







Calma e gesso, se per quello un socialista non era neppure per le purghe staliniane e per l'impiccaggion e di imre nogy.
La violenza, l'uso della giustizia per eliminare coloro che potevano intralciarti il cammono (progressiata) erano comunisti non fascisti.
Almeno il fascismo teneva fuori la giustizia da certe beghe interne...




Ma perchè parliamo di un fantomatico "caso craxiano" ? Craxi si disse sempre uomo di sinistra, come tale era considerato dai leaders socialisti suoi coevi e anche nella Seconda Repubblica preferiva uno schema neocentrista a uno sul semplice entrismo nel Polo. La sua idea sarebbe stata una coalizione di centro tra Forza Italia, scheggie democriste, e residui liberalsocialisti che escludesse AN, e in tal senso appoggiò il Trifoglio tra PRI-SDI e Cossiga. Nel 1994 appoggiò la nascita di Forza Italia ma si oppose all'alleanza con l'MSI, voleva una alleanza Nano-Lega-PPI-PSI contro gli odiati "comunisti", ma non l'antenato dell'attuale centrodestra xenofobo.
Ancora nei suoi fax del 1998 esprime ammirazione per Bertinotti ultimo uomo di sinistra rimasto in Italia, o una roba del genere, per star lottando sulle 35 ore e contro le privatizzazioni.
Cicchitto nel 1994 era candidato coi progressisti. Amato era nel Patto Segni come Tremonti.
Tremonti, Brunetta e Sacconi nel PSI contavano zero o poco più, parliamo di due tecnici in quota e di uno il cui unico lavoro politico precedente agli anni '90 era stato come esterno nell'Assemblea Nazionale del Partito.






Faccio confusione ! per progresso significa andare avanti e stare é un verbo che esprime assenza di movimento.
Detto questo se per il semplice fatto di andare, ossia camminare, si aspira di arrivare in un luogo felice sarei piuttosto interessato d'avere con me una bussola, tanto per non perdere la retta via.
Nonostante fossi socialista non mi sono mai professato progressista, forse perchè non capivo il significato allegorico del termine.
Ricordo quanto ci tenesse bettino al dipinto di pelissa da volpedo, in esso vi vedeva unma massa di proletari in marcia, forse era l'unico indizio di progresso
ossia lasciare una situazione catastrofica, solo così andava la pena di camminare.


C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".