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Discussione: Risposta sul lavoro

  1. #1
    Francpolitik
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    Predefinito Risposta sul lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    Allora.. ecco quello che penso.

    In passato ( anni 60-70-80 ) il nostro mercato del lavoro poteva reggere un sistema che si basava sul contratto a tempo determinata.

    C' era molto più lavoro di oggi, il mercato interno assorbiva una fetta importantissima di quanto veniva prodotto, non c' era la fortissima concorrenza da parte dei paesi emergenti e quindi le nostre aziende erano ancora molto competitive, nonostante che si iniziasse a gettare in quegli anni le basi per perdere tutta quella competività di allora.

    Oggi nel 2014, principalmente a causa degli errori del passato e di tutte le ocasioni che abbiamo perduto per fare quelle riforme strutturali che non sono mai state fatte, e anche ovviamente a causa della globalizzazione, imporre ad un azienda di assumere un dipendente con un contratto a tempo indeterminato, la costringe a pensare seriamente di delocalizzare se è italiana, o a non investire in Italia se è straniera.

    Quindi a mio avviso occorre pensare nuove vie, per permettere alle fabbriche di avere la flessibilità richiesta, ma allo stesso tempo per dare al dipendente un minimo di prospettiva di vita e farlo uscire da una situazione dove esso deve solo subire e pagare solo lui per gli errori del passato.

    Il giusto compromesso quindi secondo me si può trovare su questo schema che poi evantualmente andrò a tradurre in legge:


    1) Vengono soppressi i contratti a tempo indeterminato.

    2) Il dipendente a tempo determinato non può essere licenziato ( e quindi deve essere regolarmente retribuito ) fino a che non gli scade il contratto, finito il tempo previsto dal contratto al dipendente può essere proposto un nuovo contratto oppure licenziato.

    3) I contratti a tempo determinato saranno di 3 mesi, 1 anno, 3 anni, 5 anni

    4) Il cuneo fiscale agirà sulle detrazioni dei dipendenti e delle imprese a seconda della tipologia del contratto nel seguente modo:

    - contratto 3 mesi, 70% paga l' impresa - 30 % paga il dipendente.

    - contratto 1 anno, 60% paga l' impresa - 40 % paga il dipendente.

    - contratto 3 anni, 50% paga l' impresa - 50% paga il dipendente.

    - contratto 5 anni, 40% paga l' impresa - 60% paga il dipendente.


    Quindi ricapitoliamo.. se un azienda ha bisogno di un dipendente per un lavoro stagionale.. lo potrà assumere ogni volta che gli pare... ma dovrà pagare gran parte dei contributi che il dipendente deve oggi versare in busta paga allo Stato.. in questo modo il dipendente avrà una busta paga più pesante a risarcimento del minore tempo che l' azienda intende assumerlo.

    Mentre se una azienda si trova bene con un dipendente e vuole fargli svolgere un lavoro continuativo e non stagionale... chiaramente gli converrà proporgli un contratto a tempo determinato, si ok, ma anche di 5 anni ! che saranno quasi sicuramente rinnovati ogni volta se l' azienda è in salute e il dipendete fa bene il proprio lavoro.
    Il dipendente incasserà qualcosina in meno in busta paga, ma avrà la sicurezza di potersi programmare una vita.

    Sono sicuro che con questo sistema si puù vivecizzare al massimo il mondo del lavoro tanto che una volta a regime potremmo eliminare tutti gli altri ammortizzatori sociali e spostare le risorse colà impegnate ( circa 15 miliardi di euro ) in un assegno di disoccupazione da dare al dipendente fra un contratto di lavoro e l' altro.
    Ok. Va bene. Capisco il realismo.

    Ma qualcuno mi spiega con questa proposta chi sarebbe l'azienda che riassumerebbe un CINQUANTENNE allo scadere del contratto?

    Oppure chi riassumerebbe uno iscritto a qualche sindacato che non fa comodo dopo i cinque anni?

    O, di nuovo, uno colpito da una qualsiasi malattia dopo i cinque anni?

    Va bene il realismo, ma bisogna pensare a tutto.

    Le eventualità sono tante, non c'è solo il giovane, bello, sano, pieno di vita che entra nel mondo del lavoro. Ci sono anche tanti altri casi.

