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  1. #21
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Non sono affatto positivista su questa cosa purtroppo..
    Penso che si sia presa una piega irreversibile ora mai, il mondo va avanti in questo modo da moltissimo tempo e quelli come me sono in fase di estinzione, il progresso attuale non va certo di pari passo con l'ideale di progresso che ho in mente, ma questo non mi farà mai cambiare idea.

  2. #22
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio
    Non sono affatto positivista su questa cosa purtroppo..
    Penso che si sia presa una piega irreversibile ora mai, il mondo va avanti in questo modo da moltissimo tempo e quelli come me sono in fase di estinzione, il progresso attuale non va certo di pari passo con l'ideale di progresso che ho in mente, ma questo non mi farà mai cambiare idea.
    Insomma, per una inversione o si passa da un moto di violenza generalizzata, ben più di una semplice rivoluzione dei tempi andati, oppure siamo fottuti.
    In alternativa, pensi sia possibile una sopravvivenza su basi più eque ma sempre all'interno di questo tipo di contesto?
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  3. #23
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Penso sia veramente difficile passare da un modello societario basato sul patriarcato, sulla suddivisione in classi sociali, sulle caste, sulle gerarchie, sulla guerre, sulla violenza, sull'oppressione, sul razzismo, in società del tutto orizzontali, egualitarie, libere e pacifiche, matrilineari, e senza alcun segno di classi sociali piramidali..

  4. #24
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio
    Penso sia veramente difficile passare da un modello societario basato sul patriarcato, sulla suddivisione in classi sociali, sulle caste, sulle gerarchie, sulla guerre, sulla violenza, sull'oppressione, sul razzismo, in società del tutto orizzontali, egualitarie, libere e pacifiche, matrilineari, e senza alcun segno di classi sociali piramidali..
    Prendo atto, un sola cosa non mi è chiara, come è perchè abbiamo fatto questa cappellata?
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  5. #25
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Forse su un altro pianeta molto più grande di questo, con molta più acqua e terra da spartirsi equamente con tutti, ma uno che è nato soltanto per fare la guerra e conquistare, avrà sempre codesti ideali da portare avanti.

    La propensione nel procurarsi con la forza (la guerra) ricchezza, terre e quant'altro, va in netta cotrapposizione con la vera civiltà, che predilige molto di più il lavoro e il sudore della fronte.
    In quasi tutti i popoli indoeuropei la plebe era composta da poveri del popolo di stirpe differente da coloro che erano in cima alla piramide.
    Nella Roma antica i patrizi erano gli aristocratici indoeuropei appartenenti ai clan famigliari che contribuirono a fondare Roma, erano persone che potevano vantare discendenze all'interno del proprio albero genealogico, cosa che i plebei non potevano.

    Guarda a caso, sia i germani che i Romani erano soliti delegare i lavori pesanti ai plebei, perché il lavoro loro lo ritenevano non degno, essendo popoli dediti soltanto alla conquista ed alla guerra.

    Nei campi dunque si trovavano soltanto schiavi, donne (per i germani) e persone appartenenti al popolo (per i romani), naturalmente i plebei non potevano godere di nessun diritto "civile", non potevano entrare in luoghi di culto religioso, non potevano entrare a far parte del senato (cosa riservata solamente agli aristocratici), era d'obbligo per loro soltanto votare, andare in guerra (nella fanteria leggere ovviamente), e lavorare nei campi dei propri padroni.
    Oggi la cosa è un pochino diversa, ma la differenza e la forte disuguaglianza tra il popolo e coloro che posseggono gran parte delle ricchezze del potere del pianeta è ancora molto ma molto forte.
    Ultima modifica di GILANICO; 23-05-14 alle 18:32

  6. #26
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    La stessa cosa continuò nel medioevo con i servi della gleba...
    Il lavoro rende liberi, ma soltanto i padroni e gli arrivisti, specialmente il lavoro come lo anno sempre inteso gli indoeuropei, che non è mai stato realmente un lavoro LIBERO, dove tu sei il padrone di te stesso mi spiego???

    Tanto è vero che nei campi di concentramento facevano lavorare e spaccare la schiene soltanto agli ebrei, gli omosessuali, i comunisti e gli zingari..
    Ultima modifica di GILANICO; 23-05-14 alle 18:38

  7. #27
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Prendo atto, un sola cosa non mi è chiara, come è perchè abbiamo fatto questa cappellata?
    Per alcuni è una cappellata (come per il sottoscritto) per altri invece è una genialata.
    Comunque non saprei darle una risposta, anche perché penso che siano molte le cose da dire..

