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Discussione: Gesù e Buddha

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    Predefinito Gesù e Buddha

    Molti cercano di comparare Gesù a Buddha, ed altri, addirittura, asseriscono che tutti i leader religiosi sono uguali.

    Osserviamo le prove perché non è così! Compariamo Gesù di Nazareth a Siddharta Gautama, detto il Buddha!

    Gesù: Nato in povertà, ha speso tutta la sua vita, prima a casa con la famiglia, presumibilmente lavorando con Giuseppe, poi iniziò a predicare, non solo ai ricchi e potenti ma anche ai poveri e coloro che erano all’ultimo scalino della società (pubblicani, prostitute, etc..). Passava tempo con loro mentre gli altri li evitavano.

    Buddha: Nato ricco e nobile, vissuto la giovinezza tra lusso e ricchezza, suo padre era un guerriero (Suddhodhana). Le storie della concezione e nascita dei due è completamente diversa.

    Gesù: Il suo messaggio di pace è TOTALE: “porgi l’altra guancia”, “ama il tuo nemico, fa del bene a chi ti odia, prega per chi ti perseguita”. Mette l’enfasi che non basta amare solo quelli che ci amano, dato che è facile e sanno farlo tutti, l’amore si dimostra proprio con chi ci è avverso.

    Buddha: Ha sì parlato di pace ‘ma solo dove è sensato’. Non ha mai promosso un messaggio universale di pace come Cristo. Al massimo il collegamento tra i due sta solo ‘fa agli altri quello che vorresti che facessero a te”. I due messaggi di pace sono comunque molto differenti

    Gesù vs Buddha: La lista di differenze tra gli insegnamenti del Cristianesimo e di tutte le altre religioni, quindi anche il buddismo, è radicale.
    -Concetto di vita dopo la morte: paradiso/resurrezione contro reincarnazione in questo caso. Per Buddha esisteva un ciclo di vita , morte e reincarnazione fino all’attenere l’illuminazione.
    -Le scelte che si fanno in questa vita determinano la nostra esistenza dopo la morte con conseguenze drastiche ed eterne (un posto nel regno dei cieli contro il fuoco della Geenna). Nel buddhismo e quasi tutte altre le religioni questo non appare. Per Buddha c’è solo il Karma che determina soprattutto la reincarnazione.
    -Gesù non promette solo il paradiso ma anche gioia immediata per coloro che lo seguono ed un aiuto continuo da parte dello Spirito e che Lui sarà sempre con noi. Buddha non fa simili promesse.

    Gesù: Dice che lui stesso è Dio (e quindi degno di adorazione diranno poi gli apostoli), anche se purtroppo molti non lo adorano e fanno i suoi precetti

    Buddha: Non si è mai proclamato un dio… anche se molti lo considerano tale

    Gesù: Dice ai discepoli di andare in giro per il mondo a portare il Vangelo, portare la pace, amare gli uni gli altri.

    Buddha: Dice che bisogna soprattutto fuggire dal mondo e chiudersi in se stessi per raggiungere il nirvana. Buddha inoltre insegnava che la realtà è un illusione ed altri messaggi in totale contrasto con quelli di Cristo e la religione Giudaica.

    Gesù: I dettagli della vita di Cristo furono già predetti da diversi profeti dell’Antico Testamento (ed ancora prima che Buddha fosse nato!). La vita di Gesù è documentata ampliamente dai vangeli.

    Buddha: Non ci sono documenti autentici su profezie o anche sulla vita o l’esistenza di Buddha!!! Dubbia è la data della sua nasciata e morte… non si sa squando è vissuto… si sa solo tra il III e V secolo a.C. Non ci sono raffigurazioni di lui se non dal primo secolo d.C.!

    IL PRIMO VANGELO DI CRISTO FU SCRITTO ATTORNO IL 70 d.C.!!!
    IL VANGELO DI BUDDHA FU SCRITTO DA PAUL CARUS NEL 1894!!!

    Gesù: Gesù era radicato nella teologia e religione degli ebrei, sicuramente sin da giovane, come accadeva per tutti i bambini ebrei. Non cercava Illiminazione, Portava illuminazione “Io sono la Via, La Verità e la Vita”, dice. Non si ritirò come un monaco dal mondo, se non per quaranta giorni, ma entrò subito il mondo ed iniziò ad insegnare. Gesù visse una vita povera, ma dignitosa, come tutti gli ebrei.

