

Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


e si aggiunge pure il figlio di gheddafi
Libia:Saif,'Italia nostalgica fascismo' - Europa - ANSA.it




Non proprio dietro, ma sono sicuramente interessati.
Ad Haftar interessa soprattutto dare l'impressione di avere il polso fermo e la situazione in mano, oltre che minare l'appoggio internazionale a Serraj. Quello che temo è che potrebbe decidere di procedere a provocazioni per aiutare quest'impressione, sperando magari in una reazione difensiva da parte italina che gli permetta di denunciare l'aggressione straniera alla Libia e di cercare di catalizzare su di se molta più attenzione e simpatia.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


nigro, scuola cia, provoca ma maitig resiste
Tripoli, Ahmed Maitig: "Sui migranti dovete aiutarci, ma nei centri qui in Libia" - Repubblica.it
Prima domanda, direi quasi "logistica": ma Serraj andrà a incontrare Haftar anche a Mosca?
"La Russia è un partner importante per noi, un partner storico della Libia. Siamo stati invitati a Mosca io stesso con Serraj, con altri ministri, e presto ci andremo. Ma non vogliamo alimentare nuove trattative dirette senza un'agenda, senza un piano per il negoziato chiaro, preciso. Di cosa vogliamo discutere? Di una cosa semplice: governare la Libia seguendo un metodo democratico. Un metodo che è ancora embrionale, siamo fra mille difficoltà, ma di questo si tratta. Per questo è inutile legittimare ancora discussioni senza una costruzione politica. No, Serraj per ora non va a Mosca a vedere Haftar".
Non crede che avrete ripercussioni negative con Putin?
"La Russia ha sempre avuto ed ha una efficiente diplomazia mediorientale, ha una leadership politica attenta e capace.Loro sanno come valutare e gestire i loro rapporti, e noi siamo loro amici".
Non crede che in Cirenaica Mosca sia il vero supporter di Haftar?
"La Russia sa perfettamente tutto di noi libici, noi sappiamo tutto della Libia. Mosca più volte ha confermato che vogliono avere rapporti con Tripoli e con la Cirenaica".
[...]
Grazie signor presidente per averci concesso questa intervista...
"No un attimo. C'è qualcosa di gravissimo che voi non volete vedere. Derna, una città di centomila abitanti in Cirenaica, è stata circondata in un assedio medievale, una punizione collettiva bestiale. Questo assedio è una vergogna, ed è una vergogna che il mondo si giri dall'altra parte".
Haftar dice che a Derna ci sono 200 terroristi dell'ISIS.
"Chi bombarda e assedia uomini, vecchi, donne incinte dice che lì ci sono terroristi dell'ISIS. Ma Derna è l'unica città in tutto il mondo in cui i suoi cittadini, i suoi combattenti si sono ribellati e hanno sconfitto l'Isis da soli, senza l'aiuto dei bombardieri americani o russi. Noi Consiglio Presidenziale cosa possiamo fare? Mandare il nostro esercito anche lì? Riaprire la guerra civile? Questo assedio avrà
ripercussioni per anni. Se ci sono combattenti di gruppi islamici, questo assedio brutale li spingerà a credere che l'unica soluzione sia il terrorismo. Questo assedio va spezzato, bisogna avviare un negoziato politico e soprattutto aiutare la popolazione di Derna che muore".


Cioè, questo apre un'intervista sulla Libia parlando di Mosca ?
Ma lol.


Sia Serraj sia Haftar dicono di aver "parlato" con Mosca e che ne sono appoggiati; in altri media leggo però che Haftar è sostenuto con aiuti e questo fa un tantino la differenza.
Certamente Mosca non ha interesse a risolvere le grane che la Francia e Germania e UK (Italia compresa) si sono cercate in Libia e incoraggerà la Libia di Haftar ad alzare sempre più il prezzo per impelagare anche la UE(la sua inetta dirigenza) in un conflitto che la possa danneggiare come la UE ha incoraggiato in Ukraina il colpo di Stato per danneggiare la Russia e costringerla ad assentire o ad impelagarsi in una resistenza nel Donbas che potesse indebolirla politicamente ed economicamente..
GLF


