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Discussione: Iraq - Focus

  1. #541
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Le vere cause del tracollo dell'esercito iracheno - Panorama
    Le vere cause del tracollo dell'esercito iracheno


    Dal ritiro degli istruttori americani l'esercito di Baghdad è privo di addestramento - Obama manda in Iraq 275 uomini

    • 17-06-201498

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    Soldati dell'esercito iracheno
    Credits: ANSA FOTO

    Tag: ESERCITO IRACHENO Iraq
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    È passato meno di un mese da quando Nouri al-Maliki ha vinto le elezioni politiche conquistando il suo terzo mandato da premier iracheno con le congratulazioni di tutto il mondo occidentale, Stati Uniti in testa. Gli stessi Paesi che nell’ultima settimana hanno chiesto al premier di cambiare politica, di aprire alla minoranza sunnita che proprio Maliki aveva emarginato chiedendo aperture alle quali Washington oggi condiziona quegli aiuti militari forniti fino a ieri senza alcuna contropartita.
    A far mutare l’atteggiamento degli Stati Uniti non sono stati fattori politici ma puramente militari: l’invasione del nord del Paese da parte delle milizie qaediste dello Stato Islamico di Iraq e Sham (ISIS) e soprattutto il tracollo dell’esercito iracheno sbandato su tutti i fronti.
    Intere brigate si sono ritirate da Mosul, Tikrit e altri centri del nord-ovest senza combattere e abbandonando al nemico armi, mezzi ed equipaggiamenti inclusi una ventina di carri armati T-55 e centinaia di veicoli Hummer ceduti dagli americani alle forze di Baghdad. Nella provincia di al-Anbar è stata registrata un'incursione dei miliziani islamisti siriani del Fronte al-Nusrah che hanno sconfinato in Iraq per attaccare un reparto della 14a divisione irachena sottraendo loro armi, munizioni e veicoli per poi riparare di nuovo nella base dei jihadisti di Abukamal, in territorio siriano.
    Il collasso dell’esercito iracheno, che sta oggi costringendo il governo ad armare i civili e ad affidare la difesa di Baghdad alle milizie dei gruppi radicali sciiti, non costituisce però un evento improvviso. Quando a gennaio le forze dell’ISIS provenienti dalla Siria espugnarono Fallujah e Ramadi le truppe irachene non riuscirono a sconfiggerle pur schierando sul campo 42 mila dei 270 mila soldati che componevano l’esercito di Baghdad pima degli ultimi rovesci. Migliaia di soldati, soprattutto sunniti, disertarono a un ritmo ritenuto preoccupante da un rapporto pubblicato nel maggio scorso dal Washington Post che citava fonti irachene. Se i soldati sunniti non intendevano combattere per uno Stato che li emarginava anche le reclute sciite inviate a rimpiazzarli si sono date spesso alla fuga dopo i primi scontri con gli esperti miliziani dell’ISIS, veterani di mille battaglie.
    L’esercito iracheno, disciolto dagli americani dopo la caduta di Saddam, Hussein e ricostituito nel 2004 è stato formato dagli istruttori alleati (anche italiani) come forza anti-guerriglia e come tale ha operato con crescente successo fino al ritiro delle truppe UUSA e Nato, alla fine del 2011. Da allora le forze armate hanno assunto le caratteristiche di tutta la pubblica amministrazione irachena caratterizzata da corruzione, inefficienza e clientelismo. I fondi per l’addestramento dei reparti sono finiti in molti casi nelle tasche dei generali spesso nominati per amicizie e intese tra i clan sciiti mentre è stata spesa una fortuna per acquisire in Russia, Ucraina e Stati Uniti missili, aerei, carri armati ed elicotteri che nessun militare iracheno sa impiegare.
    La spaccatura tra sciiti e sunniti, accentuata dalla politica di al-Maliki, ha ingigantito il fenomeno delle diserzioni, oggi punite con la morte, e ha indotto molte tribù sunnite ad appoggiare l’offensiva dell’ISIS pur non condividendo l’integralismo islamico dei qaedisti. Il mondo si è accorto solo con la caduta improvvisa di Mosul e l’avanzata dell’ISIS verso Baghdad di quanto drammatica fosse la situazione militare in Iraq ma gli indizi erano evidenti già in aprile quando il governo chiuse il supercarcere di Abu Ghraib, situato ad appena 40 chilometri dalla capitale, non per ragioni umanitarie ma perché la zona era già in mano ai ribelli che avrebbero potuto cercare di liberare i 2.400 qaedisti detenuti.
    Onu, Stati Uniti e Australia hanno già iniziato a sgomberare ambasciate e uffici di rappresentanza da Baghdad a conferma di quanto la situazione rischi di assomigliare al tracollo del Sud Vietnam nel 1975 . Nonostante gli appelli di Washington e Riad a Maliki perché apra a un governo allargato ai sunniti non sembra essere questo il momento per soluzioni politiche. La difesa di Baghdad è oggi una questione prettamente militare e la mobilitazione di milizie sciite da contrapporre a quelle sunnite non potrà che favorire lo scoppio di quella guerra civile e confessionale su vasta scala che era l’obiettivo principale dei qaedisti in Iraq fin da quando erano guidati da Abu Musab al-Zarqawi.

