Ahimè, le divisioni tra Europa e Unità penso siano troppo grandi per vedere l'uno confluire nell'altro...non si tratta solo di appartenenze politiche pregresse ma proprio di linee politico-culturali lontane: l'Unità era ( penso sia anche adesso, anche se non comprandola più non posso esserne sicuro, dopo il cambiamento del direttore) espressione della sinistra sindacale, del dalemianesimo culturale e dell'area dei Giovani Turchi...Europa è un giornale liberal ora molto vicino a Renzi.
Guardando all'attuale, Europa secondo me naviga relativamente in buone acque: avendo molti meno "fardelli" culturali e retaggi nobili ma pesanti ha scommesso sull'online, con una distribuzione cartacea fortemente limitata. Da sempre inoltre si differenzia dall'Unità perchè nn vuole essere un quotidiano di notizie ma un giornale di approfondimento e analisi. L'Unità invece mantiene la struttura del quotidiano, avendo però perso l'occasione di rinnovarsi ( secondo me tornare indietro dal modello Concita De Gregorio è stato un errore che potrebbe rivelarsi fatale) e perdendo costantemente lettori e copie vendute...in buona parte si appoggia a tutto l'establishment della sinistra: cgil, legacoop, circoli PD.
Come arrivare a sintesi quindi? Europa di per sè potrebbe andare avanti tranquilla, è l'Unità che deve fare delle scelte difficili...da quotidiano temo che non avrà grandi chances per il futuro, a meno di non ritrovare il gusto per il nuovo che è stato combattuto come "deviazione veltroniana" in passato...




Rispondi Citando