    Buddha: abbandonò la famiglia, non si fermò ad aiutare coloro che avevano bisogno, ma si ritirò totalmente dal mondo per ben sei anni, cercando l’illuminazione, con forme estreme di deprivazioni e torture vivendo in condizioni miserabili e sporche.

    Gesù: insegna che niente di ciò che facciamo può da solo meritarci la salvezza, ma la salvezza è un dono di Dio. Inoltre Gesù Cristo si è sacrificato per noi per salvarci dal peccato e dalla morte. Inoltre Gesù è resuscitato dai morti

    Buddha: insegna che bisogna raggiungere ‘il niente’ (se così si può dire) ovvero liberare se stessi da ogni desiderio mondano. Questo può apparire simile al messaggio di Cristo ma la radice e soprattutto l’obiettivo del messaggio è completamente diverso. Nel Buddhismo non ci si salva ma si raggiunge l’illuminazione. Buddha è morto normalmente, di malattia, non sacrificandosi e non è resuscitato. È stato cremato.

    Gesù: insegna che possiamo essere felici e trovare anche la felicità nella sofferenza. Gesù aveva un moralismo assoluto, il bene è bene, il male è male.

    Buddha: dice che possiamo trovare la libertà solo dopo numerose incarnazioni raggiungendo ‘il nulla’ dell’essere. Buddha dice che il bene e il male sono concetti relativi.

    Esaminiamo ora la dottrina del Buddhismo e compariamola a quella Cristiana

    Buddha ed il buddhismo insegnano le 4 nobili verità
    1-sofferenza è parte dell’esistenza
    2-la sofferenza trova l’origine nell’ignoranza e ne è il sintomo più grave e che il desiderio deriva dall’ignoranza e tale desiderio porta poi al dolore
    3-si può cessare di provare desiderio
    4-seguire la Nobile Ottuplice Via porta alla cessazione del desiderio

    La prima può essere in congiunzione con gli insegnamenti di Gesù ma preso si trova la deviazione. Gesù insegna che la sofferenza è parte dell’esistenza a causa del peccato, da cui lui viene a liberarci. Non insegna le otto nobili vie, ma insegna di amarsi l’un l’atro e seguire i comandamenti come si trovano anche nel giudaismo.

    La Nobile Ottuplice via
    1-Retta visione
    2-Retta intenzione
    3-Retta parola
    4-Retta azione
    5-Retta sussistenza
    6-Retto sforzo
    7-Retta presenza mentale
    8-Retta concentrazione

    Tale via si concentra non sulle azioni di carità, come insegna Cristo ma nell’ottenere la cessazione del desiderio per ottenere l’illuminazione. Anche qui quindi, la similitudine è solo apparente.

    Coproduzione Originata (Pratītyasamutpāda):
    Ovvero ogni fenomeno “esiste” solo a causa della “esistenza” di altri fenomeni in una complessa ragnatela di causa ed effetto che copre passato, presente e futuro. Poiché tutte le cose sono condizionate e transienti (anicca) non hanno identità indipendente (anatta).
    Quindi: la filosofia buddhista è chiaramente MONISTA. Gesù Cristo non ha mai insegnato dottrine o cose che potessero far pensare al monismo ne il Cristianesimo accetta tale filosofia (a parte alcune rare sette).

    Rifiuto dell’Infallibilità delle Scritture (Kalama Sutta)
    Non si accettano ‘Sacre Scritture’, ovvero ogni insegnamento deve essere accettato solo se nato da esperienza personale E onorato da coloro che sono considerati saggi.

    Nel Cristianesimo si accettano le scritture e Cristo stesso diverse volte le cita.