  2. #542
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    forse a Putin dell'Iraq non gliene frega un cazzo, semplicemente ha trovato un'opportunità di prendere due o tre piccioni con una fava, e l'ha colta.
    1) non si parla più solo di Ucraina sui media russi
    2) dà l'impressione di avere capacità di proiezione su più fronti (di cui uno è in pratica una colonia yankee, e quindi dà l'ulteriore impressione di essere ancora capace di rompere i c...i agli yankee in "casa" loro)
    3) ripulisce le basi aeree dai veicoli più vecchi, e ci fa pure qualche solo sopra...

    Diciamo che è una buona mano di poker, ma la partita è solo all'inizio.




    In primo luogo i russi sono sempre stati i principali fornitori di armi e relative dottrine degli iracheni.

    Buona parte dell'hardware militare di Saddam era made in russia. Nel 1990 durante la prima guerra, Gorbaciov cerco invano di convincerlo a ritirare le truppe.


    In secondo luogo, l'esercito iracheno si e' dissolto dopo l'invasione del 2003, questi eventi lo confermano. Li esiste dapprima un appartenenza tribale, quindi religiosa.
    Il concetto di nazione sostanzialmente e' assente.

    Quanto alla questione degli USA, come al solito hanno realizzato un mezzo capolavoro strategico.

    Vogliono che Al Maliki cambi politica, ma i contatti diplomatici ci sono ancora. L'Isil+sunniti cadono a fagiolo.
    Con i peshmerga hanno ottimi rapporti.

    In altre parole hanno le mani in pasta con tutti e tre i contendenti.

    Nelle regione ci sono circa 30mila militari USA, e solo Washington potrebbe determinare le scelte finali.
    Ultima modifica di paulhowe; 30-06-14 alle 23:15

  3. #543
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    In primo luogo i russi sono sempre stati i principali fornitori di armi e relative dottrine degli iracheni.

    Buona parte dell'hardware militare di Saddam era made in russia. Nel 1990 durante la prima guerra, Gorbaciov cerco invano di convincerlo a ritirare le truppe.


    In secondo luogo, l'esercito iracheno si e' dissolto dopo l'invasione del 2003, questi eventi lo confermano. Li esiste dapprima un appartenenza tribale, quindi religiosa.
    Il concetto di nazione sostanzialmente e' assente.

    Quanto alla questione degli USA, come al solito hanno realizzato un mezzo capolavoro strategico.

    Vogliono che Al Maliki cambi politica, ma i contatti diplomatici ci sono ancora. L'Isil+sunniti cadono a fagiolo.
    Con i peshmerga hanno ottimi rapporti.

    In altre parole hanno le mani in pasta con tutti e tre i contendenti.

    Nelle regione ci sono circa 30mila militari USA, e solo Washington potrebbe determinare le scelte finali.
    È da due millenni che sono divisi in tribù , ma ciò non ha mai impedito il sorgere di nazioni ed imperi .

    Capolavoro ? ma per piacere ....
    Il capolavoro strategico nel buttare miliardate di dollari e migliaia di soldati per rimettere in piedi un Paese per poi litigare con Maliki e trovarsi il Paese stesso a pezzi con l'Iran che è smepre più protagonista .

  4. #544
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    È da due millenni che sono divisi in tribù , ma ciò non ha mai impedito il sorgere di nazioni ed imperi .
    Veramente l'iraq lo hanno creato artificialmente gli inglesi.



    Capolavoro ? ma per piacere ....
    Il capolavoro strategico nel buttare miliardate di dollari e migliaia di soldati per rimettere in piedi un Paese per poi litigare con Maliki e trovarsi il Paese stesso a pezzi con l'Iran che è smepre più protagonista


    E dimentichi che l'irak e' un tassello di un piano ben piu grande.

