fare regali a nessuno”.
    The Big Jack: Ci siamo: ormai nella follìa collettiva della sinistra buonista socialista, “contante” = “evasione fiscale, terrorismo”. La solita scusa per non dire apertamente che si parla di “esproprio proletario”. L’oppressione statalista alle porte.Il fisco è una parte importante della manovra, c’è la rottamazione delle cartelle e lariforma di Equitalia. Ma come cambia in concreto il rapporto con il contribuente?
    Padoan: “Equitalia sarà trasformata in un ente pubblico economico, perderà dunque la veste di spa – anche se i suoi dipendenti manterranno il loro contratto privatistico – e sarà inserita nell’Agenzia delle entrate. Si tratta di una riforma strutturale che migliora la capacità di riscossione e ci permette di implementare rapidamente il nuovo approccio al rapporto tra fisco e contribuente basato sulla collaborazione”.
    The Big Jack: Altro gioco di prestigio. Prima si doveva “abolire” Equitalia, poi si “riforma”. Infine si “trasforma” in un ente pubblico all’interno dell’Agenzia delle Entrate. I suoi dipendenti manterranno il contratto privatistico (immagino la quantità di ricorsi) e saranno assunti a seguito di una specie di prova di idoneità a cui saranno sottoposti. I sindacati hanno già levato l’ascia di guerra perchè i diritti acquisiti non si toccano, etc. etc. A me sembra tanto un pasticcio all’italiana, e prevedo già valanghe di ricorsi al TAR del Lazio, class actions, etc. Quanto al nuovo metodo, alla tax compliance (quando si vuole prendere per il culo l’Italiota medio, il furbo ricorre al parolone in inglese), lascio a questo link qui sotto il vostro giudizio, che secondo me confermerà per l’ennesima volta quanto il lupo possa perdere il pelo ma non il vizio.
    Debito di 48 centesimi con Equitalia: ex ferroviere trevigiano rischia la pensione
    Per me la buona volontà del governo si misura su casi concreti come questo, dove il cittadino è vessato da uno stato tiranno.Anche le misure sulle pensioni fanno discutere. In particolare il presidente dell’Inps Tito Boeri ha criticato la riforma dicendo che appesantisce il debito previdenziale.
    Padoan: “Vorrei ricordare al presidente dell’Inps che alcune delle proposte di riforma della previdenza che proprio lui ha presentato nei mesi scorsi avrebbero creato dei problemi importanti di appesantimento della spesa e messo a rischio i conti pubblici”.
    The Big Jack: Ehm… la coperta è corta, e cominciano a passarsi il cerino di mano….Passiamo alle banche. Mps risale in Borsa, ma la situazione del settore creditizio in Italia rimane assai preoccupante. Lei si sente tranquillo?
    Padoan: “Io noto intanto due cose. La prima è che c’è appena stata un’operazione come la fusione tra Popolare di Milano e Banco Popolare che va nella direzione che avevamo indicato un anno e mezzo fa con il decreto sulle Popolari. La seconda è che nei prossimi anni il settore del credito andrà incontro a concentrazioni e ristrutturazioni che avranno un effetto anche sul personale. Per questo nella legge di Bilancio ci sono anche risorse per aiutare il sistema bancario in questo processo necessario”.
    The Big Jack: Saranno approvate dall’Unione Europea queste forme di aiuti di stato? Da parte di un paese che è al 137% nel rapporto debito/pil? Non lo so, l’unica cosa che so è che fra deflazione tecnologica e la situazione bancaria in Italia, fossi un bancario comincerei a guardarmi in giro per tempo. Sai com’è….E Mps? Sul mercato pochi credono al successo dell’aumento di capitale così come è prospettato.
    Padoan: “Io invece sono fiducioso del piano industriale che il management della banca presenterà. Ovviamente in piena autonomia”.
    The Big Jack: Sei fortunato, caro Ministro, che esiste il conflitto di interessi. Altrimenti di fronte ad una simile presa di posizione, ti chiederei quantomeno di mettere i tuoi risparmi nell’aumento di capitale.Intanto qui potete osservare il grafico interessante dell’evoluzione del debito pubblico italiano, giusto per rinfrescarci la memoria:Chi ha creato il debito pubblico italianoBene, adesso che mi sono divertito a scrivere questa intervista immaginaria, posso uscire di casa e godermi di questo barlume di sole al parco cittadino. Buona domenica!
    Botta e risposta immaginario con Pier Carlo Padoan - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    http://www.rischiocalcolato.it/2016/10/matteo-renzi-obama-soros-paulson-monte-dei-paschi-patti-chiari-amicizia-lunga.html
    Matteo Renzi, Obama, Soros, Paulson…e Monte dei Paschi: Patti Chiari Amicizia Lunga