  8. #28
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio
    La propensione nel procurarsi con la forza (la guerra) ricchezza, terre e quant'altro, va in netta cotrapposizione con la vera civiltà, che predilige molto di più il lavoro e il sudore della fronte.
    In quasi tutti i popoli indoeuropei la plebe era composta da poveri del popolo di stirpe differente da coloro che erano in cima alla piramide.
    Nella Roma antica i patrizi erano gli aristocratici indoeuropei appartenenti ai clan famigliari che contribuirono a fondare Roma, erano persone che potevano vantare discendenze all'interno del proprio albero genealogico, cosa che i plebei non potevano.

    Guarda a caso, sia i germani che i Romani erano soliti delegare i lavori pesanti ai plebei, perché il lavoro loro lo ritenevano non degno, essendo popoli dediti soltanto alla conquista ed alla guerra.

    Nei campi dunque si trovavano soltanto schiavi, donne (per i germani) e persone appartenenti al popolo (per i romani), naturalmente i plebei non potevano godere di nessun diritto "civile", non potevano entrare in luoghi di culto religioso, non potevano entrare a far parte del senato (cosa riservata solamente agli aristocratici), era d'obbligo per loro soltanto votare, andare in guerra (nella fanteria leggere ovviamente), e lavorare nei campi dei propri padroni.
    Oggi la cosa è un pochino diversa, ma la differenza e la forte disuguaglianza tra il popolo e coloro che posseggono gran parte delle ricchezze del potere del pianeta è ancora molto ma molto forte.
    Buongiorno. Mi scusi se intervengo, ma, a parte il primo concetto, su cui non posso che essere ovviamente d'accordo (guerra no lavoro sì), sul resto dei concetti espressi rimango un po' perplesso. Innanzitutto sulla loro contestualizzazione cronologica: mi sembra che si faccia di tutta l'erba un fascio, cosa che è assolutamente pericolosa. Nei circa 1200 anni trascorsi dalla fondazione di Roma al crollo dell'Impero romano d'occidente - se vogliamo prendere per buone le date convenzionali - la società romana ha conosciuto una evoluzione continua, di cui non si può non tenere conto. Quando lei dice che nell'antica Roma ai plebei era stato destinato il lavoro nei campi (ma - attenzione - anche il commercio e l'artigianato) ed impedita l'appartenenza al Senato, e i patrizi (o comunque le classi dominanti) si astenevano dai lavori pesanti e si limitavano a gestire il potere, probabilmente prende spunto dalla testimonianza di Dionigi d'Alicarnasso relativa all'età romulea, ma ci andrei con le molle relativamente all'attendibilità. Cincinnato alla metà del 5° sec. a.C. era un ex-console (e ho detto tutto...) cui venne offerta la dittatura mentre stava arando i suoi campi ('ste cose una volta venivano insegnate alle elementari), e alla fine del secolo fu aperta ai plebei la possibilità di ricoprire la questura, e quindi automaticamente di accedere al Senato. Dunque, alla fine del 5° secolo la situazione era questa: le classi superiori si sporcano le mani e quelle inferiori arrivano alle leve del potere. E poi, lei dice che i plebei
    non potevano godere di nessun diritto "civile", non potevano entrare in luoghi di culto religioso, non potevano entrare a far parte del senato (cosa riservata solamente agli aristocratici), era d'obbligo per loro soltanto votare, andare in guerra (nella fanteria leggere ovviamente), e lavorare nei campi dei propri padroni.
    Ma chi? Quando? Dove? Come? Innanzitutto i padroni ce l'hanno solo i cani e gli schiavi, e i plebei non erano né gli uni né gli altri: erano uomini liberi che - se dediti all'agricoltura - possedevano, lavoravano e amministravano la propria terra, senza problemi e scossoni almeno fino a quando non si creò un problema in età pre-graccana. Inoltre, lei probabilmente cade nella facile ma non esatta equazione plebei=poveri. I più intraprendenti di loro - non pochi - grazie alla loro abilità nei commerci (arttività in teoria preclusa ai senatori, fra l'altro) riuscirono ad accumulare non trascurabili fortune che - fino a quando sussistette la composizione dell'esercito per classi - consentirono loro di acquistare senza problemi una panoplia completa e militare nella fanteria pesante (fra l'altro, questa possibilità di acquisire guadagni - e quindi potere - dalla fine della repubblica diventa via via più frequente anche fra i liberti, e quindi ex schiavi, molti dei quali di colore: immagini un po' quanto era classista e razzista la società romana...). Infine, perché non voglio tediare ulteriormente, a forza di conquistare e manovrare le leve del potere fra le gentes plebee senatorie si formò una vera e propria aristocrazia, quella della nobilitas, che aveva poco da invidiare a quella del patriziato. Insomma, tutto questo solo per dire che bisognerebbe stare attenti a determinate affermazioni generiche, che potrebbero finire per svilire il ragionamento generale.