  5. #545
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Quanto alla questione degli USA, come al solito hanno realizzato un mezzo capolavoro strategico.

    Vogliono che Al Maliki cambi politica, ma i contatti diplomatici ci sono ancora. L'Isil+sunniti cadono a fagiolo.
    Con i peshmerga hanno ottimi rapporti.

    In altre parole hanno le mani in pasta con tutti e tre i contendenti.
    Hanno ottimi rapporti con peshmerga e il governo, non con Isil. Possono dare tutte le armi che vogliono all'Isil, ma loro non ricambiano né sono disposti a modificare il proprio atteggiamento affinché gli USA continuino ad armarli, è gente con bava alla bocca che distrugge tutto ciò che è vagamente occidentale.

  6. #546
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    Hanno ottimi rapporti con peshmerga e il governo, non con Isil. Possono dare tutte le armi che vogliono all'Isil, ma loro non ricambiano né sono disposti a modificare il proprio atteggiamento affinché gli USA continuino ad armarli, è gente con bava alla bocca che distrugge tutto ciò che è vagamente occidentale.


    L'ISIL per la verita e' solo una piccola parte della galassia sunnita che fanno capo sopratutto ai sauditi e ai giordani.

    Le formazioni militari sunnite messe a guardia delle raffinerie e delle aree strategicamente piu importanti delle regioni Anbar e Salah Ad Din sono quelle che hanno preso il controllo del territorio.

  7. #547
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    L'ISIL per la verita e' solo una piccola parte della galassia sunnita che fanno capo sopratutto ai sauditi e ai giordani.

    Le formazioni militari sunnite messe a guardia delle raffinerie e delle aree strategicamente piu importanti delle regioni Anbar e Salah Ad Din sono quelle che hanno preso il controllo del territorio.

    Infatti, l'Isil è quell'organizzazione fittizia (almeno in origine o nelle intenzioni) arruolata e armata dalla Cia, al fine di occupare il confine meridionale siriano con l'iraq filo-iraniano e tagliare così i copiosi rifornimenti bellici russi provenienti dall'Iran verso Damasco, con cadenza settimanale!

    Ora, (con i sunniti iraqueni dell'isil in cerca della propria statualità) bisogna comprendere fino a che punto chi controlla chi e se l'accordo Usa-Kurdistan per l'appeasement con l'arcinemico storico turco, durerà ancora a lungo, visto la vicinanza di Erbil con lo stesso Iran e quale reale influenza e promesse ha manifestato la visita personale di Kerry il 24 giugno in kurdistan (riconoscendo de facto ai curdi l'autorevolezza statuale).


    Ad ogni modo, complimenti, ancora una volta avete fatto un gran bel casino!!!
    Ultima modifica di Dogma; 01-07-14 alle 12:14

  8. #548
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Veramente l'iraq lo hanno creato artificialmente gli inglesi.



    E dimentichi che l'irak e' un tassello di un piano ben piu grande.
    L'iraq sarà uno stato artificiale , ma prima dell'iraq nel mondo arabo si sono susseguiti decine di emirati e stati che si fondavano sul controllo delle varie tribù , non è certo una novità dello Stato artificiale iraqeno .

    L'Iraq serviva per l'export di petrolio , il resto è solo venuto di conseguenza .

  9. #549
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    L'ISIL per la verita e' solo una piccola parte della galassia sunnita che fanno capo sopratutto ai sauditi e ai giordani.

    Le formazioni militari sunnite messe a guardia delle raffinerie e delle aree strategicamente piu importanti delle regioni Anbar e Salah Ad Din sono quelle che hanno preso il controllo del territorio.
    L'ISIL non è una piccola parte , militarmente fa ancora la parte del leone .

    Inoltre come già detto se le formazioni tribali si mettono sotto il vessillo di questi non è che l'isil è meno pericoloso , visto che è da secoli che funziona così .
    Ultima modifica di kodiak; 01-07-14 alle 13:04

  10. #550
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    dov'è l'ambasciata dell'ISIL? Voglio rivolgere una protesta ufficiale perchè non ci vogliono nel loro califfato!
    http://www.repstatic.it/content/nazi...9606a680f1.jpg
    cioè, la Spagna sì, persino la Grecia fallita sì, l'Africa nera più miserabile Sì, e noi no? COME SI PERMETTONO?
    PRETENDO DI ESSERE TERRA DI CONQUISTA DELL'ISIL!
    LoL , troppo barboni pure per il califfato ( unico mondiale ).
    Ma poi L'Austria che diavolo c'entra , mai stata terra muslim .

 

 
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