Libia: scontri fra milizie a Tripoli, 28 morti e 130 feriti - Corriere.it
In Libia 28 persone sono rimaste uccise e oltre 130 ferite nel corso di duri combattimenti tra milizie rivali a Tripoli. Lo ha reso noto il Ministero della Salute. Gli scontri sono iniziati al mattino. Non è chiaro se tra le vittime vi siano anche dei civili. Altre fonti specificano che 23 morti appartengono al campo dei lealisti. Uno dei gruppi che sostengono al Serraj ha ammesso sulla propria pagina facebook di avere perso cinque effettivi. Teatro degli scontri i quartieri residenziali della capitale libica, con colpi di mortaio e di artiglieria.
L’inviato dell’Onu in Libia, Martin Kobler, ha diramato un appello affinché cessino i combattimenti e «prevalga la ragione per il bene del Paese». Secondo alcuni testimoni sarebbero stati usati anche mezzi pesanti. «Non c’è nulla che possa fermarli», ha twittato l’ambasciatore britannico Peter Millet, puntando l’indice contro gli insorti. Le violenze sono durate diverse ore prima di spengersi lentamente, probabilmente anche grazie al fatto che domani in Libia inizia il mese del Ramadan. I combattimenti hanno avuto inizio nei pressi di un complesso di ville di lusso che fino ad alcuni mesi fa avevano ospitato il quartiergenerale delle forze dell’ex primo ministro Khalifa Ghweil, poi estromesso dal potere. Il comprensorio era stato successivamente occupato con la forza delle armi dagli uomini delle forze filogovernative.
tripoli ombelico del mondo
per chi ha sempre seguito da vicino questa "guerra" (siamo in pochi, la siria catalizza tutti) non è una sorpresa




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