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    Predefinito Gli effetti dello scandalo NSA sull’industria del cloud computing

    Gli effetti dello scandalo NSA sull’industria del cloud computing


    Le conseguenze economiche dello scandalo NSA, lo sappiamo, sono tutt’altro che marginali. Le stime in termini di impatto sul business delle telecomunicazioni negli Stati Uniti sono diverse, e (come ricorda Time) potrebbero toccare secondo Forrester i 180 miliardi di dollari entro il 2016 per il mercato della fornitura di connettività. Per la stessa data, il danno prodotto per il business del cloud computing, dice un rapporto ITIF, potrebbe aggirarsi intorno ai 35 miliardi.
    Ma gli effetti in termini monetari sono solo una parte del problema: il punto è che Edward Snowden ha mostrato come e quanto non ci si possa fidare di servizi sotto la giurisdizione statunitense. La recentissima rivelazione di Reuters, secondo cui il colosso della sicurezza RSA avrebbe adottato non uno – come già noto – ma due strumenti crittografici sviluppati dalla NSA (e dunque tutt’altro che efficaci per sottrarsi al suo sguardo), non fa che confermare il grado di invadenza e spregiudicatezza dell’intelligence USA, anche a costo di minare il fondamento del rapporto di fiducia tra utenti e fornitori di servizi che si propongano di metterne al sicuro le comunicazioni private, o immagazzinarne i dati nella «nuvola» senza che questo significhi contemporaneamente affidarli tutti e a propria insaputa alle spie.
    La conseguenza più preoccupante, in altre parole, è politica. Anzi, geopolitica: riguarda la governance stessa di Internet, e il suo futuro. Il tema non è nuovo, dato che da quando Brasile e Germania hanno proposto di detenere i dati prodotti all’interno del Paese entro i confini nazionali o europei si parla di «balcanizzazione» di Internet; ovvero, di farne uno strumento non più globale, ma costituito di isole tra loro sconnesse. E, questo è il problema, soggette strutturalmente ai vezzi dei governi nazionali.
    La novità è che il settore privato sembra essere d’accordo. Come rivela per la prima volta è un sondaggio commissionato da NTT Communications all’azienda di ricerche di mercato Vason Bourne, ben l’82% dei mille decisori del settore ICT interpellati (da Francia, Germania, Hong Kong, UK e USA) è d’accordo con Angela Merkel (spiata, dice Der Spiegel, insieme non solo ad altri 120 circa leader mondiali, ma anche ad aziende ICT tedesche). Addirittura solo il 5% ritiene che il luogo dove vengono immagazzinati i propri dati non conti. Di conseguenza, circa uno su tre dei rispondenti ha cominciato a spostare i dati «dove sa che possono essere al sicuro».
    Ma è l’industria del cloud computing a uscirne peggio: nove su dieci dei decisori interpellati sostiene di aver mutato i comportamenti di consumo nei confronti dei servizi cloud; il 16% ha cancellato contratti per la loro fornitura; il 62% di quelli che non vi fanno ancora ricorso sostiene di aver rinunciato ad adottare soluzioni cloud a seguito delle rivelazioni di Snowden; e se proprio devono farvi ricorso, preferiscono nella quasi totalità dei casi (97% i rispondenti europei, 92% quelli USA) affidarsi a servizi «localizzati nella loro stessa regione». Nei fatti, la geografia è già ridiventata un fattore chiave in quello che, fin dal nome («nuvola informatica»), appare come un settore caratterizzato dall’assenza di confini. Al contrario, «la sovranità conta nel mondo dell’ICT». E, si legge nel rapporto, se mondo virtuale e fisico non vanno d’accordo per quanto riguarda il mercato dei dati, gli interpellati «si schierano con decisione dalla parte del mondo fisico». Il grafico qui di seguito lo mostra chiaramente:

    C’è di buono che questo scetticismo significa maggiori investimenti in sicurezza, più attenzione alle norme sulla protezione dei dati e controlli sulle condizioni di affidamento a soluzioni cloud. Ma lo spettro di essere costretti ad accettare un web non più world wide per l’incapacità di produrre riforme in grado di mettere fine alla sorveglianza indiscriminata di massa si fa, come notava Ian Brown lo scorso novembre, sempre più concreta. Anche e soprattutto alla luce della difficoltà di intravedere nei piani per riformare l’NSA di Obama una soluzione soddisfacente.