everybody loves haftar
Libia, Israele sta armando Haftar? - Gli occhi della guerra
I legami tra Israele ed il generale libico Khalifa Haftar risalirebbero almeno al 2015 quando, appena nominato Ministro della Difesa e Capo di Stato Maggiore del governo orientale di Tobruk, durante una visita ufficiale ad Amman, il leader libico si sarebbe incontrato segretamente con i capi del Mossad attraverso la mediazione degli Emirati Arabi. In quell’incontro Haftar avrebbe chiesto armi ed appoggio militare a Tel Aviv per combattere le milizie islamiste e rafforzare il proprio peso nei confronti del rivale governo di Tripoli.
L’accordo si sarebbe concretizzato qualche settimana dopo con una fornitura di armi (fucili di alta precisione di fabbricazione israeliana) e strumenti militari (visori notturni) e con un diretto appoggio militare: una serie di bombardamenti dell’aviazione israeliana contro postazioni di Daesh sulla città di Sirte.
La rivelazione viene da The New Arab (Al-Araby), che conferma che l’appoggio diretto di Israele al gen. Haftar è continuato nel 2016 e continua tuttora.
La notizia sarebbe stata ovviamente tenuta nascosta dagli israeliani per due ragioni:
perché un coinvolgimento diretto di Tel Aviv nella guerra civile libica potrebbe destabilizzare i già fragili equilibri in campo. E infatti l’Algeria, storico alleato di Haftar, ha lanciato un “forte avvertimento” contro questa alleanza.
perché l’appoggio militare di Israele viola apertamente la Risoluzione 1970 delle Nazioni Unite nella quale si fa espresso divieto di fornire armi “direttamente o indirettamente” ad una qualsiasi delle parti impegnate nella guerra libica. Risoluzione emanata con Gheddafi ma che è rimasta in vigore anche nell’attuale caos che ha trasformato la Libia in un paese con due governi
Nel Giugno scorso l’Onu ha denunciato in un suo rapporto, la violazione dell’embargo da parte degli Emirati Arabi, storici supporter del generale libico e del Governo orientale. Aerei ed elicotteri sono stati forniti negli anni dando all’Esercito Nazionale Libico (LNA) di Haftar, la superiorità aerea e massiccia capacità operativa.
La relazione contiene prove inoppugnabili, tra cui le immagini satellitari della base aerea di Al-Khadim ad est di Benghazi, che mostrano la concentrazione di velivoli e droni, e documenti che tracciano il passaggio di armamenti e mezzi militari (la Bielorussia avrebbe confermato la vendita agli Emirati di 4 elicotteri d’attacco che sarebbero poi stati “passati” ai libici). Sarebbe difficile per Israele giustificare una uguale violazione.
Il rapporto Haftar/Israele
In realtà le relazioni tra Haftar e Israele non sono mai state idilliache, sopratutto perché il generale viene da una storia complessa e controversa anche nei suoi rapporti con lo Stato ebraico.
Nel 1973, fu lui a comandare le truppe libiche inviate in aiuto degli egiziani durante la guerra dello Yom Kippur, per cercare di fermare la controffensiva israeliana sul Sinai. D’altro canto, giovane allievo ufficiale formatosi in Unione Sovietica, a 26 anni Haftar partecipò alla Rivoluzione libica accanto a Gheddafi, divenendo uno dei suoi più fedeli uomini.
Caduto in disgrazia del Rais dopo la disfatta delle truppe libiche da lui guidate in Ciad (dove fu persino fatto prigioniero), fu costretto a fuggire dalla Libia e riparare negli Usa dove divenne uno dei più attivi cospiratori anti-regime iniziando a collaborare con la Cia e ottenendo la cittadinanza americana.
Eppure qualche anno fa, in un passaggio di un’intervista rilasciata a Franco Battistini sul Corriere della Sera, Haftar creò grande sconcerto nel mondo arabo, dichiarando la sua disponibilità a ricevere aiuti militari da Israele perché: “il nemico del mio nemico, è mio amico”. Anche se riteneva improbabile ci fosse una reale volontà israeliana a combattere il terrorismo.
Un asse israeliano-sunnita?
Attualmente l’Esercito Nazionale Libico sotto il comando di Haftar è la forza militare più potente della Libia, in aperta opposizione al Governo di Serraj, insediato per volontà dell’Onu (e appoggiato da Paesi come l’Italia) ma che, come spiega Giancarlo Elia Valori, “conta poco e nulla persino nelle strade di Tripoli”, ed è “ostaggio dei cartelli islamici e islamisti (tra cui spicca la Fratellanza Musulmana)” come ha spiegato Giampiero Venturi su Difesa On Line.
Haftar ha dalla sua invece l’appoggio di Egitto, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Algeria. Appoggio che si è consolidato dopo la crisi con il Qatar. In modo particolare l’Egitto (con cui il Governo orientale di Tobruk confina) vede in Haftar (soprannominato non a caso, l’Al-Sisi libico) l’uomo forte in grado di spazzare via le residue resistenze dei Fratelli Musulmani ancora presenti nella Libia occidentale.
Anche la Russia di Putin appoggia apertamente Haftar mentre gli Stati Uniti, apparentemente, hanno dichiarato di non voler ricoprire alcun ruolo nella questione libica.
In termini di equilibri internazionali, l’appoggio diretto di Israele al gen. Haftar confermerebbe l’intensificarsi di un’asse tra Israele e i Paesi arabi sunniti: in particolare Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi; alleanza costruita chiaramente in chiave anti-iraniana che spiega anche il ruolo ombra che Israele ha avuto in Siria, appoggiando spesso le forze ribelli di Al-Nusra e imponendo a Putin e alla Russia il ruolo di garanti della presenza iraniana nel conflitto e di controllori degli Hezbollah.
Una foto rivelatrice
Nel scorso Luglio un ministro del governo di Tobruk (e uomo di riferimento di Haftar) ha partecipato a Rodi ad una conferenza con esponenti del mondo ebraico mediorientale.
Al di là della conferma se Tel Aviv ha armato Haftar o meno, la foto conviviale di uno degli uomini del generale libico a fianco del vicepresidente della Knesset e di un ministro del governo Netanyahu, sembra rivelare più di ogni altra cosa, per chi Israele probabilmente fa il tifo.


l'isis sta tornando in libia
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occhio che trump ha tagliato gli aiuti all egitto
questo potrebbe spingere al sisi ad appoggiare haftar
io propongo di rinominare sarraj, il sindaco di tripoli!