    E ci tengo a ribadire il caso del cinquantenne perché con l'invecchiarsi della popolazione avremo sempre più casi del genere.
    L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene

  2. #2
    Cavaliere d'oro
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    concordo con franckpolitik
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  3. #3
    Liberale Cattivo
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    Rispondo subito.
    Ultima modifica di Supermario; 12-03-14 alle 21:00
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  4. #4
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    Allora... benissimo, la ringrazio senatore, la ringrazio prima di tutto per aver riconosciuto nella mia proposta una sana motivazione realista e una volontà di scrivere una riforma che non sia solo una difesa di retroguardia di diritti acquisiti in tempi ormai passati e in futuro non più sostenibili ma piuttosto un compromesso fra aziende e dipendenti per continuare ad andare avanti insieme in modo produttivo.

    Infatti quello che propongo è un compromesso ma è anche uno strappo con il passato.

    Come ho già scritto purtroppo il sistema Italia soffre di paurosi ritardi, occasioni mancate, riforme non fatte e sempre rimandate, scelte sbagliate ed errori strategici paurosi.

    Situazione che ci ha portato ad affrontare la globalizzazione nel peggiore dei modi e con i risvolti economici più disastrosi.

    Voglio essere sincero, penso che questa generazione di ventenni sia perduta, come sarà perduta la prossima di generazione, non penso che riuscirmo a risolvere tutti i nostri problemi di competività, costo del lavoro, costo dei trasporti, pressione fiscale, costo dell' energia ecc. ecc. in meno di venti anni... anche perche fino ad oggi non abbiamo ancora iniziato a risolverli e non vedo neppure la volontà di farlo da parte dei nostri politici.

    Ma questo è un gioco, e noi quindi forse possiamo osare di più dei nostri politici, anche perche non abbiamo degli interessi diretti in quello che proponiamo, appunto è un gioco, non dobbiamo garantirci la ricandidatura o la rielezione, non abbiamo nessuna sudditanza verso poteri forti, sindacali, finanziari o lobbistici che siano, siamo liberi di proporre quello che riteniamo più giusto e solo e soltanto con uno scopo, il bene del paese.

    La mia personale visione, ovvero quello che farei io al posto di quella massa di idioti che popola il senato e la camera della repubblica italiana, è quella di un paese che deve smettere di fare concorrenza alla Cina e agli altri paesi emergenti secondo le loro regole.. ma piuttosto trovando, impostando una "nostra via" che tenga di conto delle nostre uniche peculiarietà come paese e come popolo.

    E' stupido pensare di pagare meno i nostri dipendenti perche nei paesi emergenti essi vengono pagati meno.
    Oppure di togliergli degli ammortizzatori sociali, quando vanno in malattia o in gravidanza, perche appunto in quei paesi non sono contemplati.

    L' Italia è un paese unico, che con una visione degna di questo nome potrebbe diventare il centro del lusso e della qualità mondiale.

    La globalizzazione ci ha portato miseria, vero, ma è anche vero che stà creando nuovi mercati che prima non c' erano, e l' Italia ha tutti i numeri per fare la voce grossa in quei mercati se riesce a fare sistema e a fare le scelte strategiche giuste.

    A mio avviso i ministeri più importanti non sono quello degli interni, quello degli esteri o quella della difesa.. ma in un paese come l' Italia i ministeri più importanti sono quello della cultura, del turismo, dell' agricoltura, dell' industria di qualità.
    Questo è il nostro oro, questo è il nostro petrolio.

    Noi continuiamo a fossilizzarci sul carbone del Sulcis.. signori, fare il minatore è un lavoro di merda e pure da terzo mondo.. lasciamolo fare ai cinesi per favore.. e piuttosto di buttare i soldi per mantenere cristiani a lavorare in un ambiente ostile e tossico a centinaia di metri sotto terra, investiamo quei soldi in quello che è veramente può fare la differenza fra noi e i cinesi piuttosto che gli indiani.

    Questo governo ha iniziato un opera sistematica ( ad iniziare dal DDL sulla valorizzazione e la promozione del "Made in Italy" ) che va in una sola direzione:

    - Creare le condizioni per le quali l' Italia e quanto viene prodotto in Italia sia percepito come di qualità superiore e che esso possa offrire un esperienza culturale, turistica, emozionale ecc. ecc. unica al mondo, e che non si possa sostituire con nessun altro surrogato prodotto o offerto da altri paesi.

    - Creata l' offerta, arriverà la domanda, e con la domanda arriveranno i posti di lavoro.

    - Con il lavoro e quindi una conseguenziale alta richiesta di manodopera con un sistema come quello proposto da me avremmo tempi ristrettissimi fra un assunzione e un periodo di standby, ci saranno tutti gli ammortizzatori necessari in questi periodi, ma saranno sempre meno i disoccupati che ne faranno rischiesta e quindi costeranno meno alla collettività che non quelli insensati come ad esempio la cassa integrazione in deroga che stiamo utilizzando adesso.

