





E' quello che ipotizzavo anche io. l'ISIS (ho scelto di chiamarlo così perché sembra sia più corretto) era in fase di stallo in Siria, se non in sofferenza. La profondità strategica offerta da Turchia e Giordania era condizionata e limitata. Lo stesso per quella offerta dal confine irakeno, almeno formalmente controllato dal governo centrale. Per avere speranze di successo contro Assad l'ISIS ha bisogno di un'area sotto il suo pieno controllo in Iraq e risorse non condizionate dai giochi e dagli equilibri diplomatici occidentali e mediorientali. In Iraq, se ha successo il suo tentativo, e sembra che le prospettive di successo siano buone, otterrà ciò di cui ha bisogno per prevalere sul regime siriano: una vasta area di reclutamento, una quantità di armamento pesante e di risorse finanziarie di cui disporre senza condizioni, una frontiera libera alle spalle.
Con l'addestramento sul campo maturato in Siria le truppe dell'ISIS sono diventate qualcosa di molto più efficiente di quelle bande di terroristi che erano in Iraq.
Che ci sia lo zampone USA è evidente, ad iniziare dalla destabilizzazione della Siria alla quale sono stati invitati a partecipare tutti quelli che volevano menare le mani, a prescindere dalle loro finalità. Non ci voleva un genio per capire che gli oppositori "moderati" in Siria sarebbero stati surclassati dalle componenti jihadiste della insurrezione: molto più agguerrite, determinate, spietate. Come non ci voleva un genio per prevedere che tali organizzazioni avrebbero potuto rivolgersi verso la casa madre: il debole Iraq guidato dallo sciita al Maliki.Comunque come dicevo più sopra i guerriglieri Jahdisti,sono sconfinati in Iraq,il quale dopo l'invasione USA del 2003,é diventato uno stato cd"quasi fallito"(come lo é anche la libia)in quanto é ormai diviso in 3 fazioni,il centro-sud Sciita,il nord-est Curdo,ed il nord-ovest Sunnita,ed infatti é appunto in questa parte dell'Iraq che i guerriglieri dell'ISIS stanno dilagando(x ora)senza incontrare quasi alcuna resistenza.
C'é poi da mettere in conto che l'attuale governo Iraqeno di Al Maliki,é di religione Sciita,quindi di fatto filo-Iraniano ed anche x di più quasi alleato con il presidente Assad perciò viene visto come il fumo negli occhi da Washington(ed altrettanto da Israele e dall'Arabia Saudita)
Poi c'é da dire che gli USA non hanno perdonato lo sgarbo fatto loro da Al Maliki che li ha rimandati a casa in malo modo,senza tante scuse,x questo gli USA temono di perdere la faccia in medio oriente(questo prima o poi in diplomazia si paga a caro prezzo)diventando così lo zimbello dei paesi che in un modo o nell'altro potrebbero entrare x diversi motivi in rotta di collisione con Washington,come se non bastasse x farsi odiare da tutti la loro nomea di cd"esportatori di democrazia"a domicilio anche se non sollecitati o minimamente voluti dalla malcapitata nazione di turno(vdsi i casi attuali di Siria ed Ucraina)
Comunque,tanto x concludere,in questa azione dell'ISIS io ci vedo sia lo zampone USA,cioé con intelligence,coordinamento,addestramento e forse anche finanziamento,ed in modo trasversale ma anche più plateale l'intervento degli alleati più stretti come il Qatar e l'Arabia Saudita,con altri soldi,armamenti,organizzazione,ecc...ma,e qui la mano sul fuoco non ce la metto,ma sento anche odore di zampino di Israele,che dalla spartizione dell'Iraq in 3 staterelli poco influenti e x nulla potenti come era invece l'Iraq unito sotto Saddam Husseyn,come dicevo ha solo da guadagnare e nulla da perdere,come avrebbe da essere soddisfatto se anche l'Iran si impelagasse in un conflitto tribale lungo e sanguinoso,nella vicina Mesopotamia,come ora avviene in Siria.
un saluto
Alexfaro
Riguardo ad Israele bisogna tenere presente che è egemonizzato da un movimento ideologicamente ultranazionalista: il sionismo, che sogna la Grande Israele e che manovra una potentissima lobby negli USA, in UK, in Francia, e in altri Paesi europei. E la Grande Israele comprende un pezzo di Siria e di Iraq.
Se Assad cadesse in Siria si stabilirebbe un regime ancora meno tollerabile di quello dei talebani in Afganistan. Un regime i cui eccessi legittimerebbero qualsiasi azione venisse attuata contro di esso. La cui prevedibile aggressività verso Israele giustificherebbe azioni militari di risposta anche molto energiche, fino all'occupazione di parti di territorio per tenere lontani i jihadisti dalla frontiera israeliana.
Il disappunto dei governanti israeliani di fronte alla rinuncia statunitense all'attacco contro la Siria, presa all'ultimo momento, è molto significativo circa l'interesse israeliano alla caduta di Assad. Come era alto per la caduta di Saddam, per la quale la lobby si è molto spesa a livello di intelligence, pressioni politiche, propaganda.
E' vero che certe azioni non hanno mai una sola motivazione, tuttavia nessuna di quelle esclusivamente motivate dall'interesse statunitense sembra sufficiente a giustificare il notevole investimento di risorse fatto dagli USA per abbattere Saddam e quello che stanno facendo, pur in crisi economica, per togliere di mezzo Assad. Nel primo caso la lobby neocon-sionista era al potere con l'amministrazione Bush; nel secondo caso esercita il suo potere di indirizzo prevalentemente agendo sul Congresso e sui mass media. Certo, di dietrologie sulle motivazioni americane se ne sono fatte tante, ma nessuna a mio parere giustifica la costosissima azione contro l'Iraq e nemmeno quella, meno costosa finanziariamente ma impegnativa sul piano diplomatico, contro la Siria.
Se l'ISIS e collaterali prendessero il potere in Iraq e in Siria verrebbero a costituirsi due Stati canaglia ai quali nessuno vorrebbe concedere un seggio all'ONU; due Stati talmente impresentabili che la comunità internazionale ringrazierebbe chiunque volesse toglierli di mezzo. E chi altri potrebbe farlo se non Israele? Non solo Israele continuerebbe ad occupare le alture del Golan, che nessuno avrebbe titolo a richiedere indietro, ma sarebbe giustificato se occupasse anche una vasta area all'interno del confine siriano ed irakeno. Il sogno della Grande Israele potrebbe quindi diventare una realtà.
Sono supposizioni ovviamente, però non mancano gli indizi a sostegno della loro fondatezza.
Ciao
“I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)


