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Discussione: Focus Libia

  1. #841
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Toh, giunto ormai a fine mandato anche Obama si toglie qualche sassolino dalle scarpe:

    Dal Corriere della Sera

    Barack Obama nel corso di una serie di interviste pubblicate dal The AtlanticObama: «Fu un errore l’attacco in Libia nel 2011».E su alcuni alleati europei: «Sono degli scrocconi»
    Dure dichiarazioni quelle rilasciate dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel corso di una serie di interviste pubblicate dal The Atlantic

    Il presidente Barack Obama si riconosce nello stato d'animo di Michael Corleone- Al Pacino, in una scena chiave del Padrino III. Il giovane boss sognava di fare altro nella vita. E' un reduce decorato, ha una bella moglie. Seduto nel suo studio riflette: «Appena pensi che sia tutto finito, la mafia ti tira dentro di nuovo». Obama si era presentato alla Casa Bianca nel 2009 con l'idea di rivoluzionare la politica estera americana: basta guerre, dialogo con i vecchi nemici, più attenzione all'Asia e all'America Latina. Ma come Don Michael non è riuscito a liberarsi della trappola più insidiosa e vischiosa: il Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti riconosce di aver compiuto degli errori, a cominciare dalla decisione di bombardare la Libia nell'agosto del 2011. Nei suoi sette anni da «Commander in chief», responsabile ultimo delle Forze armate, si è battuto, con alterni risultati, per sfuggire al copione prestabilito: se c'è una crisi nel mondo, tocca ai soldati americani intervenire. Da questo punto di vista gli alleati europei, Francia e Gran Bretagna sono stati una delusione. «Free raiders», scrocconi, gente che non vuole pagare il costo di un impegno internazionale diretto, scaricandone il peso sugli Stati Uniti.

    Il racconto di «The Atlantic»
    Nell'ultimo numero del mensile Atlantic, il giornalista Jeffrey Golberg ripercorre una larga parte della politica estera di Obama. Un lavoro minuzioso e avvincente, costruito con una serie di interviste al Presidente, al vice Joe Biden, ai consiglieri, diplomatici eccetera.
    Il lungo racconto, titolato «The Obama doctrine», la dottrina di Obama, parte da venerdì 30 agosto 2013. Quel giorno il segretario di Stato John Kerry annuncia che gli Stati Uniti puniranno il leader siriano Bashar al-Assad per aver ucciso con il sarin gas oltre mille civili inerti, bambini compresi. Diciannove minuti più tardi Obama rilascia una dichiarazione pubblica dalla Casa Bianca, confermando la linea di Kerry. Il presidente, in realtà, non è convinto. Cominciano ore di lacerazione, ripensamenti. Discussioni anche aspre nella squadra di governo. Biden condivide la riluttanza del presidente: la Siria è un vicolo cieco. Con Kerry si schierano a favore dell'intervento l'allora Segretario di Stato Hillary Clinton e Samantha Power, una dei consiglieri più stretti del presidente (oggi ambasciatrice all'Onu per gli Stati Uniti). Obama, racconta ad Atlantic, non è convinto. Sente che l'intervento in Siria fa parte di un automatismo sbagliato. Non è compito degli Stati Uniti esporsi in modo massiccio, mentre gli alleati, i «free raiders», non fanno nulla. Alla fine il presidente non darà ai bombardieri l'ordine di decollare, spiazzando la sua amministrazione e i leader di mezzo mondo, a cominciare dal britannico David Cameron e dal francese François Hollande.

    L’errore libico
    Tanti giudizi retrospettivi, decisioni che appaiono ancora giuste. Altre discutibili o sbagliate. Obama, per esempio, considera ora un errore la missione in Libia nel 2011. Anche in quel caso il presidente si sentì come trascinato ad agire. «Pensavo che gli europei, Gran Bretagna e Francia, allora guidata da Nikolas Sarkozy avrebbero fatto di più». Invece Cameron «fu distratto» da altre cose e Sarkozy fu sconfitto alle presidenziali l'anno dopo. «E ora - è l'amara conclusione di Obama - la Libia è a mess, una confusione totale».