    --

    Secondo la tradizione Buddha pose l’enfasi sull’etica (similmente a Gesù) e corretto comprendere del mondo. Dubitava della nozione della persona media sul divino e sulla salvezza. Ha chiaramente affermato che:
    -non c’è intermediario tra il divino e l’umanità
    -gli dei stessi sono soggetti al Karma
    -Il Buddha è la sola guida e maestro verso il nirvana e vedere cosa la realtà davvero sia
    -Non afferma mai di aver una dottrina divina, ma di essersi illuminato attraverso la meditazione ed aver quindi compreso la vera natura del mondo e l’umanità
    -Bisogna scoprire la via del nirvana attraverso la guida del Buddha

    Si nota chiaramente che ci sono sostanziali differenze tra gli insegnamenti di Cristo, che dice di essere Figlio di Dio e di avere un messaggio divino, intermediario unico tra Dio e l’uomo, che parla di peccato e non di ignoranza, di carità e non di meditazione. Inoltre Dio, secondo gli insegnamenti di Gesù ed il Cristianesimo è Uno ed è Perfetto.

    CONCLUSIONE: Alla vista di tutti questi fatti si può affermare ancora che Gesù e Buddha siano simili? NO, non si può. Ci sono somiglianze, certo, ma circostanti.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Francamente mi pare un mucchio di cavolate, e peraltro sembra condannare la via ascetica.
    Ultima modifica di :Esther:; 22-05-10 alle 21:59
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Gesù: Il suo messaggio di pace è TOTALE: “porgi l’altra guancia”, “ama il tuo nemico, fa del bene a chi ti odia, prega per chi ti perseguita”. Mette l’enfasi che non basta amare solo quelli che ci amano, dato che è facile e sanno farlo tutti, l’amore si dimostra proprio con chi ci è avverso.

    Buddha: Ha sì parlato di pace ‘ma solo dove è sensato’. Non ha mai promosso un messaggio universale di pace come Cristo. Al massimo il collegamento tra i due sta solo ‘fa agli altri quello che vorresti che facessero a te”. I due messaggi di pace sono comunque molto differenti
    da questo pezzo si evincerebbe che ogni cristiano ripudia totalmente la guerra e l'uso della forza. Invece nella dottrina cattolica è previsto il concetto della guerra giusta, della pena di morte e del legittimo ricorso alle armi per ribellarsi ad un potere politico gravemente ingiusto.
    allora le cose sono due: o quello che l'ha scritto sta affermando che la dottrina cattolica insegna cose diverse da quelle del Cristo oppure semplicemente non sa cosa insegna il cattolicesimo.


    -Le scelte che si fanno in questa vita determinano la nostra esistenza dopo la morte con conseguenze drastiche ed eterne (un posto nel regno dei cieli contro il fuoco della Geenna). Nel buddhismo e quasi tutte altre[/U] le religioni questo non appare. Per Buddha c’è solo il Karma che determina soprattutto la reincarnazione.
    la reincarnazione nel buddhismo prevede si la reincarnazione in questo mondo in forma animale e umana ma non solo: prevede anche la reincarnazione in forme demoniache abitanti gli inferni (simili ai gironi infernali descritti da Dante) oppure la reincarnazione come divinità in ciò che potrebbe paragonarsi (in senso molto lato) al Paradiso cristiano; anzi meglio paragonrlo all'Olimpo degli Dei.
    ci si può quindi reincarnare in uno degli Dei (nel buddhismo sono parecchi) addirittura nel buddhismo ci si può reincarnare anche nel Dio Brahma, che è una sorta di Dio creatore padre di tutti gli altri dei.
    Buddha: Non si è mai proclamato un dio… anche se molti lo considerano tale
    nel buddhismo la figura di Dio, paragobile al Dio Brahma non è la stessa cose del Dio cristiano.
    Il dio Brhama è paragonabile al Dio Giove, tanto per capirci, è un concetto diverso.
    la salvezza nel buddhismo non si raggiunge conformandosi a Dio ma comprendendo tutte le verità morali e trascendenti spiegate dal buddha. in questo modo si raggiunge il nirvana che è una sorta di re-unione con l'energia cosmica in uno stato difficile da descrivere comunque non è il Paradiso dei cristiani.
    Buddha: insegna che bisogna raggiungere ‘il niente’ (se così si può dire) ovvero liberare se stessi da ogni desiderio mondano. Questo può apparire simile al messaggio di Cristo ma la radice e soprattutto l’obiettivo del messaggio è completamente diverso. Nel Buddhismo non ci si salva ma si raggiunge l’illuminazione. Buddha è morto normalmente, di malattia, non sacrificandosi e non è resuscitato. È stato cremato.
    no buddha è morto avvelenato...