    Lei mi stà dicendo "chi assumerà un cinquantenne se togliamo i contratti a tempo indeterminato"... la mia risposta... chi assumerà un cinquantenne se lo manteniamo il tempo indeterminato ?! .. penso che sappia che i contratti a tempo indeterminato stanno diminuendo ( - 10% del totale solo nell' ultimo anno ) se un cinquantenne perde il lavoro, semplicemente non viene neppure preso in considerazione.. e se le cose rimangono tali e quali ad oggi semplicemente ( considerando anche l 'aumento dell' eta media come giustamente ha fatto osservare lei ) assisteremo al formarsi di un esercito di casseintegrazioni in deroga che finiranno con far spirare tutto il sistema ( già al limite ) in pochi lustri.

    Allora cerchiamo di dare una risposta diversa, per una volta nuova rispetto al passato, un cinquantenne che perde il lavoro, perderà il lavoro in manovia, perche non è più in grado di stare al passo con la catena di montaggio ( a parte che i cinquantenni di oggi non sono certo quelli degli anni 50-60.. questo mi va concesso.. ) di certo non perderà il lavoro se svolge mansioni che niente hanno a che fare con la prestanza fisica, e già quì riduciamo l' impatto negativo che può avere secondo i miei detrattori la mia proposta ad una fetta minore di popolazione.
    La flexsecurity da me prevista fra un lavoro e l' altro ridurrà ed ammortizzerà ulteriormente la problematica, e la possibilità di accettare liberamente dei lavori di 3-6-12 mesi permetterà al cinquantenne di sostenersi per periodi più o meno lunghi anche da solo e quindi di non pesare escusivamente sulle spalle della comunità come avviene oggi per la cassaintegrazione in deroga.

    Poi vogliamo dare ancora un incentivo.. ok, quando ci saranno via via 5 miliardi da investire, piuttosto che buttarli nel Sulcis.. usiamoli per abbassare di un altro 5% - 10% il cuneo fiscale per chi assume un cinquantenne o un under 25.

    Di sistemi per risolvere la questione ce ne sono tanti, non è impossibile, ma occorre essere pragmatici e non farci annebbiare da posizioni ideologiche e conservatrici.

    Vogliamo parlare dei malati ??

    Al quarto anno di contratto ti prendi la leucemia ? Ok vai a casa, lo stato ti da un sussidio di malattia, il tuo contratto di lavoro viene "congelato" al quarto anno, e quando ( si spera ) starai meglio rinizierai a lavorare ancora con un anno di contratto di lavoro davanti e l' azienda se starai in salute non avrà nessun motivo logico per non rinnovartelo.

    Se ti tagli una gamba chiaramente ti prendi il sussidio di invalidità.. e al posto tuo viene assunto un altro.. e via dicendo.


    I rappresentanti sindacali.. che non potrebbero fare il loro lavoro con i contratti a tempo determinato.. ecc. ecc.

    Questo signori è un problema che si può solo risolvere con il pragmatismo sgrassato da ogni preconcetto ideologico o di becera retroguardia sindacale..

    I lavoratori pagano soldi ai sindacati per rappresentarli.. lo Stato da anche lui soldi ai sindacati.. che i sindacati facciano il loro lavoro.. chi deve piantare i casini in azienda se ci sono rivendicazioni sindacali da atture non deve essere il dipendente dell' ezienda stessa, ma un ispettore sindacale stipendiato direttamente dal sindacato che pertanto non può essere minacciato di mancato rinnovo di contratto.

    Altra proposta, alternativa ( ma sinceramente preferisco la precedente ) i dipendenti eleggono democraticamente il proprio rappresentante sindacale interno fra quelli a cui mancano non più di 5 anni di lavoro alla pensione.
    La nomina comporterà il rinnovo automatico del contratto di lavoro ( se scadrà nel mentre ) fino appunto alla pensione, rendendolo così immune da ogni vendetta padronale.
    Ultima modifica di Supermario; 12-03-14 alle 21:07
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  5. #5
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    due obiezioni, una di carattere generale: sulla carta, secondo una certa visione delle cose (che non condivido, ma pur basandosi su essa), il discorso in astratto sembra filare. Ma quando si parla di lavoro parliamo di persone, di sentimenti, e, farò un discorso anche prettamente utilitaristico, non necessariamente gioie e sofferenze, ma anche rabbia. Bisogna sempre aver timore di un popolo libero che prova rabbia. Poi se non vogliamo un popolo libero e gradiremmo formare un popolo di schiavi ideologizzati come i nordcoreani diciamocelo, ma personalmente mi fa rabbrividire.
    E' dimostrato da millenni di storia istituzionale nonché militare, che ciò che viene elaborato sulla carta per quanto possa in teoria funzionare poi nella pratica conduce sempre ad esiti diversi. A volte anche migliori. Ma in questo caso, visto che gran parte della ripresa economica non dipende da noi come stato o nazione, che possiamo solamente cavalcare l'onda, ma da fattori internazionali per lo più ingovernabili, credo in peggio, e veniamo al secondo punto.