    Obama: «Fu un errore l’attacco in Libia nel 2011».E su alcuni alleati europei: «Sono degli scrocconi» - Corriere.it

    Meglio tardi che mai si potrebbe aggiungere, anche se avrei voglia di usare ben altre espressioni.......
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  2. #842
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Toh, giunto ormai a fine mandato anche Obama si toglie qualche sassolino dalle scarpe:

    Dal Corriere della Sera




    Obama: «Fu un errore l’attacco in Libia nel 2011».E su alcuni alleati europei: «Sono degli scrocconi» - Corriere.it

    Meglio tardi che mai si potrebbe aggiungere, anche se avrei voglia di usare ben altre espressioni.......

    voglio cercare di essere pulito: che siano dannate le anime dei vostri defunti e di chi vi ha dato il voto

    ora vi accorgete dell errorino della libia? ora vi accorgete chi sono i sauditi dopo lo sgambetto del petrolio?
    il bello che ha candidamente ammesso che neanche lui prendeva tali decisioni

    che demente
    e ancora più demente chi l ha votato e chi gli ha dato il nobel sulla fiducia

    se esiste una giustizia divina devi finire sotto una macchina

  3. #843
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    Predefinito Re: Focus Libia

    per chi non l avesse mai visto
    guardatevelo per intero



  4. #844
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Viene confermata la tesi che in realtà Obama non aveva alcuna voglia di rovesciare Gheddafi e non ha alcuna voglia di rovesciare Assad.

  5. #845
    Disilluso cronico
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Viene confermata la tesi che in realtà Obama non aveva alcuna voglia di rovesciare Gheddafi e non ha alcuna voglia di rovesciare Assad.
    Forse ha imparato dai suoi errori.

    Troppo tardi però.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  6. #846
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Viene confermata la tesi che in realtà Obama non aveva alcuna voglia di rovesciare Gheddafi e non ha alcuna voglia di rovesciare Assad.
    più che altro con queste dichiarazioni da un assist a trump e affossa la clinton

  7. #847
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Viene confermata la tesi che in realtà Obama non aveva alcuna voglia di rovesciare Gheddafi e non ha alcuna voglia di rovesciare Assad.
    si certo . i premio nobel per la pace ... ma d che pulpito . .


  8. #848
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  9. #849
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Obama si confessa sulla Libia: ‘Spettacolo di merda’