Dubito fortemente che gli israeliani abbiano la volontà di mettere piede in Paesi con milioni di musulmani incattiviti .
Comunque l'isis è prossimo ad occupare i posti di confine con Giordania e Arabia Saudita , stiamo a vedere se la destabilizzazione si estenderà in qualche maniera ai vicini dell'Iraq


Certo che mandare droni come dice obama non è molto sicuro
https://forum.termometropolitico.it/...l#post13600411


Comunque è curioso come in Siria l'isis non tolleri nesusn altro gruppo ribelle , mentre in Iraq permettono ad altri gruppuscoli (Ansar-al islam , i Naqshabandi ) di agire sotto la propria egida .
Le motivazioni IMHO sono diverse :
1-In Siria le zone di interesse primario per l'isis erano lontane dal controllo di Assad e a farne le spese sono stati gli altri ribelli che sono stati spogliati e derubati
2-In Iraq i gruppi alleati sono piccoli ed inoffensivi , quindi molto meglio integrabili in un network con al centro l'isis stesso , una volta conseguiti gli obiettivi primari i gruppi più ''eretici'' verranno liquidati e gli altri assorbiti , se le cose volgono al peggio può invece far comodo avere più gruppi in clandestinità .
3-Radicalizzazione ed islamizzaizone dei baathisti e nazionalisti iraqeni che non sono quindi più un problema d'immagine (allearsi con dei laici avrebbe potuto far sfigurare l'isis di fronte al mondo islamico ultraradicale )
4-Rivalità con al qaeda che essendo ben presente in Siria è da eliminare , in Iraq invece il gruppo è sparito .
Ultima modifica di kodiak; 23-06-14 alle 15:20


Iraq: stupri guerra, 5 donne cristiane suicide dopo stupri Isis
Iraq: stupri guerra, 5 donne cristiane suicide dopo stupri Isis
(AGI) - Baghdad, 22 giu. - Le atrocita' di cui si stanno macchiando in Iraq i miliziani sunniti dello Stato islamico dell'Iraq e della Siria (Isis) sono "indescrivibili" e comprendono stragi, sequestri e stupri, anche nei confronti di donne cristiane, cinque delle quali si sono suicidate....


gli amici di Obama, dopo aver fatto danni in Siria, portano la loro merda in giro per il medioriente.
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


se penso che le milizie baathiste sono alleate di simili porci... Michel Aflaq si starà rivoltando nella tomba.
"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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