    uddha: dice che possiamo trovare la libertà solo dopo numerose incarnazioni raggiungendo ‘il nulla’ dell’essere. Buddha dice che il bene e il male sono concetti relativi.
    assolutamente falso. nel buddhismo è centrale la compassione e l'empatia come verità assoluta.
    CONCLUSIONE: Alla vista di tutti questi fatti si può affermare ancora che Gesù e Buddha siano simili? NO, non si può. Ci sono somiglianze, certo, ma circostanti.
    io consiglierei all'autore di leggerseli i testi sacri buddhisti perché pare che abbia compiuto questa comparazione in base a quella che ha letto del buddhismo su novella 2000.
    non c'è alcun dubbio che Gesù e Buddha siano persone diverse e che gli insegnamenti sono a volte simili a volte diversi, ma questo si evince leggendoli i testi sacri e non in base a superficiali e ridicole interpretazioni.
    Ultima modifica di :Esther:; 27-05-10 alle 12:50 Motivo: su richiesta dell'autore

  4. #4
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Una volta il Buddha entrò in un villaggio. Era l'alba e il sole stava per sorgere. Un uomo venne da lui e gli disse: «Sono un ateo, non credo in Dio. Tu che ne pensi? Dio esiste?».

    Il Buddha disse: «Solo Dio è. Non esiste altro che Dio, ovunque».

    L'uomo rispose: «Ma mi era stato detto che eri un ateo!».

    «Devi aver sentito male» rispose il Buddha. «Io sono un teista. Adesso lo hai sentito dalle mie stesse labbra. Io sono il più grande teista mai esistito. Dio c'è, e non esiste altro all'infuori di lui.» L'uomo rimase immobile sotto l'albero con un senso di disagio, mentre il Buddha continuò per la sua strada.

    A mezzogiorno arrivò un altro uomo che disse: «Sono un teista. Sono un fermo credente in Dio. Sono un nemico di tutti gli atei. Sono venuto a chiederti: "Cosa pensi dell'esistenza di Dio?"».

    Il Buddha disse: «Dio? Non esiste, né potrà mai essercene uno. Non c'è alcun Dio, in modo assoluto».

    L'uomo non riusciva a credere alle sue orecchie: «Cosa stai dicendo? Avevo sentito dire che in questo villaggio era arrivato un uomo di religione. Ecco perché ero venuto a chiedere se Dio esiste. Ma tu stai dicendo il contrario».

    Il Buddha rispose: «Un uomo di religione? Un credente in Dio? Io sono il più grande ateo mai esistito».

    L'uomo rimase immobile, profondamente confuso. Possiamo comprendere la sua confusione.

    Ma Ananda, un discepolo del Buddha, era in un'incertezza ben più grande: aveva ascoltato entrambe le conversazioni. Si sentì a disagio; non riusciva a capire che cosa stesse succedendo. Al mattino andava tutto bene, ma al pomeriggio erano cominciati i problemi. «Cos'è successo al Buddha?» si chiedeva Ananda. «Al mattino ha detto di essere il più grande teista, e al pomeriggio il più grande ateo». Si decise a chiedere chiarimenti al Buddha quella sera, quando sarebbe stato solo. Ma prima di allora Ananda ebbe un'altra sorpresa.

    Quando giunse la sera un'altra persona venne dal Buddha e disse: «Non capisco se Dio esista o meno». Doveva essere un agnostico, uno che afferma di non sapere se Dio esista o meno. Nessuno lo sa, e nessuno potrà mai saperlo. Per cui disse: «Non so se Dio esiste oppure no. Che ne dici? Cosa ne pensi?».

    Il Buddha rispose: «Se non lo sai tu, non lo so nemmeno io. E sarebbe meglio se restassimo entrambi in silenzio».

    Udendo la risposta del Buddha, anche quest'uomo rimase confuso. Disse: «Avevo sentito dire che eri un illuminato, per cui pensavo che tu sapessi».