  9. #29
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Anxur Visualizza Messaggio
    Buongiorno. Mi scusi se intervengo, ma, a parte il primo concetto, su cui non posso che essere ovviamente d'accordo (guerra no lavoro sì), sul resto dei concetti espressi rimango un po' perplesso. Innanzitutto sulla loro contestualizzazione cronologica: mi sembra che si faccia di tutta l'erba un fascio, cosa che è assolutamente pericolosa. Nei circa 1200 anni trascorsi dalla fondazione di Roma al crollo dell'Impero romano d'occidente - se vogliamo prendere per buone le date convenzionali - la società romana ha conosciuto una evoluzione continua, di cui non si può non tenere conto. Quando lei dice che nell'antica Roma ai plebei era stato destinato il lavoro nei campi (ma - attenzione - anche il commercio e l'artigianato) ed impedita l'appartenenza al Senato, e i patrizi (o comunque le classi dominanti) si astenevano dai lavori pesanti e si limitavano a gestire il potere, probabilmente prende spunto dalla testimonianza di Dionigi d'Alicarnasso relativa all'età romulea, ma ci andrei con le molle relativamente all'attendibilità. Cincinnato alla metà del 5° sec. a.C. era un ex-console (e ho detto tutto...) cui venne offerta la dittatura mentre stava arando i suoi campi ('ste cose una volta venivano insegnate alle elementari), e alla fine del secolo fu aperta ai plebei la possibilità di ricoprire la questura, e quindi automaticamente di accedere al Senato. Dunque, alla fine del 5° secolo la situazione era questa: le classi superiori si sporcano le mani e quelle inferiori arrivano alle leve del potere. E poi, lei dice che i plebei Ma chi? Quando? Dove? Come? Innanzitutto i padroni ce l'hanno solo i cani e gli schiavi, e i plebei non erano né gli uni né gli altri: erano uomini liberi che - se dediti all'agricoltura - possedevano, lavoravano e amministravano la propria terra, senza problemi e scossoni almeno fino a quando non si creò un problema in età pre-graccana. Inoltre, lei probabilmente cade nella facile ma non esatta equazione plebei=poveri. I più intraprendenti di loro - non pochi - grazie alla loro abilità nei commerci (arttività in teoria preclusa ai senatori, fra l'altro) riuscirono ad accumulare non trascurabili fortune che - fino a quando sussistette la composizione dell'esercito per classi - consentirono loro di acquistare senza problemi una panoplia completa e militare nella fanteria pesante (fra l'altro, questa possibilità di acquisire guadagni - e quindi potere - dalla fine della repubblica diventa via via più frequente anche fra i liberti, e quindi ex schiavi, molti dei quali di colore: immagini un po' quanto era classista e razzista la società romana...). Infine, perché non voglio tediare ulteriormente, a forza di conquistare e manovrare le leve del potere fra le gentes plebee senatorie si formò una vera e propria aristocrazia, quella della nobilitas, che aveva poco da invidiare a quella del patriziato. Insomma, tutto questo solo per dire che bisognerebbe stare attenti a determinate affermazioni generiche, che potrebbero finire per svilire il ragionamento generale.
    Mai sentite delle stronzate simili, forse sui giornaletti che si trovano al cesso ogni tanto, ma cosi grosse MAI!!!

    Guardi che i Tribuni della plebe non contavano un emerito cazzo, fu soltanto una piccola concessione dell'aristocrazia di allora, perché i plebei avevano già più volte minacciato la secessione o l'allontanamento dalla città.
    Un po' come il voto elettorale mi spiego?? è un bella invenzione di nobili aristocratici per tenere il popolo sotto controllo, facendogli credere che contino qualcosa, quando poi è tutto l'opposto.
    Il voto elettorale serve per sedare il popolo, la plebe, il proletariato, quando alla fin fine sono sempre i soliti potenti che decidono e che si spartiscono la torta tra di loro..

  10. #30
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    Predefinito Re: Per non dimenticare mai!!!

    Se adesso vogliamo far passare che i plebei godevano di privilegi alla pari dei patrizi siamo apposto!!!

    DIFATTI GLI ASINI VOLANO E LE ANATRE SGUAZZANO NEL FANGO COME DEI MAIALI.
    Ultima modifica di GILANICO; 06-06-14 alle 20:40

 

 
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