    Di FunnyKing , il 24 ottobre 2016 45 Comment




    “Patti Chiari Amicizia Lunga” Obama disse a Matteo Renzi e all’Italia (18 ottobre 2016)
    Teniamo a mente la data del “patto” e guardiamola su un grafico a caso:

    E improvvisamente dal Sole 24 Ore (prossimo al salvataggio yankee dal fallimento? ah…. saperlo)

    L’accoglienza che il mercato riserverà nelle prossime settimane al nuovo piano industriale di Mps, che sarà approvato domani dal board del Monte e presentato agli investitori martedì mattina dal nuovo amministratore delegato Marco Morelli, sarà decisiva per l’esito del maxi-piano di ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro che la banca varerà entro fine anno, subito dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. Il nuovo piano industriale riguarderà la «good bank» Monte Paschi che nascerà dopo la maxi-cartolarizzazione da 27 miliardi che isolerà in un veicolo ad hoc l’intero portafoglio di crediti in sofferenza……..
    ………I dettagli del piano saranno anche la vera base con cui Mps cercherà di attrarre i nuovi investitori cui sarà proposto di sottoscrivere la maxi-ricapitalizzazione da 5 miliardi concordata con Bce. Dei 5 miliardi, 2 dovrebbero arrivare dal complesso piano di conversione dei bond subordinati in equity. Inoltre, da settimane il maxi-consorzio di collocamento guidato da JP Morgan e Mediobanca ha avviato pre-sondaggi con fondi sovrani e grandi investitori “finali” Usa e Uk. Molti i soggetti interessati, che già hanno messo al lavoro i propri advisor per valutare la redditività del potenziale investimento proprio sulla base del nuovo piano. Lo schema d’intervento ipotizzato dai consulenti finanziari di Mps prevede di limitare al massimo l’offerta sul mercato. E punta massicciamente sul ruolo dei cosiddetti anchor investir. Tra questi, i contatti più avanzati sono con una serie di fondi del Qatar che potrebbero investire tra 1,5 e 2 miliardi. Un altro miliardo potrebbe arrivare da due grandi investitori istituzionali Usa già contattati: si tratta, stando a indiscrezioni di ambienti finanziari, del fondo del miliardario Usa George Soros e di uno dei re degli Hedge fund Usa, John Paulson. Altri contatti sono in corso con fondi Uk e Usa ma, almeno restando nel campo del tentativo promosso da JP Morgan e Mediobanca, non riguarderebbero grandi private equity internazionali per la difficoltà di garantire un rendimento (Irr) predefinito. A differenza del contropiano proposto dallìex ceo di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, che invece punterebbe sull’intervento di alcuni fondi di private equity (si fanno i nomi di Atlas, Bc Partners, Warburg Pincus) sulla base di un piano che in termini numerici differisce molto da quello di Morelli. Il board di Mps ha comunque deciso di non chiudere la porta all’intervento di Passera, che quindi potrà partecipare alla due diligence al pari degli investitori contattati da JP Morgan e Mediobanca, in attesa di capire se l’impegno dei suoi investitori si concretizzerà in un’offerta formale e vincolante……..
    E dunque il Cazzaro si è giocato una bella fetta di sovranità nazionale (già al lumicino) per salvare la banca degli amici.
    Davvero complimenti.
    p.s. i sondaggi danno ragione a Matteo Renzi e dunque, alla fine ha ragione lui, gli italiani vogliono lo “Stellone” (scommetto che non vi ricordate più dei viaggi in America di Andreotti), la nuova DC è tornata e mi spiace dirvelo…. governerà a lungo.


    Oggi si chiama PD.


    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1619
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1620
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    NO AGLI SPACCIATORI DI VOUCHER, NO AL GOVERNO RENZI






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    Su Il Fatto una inchiesta mostra che i Voucher sono oramai usati a piene mani dalle pubbliche amministrazioni. Premesso che bisognerà contestare ogni ente pubblico che adoperi tale strumento di puro schiavismo, la prima responsabilità nella diffusione di questa vergogna è del governo e nello specifico di Renzi e Poletti. Il loro jobsact non ha solo distrutto l'articolo 18, facendo licenziare decine di migliaia di persone, ma ha agevolato e diffuso lo spaccio di questo veleno per il lavoro e per tutta la società. Prima si getta il lavoratore in mezzo ad una strada, poi lo si compra al prezzo di due pacchetti di sigarette.

    Questo è il nuovo mercato degli schiavi e solo questo basterebbe per condannare il governo Renzi alla dannazione civile e morale. Ora noi non siamo in grado di fermare subito questo pubblico spaccio di degrado, ma se il 4 dicembre vincerà il NO gli avremo dato un colpo. Come dicevamo in piazza nel NORENZIDAY il nostro NO alla controriforma costituzionale riassume e dà forza a tutti gli altri, a partire dal Jobsact che ha portato gli uffici del lavoro nelle tabaccherie
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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