    Il Buddha disse: «Devi aver sentito male. Sono un uomo completamente ignorante. Che conoscenze posso avere».

    Prova a immaginare lo stato d'animo di Ananda. Mettiti nei suoi panni: riesci a vedere la sua difficoltà? Quando si fece notte e tutti se ne furono andati, Ananda toccò i piedi del Buddha e disse: «Stai cercando di uccidermi? Cosa stai facendo? Ho quasi perso la ragione! Non sono mai stato tanto sconvolto come oggi. Cosa significano queste risposte? Parli sul serio? Al mattino hai detto una cosa, di pomeriggio un'altra, e alla sera hai dato una risposta completamente diversa alla stessa domanda».

    Il Buddha disse: «Non ho dato queste risposte a te. Ho dato le mie risposte alle persone che me le chiedevano. Perché le hai ascoltate? Pensi sia giusto ascoltare quello che dico agli altri?».

    Ananda disse: «Adesso esageri veramente! Come avrei potuto non sentire? Ero presente, stavo là, e le mie orecchie non erano ostruite! E come potrei non ascoltare mentre parli? Amo sentirti parlare, a chiunque tu parli».

    II Buddha disse: «Ma perché sei così sconvolto? Io non rispondevo a te!».

    Ananda disse: «Forse no, ma io sono in grave difficoltà. Per favore rispondimi ora: qual è la verità? Perché hai dato tre risposte diverse?».

    Il Buddha spiegò: «Dovevo portare quei tre uomini a un punto di equilibrio. L'uomo che è arrivato al mattino era un ateo. Essendo solo ateo era incompleto, perché la vita è fatta di opposti».

    Tieni questo a mente: una persona autenticamente religiosa è entrambe le cose; ateo da una parte e credente dall'altra. La sua vita contiene entrambi gli aspetti, ma egli li armonizza. La religione consiste proprio in quell'armonia. E chi è solo un credente in Dio non è una persona religiosamente matura. Non ha ancora raggiunto un equilibrio nella sua vita.

    Per cui il Buddha disse: «Dovevo portare equilibrio nella sua vita. Una parte di lui era diventata molto pesante, per cui ho dovuto mettere delle rocce sull'altro piatto della bilancia. Inoltre volevo anche destrutturarlo, perché in un certo senso era diventato troppo sicuro che Dio non esiste. La sua convinzione andava scossa, perché chi diventa certo, muore. Il viaggio deve andare avanti; la ricerca deve continuare.

    L'uomo che è venuto nel pomeriggio era un credente. Ho dovuto dirgli che ero un ateo perché anche lui era troppo parziale, aveva perso il suo equilibrio. La vita è equilibrio. Chi raggiunge questo equilibrio raggiunge la verità».

  5. #5
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Una volta il Buddha entrò in un villaggio. Era l'alba e il sole stava per sorgere. Un uomo venne da lui e gli disse: «Sono un ateo, non credo in Dio. Tu che ne pensi? Dio esiste?».

    Il Buddha disse: «Solo Dio è. Non esiste altro che Dio, ovunque».

    L'uomo rispose: «Ma mi era stato detto che eri un ateo!».

    «Devi aver sentito male» rispose il Buddha. «Io sono un teista. Adesso lo hai sentito dalle mie stesse labbra. Io sono il più grande teista mai esistito. Dio c'è, e non esiste altro all'infuori di lui.» L'uomo rimase immobile sotto l'albero con un senso di disagio, mentre il Buddha continuò per la sua strada.

    A mezzogiorno arrivò un altro uomo che disse: «Sono un teista. Sono un fermo credente in Dio. Sono un nemico di tutti gli atei. Sono venuto a chiederti: "Cosa pensi dell'esistenza di Dio?"».

    Il Buddha disse: «Dio? Non esiste, né potrà mai essercene uno. Non c'è alcun Dio, in modo assoluto».

    L'uomo non riusciva a credere alle sue orecchie: «Cosa stai dicendo? Avevo sentito dire che in questo villaggio era arrivato un uomo di religione. Ecco perché ero venuto a chiedere se Dio esiste. Ma tu stai dicendo il contrario».

    Il Buddha rispose: «Un uomo di religione? Un credente in Dio? Io sono il più grande ateo mai esistito».