  2. #2
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    Predefinito Re: Gli effetti dello scandalo NSA sull’industria del cloud computing

    http://ilmanifesto.it/datagate-il-ba...-della-nuvola/
    Datagate: il bagno di sangue della nuvola


    — Simone Pieranni, 15.1.2014


    Scandalo Nsa. I giganti tecnologici americani perdono importanti quote di mercato internazionale
    Il quartier generale della Nsa nel Maryland
    © Reuters


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    Gli otti*mi*sti dell’internet, ci ave*vano rac*con*tato che il cloud com*pu*ting sarebbe stato il futuro migliore per gestire il nostro mondo in rete: basta hard disk e acces*sori, tutto sulla nuvola, o sulle tante parti che — ovun*que nel mondo — for*mano i luo*ghi vir*tuali all’interno dei quali inse*rire le nostre infor*ma*zioni. Ovvero i dati, da quelli più per*so*nali a quelli di lavoro, ban*cari, rela*tivi ad acqui*sti on line: oggi tutto que*sto è già reale, attra*verso i nostri smart*phone, tablet e per*so*nal com*pu*ter. All’epoca ci dis*sero che non esi*ste*vano dubbi circa il punto più con*tro*verso, quello rela*tivo alla sicu*rezza dei nostri dati sulla nuvola.
    Come ci si poteva assi*cu*rare che non potes*sero finire nelle mani di sco*no*sciuti o peg*gio di mul*ti*na*zio*nali, in grado di uti*liz*zarli per ven*dere i pro*pri pro*dotti? Domanda sem*pre astiosa per gli otti*mi*sti della rete, che cre*dono che su inter*net il pro*fitto non esi*sta, ma ancora più attuale oggi a seguito dello scan*dalo Data*gate, che in modo lam*pante ha dimo*strato due cose: che la sicu*rezza dei dati infor*ma*tici è vio*lata addi*rit*tura dai governi che dovreb*bero garan*tirne la pro*te*zione e che il sistema cloud fa girare una massa enorme di soldi. E iro*nia della sorte, pro*prio la man*canza di sicu*rezza pale*sata dal sistema ame*ri*cano, rischia di man*dare all’aria una cre*scita espo*nen*ziale di tutta l’industria. I grandi del cloud com*pu*ting ame*ri*cano stanno per*dendo una marea di soldi, gra*zie alle rive*la*zioni di Sno*w*den e al pastic*cio della Nsa: con*ti*nue novità circa spiate e con*trolli non fanno che aumen*tare lo scet*ti*ci*smo nei con*fronti della tec*no*lo*gia ame*ri*cana, che nei pros*simi tre anni potrebbe per*dere almeno 35 miliardi di dol*lari di business.
    C’è di più natu*ral*mente: ci sono le aziende euro*pee o asia*ti*che, che pren*de*ranno la palla al balzo pur sug*gel*lare sor*passi inspe*ra*bili senza la bomba Nsa e c’è un con*ti*nuo fluire verso con*cetti di sovra*nità digi*tale che cam*bie*ranno per sem*pre la geo*gra*fia mon*diale dell’internet.