    MARZO 12, 2016 LASCIA UN COMMENTO

    Estratto dall’intervista di The Atlantic
    Barack Obana, Susan Rice, John Kerry e Joe Biden
    (…) Ma ciò che sigla la visione fatalistica di Obama è il fallimento dell’intervento della sua amministrazione in Libia nel 2011. Questo intervento aveva lo scopo di evitare che l’allora dittatore del Paese, Muammar Gheddafi, massacrasse gli abitanti di Bengasi, come minacciava. Obama non voleva immischiarsi; fu consigliato da Joe Biden e dal segretario alla Difesa uscente Robert Gates, tra gli altri, a starne alla larga. Ma una forte fazione nella sicurezza nazionale, la segretaria di Stato Hillary Clinton e Susan Rice, allora ambasciatrice alle Nazioni Unite, insieme a Samantha Power, Ben Rhodes e Antony Blinken, allora consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, spinsero duramente a proteggere Bengasi, prevalendo. (Biden è aspro nel giudicare la politica estera di Clinton, dicendo in privato, “Hillary vuole solo essere Golda Meir”). Le bombe statunitensi furono sganciate e la gente di Bengasi fu risparmiata da ciò che poteva, o non poteva, essere un massacro, e Gheddafi fu catturato e giustiziato. Ma Obama dice oggi che l’intervento, “Non ha funzionato”. Gli Stati Uniti, crede, pianificarono l’operazione in Libia con attenzione, eppure il Paese è ancora un disastro. Perché, dato da ciò che sembra la naturale reticenza del presidente a un maggiore coinvolgimento militare dove la sicurezza nazionale statunitense non sia direttamente in gioco, accettò la raccomandazione dei consiglieri più attivisti d’intervenire? “L’ordine sociale in Libia si è spezzato”, aveva detto Obama spiegando il suo pensiero al momento. “C’erano proteste di massa contro Gheddafi. Divisioni tribali in Libia. Bengasi era il fulcro dell’opposizione al regime. E Gheddafi aveva inviato l’esercito verso Bengasi, dicendo, ‘Li stermineremo come topi’. “Ora, l’opzione era non fare nulla, e c’erano alcuni nella mia amministrazione che dissero, per tragico che fosse la situazione libica, non era un nostro problema. La vidi come cosa che sarebbe stata un nostro problema se, in realtà, caos e guerra civile scoppiavano in Libia. Ma non era così importante per degli interessi degli Stati Uniti da permetterci di colpire unilateralmente il regime di Gheddafi. A quel punto c’erano l’Europa e numerosi Paesi del Golfo che disprezzavano Gheddafi o erano preoccupati per motivi umanitari, che chiedono l’azione. Ma come al solito negli ultimi decenni in queste circostanze, c’è chi ci spingeva ad agire per poi mostrare assenza di volontà nel mettere la pelle nel gioco”.
    “Banditi?” intervengo.
    “Banditi”, disse continuando. “Allora, dissi a quel punto che dovevamo agire nell’ambito di una coalizione internazionale. Ma poiché questo non era al centro dei nostri interessi, dovevamo avere un mandato delle Nazioni Unite; che i Paesi europei e del Golfo fossero attivamente coinvolti nella coalizione; attuare la forza militare che solo noi abbiamo, ma ci aspettiamo che gli altri sopportassero la loro parte. E lavorammo con le nostri squadre della difesa per assicurarci una strategia senza inviare truppe e un impegno militare a lungo termine in Libia. “Così effettivamente attuammo il piano come avrei potuto aspettarmi: ottenemmo il mandato delle Nazioni Unite, costruimmo una coalizione costatatici 1 miliardo di dollaro, che per le operazioni militari fu molto a buon mercato. Impedimmo un gran numero di vittime, impedimmo quello che quasi sicuramente sarebbe stato un conflitto civile prolungato e sanguinoso. E nonostante tutto questo, la Libia è un casino”. Casino è il termine diplomatico del presidente; privatamente, chiama la Libia “spettacolo di merda”, in parte perché è diventata il santuario dello SIIL già colpito da attacchi aerei. E’ diventato uno spettacolo di merda, pensa Obama, per ragioni che avevano poco a che fare con l’incompetenza statunitense e più con la passività degli alleati e la forza ostinata del tribalismo. “Quando mi volto indietro e mi chiedo cosa è andato storto”, aveva detto Obama, “c’è spazio per le critiche perché avevo più fiducia nei cittadini europei, data la vicinanza della Libia, che si occupassero del seguito”. Osservava che Nicolas Sarkozy, il presidente francese, perse la carica l’anno successivo. E disse che il primo ministro inglese David Cameron smise solo d’interessarsene, “distraendosi con varia altre cose”. Della Francia diceva, “Sarkozy si vantava della propria partecipazione nell’operazione aerea, nonostante avessimo spazzato via tutte le difese aeree configurando essenzialmente l’intera infrastruttura per l’intervento”. Questa vanteria andava bene, secondo Obama, perché permise agli Stati Uniti di “coinvolgere la Francia in modo meno costoso e meno rischioso per noi”. In altre parole, dando credito supplementare alla Francia in cambio di meno rischi e costi per gli Stati Uniti, fece uno scambio utile, tranne che “dal punto di vista di molta gente addetta alla politica estera, che pensava fosse terribile. Se abbiamo intenzione di fare qualcosa, ovviamente, dovevamo farci avanti e nessun altro deve condividere i riflettori”. Obama accusava anche le dinamiche libiche interne. “Il grado di divisione tribale in Libia era maggiore di quanto avevano previsto i nostro analisti. E la nostra capacità di avervi una qualsiasi struttura per poter interagire, avviare la formazione e iniziare a fornire le risorse fu distrutta assai rapidamente”. La Libia gli ha dimostrato che il Medio Oriente era meglio evitarlo. “Non c’è modo d’impegnarsi a governare Medio Oriente e Nord Africa”, aveva detto di recente a un ex-collega del Senato. “Sarebbe un errore fondamentale”.
    Samantha Power, John Kerry e Barack Obama
    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  10. #850
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da vostok Visualizza Messaggio
    più che altro con queste dichiarazioni da un assist a trump e affossa la clinton
    Mah per come la vedo io Obama è un debole senza spina dorsale che si fa trascinare negli eventi dagli altri leader, in politica internazionale bisogna saper essere duri e decisi, per come la vedo io pure la Clinton ha più p***e di Obama.

 

 
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