    L'uomo rimase immobile, profondamente confuso. Possiamo comprendere la sua confusione.

    Ma Ananda, un discepolo del Buddha, era in un'incertezza ben più grande: aveva ascoltato entrambe le conversazioni. Si sentì a disagio; non riusciva a capire che cosa stesse succedendo. Al mattino andava tutto bene, ma al pomeriggio erano cominciati i problemi. «Cos'è successo al Buddha?» si chiedeva Ananda. «Al mattino ha detto di essere il più grande teista, e al pomeriggio il più grande ateo». Si decise a chiedere chiarimenti al Buddha quella sera, quando sarebbe stato solo. Ma prima di allora Ananda ebbe un'altra sorpresa.

    Quando giunse la sera un'altra persona venne dal Buddha e disse: «Non capisco se Dio esista o meno». Doveva essere un agnostico, uno che afferma di non sapere se Dio esista o meno. Nessuno lo sa, e nessuno potrà mai saperlo. Per cui disse: «Non so se Dio esiste oppure no. Che ne dici? Cosa ne pensi?».

    Il Buddha rispose: «Se non lo sai tu, non lo so nemmeno io. E sarebbe meglio se restassimo entrambi in silenzio».

    Udendo la risposta del Buddha, anche quest'uomo rimase confuso. Disse: «Avevo sentito dire che eri un illuminato, per cui pensavo che tu sapessi».

    Il Buddha disse: «Devi aver sentito male. Sono un uomo completamente ignorante. Che conoscenze posso avere».

    Prova a immaginare lo stato d'animo di Ananda. Mettiti nei suoi panni: riesci a vedere la sua difficoltà? Quando si fece notte e tutti se ne furono andati, Ananda toccò i piedi del Buddha e disse: «Stai cercando di uccidermi? Cosa stai facendo? Ho quasi perso la ragione! Non sono mai stato tanto sconvolto come oggi. Cosa significano queste risposte? Parli sul serio? Al mattino hai detto una cosa, di pomeriggio un'altra, e alla sera hai dato una risposta completamente diversa alla stessa domanda».

    Il Buddha disse: «Non ho dato queste risposte a te. Ho dato le mie risposte alle persone che me le chiedevano. Perché le hai ascoltate? Pensi sia giusto ascoltare quello che dico agli altri?».

    Ananda disse: «Adesso esageri veramente! Come avrei potuto non sentire? Ero presente, stavo là, e le mie orecchie non erano ostruite! E come potrei non ascoltare mentre parli? Amo sentirti parlare, a chiunque tu parli».

    II Buddha disse: «Ma perché sei così sconvolto? Io non rispondevo a te!».

    Ananda disse: «Forse no, ma io sono in grave difficoltà. Per favore rispondimi ora: qual è la verità? Perché hai dato tre risposte diverse?».

    Il Buddha spiegò: «Dovevo portare quei tre uomini a un punto di equilibrio. L'uomo che è arrivato al mattino era un ateo. Essendo solo ateo era incompleto, perché la vita è fatta di opposti».

    Tieni questo a mente: una persona autenticamente religiosa è entrambe le cose; ateo da una parte e credente dall'altra. La sua vita contiene entrambi gli aspetti, ma egli li armonizza. La religione consiste proprio in quell'armonia. E chi è solo un credente in Dio non è una persona religiosamente matura. Non ha ancora raggiunto un equilibrio nella sua vita.

    Per cui il Buddha disse: «Dovevo portare equilibrio nella sua vita. Una parte di lui era diventata molto pesante, per cui ho dovuto mettere delle rocce sull'altro piatto della bilancia. Inoltre volevo anche destrutturarlo, perché in un certo senso era diventato troppo sicuro che Dio non esiste. La sua convinzione andava scossa, perché chi diventa certo, muore. Il viaggio deve andare avanti; la ricerca deve continuare.

    L'uomo che è venuto nel pomeriggio era un credente. Ho dovuto dirgli che ero un ateo perché anche lui era troppo parziale, aveva perso il suo equilibrio. La vita è equilibrio. Chi raggiunge questo equilibrio raggiunge la verità».
    Qualìè la fonte di questo testo?

