50 anni di cui 26 nell'RSA di Mirafiori .....insomma .....un FANCAZZISTA di professione .Ma infatti basta leggere l'intervista al genio, lo dice in modo chiarissimo:
«Lo sciopero è maturato negli ultimi mesi proprio per il progressivo deteriorarsi delle condizioni dei lavoratori – spiega Pasquale Loiacono (nella foto), origini calabresi, 50 anni di cui 26 passati a Mirafiori dov’è Rsa della Fiom – per via dell’introduzione del Wcm, il word class manufacturing, l’organizzazione del lavoro, di stampo giapponese, adottata da Fiat in molti stabilimenti e di recente anche a Pomigliano. Alla Wcm vanno aggiunti gli effetti della nuova metrica Ergo-Uas e le turnistiche consentite dal contratto: si lavora per nove ore al giorno con straordinari al sabato mattina».
La strategia del Wcm, si legge in rete, è stata sviluppata negli Usa negli anni 90, in Italia arriva attorno al 2005 nel gruppo FIAT: le attività di tutti i team sono orientate alla realizzazione di progetti (Kaizen) i cui obiettivi sono zero difetti, zero guasti, zero sprechi e zero magazzino, finalizzate ad una generale compressione dei costi dello stabilimento in maniera sistemica e con metodi riferibili ed oggettivabili. Il Wcm pone l’accento sul miglioramento ergonomico delle postazioni lavorative per aumentare la produttività, sulla riprogettazione delle postazioni di lavoro al fine di ridurre la necessità dell’operaio di spostarsi per prendere i pezzi da montare e ridurre in tal modo i tempi del ciclo produttivo, ma soprattutto sul lavoro in team, ai quali è demandata l’attività di problem solving. L’Ergo-Uas, dal canto suo, costituisce una metodologia già sperimentata nello stabilimento di Mirafiori, per raggiungere gli obiettivi del Wcm. Il sistema si basa sulla ridefinizione dei carichi ergonomici derivanti dai nuovi assetti delle postazioni di lavoro e su un sistema di studio dei tempi mutuati dal taylorismo dell’inizio del 900. Grazie all’informatica permette di plasmare completamente il ciclo lavorativo e i gesti degli operai per ottenere la produttività massima.
In sintesi è possibile affermare che quel poco di lavoro che c’è viene concentrato sulle spalle dei pochi che la Fiat richiama a lavorare dalla cassa integrazione. «Un bacino di cassintegrati da ricattare – continua Loiacono – che consente all’azienda di tenere in scacco i lavoratori.
In pratica si lamenta dell'aumento di produttività che rende necessario meno lavoro. Meglio essere poco produttivi e lavorare tutti...





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