

"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


Probabile che manipolino le immagini per renderle piu' crudeli, non so quali filmini ai visto ma quello del pilota non mi sembra accentuato sicuramente tagliato in lunghezza.Io pero' ho uno sgozzamento in diretta e non mi sembra per niente manipolato in crudelta' perche' lo e' di per se.
(oggi non ci ho fantasia a scrivere, posto solo cazzate)


l'atto crudele resta tale sia se fatto con un telefonino o con camere professionali, i los zetas rendono molto anche senza effetti speciali e il messaggio arriva diretto e crudo, questi invece realizzano un contorno, titoli di coda, musica, effetti non è il crimine che vogliono esaltare ma l'organizzazione.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"




Vero. Non ci si fa molto caso credo perche' l'assassinio cruento e' diretto a noi per intimidirci mentre sottotitoli e preghiere sono dirette a rassicurare chi segue il loro credo simboleggiando l'omicidio come giustizia giusta verso gli infedeli voluta dal loro dio. Mia modesta interpretazione.


Renzie ha appena detto che "non è tempo l'intervento militare".
Insomma come al solito staremo a guardare. Magari si farà avanti la Francia e si prenderà tutto il petrolio.




Ma più che altro non si mettono d'accordo prima di parlare ?
Siamo passati dalla guida della ''coalizione'' al ''tempo della saggezza '' ( ma de che , roba da utente medio di facebook ) .
Boh


infatti il resto poi lo fanno le TV occidentali.
In Libia tutt'al più possono danneggiare le infrastrutture dell'Eni e infiltrare qualche jihadista (che poi dovrà uscire dal Cie, procurarsi armi e fare qualche sparatoria amatoriale stile Copenaghen). Inutile pensare agli scud, è solo mangime per scribbacchini.
Le capacità militari dell'Isis in Libia sono limitate. Come si è visto con il controllo che hanno sugli scafisti. Infatti se avessero saputo, e se ne fossero stati in grado, non avrebbero permesso di lasciar andare via gli uomini della guardia costiera che sarebbero diventati forte oggetto di persuasione. Non stiamo parlando di Iraq e Siria, la Libia è una Nazione ridotta ai minimi termini, milioni di uomini e donne in meno rispetto ai sei milioni dati dalle vecchie statistiche, Egitto che bombarda, Italia e quindi nato pronti alla guerra. A meno che non si voglia mantenerli al minimo per altri dieci anni, utili per la destabilizzazione del mediterraneo, questi soggetti sono già finiti.
Ultima modifica di Mitteleuropa; 16-02-15 alle 15:23


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Nella sua ultima intervista Muhammar Gheddafi, per 42 anni rais della Libia, aveva detto: “la scelta è tra me o Al Qaeda”.Ultima intervista
Il 7 Marzo 2011, Muhammar Gheddafi veniva intervistato da Laurent Valdiguiè per il Journal du Dimanche, in Italia il testo venne tradotto e ripreso dal Corriere della Sera. Il leader della Libia che aveva preso il potere nel 1969, spodestando Re Idris I, in quell’occasione ha avvertito l’Occidente: permettere, se non proprio provocare, la dissoluzione della Jamahiriya (Repubblica popolare) da lui fondata comporterà l’islamizzazione del Nord Africa e “avrete la jihad di fronte a voi, nel Mediterraneo”.Le sue parole furono scambiate per auto-celebrazione – “il regime qui in Libia va bene, è stabile” – di fronte all’avanzare della cosiddetta “primavera araba”, il movimento di proteste che avrebbe dovuto portare una ventata di diritti e democrazia nel mondo arabo.Per Gheddafi, invece, “gli eventi sono stati presentati all’estero in modo molto diverso. E’ stato detto che si sparava su manifestanti tranquilli… ma la gente di Al Qaeda non organizza manifestazioni! Non ci sono state manifestazioni in Libia! E nessuno ha sparato sui manifestanti! Ciò non ha niente a che vedere con quanto è successo in Tunisia o in Egitto! Qui, gli unici manifestanti sono quelli che sostengono la Jamahiriya”.Il leader libico sentiva di poter far fronte alla protesta, diversamente dai governi di Tunisia ed Egitto, in virtù della fiducia nutrita dal popolo nei suoi confronti: “qui il potere è in mano al popolo. Io non ho potere, al contrario di Ben Ali o Mubarak. Sono solo un referente per il popolo. Oggi noi fronteggiamo Al Qaeda, siamo i soli a farlo, e nessuno vuole aiutarci”.Isis alle porte
Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha dichiarato che l’Italia è pronta a combattere in Libia nel quadro della legalità internazionale, dello stesso avviso il ministro della Difesa Pinotti che ha aggiunto come l’impegno dell’Italia nel paese nord africano potrebbe essere “numericamente significativo”. Anche se le forniture negli ultimi due anni sono state incostanti, il 21% del petrolio e il 10% del gas acquistato dall’Italia proviene dalla Libia.Da quando il regime di Gheddafi è caduto ci sono state due elezioni parlamentari, nel 2012 e nel 2014, ma il territorio libico non è mai stato totalmente sotto il controllo delle autorità. Al momento il governo di Abdullah al Thinni, riconosciuto dalla comunità internazionale, governa a Est, con sede a Tobruk, mentre la parte Ovest del paese, compresa la capitale ufficiale Tripoli, è in mano alle milizie islamiste riunite in una coalizione denominata “Alba della Libia”.In più due città libiche, Derna (vicina a Tobruk) e Sirte, sono sotto il controllo di milizie reputate vicine allo Stato Islamico.
Scritto da: Guglielmo Sano
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