
Originariamente Scritto da
Max72
No Antonio ; non è vero che "non si fa un cazzo e nessuno può mandarti via".
Io sono nel Nord, da noi si lavora anche nel pubblico : ovviamente è imparagonabile a quand'ero in fabbrica, dire il contrario sarebbe una cretinata.
Io non facevo concorsi pubblici quand'ero in fabbrica e CRESCEVO nella fabbrica ; ma anche nel privato, c'erano regole, c'erano DIRITTI : ma erano molto pochi quelli che ci "marciavano", la maggioranza lavorava(come il sottoscritto) anche sabato, domenica e festività se era necessario.In cambio, la fabbrica ti permetteva di crescere professionalmente(molto di più che nel Pubblico, credimi) e ti pagava BENE.
Poi però si è innescata una corsa al ribasso, tranciando diritti e stipendi, e c'è chi si ritrovava dopo ANNI di culo partendo dalla gavetta, alla posizione di tecnico...ma la paga restava invariata ed i contratti a termine restavano anch'essi invariati, NON permettendoti di pianificare NULLA sul tuo futuro : questa è stata, parlando del mio caso personale, la ragione per la quale ho iniziato a rafficare tutti i concorsi fin quando non ne ho bucato uno a tempo indeterminato.
Non faccio un lavoro "bellissimo" nel pubblico, paragonando quello che facevo in fabbrica come tecnico(e prima ero macchinista ed aiutante capoturno, quando serviva), ma il fatto è che adesso perlomeno, non devo più vedermi passare davanti dei paraculati che puntualmente passavano ad indeterminato anche se con meno anzianità ed esperienza, oltre a mansioni nettamente inferiori : posso pianificare il mio futuro facendo mutui, se mi becco una malattia, non devo preoccuparmi del "rinnovo contrattuale" : ho il tempo ed il modo(di legge ovviamente, senza prendere in giro nessuno, mai stato il tipo) di curarmi e guarire....se paradossalmente si tornasse indietro di colpo(con contratti indeterminati e SERI), me ne andrei ancora in fabbrica senza pensarci un minuto.
Io non sono mai stato capace di "non fare un cazzo", perchè mi sono sempre fatto il sedere, questo mi hanno insegnato, a meritarmi la busta : ma mi hanno anche insegnato, a far valere i miei diritti, ad essere equamente pagato e trattato con rispetto, come un essere umano.
Non m'interessava il posto da fancazzista(e nemmeno mi fregherebbe averlo adesso ; non fare un cazzo, per me significa stare male, sentirmi inutile e farmi passare 6 ore come se fossero 18), m'interessava solo smetterla di vivere il lavoro come un esaurimento nervoso, e non come prima quando lo sentivo come un Sacro Dovere e con la voglia e la responsabilità di alzarmi tutte le mattine(o le notti) e dare il massimo insieme ai mie Colleghi....una volta fatto, uscire contento, in pace con me stesso, ed avere la sicurezza che se mi rompevo una gamba giocando a calcio, non mi avrebbero sbattuto fuori trattandomi come un inutile sacco dell'immondizia "non più competitivo".
Il problema, è che hanno ammazzato il Lavoro nel privato, sia per voi imprenditori, che per noi dipendenti, che di fronte alla globalizzazione, siamo stati tutti ZITTI senza opporci a nulla....ecco perchè ci ritroviamo in questo schifo da ambo le parti.