    E' vero che l'estrazione del carbone come la produzione dell'acciaio o il lavoro in catena o nelle raffinerie è sporco e fa poco bene alla salute probabilmente e sono il primo su questo argomento a sostenere la salubrità dei luoghi di lavoro. Ma immaginare che mantenerci con turismo, moda ed cinciscaglia di lusso è pura utopia, la Grecia lo ha fatto, non perché lo voelva, ma perché non aveva la possibilità di divenire manifatturiera, ed è alle pezze. Un'economia turistica dipende pressoché per intero dalle condizioni internazionali, basta che un paese di forte afflusso inizi a guardarci storto, o peggio, una guerra internazionale rilevante, che ci ritrovremmo letteralmente, e non in astratto, a bruciare i bancali vecchi per avere un po' di calore ed energia. Senza contare che tutto ciò che l'industria produce andrebbe comprato all'estero, producendo altra dipendenza.
    E infine un discorso più generale: ho sempre pensato che cercare di raffinare sempre di più le nostre produzioni, fino ad arrivare a sole produzioni di lusso, sia il male assoluto, la gente non ricca dovrebbe accontentarsi delle merci asiatiche di dubbia fattura, molto più di oggi, la qualità sarebbe solamente per pochi, e pochi si arricchirebbero, così come sta avvenendo a dispetto di tanti discorsi sulle tasse in cui è la classe media a precipitare verso i poveri e i poveri verso l'indigenza, mentre i ricchi approfittano per arricchirsi e spostare a loro vantaggio le risorse.

    Il punto è che delle due l'una: o si torna al protezionismo, come occidente, antiasiatico, oppure cina e company assumono livelli di sicurezza lavorativa europea. Se ciò non accade non ci sono santi che tengano, ci aspetta la deinstrializzazione forzata e la creazione di un abisso nella nostra compagine sociale in cui pochi ricchi possono permettersi il made in Italy ed europa ultra raffinato, mentre i poracci lavoreranno duro per comprarsi le porcherie e il giro andrà avanti così per molto perché sarà stabile, almeno fino a che una crisi rimescolerà le carte in tavola, perché non si creda che con stati giganti e popolatissimi e con produzioni industrial ida cui dipende in ultima istanza il benessere mondiale, poi staranno buoni e calmi e non pretenderanno parti molto più succose della torta.
    E di fronte alle minacce di popoli di miliardi di abitanti che producono centinaia di milioni di tonnellate di acciaio, noi opporremo la bellezza del Michelangelo e le scarpette di Prada...
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  6. #6
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Rick Hunter Visualizza Messaggio
    Ma in questo caso, visto che gran parte della ripresa economica non dipende da noi come stato o nazione, che possiamo solamente cavalcare l'onda, ma da fattori internazionali per lo più ingovernabili, credo in peggio, e veniamo al secondo punto.
    Penso invece che per quanto riguarda l' Italia dipenda esclusivamente da se stessa e da chi mettiamo al governo.



    E' vero che l'estrazione del carbone come la produzione dell'acciaio o il lavoro in catena o nelle raffinerie è sporco e fa poco bene alla salute probabilmente e sono il primo su questo argomento a sostenere la salubrità dei luoghi di lavoro. Ma immaginare che mantenerci con turismo, moda ed cinciscaglia di lusso è pura utopia, la Grecia lo ha fatto, non perché lo voelva, ma perché non aveva la possibilità di divenire manifatturiera, ed è alle pezze. Un'economia turistica dipende pressoché per intero dalle condizioni internazionali, basta che un paese di forte afflusso inizi a guardarci storto, o peggio, una guerra internazionale rilevante, che ci ritrovremmo letteralmente, e non in astratto, a bruciare i bancali vecchi per avere un po' di calore ed energia. Senza contare che tutto ciò che l'industria produce andrebbe comprato all'estero, producendo altra dipendenza.
    E infine un discorso più generale: ho sempre pensato che cercare di raffinare sempre di più le nostre produzioni, fino ad arrivare a sole produzioni di lusso, sia il male assoluto, la gente non ricca dovrebbe accontentarsi delle merci asiatiche di dubbia fattura, molto più di oggi, la qualità sarebbe solamente per pochi, e pochi si arricchirebbero, così come sta avvenendo a dispetto di tanti discorsi sulle tasse in cui è la classe media a precipitare verso i poveri e i poveri verso l'indigenza, mentre i ricchi approfittano per arricchirsi e spostare a loro vantaggio le risorse.