  6. #6
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Qualìè la fonte di questo testo?
    Credenti e Atei

  7. #7
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Quindi è una storia di origine moderna (immaginavo, dallo stile).
    Non penso possa aver molto valore per illustrare la figura di Buddha.
    (Anche perchè Osho sta alle "vecchie scuole" buddiste un po'come la chiesa cristiana scientista sta al cattolicesimo).

  8. #8
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    Cool Rif: Gesù e Buddha

    Gesù, Buddha e Muhammad sono stati i fondatori di tre religioni diverse, hanno impartito insegnamenti totalmente diversi, hanno vissuto tre vite completamente diverse, in luoghi e in epoche diverse.

    Se confrontiamo le tre dottrine da loro annunciate difficilmente troveremo delle affinità.... e pure esiste un fattore comune a tutti e tre i personaggi e alla loro storia: "un vuoto". che li accomuna.

    Esiste una falla, un'assenza, una sorta di "buio" nella biografia di tutti e tre i personaggi. Finita questa fase di buio, questi uomini portarono ad altri uomini una rivelazione.

    Non si sa nulla di una certa fase della vita di Cristo (tra i 12 e i 30 anni). Muhammad si ritirò a lungo nella grotta di una montagna e per lungo tempo nessuno ebbe sue notizie. Il Buddha rimase per lungo tempo in totale solitudine quando decise di compiere da solo la sua ricerca.

    Ognuno di loro prima di questa fase non era nessuno, al ritorno è diventato più che un uomo, un "super-uomo"!

    Cosa hanno fatto durante questa assenza? dove sono stati? cosa hanno visto?

    Due di loro hanno raccontato la verità tramite allegorie (dunque nascondendola ad alcuni e rivelandola a pochi eletti), l'altro ha insegnato a tutti una tecnica meditativa ma solo pochi eletti riescono a giungere all'ultimo traguardo cui essa porta.
    Ultima modifica di ferro da stiro; 25-05-10 alle 12:45

  9. #9
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Quindi è una storia di origine moderna (immaginavo, dallo stile).
    Non penso possa aver molto valore per illustrare la figura di Buddha.
    (Anche perchè Osho sta alle "vecchie scuole" buddiste un po'come la chiesa cristiana scientista sta al cattolicesimo).
    Hai ragione non siamo qui a discutrere intorno al senso del dharma, comunque se non l'hai già fatto ti consiglio di leggere il Dhammapada.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Gesù e Buddha

    cosi come il cristianesimo porta a compimento la legge dell'antico testamento (diciamo: la legge ebraica, e quindi sono molti i punti in comune) allo stesso modo il buddhismo è una evoluzione del pensiero induista.
    Buddha non ha mai negato l'esistenza degli Dei, di tutte le decine di Dei che sono presenti nella teologia induista. Però come ho scritto sopra, gli Dei nel buddhismo non sono esseri moralmente perfetti, non sono delle guide morali, sono solo esseri dotati di grandi poteri, di poteri divini appunto.
    mentre nel cristianesimo Dio è la assoluta perfezione morale, e pertanto si è morali in proporzione a quanto si obbedisce a Dio, nel buddhismo gli Dei sono paragonabili al pantheon degli Dei greci-romani e pertanto l'obbedienza agli Dei non è un fattore di moralità.
    pertanto il testo riportato da doner è fuorviante: il Buddha non è affatto ateo, è sicuramente un teista: essere ateo vuol dire negare l'esistenza del trascendente, degli Dei, della reincarnazione, ecc. ecc.
    Questo però non significa che Buddha obbedisca agli Dei: infatti nel buddhismo, quello che a volte viene scambiato per ateismo, è proprio il fatto che non si segue il volere degli Dei ma semplicemente delle verità morali assolute (compassione, empatia, per esempio). Anche gli Dei devono seguire quelle verità morali assolute altrimenti quando si reincarneranno in altra forma (gli Dei buddhisti non vivono in eterno) anche loro saranno puniti dallla legge karmica e si reincarneranno in forme di vita inferiori: umani, animali, o anche demoni.
    Ultima modifica di Odissea; 25-05-10 alle 13:59

 

 
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