    Pro*ce*dendo con ordine, al primo posto ci sono i soldi. Alcuni mesi fa le grandi aziende ame*ri*cane ave*vano fatto quanto sanno fare nel modo migliore. Rac*chiusi in un ipo*te*tico «don’t be evil» di scuola Goo*gle, Apple, Micro*soft, Yahoo!, Twit*ter, Face*book, hanno scritto a Obama per chie*dere una rego*la*men*ta*zione delle poli*ti*che di con*trollo della Nsa. Lo hanno fatto – hanno detto — in nome della libertà e della pri*vacy dei cit*ta*dini, ma è chiaro che l’elemento che si pone come prio*ri*ta*rio è il rischio di un’ingente per*dita eco*no*mica, per man*canza di fidu*cia dei mer*cati inter*na*zio*nali. Governi, aziende, ammi*ni*stra*zioni e sin*goli cit*ta*dini, hanno ormai il timore di met*tersi nelle mani di ser*vizi infor*ma*tici ame*ri*cani. Secondo un rap*porto dell’Infor*ma*tion Tech*no*logy and Inno*va*tion Foun*da*tion, l’industria ame*ri*cana di cloud com*pu*ting sarebbe in pro*cinto di per*dere tra i 22 e i 35 miliardi di dol*lari nei pros*simi tre anni come risul*tato delle rive*la*zioni del Datagate.
    Si tratta di un mer*cato che da qual*che anno ha fatto passi avanti da gigante: dei 13, 5 miliardi di dol*lari di inve*sti*menti fatti nell’industria della nuvola nel 2011, 5,6 miliardi arri*vano da com*pa*gnie nord ame*ri*cane. Gli altri Stati hanno pro*vato a per*cor*rere la stessa strada, ben sapendo che di fronte alla scelta dei lea*der di mer*cato, non restava che alli*nearsi. La Fran*cia ha speso 135 milioni di dol*lari in inve*sti*menti. Il totale dei soldi riser*vati a que*sto set*tore hanno dei pic*chi impo*nenti: entro il 2016 l’industria dovrebbe por*tare ad un giro di affari di circa 207 miliardi di dol*lari. Un incre*mento, dal 2012 al 2016, di circa il 100 per*cento, a fronte di una cre*scita del mer*cato digi*tale molto minore (3 percento).
    Jean Fran*cois Aude*nard, il cloud secu*rity advi*sor di France Tele*com, all’interno del report della Itif ha spie*gato: «È estre*ma*mente impor*tante che i governi euro*pei inve*stano in que*sto set*tore, per*ché pen*sare che tutti i dati delle aziende fini*scano sotto il con*trollo ame*ri*cano non è auspi*ca*bile per le popo*la*zioni europee».
    Sulle con*se*guenze dello scan*dalo Nsa e il busi*ness tec*no*lo*gico, si è espressa anche Nee*lie Kroes, la com*mis*sa*ria euro*pea per le que*stioni digi*tali: «Se i con*su*ma*tori euro*pei non si fidano del governo degli Stati Uniti, è pro*ba*bile che nutrano la stessa sfi*du*cia nei con*fronti dei ser*vizi di cloud com*pu*ting gestiti da aziende ame*ri*cane. Se que*sto è vero, ci sono con*se*guenze in ter*mini eco*no*mici piut*to*sto pesanti per le aziende sta*tu*ni*tensi. Se io fossi un diri*gente di un’azienda Usa, in que*sto momento, sarei piut*to*sto arrab*biata con il mio governo». La per*dita sta*tu*ni*tense si regi*stre*rebbe in modo ancora più dram*ma*tico in quelle zone del mondo dove ci sono già inve*sti*menti in corso: in Asia, secondo una ricerca pub*bli*cata da The Indi*pen*dent, la Cisco ha già perso l’8,75 per*cento del suo mer*cato, men*tre la Ibm dallo scorso ago*sto a otto*bre avrebbe dimi*nuito le ven*dite del 15 per*cento. La Cina è a capo di que*sta cor*data anti Usa: almeno fino a che negli Stati Uniti le sue aziende non incon*tre*ranno più bar*riere poli*ti*che e ideologiche

 

 

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