    Su questi due punti la pensiamo in maniera completamente diversa, pazienza
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  7. #7
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Ok. Va bene. Capisco il realismo.

    Ma qualcuno mi spiega con questa proposta chi sarebbe l'azienda che riassumerebbe un CINQUANTENNE allo scadere del contratto?

    Oppure chi riassumerebbe uno iscritto a qualche sindacato che non fa comodo dopo i cinque anni?

    O, di nuovo, uno colpito da una qualsiasi malattia dopo i cinque anni?

    Va bene il realismo, ma bisogna pensare a tutto.

    Le eventualità sono tante, non c'è solo il giovane, bello, sano, pieno di vita che entra nel mondo del lavoro. Ci sono anche tanti altri casi.

    E ci tengo a ribadire il caso del cinquantenne perché con l'invecchiarsi della popolazione avremo sempre più casi del genere.
    direi che sono discriminazioni e non vanno bene
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  8. #8
    Francpolitik
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    La ringrazio per la risposta.

    Concordo con l'analisi, sinceramente ho forti dubbi anch'io che alcune industrie, specie quelle pesanti, possano essere una prospettiva ancora pensabile nel panorama di questo paese. Fatto sta che non per questo non si dovrebbe più lottare per i diritti dei lavoratori. Ritengo che sia giusto che ai lavoratori cinesi, come a tutti, siano garantite salubrità del luogo di lavoro, degne paghe e diritti quantomeno di base che poi estenderanno con il tempo.

    Ma questo è un discorso da fare più sul piano internazionale e che tuttavia andrebbe portato avanti con convinzione.

    Sulle soluzione.

    Il lavoro verrà, lei dice. Quindi il cinquantenne non dovrebbe preoccuparsi.

    Ma, torno a farle notare una cosa: non è per nulla vero che un cinquantenne che non faccia un lavoro logorante non sia visto dall'azienda a prescindere come un peso maggiore rispetto al nuovo assunto. Le faccio degli esempi della realtà quotidiana, che mi capitano spesso: conosco fior fiori di ex dirigenti, semplici rappresentanti, commessi, oltre che naturalmente operai e lavoratori di ogni sorta, licenziati nel piano di riordino aziendale. Perché? Perché l'azienda preferiva tenere i più giovani, nonostante fossero inesperti.

    La ragione precisa io non gliela so dire, ma registro questo fatto. E ne dovremmo tener conto tutti se vogliamo fare veramente il bene del paese.

    Sulla malattia il discorso è altrettanto complesso, anche se non mi sembra che le nostre visioni differiscano poi di tanto. Certo a vedere taluni sussidi di invalidità viene da mettersi a ridere. Possibile che tra tutti i falsi invalidi che abbiamo, quelli veri ricevano così poco?

    Chiudiamo con la questione sindacale. Lei ha compreso e ha dato una risposta che direi soddisfacente alla mia obiezione.

    Tuttavia c'è un'altra parte del discorso che non ha considerato: se, ad esempio, un lavoratore si batte, senza influire negativamente sul lavoro, per condizioni di lavoro migliori, pur non essendo propriamente un rappresentante, oppure esso è iscritto ad un sindacato scomodo, o meglio, si iscrive nel corso del contratto quinquiennale, come si fa ad evitare che non sia riassunto proprio perché è scomodo o è iscritto a un sindacato scomodo?

    Insomma, non mi sembra giusto che migliaia di persone non abbiano il contratto rinnovato solo perché appartenenti a un sindacato che fa le pulci ai datori di lavoro.

    Le parlo non avendo in mente un sindacato burocratico o pletorico, ma uno vicino ai problemi reali delle persone che, quindi, è più esposto all'attacco di tutte le parti, compresa la politica, che non riescono a irretirlo.
    L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene

  9. #9
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    In pausa pranzo le risponderò.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  10. #10
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    Predefinito Re: Risposta sul lavoro

    Flessibilità e precarietà sono nuove forme di schiavitù.
    Vanno messe al bando, senza se e senza ma.
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

    Pierre Joseph Proudhon

 

 
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